Monsignor Libero Tresoldi e il Sinodo Diocesano di Crema

La figura di monsignor Libero Tresoldi, vescovo emerito di Crema, rimane impressa nella memoria della comunità diocesana per il suo lungo e significativo episcopato. Ricorre oggi il 10° anniversario dalla sua scomparsa, un momento per ricordare il pastore che ha guidato la Chiesa cremasca in un periodo di grandi cambiamenti e ha lasciato un'eredità duratura, tra cui la celebrazione di un importante sinodo diocesano.

La Vita e il Ministero di Monsignor Libero Tresoldi

Le Origini e la Formazione Sacerdotale

Monsignor Libero Tresoldi nacque a Rivolta d’Adda il 18 gennaio 1921. Sebbene la sua famiglia si trasferì a Milano nel 1924, mantenne sempre un forte legame con la sua terra natia. Fu ordinato sacerdote il 29 maggio 1943 dall’Arcivescovo di Milano, il cardinale Ildefonso Schuster.

Il Servizio nell'Arcidiocesi di Milano

Nella diocesi di Milano, monsignor Tresoldi ricoprì diversi incarichi prestigiosi. Fu Abate di Sant’Ambrogio, dove ebbe modo di conoscere numerose personalità del mondo culturale cattolico milanese. Si occupò, in particolare, del settore della Pastorale del lavoro. Il 28 settembre 1970, Papa Paolo VI lo nominò vescovo ausiliare di Milano (titolare di Altino), e il 22 novembre successivo ricevette l’ordinazione episcopale dalle mani del cardinale Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano. Fu poi ausiliare anche del cardinale Martini.

Ritratto di Monsignor Libero Tresoldi

L'Episcopato a Crema (1981-1996)

Il 10 dicembre 1981, monsignor Tresoldi fu nominato vescovo di Crema da Papa Giovanni Paolo II, che qualche anno più tardi, nel 1994, visitò proprio la città di Crema. Guidò la Chiesa cremasca fino all’11 luglio 1996, quando rinunciò all’ufficio pastorale per raggiunti limiti d’età. Nonostante la sua crescita milanese, espresse in un'intervista realizzata per il suo 60° di sacerdozio il suo profondo legame con la diocesi: “Prego ogni giorno per la Chiesa di Crema nella quale sono ancora inserito e che amo tanto: io appartengo alla Chiesa di Crema e sono tenuto a recitare la Liturgia della Lode per i cremaschi.”

L'Eredità Pastorale a Crema

Durante i quindici anni del suo episcopato, monsignor Tresoldi si distinse per la sua vicinanza amorevole ai bisognosi, operando in un momento non facile e di grande cambiamento. Istituì la Caritas diocesana, provvide alla ristrutturazione del Cuore di Crema e fondò la casa di accoglienza ai Sabbioni per i senza dimora. Fondamentale fu la celebrazione di un Sinodo diocesano, le cui conclusioni hanno illuminato la Chiesa cremasca nei periodi successivi.

Foto della Diocesi di Crema o della Caritas di Crema

Il Sinodo Diocesano del 1994 e la sua Risonanza

La Celebrazione e le Sue Indicazioni

Il Sinodo diocesano, celebrato sotto la guida di monsignor Tresoldi, rappresentò un momento cruciale per la diocesi di Crema. Le sue indicazioni hanno costituito un punto di riferimento per le successive iniziative pastorali, in particolare per la pastorale giovanile.

Lo Sviluppo della Pastorale Giovanile Post-Sinodale

Raccogliendo le indicazioni del Sinodo diocesano del 1994, il compianto monsignor Angelo Paravisi il 24 febbraio 2000 istituì l’Ufficio di Pastorale Giovanile. Nelle intenzioni espresse al delegato per la pastorale diocesana, il Vescovo indicava un campo d’azione che va dai ragazzi ai giovani, con attenzione particolare ad alcuni momenti significativi e delicati, come il periodo che va dal dopo cresima fino ai 18 anni.

