Il termine "sicut erem blem" non è un'espressione italiana comune o riconosciuta nel lessico moderno. Analizzando il contesto fornito, sembra trattarsi di un frammento o di una trascrizione errata di parole provenienti da testi antichi, probabilmente latini o dialettali, che fanno riferimento a varie aree del sapere, dalla botanica alla cucina, dalla farmacologia alle usanze medievali.
Il testo fornito è un compendio di termini e concetti, principalmente estratti da manoscritti medievali e testi di riferimento, che possono essere raggruppati in diverse categorie tematiche. Queste sezioni offrono uno spaccato interessante sulla terminologia e le pratiche del tempo.
Botanica e Fitoterapia Medievale
La sezione "References (273)" e la successiva "Herbe" contengono un elenco di piante e le loro denominazioni storiche, spesso con riferimenti a usi medicinali o descrittivi. Questo evidenzia l'importanza della conoscenza botanica nell'epoca medievale, sia per la cura delle malattie che per la vita quotidiana.
Piante Medicinali e Aromatiche
- Sticados: Riferisce a Lavandula stoechas L. (lavanda). Veniva utilizzata per la tosse e altri scopi. Si menzionano anche "Sticados arabici" e "Stecados".
- Tasso barbato: Identificato come Verbascum thapsus L., noto anche come tassobarbasso. Si trovano menzioni come "Herba avedoni", "piantam domine vel biadone", "taxus barbatus vel barbassus", "Taso barbato" e "Taso barbaro".
- Vicetosicum (herba): Conosciuta come Vincetoxicum officinale Moenchr (vincetossico), era anche detta "consolida minor" o "ciato sana".
- Vitriola: Per questo termine si rimanda a "Canigera".
- Genzivo, Giengive, Gengevero, Zenzebro, Zenzeuro, Zingiber: Tutte queste forme si riferiscono allo Zingiber officinale Roxb., ovvero lo zenzero, una spezia e pianta medicinale molto apprezzata.
- Ziserbore: Indicato come Sonchus oloraceus L., la cicerbita, utilizzata in insalate o come verdura.
Cucina e Preparazioni Alimentari
La sezione "CUCINA" descrive alcuni piatti e ingredienti tipici del Medioevo, offrendo un'idea delle abitudini alimentari e delle tecniche culinarie del periodo.
Ricette e Ingredienti Storici
- Birimagieri: Riferimento al "Biancomangiare", una vivanda a base di carne di cappone, latte di mandorle e spezie. Alcuni testi lo descrivono anche come "sorta di vivanda di farina e zucchero cotta in latte".
- Caseo ravigioli: Formaggi teneri e freschi, probabilmente di latte di capra, preparati in forme schiacciate e consumati tipicamente da settembre a gennaio. Questo indica una stagionalità nella produzione e nel consumo.
Oggetti, Strumenti e Processi
Il testo prosegue con una lista di termini che designano oggetti, strumenti, monete e processi, fornendo un quadro più ampio della vita materiale e delle attività artigianali.
Termini Diversi
- Baurach (Borace): Sale del boro, di origine araba ("buraq"), utilizzato per fondere il ferro. Altre forme includono "Boraxe", "Borrax", "Borraxa", "Borraxe", "Burraxe".
- Bislachi/Buxelachi: Moneta di provenienza orientale in circolazione nel XVI secolo, talvolta epiteto di una moneta di Tremisenne (Tlemencin) in Africa.
- Boglio: Termine per "bollore", derivato dal verbo bollire.
- Boglion: Descrive la trementina fine, ottenuta dalla gomma dell'albero di abete ("ligno aveti"), definita "de floris trementine fine".
- Brancata: Quantità di materiale che può essere contenuta in una mano.
- Breno: Sin. di crusca, semole o crosca.
- Bugata: Il bucato, fatto con cenere e acqua bollente; anche liscivia.
