Il Sinodo Diocesano e il Cammino Sinodale a Mantova: Coinvolgimento Giovanile e Prospettive Future

Il termine "sinodo", che significa "camminare insieme", identifica un processo di riflessione e ascolto all'interno della Chiesa. A Mantova, questo cammino ha assunto diverse forme e tappe, con una particolare attenzione al mondo giovanile e al rinnovamento pastorale.

Il Sinodo Diocesano di Mantova (2013-2016): Un Percorso di Ascolto

La Chiesa di Mantova ha celebrato un intenso Sinodo Diocesano, un percorso durato quasi tre anni, dalla sua indizione il 24 novembre 2013 fino alla sessione conclusiva del 18 marzo 2016. Questo periodo di lavoro ha coinvolto profondamente la comunità diocesana.

Il Sinodo ha visto la partecipazione di quindici commissioni di studio, che hanno elaborato orientamenti confluiti in diciannove proposizioni definitive (inizialmente diciotto). L'ampia consultazione su queste proposizioni ha coinvolto circa 6.000 persone, dimostrando un notevole desiderio di partecipazione e confronto.

illustrazione di persone che camminano insieme o si riuniscono in assemblea

Fasi e Modalità di Partecipazione

Il Sinodo si è articolato in diverse tappe e prevedeva un'ampia partecipazione:

  • Periodo di svolgimento: Dal 5 novembre 2013 al 18 marzo 2016.
  • Accessibilità: Aperto a tutti - laici (giovani e adulti), credenti e non, diaconi, preti, frati e suore.
  • Come partecipare: Era necessario rendersi disponibili ad entrare in un Gruppo sinodale (PGS).

I Gruppi sinodali potevano essere costituiti all'interno delle parrocchie (catechisti, educatori, lettori, cantori, Caritas, gruppi Betania, movimenti, scout, giovani, ecc.), ciascuno formato da un minimo di 5 a un massimo di 20 persone. Questi gruppi si incontravano per discutere i temi proposti dalla Commissione preparatoria, che forniva indicazioni per il dialogo.

Tappe Fondamentali del Sinodo Diocesano

Il percorso del Sinodo è stato scandito da momenti chiave:

  1. 5 novembre 2013: Prima tappa con presentazioni e celebrazioni.
  2. 4 febbraio 2014: Seconda tappa.
  3. 20 maggio 2014: Terza tappa, focalizzata sul tema "Siamo un solo Corpo...".
  4. Settembre 2014: Settimana della Chiesa Mantovana, che ha segnato gli ultimi passaggi per l'apertura ufficiale del Sinodo Diocesano. Durante questo periodo, monsignor Roberto Busti ha ampiamente parlato del Sinodo. È stata distribuita una "Lettera Sinodale" con 15 questioni su cui i PGS dovevano esprimersi.
  5. 23 novembre 2014: Prima Assemblea Sinodale in S. Barbara.
  6. 22 marzo 2015: Seconda Assemblea Sinodale in S. Barbara, con la presenza del vescovo Roberto e di mons. Vignolo.
  7. 17 gennaio 2016: Sessione conclusiva dell'Assemblea Sinodale in S. Barbara, dedicata alla votazione finale delle 19 Proposizioni definitive. Queste sono state consegnate al vescovo Roberto Busti affinché, "guidato dallo Spirito del Risorto, possa indicare alle nostre comunità i passi da compiere, le risorse da mettere in campo e le pratiche da abbandonare".
  8. 17 aprile 2016: Solenne chiusura del Sinodo con una Santa Messa nella concattedrale di S. Andrea, con la distribuzione del "Liber Sinodalis" ai partecipanti.

Il vescovo Roberto Busti ha richiesto la preghiera della comunità per la preparazione e la pubblicazione del Liber Sinodalis, un documento che avrebbe dovuto guidare le comunità nell'annuncio del Vangelo.

fotografia della Cattedrale di Mantova o di un'assemblea ecclesiale

La Visione del Vescovo Busca: Dalla Pastorale delle Attività alla Pastorale Generativa (2025-2027)

Il biennio 2025-2027 segna per la diocesi di Mantova l’ingresso in una nuova fase del Cammino sinodale, orientata alla "recezione coordinata". Monsignor Marco Busca, vescovo di Mantova, sottolinea che non si tratta di aggiungere attività, ma di assimilare un metodo, trasformando intuizioni e processi in prassi condivise.

Questa fase è vista come un'occasione per accogliere le prospettive della Chiesa universale, italiana e diocesana, valorizzando i passi compiuti e garantendo coerenza e continuità. L'obiettivo è passare da una pastorale incentrata su programmazione e organizzazione a una "pastorale generativa di credenti".

Il discorso del Vescovo Marco Busca alla città - 25 marzo 2018

Superare la Scarsità e Riscoprire la Vocazione

Monsignor Busca utilizza il riferimento evangelico dei cinque pani e due pesci per interpretare il presente ecclesiale, dove spesso si avverte una sensazione di scarsità di risorse pastorali e di un senso di irrilevanza. Tuttavia, il vescovo invita a non fermarsi a questa percezione, affermando che "non manca la fame di Vangelo" e che esiste una ricerca interiore di spiritualità esistenziale.

