Questo strumento è pensato per vivere il tempo della Quaresima, adatto sia per la celebrazione comunitaria che personale.
Chi era Silvano Fausti: Una Guida Spirituale
Silvano Fausti (1940-2015), gesuita, dopo gli studi teologici e un periodo dedicato all’insegnamento, alla fine degli anni Settanta è stato tra i fondatori della Comunità di Villapizzone, nella periferia di Milano, in cui gesuiti e famiglie vivono in uno stile di condivisione. Apprezzata guida spirituale di tantissime persone, è stato confessore del cardinale Carlo Maria Martini, cui era legato da profonda amicizia. «Cacciatore di frodo nella Bibbia», come amava definirsi, per lunghi anni ha tenuto seguitissimi incontri di «lettura della Parola».

Il Digiuno nella Quaresima: Tra Tradizione e Intenzione
Il digiuno è il contrario di mangiare, vivere. In Quaresima, i Padri compiono la «giustizia eccessiva» nei confronti dell’altro e dell’Altro. La Torah (Dt 8,3) menziona il digiuno, e le tradizioni rabbiniche parlano di digiuni «per le trasgressioni sessuali» (Mishna). Oltre al digiuno pubblico, prescritto, ci sono anche quelli privati, di devozione, come quello di due volte a settimana (Lc 18,12).
Le opere supererogatorie spesso procurano fama di persona pia. Ognuno cerca di primeggiare, scegliendo l’ambito dove meglio riesce. Questo può avvenire nella politica o nella malavita: tutto serve per essere «qualcuno» davanti agli altri. A Gesù chiederanno perché i suoi discepoli non digiunano (9,14s). Ma anche loro conoscono un digiuno, che è solo «davanti al Padre».
Gesù ha promesso la ricompensa a chi digiuna in segreto. Come in tutte le opere, Gesù guarda l’intenzione. Vede Dio (5,8) solo chi lo cerca sinceramente, non in un sistema padronale, pieno di morte. Gesù stesso ha digiunato nel deserto. La cultura occidentale ha ora attenuato la pratica del digiuno, ma essa riacquista la sua attualità spirituale.
Quaresima: il significato e il senso del digiuno cristiano
Il Valore del Digiuno e i Sensi
Il Vangelo di Matteo ci invita: «Ora, quando digiunate...» (v. 16). Mangiare è alimentare la vita, digiunare è volerla perdere per poi riacquistarla in un senso più profondo. Si tratta di sapersi servire delle cose tanto quanto sono utili per amare Dio e il prossimo. Tutto ciò che non è utile a tale scopo, serve a odiare e morire.
Per i cinque canali dei sensi, il digiuno ha un particolare valore. I sensi sono gole voraci, insaziabilmente aperte verso ogni oggetto. La persona è fatta per l’altro; e i sensi non sono regolati dall’istinto. Chi sente solo se stesso, non compie la propria funzione. Il digiuno è mosso dal semplice desiderio di non riempirmi di sensazioni, bensì di una volontà che, invece di aprirsi all’altro, si chiude in se stessa. Anche, e soprattutto, queste facoltà superiori sono per l’altro, non per il proprio fine. L'uomo che non digiuna è schiavo del loro appetito, finendo per desiderare ciò che in realtà non lo è (Gen 3,6). Questo può sfociare nell’anoressia (e anche in anoressie intellettuali e spirituali), volendo riempirsi all’infinito di niente! (Sal 115,8). Tanta fame è fame non di pane, ma di vita; non di cibo, ma di affetto, dell’amore che si riceve, della parola che ci comunica l’altro. Questo può portare a una bulimia spirituale.

L'Autenticità del Digiuno: Non per Apparire
Gesù prosegue: «Non assumete un aspetto tetro... sfigurano il volto per figurare» (v. 16). Questo è un paradosso: ci si nasconde per farsi vedere, ci si oscura per apparire! Coloro che agiscono così hanno già la loro ricompensa.
«Tu, invece, quando digiuni, profumati il capo e lavati il volto» (v. 17). Questo significa essere un profumo di vita. Non ci si deve sfigurare, perché lavarsi è rigenerarsi. E Gesù aggiunge: «Perché non figuri agli uomini che digiuni, ma al Padre tuo che è nel segreto» (v. 18). Solo così il Padre, che vede nel segreto, ti restituirà la ricompensa.
Il vero digiuno è orientato al Padre, anche a se stessi e, soprattutto, a Lui stesso. La morte non è la fine, ma il saziarmi pienamente della sua presenza. È la consapevolezza di essere destinato a un incontro con Lui, che restituirà la vita eterna.