- Buratare: Abburattare, setacciare finemente una sostanza.
- Burato: Il setaccio stesso, uno strumento per burattare.
- Caligine/Carize/Filigine: Fuliggine, la cenere che si accumula nei camini.
- Cazola: Un recipiente, forse una scodella o una piccola padella, usata per cucinare.
- Chioccile: Chiocciole, lumache, usate anche per fini terapeutici ("A tisico usi de mangiare l'erbo latuzo de chioccile").
- Ciaciare/Cidasare: Verbi che indicano l'azione di setacciare, affini a "seacio".
- Cicola marina/Coglea marina: Lumaca marina, usata in preparazioni complesse con verzino, urina di fanciullo e allume di rocca.
- Cidaciolo: Un tipo di setaccio o filtro.
- Corzolo/Corsolo/Croxolo: Crogiuolo, un recipiente per alte temperature.
- Cugiale: Cucchiaio.
- Delenguare/Deslenguare: Liquefare, sciogliere, ma anche indebolire o infiacchire.
- Frexarìa: Padella per friggere, frissora.
- Gera/Sabion/Sabiono: Ghiaia o sabbia, usata anche per strofinare e lucidare.
- Gotto/Moiolo/Mogiolo/Mogliolo/Sayna: Bicchiere, spesso di vetro, di diverse dimensioni, o misura di vino.
- Gueti/Pater nostri: Pallottoline profumate, a volte perle da rosario.
- Increstara/Incrostara/Inchistara/Inguistara/Inguistera: Recipiente panciuto per liquidi, con collo stretto e corpo largo (guastada).
- Ioso: Chiuso, ermetico.
- Iosoneti/Iosoni: Piccole chiusure ermetiche, probabilmente per recipienti.
- Isculi/Isculli: Tremoline, lunghi vermi da sabbia usati come esca.
- Lavezino/Lavezo/Lavizo: Laveggio, un vaso usato dai contadini per cuocere vivande, simile a una pentola o pajuolo.
- Lescia/Lisciva/Lixivia/Lixiva: Ranno, acqua passata attraverso la cenere o bollita con essa, usata per il bucato.
- Maestra: Bagno di avvivaggio, fissaggio o mordente, in contesti di tintura.
- Maraso: Vipera della valle del Po (Vipera brevis).
- Maxinà/Maxenà: Macinare.
- Menizà: Minuzzare, tritare, ridurre in particelle minutissime.
- Palusselo/Palliselo: Bastone su cui vengono arrotolate le matasse di filo o seta per la tintura (parucello).
- Pichar: Porcellino di Sant'Antonio, un piccolo crostaceo che si appallottola per difesa.
- Pietà: Piega.
- Pignata: Pentola, generalmente di terracotta, di varie dimensioni.
- Pignatela/Pignatino: Piccola pentola.
- Pilore: Pillole.
- Pittarra: Brocca.
- Pomexa: Pomice.
- Rato penute: Pipistrello.
- Sborfare: Spruzzare, aspergere, irrorare.
- Seacio/Sedacio/Sedazo/Zidazo/Cidasso/Ciacio: Setaccio.
- Semegiar: Somigliare.
- Soriman/Solimao: Sublimato, argento sublimato.
- Stamigna/Stamegia/Staminea: Pezzo di tela rada usato per colare.
- Succia: Tuzia, ossido di zinco impuro.
- Tamisare/Tamisio/Tamiso/Tamixo/Tamixio: Setacciare (verbo) e setaccio (strumento).
- Tiano: Questo termine sembra essere incompleto o parte di un riferimento più ampio a opere o autori come "HRABANI MAURI OPERA EXEGETICA".
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Opere e Autori Medievali
Il testo contiene anche una sezione dedicata a opere e autori, principalmente commentari biblici e studi sulla patristica e il Medioevo, con particolare attenzione a Rabano Mauro.
