Chiesa di Santa Maria dei Carmini: Arte, Storia e Architettura

La Chiesa di Santa Maria dei Carmini, conosciuta anche come i Carmini, rappresenta un edificio di notevole importanza storica e artistica nel sestiere di Dorsoduro a Venezia. La sua fondazione risale al 1125, ma la struttura attuale è il risultato di diverse ricostruzioni e ampliamenti che hanno dato vita a una commistione di stili gotico e rinascimentale.

facciata della Chiesa di Santa Maria dei Carmini con elementi rinascimentali e mattoni

Storia e Architettura

La costruzione della chiesa iniziò ufficialmente nel 1286 e la sua consacrazione avvenne nel 1348. L'edificio si erge a fianco della Scuola Grande di Santa Maria del Carmelo, nota anche come Scuola dei Carmini. Questa confraternita caritatevole fu fondata nel 1597, evolvendosi da un'associazione di donne laiche, le Pinzòcchere dei Carmini.

La facciata, in mattoni con frontoni curvilinei, fu rifatta nei primi decenni del XVI secolo da Sebastiano Mariani. Essa presenta cinque sculture, attribuite a Giovanni Buora di Osteno. Un raro esempio dell'architettura trecentesca è visibile nel protiro sulla facciata laterale, che guarda verso il Campo S. Margherita.

Il campanile, opera di Giuseppe Sardi, fu risistemato nel 1688. Successivamente, la cella e la cuspide furono colpite e distrutte da un fulmine nel 1756, ma prontamente ricostruite. Sul coronamento del campanile si ammirano le statue del Redentore, dell'Arcangelo Gabriele, della Vergine e dei Santi Elia ed Eliseo, attribuite a Giovanni Buora.

Opere d'Arte all'Interno

L'interno della chiesa è un vero e proprio scrigno d'arte, ricco di opere di maestri rinomati. Appena varcata la soglia, si viene accolti da un'atmosfera suggestiva.

Navata Destra

Nella navata destra, il secondo altare barocco custodisce la tavola della Natività con S. Caterina, S. Elena, l’Arcangelo Raffaele e Tobiolo, un'opera della maturità di Giambattista Cima da Conegliano, datata 1509. Quest'opera fu commissionata dal ricco mercante Giovanni Calbo, sepolto ai piedi dell'altare. La pittura colpisce per la sua atmosfera soave, i colori accesi e brillanti, e la composizione pacata.

Subito dopo, si incontra l'altare della Scuola del Carmelo, per il quale Pace Pace dipinse La Vergine consegna lo scapolare a S..

Presbiterio e Cantorie

Davanti al presbiterio si innalzano due grandiose cantorie seicentesche. Queste sono decorate con piccoli dipinti delicati eseguiti da Andrea Schiavone per il precedente coro della chiesa. I temi dei dipinti sono incentrati sulle storie della Vergine.

Dettaglio di un dipinto su una cantoria seicentesca nella Chiesa di Santa Maria dei Carmini

Opere Preziose

Una delle opere più preziose conservate nella chiesa, ora collocata in una cappella a sinistra dell'altare maggiore, è il Compianto di Cristo. Si tratta di un prezioso rilievo bronzeo di Francesco di Giorgio Martini, donato a metà dell'Ottocento dal barone Giacomo Malgrani di Montenovo. È l'unica opera dell'artista toscano presente a Venezia.

Navata Sinistra

Nella navata sinistra, al secondo altare, si può ammirare la tela S. Nicola in gloria, dipinta da Lorenzo Lotto nel 1529 per la Confraternita dei Mercanti. Questa fu la prima opera pubblica commissionata a Lotto a Venezia. Il dipinto esercita un fascino incredibile, anche per la sua struttura a doppio registro. San Nicola, protettore dei naviganti, è sospeso su una nuvola tra San Giovanni Battista e Santa Lucia. I colori sono freschissimi, scintillanti e dissonanti, posti in contrasto uno sull'altro, differenziandosi dalla pittura tonale di Tiziano. Le figure sembrano emergere da uno strepitoso paesaggio marino, visto a volo d'uccello, una tecnica influenzata dalla pittura nordica.

Nella terza cappella sulla sinistra si trova la Lamentazione della Morte di Cristo (circa 1476) di Francesco di Giorgio Martini.

Il registro più alto della navata è ricoperto da 24 larghe tele, realizzate tra il 1666 e gli anni '30 del Settecento da artisti come Giovanni Antonio Pellegrini, Gaspare Diziani, Girolamo Brusaferro e Pietro Liberi.

VENEZIA SCUOLA GRANDE DEI CARMINI

Altre Opere e Dettagli

All'interno della chiesa sono presenti molte altre opere d'arte degne di nota:

  • L'Adorazione dei Pastori di Gianbattista Cima da Conegliano, dipinta tra il 1509 e il 1511.
  • La Madonna del Carmelo con Santi (1595) dipinta da Pesce e Fontana.
  • Due statue raffiguranti la Verginità (sinistra) e l'Umiltà (destra), completate rispettivamente da Antonio Corradini e Giuseppe Torretto tra il 1722 e il 1773.
  • Il Miracolo della Madonna (1724), una rappresentazione lignea intagliata da Francesco Bernadoni.
  • Un angelo in bronzo sulla balaustra, opera di Girolamo Campagna.
  • Il soffitto è affrescato con la Glorificazione dello Scapolare (1709), opera di Sebastiano Ricci. Il lavoro a stucco fu completato da Pietro Bianchini, su progetto di Abbondio Stazio.

La chiesa era originariamente dedicata all'Assunzione della Vergine, mentre la denominazione "del Carmelo" è più recente, risalente al 1909.

Le sculture sulla facciata, attribuite a Giovanni Buora, includono anche la statua della Madonna del Carmine che sormonta il campanile.

Nella controfacciata si può ammirare un grandioso monumento funebre dedicato a Jacopo Foscarini, ammiraglio della flotta veneziana che risiedeva nel palazzo di fronte alla chiesa.

I simboli delle patere presenti nella chiesa sono ricchi di significato: l'aquila, simbolo di elevazione spirituale, con le doppie palpebre, unica in grado di fissare il Sole (assimilato a Cristo); beccando la lepre o il coniglio, simbolo degli istinti fisici primari non soggiogati, rappresenta la lotta tra il bene e il male, con l'obiettivo della liberazione grazie all'eucaristia e al sacrificio di Cristo. Il pellicano simboleggia il sacrificio di Gesù, e il pesce rappresenta Cristo stesso (Ichthys).

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