La sfida principale è rivolta ai battezzati che non partecipano attivamente alla vita ecclesiale. La fede, non più presupposta, deve essere proposta. La conversione pastorale richiesta è dunque anche una conversione di mentalità, promuovendo una "pastorale vocazionale a tutto tondo" per intercettare carismi e ministeri che spesso si trovano al di fuori dei cerchi consueti. In questa prospettiva, anche le crisi possono diventare opportunità per un "stato nascente".

Delegati e Equipe di Comunione per una "Recezione Reale"

Per sostenere questo cammino, sono stati introdotti i Delegati diocesani per la recezione coordinata e rafforzate le Equipe di comunione. Monsignor Busca li definisce "facilitatori" che aiutano le comunità a discernere la realtà, sollecitare i passaggi necessari e accompagnare le verifiche, senza sostituirsi alle responsabilità dirette delle comunità.

L'obiettivo è una "recezione reale" dei percorsi avviati, capace di incidere nella vita concreta delle comunità e di dare impulso alla missione evangelica. Un elemento cruciale è il maggiore coinvolgimento dei giovani, non come semplici esecutori, ma come "protagonisti", capaci di portare le loro intuizioni sul futuro della Chiesa. Nonostante le difficoltà legate a resistenze ideologiche e inerzie generazionali, il vescovo sottolinea che il vero rinnovamento avviene attraverso il cambiamento delle mentalità e delle motivazioni spirituali.

Il Contesto del Sinodo dei Vescovi sui Giovani: La Chiesa in Ascolto

Il tema del "camminare insieme" è un filo conduttore che lega il percorso delle Giornate Mondiali della Gioventù e il Sinodo dei Vescovi, la cui parola stessa significa "camminare insieme". La Chiesa universale si è interrogata su come mettersi in ascolto dei giovani, specialmente in un'epoca caratterizzata da una profonda incomunicabilità intergenerazionale.

Preparazione e Partecipazione Senza Precedenti

Il percorso di preparazione al Sinodo dei Vescovi su «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale» (ottobre 2018) è stato caratterizzato da un'inclusione e partecipazione senza precedenti. Oltre al consueto Documento preparatorio e un Seminario internazionale, è stata lanciata una consultazione online che ha coinvolto oltre 100mila giovani in tutto il mondo.

Un'innovazione assoluta è stata la Riunione pre-sinodale (19-24 marzo 2018) a Roma, che ha visto la partecipazione di 300 giovani da ogni parte del mondo (non tutti cattolici o credenti). Questa dinamica ha trasformato la preparazione in un processo di reale incontro e ascolto tra le generazioni, permettendo ai giovani di esprimere la propria voce "senza filtri".

Le Sfide della Comunicazione e dell'Accompagnamento

Il percorso sinodale ha evidenziato un problema di comunicazione tra le istituzioni ecclesiali e il mondo giovanile. Molti giovani si sentono poco accolti e ascoltati, e sono spesso allontanati non solo dal disinteresse generale, ma anche dalla "scarsa preparazione" dei sacerdoti e dagli scandali economici e sessuali.

Le Conferenze episcopali, d'altra parte, ammettono di non comprendere appieno alcuni tratti della cultura giovanile, in particolare la pervasività dei media digitali e le sue conseguenze. Questa difficoltà comunicativa porta all'allontanamento dalla Chiesa di molti giovani, pur portatori di autentiche sensibilità spirituali.

Un altro nodo cruciale è la cultura dell'accompagnamento. I giovani, in un mondo complesso e incerto, manifestano un forte bisogno di sostegno e vicinanza da parte di figure di riferimento. Rinnovare questa cultura significa valorizzare il potenziale di tutte le figure che, a vario titolo, assumono un ruolo educativo: genitori, insegnanti, educatori, e l'intera comunità cristiana.

Il Sinodo ha sottolineato l'importanza di offrire vicinanza e sostegno anche ai giovani che vivono situazioni di marginalità socio-economica o culturale, o esperienze estreme di dolore e violenza. Questo richiede alla Chiesa di assumere la prospettiva della sostenibilità e di promuovere stili di vita coerenti.

Credibilità Istituzionale e Rinnovamento delle Mentalità

La sfiducia nelle istituzioni è un tratto distintivo della cultura giovanile contemporanea. In questo contesto, la Chiesa, con la sua struttura istituzionale, è chiamata a costruire relazioni interpersonali autentiche per mantenere la propria credibilità. Per i giovani, il senso di appartenenza deve essere costruito e scoperto attraverso un percorso di apprendimento dall'esperienza, piuttosto che essere dato per scontato o imposto dall'alto.

La sfida del Sinodo è dunque quella di riscoprire, all'interno della tradizione spirituale e teologica della Chiesa, le ricchezze che le consentano di sintonizzarsi con la mentalità dell'epoca attuale, per continuare a mostrare la propria rilevanza e generare speranza per il futuro.

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