Riferimenti Letterari e Storici
Questa parte del testo è chiaramente un indice o un repertorio di fonti, in particolare relativo a "Hrabani Mauri Opera Exegetica". Si tratta di un'opera incentrata sui commentari esegetici di Rabano Mauro, un importante abate e arcivescovo carolingio. La ricerca "La Tradizione dei Padri nell'Europa del Primo Millennio" (TRAPEM), iniziata nel 1990, si dedica allo studio e alla catalogazione di tali opere.
Il "Repertorium fontium" di Silvia Cantelli Berarducci è un risultato di questa ricerca, che ha beneficiato di finanziamenti del CNR e del Ministero della Ricerca Scientifica e Tecnologica. Tra gli autori e le opere citate, spiccano:
- Padri Latini: Gregorio Magno, Isidoro di Siviglia, Ailerano il Sapiente, Giuliano di Toledo, Adomnano di Iona, Beda, Pseudo-Beda.
- Opere di Rabano Mauro: Commentari al Pentateuco (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio), Ottateuco (Giosué, Giudici, Rut), 1-4 Re, 1-2 Paralipomeni, Giuditta, Ester, Sapienza, Ecclesiastico, Isaia, Geremia e Lamentazioni, Ezechiele, Daniele, 1-2 Maccabei, Matteo, Epistole di Paolo (Romani, 1-2 Corinzi, Galati, Efesini, Filippesi, Colossesi, 1-2 Tessalonicesi, 1-2 Timoteo, Tito, Filemone, Ebrei), Cantici Biblici, Sermoni, Omeliario.
Questi commentari e opere riflettono l'intensa attività intellettuale e teologica dell'epoca carolingia, con un forte legame alla tradizione patristica.
Studi sul Boccaccio e la Letteratura Medievale
L'ultima parte del testo presenta un'ampia bibliografia di studi critici su Giovanni Boccaccio, il "Decameron" e il contesto letterario del Medioevo italiano.
Critica Boccaccesca e Letteratura
Questa sezione include numerosi riferimenti a studiosi e opere che analizzano l'opera di Boccaccio, la sua visione del mondo, il suo stile e le sue influenze. Argomenti trattati includono:
- La conversione e l'immagine dell'umanista cristiano di Boccaccio.
- Il rapporto tra Boccaccio e le Muse, simbolo del valore poetico del reale e la configurazione dello stilnovo.
- Il concetto di "letteralizzazione dell'astratto" o metafora realizzata.
- Riferimenti a Ovidio e al pubblico del "Decameron".
- Studi sulla struttura narrativa e il messaggio ideologico del "Decameron".
- La coscienza letteraria del Medioevo e la Bibbia nelle opere di Boccaccio.
- Filigrane aristoteliche e tomistiche nelle sue opere.
- Il ruolo di Boccaccio come mediatore culturale.
- L'amicizia, la fama e il libro nella corrispondenza di Boccaccio.
- Petrarca e Boccaccio, l'unità del sapere nel mondo pre-moderno.
- L'invenzione della letteratura mezzana.
- Boccaccio umanista e i suoi studi su Apuleio.
- Gli "inventori delle cose" nelle "Genealogie deorum gentilium".
- L'ironia e la parodia nel "Decameron".
- La "Ethica Nicomachea" di Aristotele e le giornate del "Decameron".
- Il contesto sociale e politico della Firenze del XIV secolo.
- La filosofia come modo di vita e gli esercizi spirituali.
- La difesa del "Decameron" e le "Satire" di Orazio.
- La genesi del "Decameron" e il rapporto con il Parnaso e l'Arno.
- L'introduzione alla quarta giornata e il "regno" di Filostrato.
- Il materialismo storico e la scienza della società e della storia moderna e contemporanea.
Il "Centro Studi sul Materialismo Storico (CSMS)" è un'associazione che promuove lo studio e la divulgazione del materialismo storico come scienza della società e della storia moderna e contemporanea.
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