Spesso pensiamo di conoscere a perfezione le parabole di Gesù e il loro significato. Tutti noi, sin da piccoli, le abbiamo ascoltate durante la Santa Messa, lette sui libri e compreso il loro significato nelle omelie. Tuttavia, un approccio più approfondito rivela che sono moltissime le cose sulle parabole che ancora non si conoscono.
Alla Scoperta delle Parabole: Oltre il Significato Apparente
La lettura attenta dei Vangeli solleva interrogativi che mettono in discussione le interpretazioni superficiali. Perché l’uomo vende tutti i suoi averi senza sapere quanto vale il tesoro? Perché il buon pastore abbandona novantanove pecore pur di salvarne una? Quanto vale un talento? Perché i lavoratori della vigna ricevono tutti la stessa paga se alcuni hanno lavorato molte più ore? E perché il padrone loda l’amministratore disonesto?
Don Renzo Lavatori e Don Luciano Sole, entrambi esperti di teologia, prendono in esame tutte le parabole raccontate da Gesù presenti nei Vangeli. Con parole semplici e uno stile comprensibile, essi accompagnano il lettore a comprenderne il significato più profondo e la ricchezza di spunti e riflessioni che ne scaturiscono. Attraverso questa guida, si è spinti a porsi domande vitali, le cui risposte luminose si trovano in questi brevi racconti di Gesù, riletti con occhi nuovi.

La Fede Biblica: Un Intreccio di Luce e Tenebra
La fede è descritta come un intreccio di luce e di tenebra: essa possiede abbastanza splendore per ammettere e abbastanza oscurità per rifiutare. Offre sufficienti ragioni per obiettare, abbastanza luce per sopportare il buio che c’è in essa, speranze sufficienti per contrastare la disperazione e amore a sufficienza per tollerare la sua solitudine e le sue mortificazioni. Se si ha solo luce, ci si limita all’evidenza; se si ha solo oscurità, si è immersi nell’ignoto. Solo la fede consente di avanzare.
La fede non si fonda solo su delle certezze, né è soltanto un raggio di luce che squarcia le ombre e gli enigmi dell’esistenza umana. Nella Bibbia, la fede è innanzitutto ricerca, un incontro con un Dio che non scioglie il mistero ma che si rende presente in esso. Ne è esempio il racconto della Genesi, dove Giacobbe lotta con Dio tutta la notte, e il Libro di Giobbe, in cui Dio viene trascinato in una sorta di tribunale da colui “che giace sul letamaio” del proprio villaggio. Per questo la fede è un intreccio di “luce e di tenebra”, un cammino fatto di pascoli erbosi e deserti aridissimi, di fatica e sudore, ma anche di riposo e refrigerio.
Serie di sermoni: Cercare la verità nella fede - Come distinguere il vero Cristo dai falsi cristi
Il Lavoro e l'Attività Umana nella Prospettiva Biblica
Il lavoro e l’attività umana sono continuamente presenti nella Bibbia. Tuttavia, questa abbondante presenza rischia di indurre in errore attraverso interpretazioni troppo immediate o pretese anacronistiche. Nella Sacra Scrittura non è presente né un discorso compiuto o una dottrina sistematica sul lavoro, né il concetto di lavoro come normalmente lo si intende nella società moderna, cioè nella sua accezione utilitaristica e quantificabile. È significativo che manchi persino un termine specifico per indicare il lavoro come lo concepiamo oggi.
Nella Bibbia, il lavoro è sempre visto come attività personale e di relazione con Dio e il mondo. Pur essendo citato abbondantemente, il tema del lavoro non ha particolare rilievo per l’annuncio biblico, che riguarda l’alleanza tra Dio e il suo popolo e gli interventi divini nella storia, con il mistero di Gesù Cristo in primo piano.
L’attività lavorativa è importante nella Bibbia in quanto espressione dell’esistenza umana e delle sue caratteristiche di finitezza, bisognosa di essere salvata e dotata di senso. Di per sé il lavoro non è in grado né di dare significato ultimo alla vita né di essere elemento decisivo e autonomo riguardo alla salvezza, alla santificazione o alla condanna dell’uomo. Infatti, il lavoro fa parte dell’esistenza umana, ma non ne esaurisce il senso né salva l'uomo; non santifica l'uomo ma neppure lo condanna.
I rischi di una non accorta teologia biblica del lavoro possono concretizzarsi in una ricerca basata su risposte immediate a problemi e domande anacronistiche che la Bibbia non può dare, o in un utilizzo selettivo di pericopi o versetti. Questo, però, non mette in discussione la necessità e la ricchezza del riferimento all’esperienza biblica; infatti, nei libri biblici “si parla molto dell’uomo che si affatica nel lavoro”. Le direttive bibliche rimangono fondamentali per la dimensione di senso del lavoro, guidandoci nell’elaborare un approccio alla sistemazione e al funzionamento delle istituzioni private e pubbliche, affinché siano espressione di quel bene dell’uomo che è in gioco nell’attività umana lavorativa. Tuttavia, non è possibile presupporre la chiarezza di un presunto messaggio biblico intorno ai problemi particolari del lavoro rispetto all’esperienza della realtà presente, poiché tali riferimenti apparirebbero caratterizzati da un tratto quasi «fondamentalistico».

Gli Esperti: Don Luciano Sole e Don Renzo Lavatori
Don Renzo Lavatori è laureato in teologia e filosofia, nonché docente emerito di teologia dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e la Pontificia Università della Santa Croce.
Don Luciano Sole è licenziato in Scienze bibliche e in teologia dogmatica, ed è docente a Roma di esegesi biblica presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, l’ISSR all’Apollinare e il Centro diocesano di Teologia per laici. La sua profonda conoscenza delle Scienze bibliche e dell'esegesi è fondamentale per offrire una spiegazione approfondita della spiritualità biblica.
Il loro lavoro si distingue per uno stile semplice e comprensibile, pur offrendo contenuti ricchi e profondi. Essi si dedicano alla spiegazione di tutte le parabole presenti nel Vangelo, mettendo a disposizione la loro comprovata competenza sull’argomento.
tags: #spiritualita #biblica #d #luciano #sole