Il Pentimento Attivo e il Sacramento della Riconciliazione nella Dottrina Cristiana

Ti sei mai ritrovato quasi inconsciamente a pregare per ricevere aiuto? Questo avviene spesso quando stai attraversando un'esperienza difficile. Tuttavia, se sei stanco di te stesso e del tipo di vita che stai vivendo, diventi più consapevole del fatto che hai veramente bisogno di pregare!

La Necessità del Perdono e il Ruolo della Preghiera

Gesù insegnò ai suoi discepoli che dovevano pregare a Dio per ricevere il perdono per le cose che avevano sbagliato e chiarì che ricevere il perdono dipendeva dal fatto che loro perdonavano gli altri. Loro dovevano pregare così: "Rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori." Puoi leggere l'intera preghiera in Matteo 6:9-13.

Rimorso e Riconoscenza

Quando la tua coscienza è tormentata, è Dio che sta lavorando e ti rendi conto che è necessario per te pregare per il perdono. Forse scopri che hai scelto la strada sbagliata in uno degli incroci della vita e vorresti poter ripetere la scelta. Capisci che ciò che hai fatto era sbagliato. L'apostolo Pietro una volta disse alle persone che capirono di avere sbagliato: "Ravvedetevi dunque e convertitevi, perché i vostri peccati siano cancellati." Atti 3:19. Quando si è sinceramente pieni di rimorsi, si sente il bisogno di ricevere il perdono da Dio e dalle persone.

Secondo la Bibbia, "Chi copre le sue colpe non prospererà." Proverbi 28:13. Quando nascondi il tuo peccato e non vuoi riconoscerlo, non puoi essere perdonato e non hai gioia. L'apostolo Giovanni scrive: "Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità." 1 Giovanni 1:9. Non sperimenterai questa gioia finché non confessi i tuoi peccati!

Scena di preghiera e confessione

La Base del Perdono in Cristo

Prima che Gesù vivesse in terra, il sommo sacerdote offriva un sacrificio una volta l'anno per tutti i peccati del popolo. La gente ricevette il perdono; tuttavia, quei sacrifici non erano in grado di aiutare le persone a mantenere una coscienza pulita. Nonostante il sacrificio desse il perdono alla gente, non aveva il potere di rimuovere il male che è nella natura umana, che è la causa che li ha portati a peccare. Perciò, il sacrificio doveva essere ripetutamente posto sull'altare, anno dopo anno.

Gesù morì per la gente; diede la sua vita come un sacrificio una volta per tutte. Nella lettera agli Ebrei, capitoli 9 e 10 puoi leggere di più riguardo alla base per il perdono. Dopo che Gesù resuscitò dalla morte, ricevere il perdono assunse un significato completamente nuovo! È possibile deporre le cose che appesantiscono la propria coscienza. Quando si va a Dio e si chiede perdono, si è liberati dalla colpa perché Gesù prese su di sé la colpa. Perciò, si può chiedere con fiducia il perdono per i peccati commessi e si sperimenterà che Dio "getterà in fondo al mare tutti i nostri peccati" com'è scritto nella Bibbia. (Michea 7:19)

Illustrazione del sacrificio di Gesù Cristo sulla croce

L'Importanza del Perdono e la Nuova Vita

Dio vuole mostrare il suo amore verso di te dandoti l'opportunità di dimenticare tutto nel passato e iniziare con una pagina pulita. Offrendo la sua vita come sacrificio, Gesù aprì una via che non era accessibile prima. Tu puoi camminare su questa via! Tu puoi anche offrire la tua vita come un sacrificio. Lo fai combattendo il male, il peccato, che abita nella tua natura umana e rinunciando a te stesso attraverso il potere dello Spirito Santo. Il perdono dei peccati è il punto di inizio e, continuando su questa via, puoi ricevere aiuto per vivere con una coscienza pulita seguendo l'esempio di Gesù di "prendere giornalmente la tua croce." (Luca 9:23)