La Funzione e i Compiti dell'Ufficio di Pastorale Giovanile

L’Ufficio di Pastorale Giovanile doveva caratterizzarsi soprattutto per la sua funzione operativa, agendo come luogo di incontro e punto di riferimento per proposte, consigli, verifiche e disponibilità di strumenti e materiali vari, offerti a quanti, sacerdoti e laici, operano nel variegato mondo della pastorale giovanile. A esso fu affidato il compito di proporre e coordinare in maniera organica gli interventi e le iniziative rivolte alle fasce giovanili, con percorsi che coprono tutto l’anno pastorale e interagiscono con tutti gli altri settori. Inoltre, l’Ufficio doveva mantenere i collegamenti con le zone pastorali, raccoglierne le istanze e le attese, e offrire suggerimenti e prospettive.

Il Progetto Diocesano "Lo guardò con Amore" e gli Orientamenti Pastorali

Su queste indicazioni si è cercato di camminare, costruendo il progetto diocesano di pastorale giovanile presentato nel 2004 e intitolato “Lo guardò con Amore”. Questo fu uno “strumento per un progetto di PG” promosso da monsignor Angelo Paravisi per aggiornare le indicazioni del Sinodo diocesano. Monsignor Angelo Paravisi, attraverso le sue lettere pastorali, ha ulteriormente sviluppato gli orientamenti per i giovani:

  • Nella lettera “Il battesimo sorgente di vita nuova” (2006-2007), che ha dato inizio a una serie di orientamenti pastorali mirati alla riscoperta dell’identità cristiana, egli suggerisce ai giovani un confronto con l’itinerario che ha condotto Sant'Agostino alla conversione.
  • Nella lettera “Dal battesimo il coraggio della missione” (2008-2009), invita i giovani a essere “missionari dei giovani”, a perseguire una formazione personale in vista di esperienze di evangelizzazione verso le fasce giovanili, sottolineando che evangelizzare non è un’opzione facoltativa, ma un compito per raggiungere i coetanei e i colleghi affinché Cristo sia conosciuto e amato.
  • In “Seguire Gesù maestro di vita” (2011-2012), il vescovo afferma che la pastorale degli adolescenti e dei giovani deve rivestire un carattere prioritario, rivolta sia a coloro che frequentano abitualmente le comunità parrocchiali, sia a coloro che se ne sono allontanati. Invita a riflettere su come i giovani costituiscano una risorsa preziosa all’interno delle comunità.

Un salto di qualità nella Pastorale Giovanile, secondo monsignor Paravisi, sarebbe stato possibile solo se i giovani avessero potuto contare su educatori adeguatamente preparati, testimoni adulti attendibili e persone umanamente attraenti per la coerenza della loro vita. A tal fine, chiese tre impegni specifici:

  1. Percorsi di educazione all’affettività e alla sessualità;
  2. Itinerari che aiutino le nuove generazioni a misurarsi con un proprio progetto di vita, che li renda atti a seguire Gesù in una specifica vocazione;
  3. [Il terzo punto non è specificato nel testo originale].
Infografica sulla pastorale giovanile o foto di giovani in attività pastorali

La Scomparsa e il Ricordo di Monsignor Tresoldi

La Morte e i Funerali

Monsignor Libero Tresoldi, vescovo emerito di Crema e già vescovo ausiliare ambrosiano, è morto serenamente nella sua casa milanese in via Taormina all'età di 88 anni. La camera ardente è stata allestita nella chiesa di San Sigismondo presso Sant’Ambrogio. I funerali, presieduti dall’Arcivescovo, si sono svolti nella basilica di Sant’Ambrogio, seguiti nel pomeriggio da un rito funebre nel Duomo di Crema, dove la città e la Diocesi hanno dato l'ultimo saluto al loro amato pastore.

Il Ricordo dell'Uomo e del Pastore

La comunità di Crema ricorda monsignor Tresoldi come un uomo buono, mite, capace di sostenere i più bisognosi e di farsi carico delle loro istanze. Come affermato dal vescovo Cantoni, i quindici anni del suo episcopato si sono svolti in un momento non facile, di grande cambiamento, ma la sua vicinanza amorevole e le sue opere hanno lasciato un segno indelebile.

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