Il Sinodo dei Giovani: una riflessione sulla Chiesa e le nuove generazioni

Se la Chiesa, e il papa in prima persona, sono convinti che sul mondo giovanile occorra una seria riflessione, facendosi per questo promotori di una azione sinodale, significa che tra Chiesa e giovani - intesi come soggetti responsabili della propria vita a partire dalle proprie qualità, sogni e desideri - non corre «buon sangue». Non vi è una collaborazione vissuta in una compagnia relazionale ampia e non si dispone di proposte impegnative per i singoli cristiani, le comunità e le famiglie.

Schema illustrativo che mostra la relazione tra Chiesa, adulti e giovani nel contesto del Sinodo

L’orizzonte del mondo giovanile: tra fragilità e dono

I giovani sono un dono impareggiabile per la Chiesa, una forza motrice capace di leggere i segni dei tempi. Purtroppo, a causa di una crisi di identità, molti adulti si sono «afflosciati», adattandosi a non vedere un futuro possibile con i giovani e comportandosi da contemporanei di età diverse, anziché da adulti educatori.

Per comprendere il mondo giovanile è necessario:

  • Mettersi in ascolto del loro desiderio profondo di vita e di assoluto.
  • Superare la pigrizia pastorale che ignora il grande cambiamento d’epoca.
  • Accompagnare le giovani generazioni non come un problema da sopportare, ma come esistenze da valorizzare.

Il metodo sinodale: ascoltare per costruire insieme

Il Sinodo dei Vescovi, dedicato al tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, non è stato solo un evento concluso con un documento, ma l’inizio di un «cammino insieme». Il termine etimologico di sinodo riflette questa necessità di percorrere la strada in modo corale.

Il metodo adottato si è rivelato fondamentale:

  1. L’ascolto autentico: prima di ogni confronto teorico, il Sinodo è stato un incontro tra persone che portano le proprie inquietudini e la ricchezza della propria cultura.
  2. La costruzione del consenso: attraverso il dialogo in plenaria e nei circuli minores, si è cercato di dare voce a tutti, inclusi i giovani uditori, evitando di imporre punti di vista unilaterali.
  3. Il discernimento comunitario: una pratica che permette di valorizzare i carismi di ogni battezzato, superando la trappola del clericalismo.

Sfide attuali: dal ruolo del presbitero alla rete

Il ruolo del prete giovane è cruciale: egli non è un censore, ma un compagno di strada capace di intuire il Risorto e di mostrare, con la propria coerenza, la bellezza di seguire Cristo. In questo contesto, anche la rete e il mondo digitale rappresentano ambienti in cui i nativi digitali possono ridire la loro fede e i loro sogni.

Tuttavia, persiste la sfida dell’oratorio: un ambiente che non si apre alla collaborazione con le varie realtà giovanili del territorio rischia di isolarsi. L’oratorio deve aprirsi alle responsabilità della vita reale: il lavoro, la scuola e la preparazione alla famiglia.

Verso un futuro di corresponsabilità

La generazione dei giovani d'oggi vive in un clima di incertezze, ma possiede un anelito verso l'Ubuntu, l’idea africana che dice: «io sono perché noi siamo». Questa visione contrasta l'egolatria, il culto dell’io che spesso domina la società attuale. La sfida che la Chiesa propone ai giovani non è un inquadramento in schemi preconfezionati, ma una chiamata alla libertà e al coraggio di fare scelte significative.

Il Sinodo si configura come un ponte, un invito a passare dal «Che cercate?» al «Chi cercate?». La Chiesa è chiamata a rimanere in attesa dell’umanità di Dio che si manifesta nei giovani, rendendo testimonianza al Vangelo attraverso relazioni autentiche e fraterne, capaci di orientare le nuove generazioni verso un’epoca nuova.

Concetto Descrizione
Sinodo Camminare insieme, ascolto reciproco e discernimento.
Vocazione Un intreccio dinamico tra chiamata divina e libertà umana.
Autorità Forza generativa volta a far crescere l'altro.

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