La Nuova Mente e la Trasformazione

Camminando su questa nuova e vivente via, si diventa sempre più grati. Si inizia a pensare diversamente! Non si dà più la colpa ad altri per le proprie difficoltà. Se si era ingiusti nel passato, adesso si desidera essere giusti. Si vuole fare la volontà di Dio, si vuole fare ciò che è meglio per gli altri. Questo avviene perché si è ricevuta una nuova mente. La gioia che deriva dal ricevere questa nuova mente inizia a caratterizzarti. Qualcosa si sviluppa dentro di te, e Dio apre la tua mente a questa nuova vita in modo che puoi diventare "una nuova creatura!"

Un Tralcio alla Vite

Ricevere il perdono dei peccati significa dire "sì" all'essere innestato come un tralcio alla vite che è Gesù. Gesù dice: "Come il tralcio non può da sé dare frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me. Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto." Giovanni 15:4-5. Gesù desidera che tu porti frutto. In una pianta, la linfa scorre dalla vite ai tralci.

La fede in Gesù Cristo porta a desiderare di cambiare la vita in meglio. Studiando il Vangelo, si riconosce di avere peccato, ossia di aver agito contro la volontà e gli insegnamenti di Dio. Mediante il pentimento, si cambiano i pensieri, i desideri, le abitudini e le azioni che non sono in armonia con gli insegnamenti di Dio. Quando ci si pente, Egli promette di perdonare i peccati. Si confessano i peccati al Signore e si chiede perdono. Così facendo, ci si libera di un pesante fardello. Si fa restituzione e si osservano i comandamenti. L’obbedienza ai comandamenti di Dio porta il potere del Vangelo nella propria vita, fornendo la forza per abbandonare i peccati. Si riconosce il Salvatore, comprendendo che il perdono giunge grazie a Gesù Cristo. A volte si può aver sentito che Dio non perdona i peccati gravi, ma il Salvatore soffrì per tutti i nostri peccati in modo che essi possano essere vinti, persino quelli gravi. Il pentimento non significa sempre fare dei grandi cambiamenti. Spesso richiede un maggiore impegno nel vivere in conformità al volere di Dio. Il vero pentimento non sempre avviene immediatamente; sia paziente con se stesso quando cerca di fare ciò che è giusto e di correggersi negli errori che fa. Peccare significa agire male sapendo e potendo agire bene. Anche se ora ci comportiamo meglio che possiamo, può esserci qualche miglioramento nella nostra vita? Sì.

Il Sacramento della Penitenza e Riconciliazione

Nostro Signore ha legato il perdono dei peccati alla fede e al Battesimo: «Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo» (Marco 16:16). La remissione dei peccati nella Chiesa avviene innanzi tutto quando l’anima professa per la prima volta la fede. Con l’acqua battesimale, infatti, viene concesso un perdono talmente ampio che non rimane più alcuna colpa - né originale né ogni altra contratta posteriormente - e viene rimessa ogni pena da scontare. La grazia del Battesimo, peraltro, non libera la nostra natura dalla sua debolezza; anzi non vi è quasi nessuno che non debba lottare contro la concupiscenza, fomite continuo del peccato (Cf. Catechismo Romano, 1, 11, 3).

Simbolismo dell'innesto della vite con i tralci

L'Istituzione Divina

In tale combattimento contro l’inclinazione al male, chi potrebbe resistere con tanta energia e con tanta vigilanza da riuscire ad evitare ogni ferita del peccato? «Fu quindi necessario che nella Chiesa vi fosse la potestà di rimettere i peccati anche in modo diverso dal sacramento del Battesimo. Per questa ragione Cristo consegnò alla Chiesa le chiavi del regno dei cieli, in virtù delle quali potesse perdonare a qualsiasi peccatore pentito i peccati commessi dopo il Battesimo, fino all’ultimo giorno della vita» (Cf. Catechismo Romano, 1, 11, 4). I Padri della Chiesa hanno giustamente chiamato la Penitenza "un Battesimo laborioso." Per coloro che sono caduti dopo il Battesimo, questo sacramento della Penitenza è necessario alla salvezza come lo stesso Battesimo per quelli che non sono stati ancora rigenerati (Cf. Concilio di Trento, Sess. XIV, c. 2).

