Santa Rita da Cascia, nata Margherita Lotti a Roccaporena nel 1381, è una delle figure più conosciute e venerate nel panorama dei santi della Chiesa Cattolica. Vissuta sei secoli fa, la sua presenza rimane viva e costante, invocata in tutto il mondo specialmente nei casi definiti "impossibili". La sua iconografia è ricca di elementi simbolici che raccontano la sua straordinaria vicenda terrena di donna, moglie, madre e, infine, monaca agostiniana.

I simboli iconografici: la rosa e la spina
Nell'iconografia mondiale, Santa Rita è quasi sempre ritratta con una rosa in mano e una spina sulla fronte. Questi due segni distintivi non sono casuali, ma rimandano a episodi fondamentali della sua vita.
Il prodigio della spina
La spina sulla fronte della santa non ha nulla a che vedere con il fiore, bensì è un riferimento diretto alla corona di Cristo crocifisso. Secondo la tradizione, la sera del 18 aprile 1432, Venerdì Santo, Rita si ritirò in preghiera dopo la predica di san Giacomo della Marca. In quel momento ricevette una piaga sulla fronte che rimase visibile fino alla sua morte. Tale segno è stato confermato dai testimoni del processo di beatificazione del 1462 e riscontrato persino in una ricognizione del suo corpo nel 1972, dove è stata notata una particolare rugosità sull'osso frontale.
Il prodigio delle rose
Il secondo evento straordinario, che ancora oggi rivive nella tradizionale benedizione delle rose, accadde al tramonto della sua vita terrena. Nel 1457, all'età di 76 anni, Rita era gravemente malata e costretta a letto. Nonostante fosse pieno inverno, chiese a una cugina venuta in visita da Roccaporena di portarle due fichi e una rosa dall'orto della sua casa paterna. La cugina, credendo che la santa parlasse nel delirio della malattia, la assecondò, ma tornata a casa trovò miracolosamente una rosa rossa e due fichi maturi in mezzo alla neve. Questo prodigio è documentato da diverse testimonianze raccolte nel processo di beatificazione del 1626.

Altri simboli legati alla vita della Santa
Oltre alla rosa e alla spina, la tradizione attribuisce a Santa Rita altri elementi simbolici significativi:
- Le api: Quando Rita era ancora una neonata nella culla, delle api entrarono e uscirono dalla sua bocca senza pungerla. Questo evento è interpretato come simbolo delle parole di pace e dolcezza che avrebbe pronunciato in futuro. C'è una profonda sacralità nel miele, che richiama l'importanza della sua figura fin dalla nascita.
- La vite: La tradizione narra che, durante il noviziato, la superiora ordinò a Rita di innaffiare quotidianamente una pianta secca. Lei obbedì umilmente per mesi, finché la pianta non tornò a fiorire; dal 1700 si identifica questa pianta come una vite.
- L'anello nuziale e il rosario: Elementi che sottolineano il suo percorso di donna sposata e successivamente di consacrata a Dio.
Il retaggio di Santa Rita oggi
Il culto di Santa Rita è strettamente connesso alla sua umanità. Come donna, moglie di un uomo dal carattere difficile e madre, ha saputo rispondere alle avversità non con l'odio, ma con la preghiera, l'umiltà e il perdono verso gli assassini del marito. La sua memoria liturgica si celebra il 22 maggio, anniversario della sua morte avvenuta nel 1457. Ancora oggi, il "roseto" del monastero di Cascia e l'"Orto del miracolo" a Roccaporena restano luoghi di pellegrinaggio fondamentali, testimoni tangibili di una fede che attraversa i secoli.
Api divine: misteri e miracoli nel monastero di Santa Rita
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