Durante il suo ministero pubblico, Gesù ha invitato la gente a convertirsi e a credere che Dio è misericordioso e che nessun peccato è più grande della sua misericordia. Ha accolto i peccatori e ha partecipato a conviti festosi con loro, per riconciliarli con Dio. Compiendo miracoli, ha manifestato di possedere il potere divino di rimettere i peccati, come quando a Cafarnao ha operato la guarigione fisica del paralitico dopo aver operato quella spirituale. Dopo la sua morte e risurrezione, il Signore ha effettivamente trasmesso alla Chiesa il potere di rimettere i peccati nella potenza dello Spirito, come parte fondamentale della salvezza realizzata nel mistero pasquale: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi» (Gv 20,22-23).

Questa missione viene svolta innanzitutto con la predicazione del Vangelo, che chiama alla fede e alla conversione, e poi con il battesimo, che cancella ogni genere di peccato. Ma, pur essendo riconciliati, i battezzati non sono immuni per sempre dal peccato; possono ancora cadervi, come accadde agli Ebrei nel deserto: tutti attraversarono il mare e ricevettero l’alleanza, pochi restarono fedeli. L’uomo è fragile, come giunco che si piega ad ogni vento: «Chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere» (1Cor 10,12). La vita è un cammino di conversione e la Chiesa è un popolo di penitenti, chiamato a rinnovarsi incessantemente sotto il giudizio esigente e misericordioso della parola di Dio.

Sviluppo Storico della Disciplina Penitenziaria

Gli apostoli erano consapevoli di aver ricevuto da Cristo il potere di escludere i peccatori dall’assemblea ecclesiale, in vista della loro correzione, e di riammetterli una volta pentiti, come segno efficace della riconciliazione con Dio. La Chiesa ha sempre avuto viva coscienza di dover dispensare la grazia del perdono a nome di Cristo in virtù del suo Spirito; ma ha esercitato questo compito in diverse forme, in rapporto alle esigenze dei tempi e alla comprensione via via maturata.

Nei primi secoli la disciplina di questo sacramento era molto rigorosa: i penitenti, dopo aver confessato le colpe al vescovo della propria comunità, dovevano passare per un lungo e austero periodo di riparazione, al termine del quale ricevevano pubblicamente l’assoluzione dal vescovo alla presenza della comunità. Successivamente, soprattutto per impulso dei monaci, la prassi penitenziale si concentrò nella celebrazione privata del sacramento: ciascun penitente doveva eseguire le opere penitenziali prescritte per i suoi peccati e poi otteneva l’assoluzione da un presbitero.

La Crisi e l'Attualità del Sacramento

La pratica di questo sacramento conosce oggi una vasta crisi, in una situazione culturale in cui appaiono offuscati il senso di Dio e il senso del peccato. Non manca certo, anzi è molto decisa, la condanna di fatti come la guerra, la tortura, il terrorismo, la mafia, le discriminazioni razziali, la corruzione amministrativa, la speculazione edilizia, l’inquinamento, la fame nel mondo. In queste cose, però, per lo più non si vede un’offesa all’amore di Dio, ma un’offesa all’uomo; non una colpa personale, di cui in qualche misura ci rendiamo complici, ma solo un disordine sociale oggettivo, un meccanismo strutturale distorto. Senza dire di altri settori della morale, in cui l’insensibilità è ancor più marcata.

È senz’altro più salutare attingere dalla rivelazione la fiducia nel Padre misericordioso e il senso di responsabilità davanti a lui, ascoltando il monito severo e appassionato di Gesù: «Se non vi convertirete... non entrerete nel regno dei cieli» (Mt 18,3). Solo all’interno di un serio cammino di conversione il sacramento della penitenza, cioè della conversione, ritrova il suo pieno significato. Esso coinvolge direttamente le persone, una per una, nella loro più segreta interiorità. La sua importanza è decisiva per la formazione di una coscienza cristiana.

LA CONFESSIONE | Tutto Sul Sacramento Della Riconciliazione | Come Quando Perché Cosa Confessare

Gli Elementi Essenziali del Sacramento

Occorre anzitutto la penitenza o cambiamento del cuore. Il peccatore, mosso dallo Spirito Santo, riscopre il volto santo e misericordioso del Padre, esamina se stesso, prende coscienza dei propri peccati; ne prova dolore; li detesta; propone di non commetterli più; si impegna a cambiare radicalmente la propria vita, a riordinarla secondo il vangelo (Cf. Concilio di Trento, Sess. XIV, Decr. Sul sacramento della penitenza, 4). Il pentimento dei peccati si chiama anche “dolore perfetto” o “contrizione”, quando è ispirato dall’amore filiale verso Dio, degno di essere amato sopra ogni cosa; “dolore imperfetto” o “attrizione”, quando è ispirato dalla paura.

Il pentimento interiore si esprime esteriormente nella confessione e in un impegno concreto di penitenza (Cf. Rito della penitenza, Premesse, 6). Mediante la confessione il penitente manifesta, con umiltà e sincerità, davanti al sacerdote tutti i peccati mortali di cui si ricorda e che non ha già confessato in altra occasione. È bene dire anche i peccati veniali, specialmente i più pericolosi per la vita spirituale.

L’impegno di penitenza, chiamato anche soddisfazione, è un rimedio del peccato, un segno di riparazione e di cambiamento della vita (Cf. Rito della penitenza, Premesse, 6). Il penitente non solo è tenuto per giustizia a riparare eventuali danni, materiali o morali, recati al prossimo, ma deve anche recuperare la piena guarigione spirituale e restaurare il disordine causato dai suoi peccati, che almeno in parte rimane dopo l’assoluzione. Da ciò deriva la conseguenza di un impegno di penitenza, che viene stabilito dal sacerdote e accettato dal penitente.

L'Assoluzione Sacramentale e i Suoi Effetti

Al peccatore che manifesta il suo pentimento mediante la confessione dei peccati e l’accettazione di un impegno di penitenza, Dio concede il suo perdono attraverso l’assoluzione data dal sacerdote (Cf. Rito della penitenza, Premesse, 6). Il sacerdote, come il Signore Gesù, è fratello che comprende, medico che cura, maestro che insegna la strada, giudice che lega e scioglie.

L’assoluzione che egli dà, è riconciliazione con Dio e con la Chiesa, come insegna il Concilio Vaticano II: «Coloro che si accostano al sacramento della penitenza ottengono dalla misericordia di Dio il perdono delle offese a lui arrecate e la riconciliazione con la Chiesa che hanno ferito col loro peccato» (Concilio Vaticano II, Lumen gentium, 11). Il peccato è offesa all’amore di Dio e insieme danno arrecato, direttamente o indirettamente, alla Chiesa: è quindi ragionevole che la riconciliazione con Dio sia congiunta alla riconciliazione con la Chiesa; è ragionevole che si debba ricorrere al sacerdote che la rappresenta. Di più, la presenza del sacerdote indica che la giustificazione è dono che si riceve, non traguardo che si conquista. Il perdono di Dio è molto più che un condono; è un gesto creativo del Padre in Cristo con effusione dello Spirito Santo, che «è la remissione di tutti i peccati» (Messale Romano, Orazione sulle offerte del sabato della VII settimana di Pasqua).

Un tale gesto Dio lo compie associandosi la Chiesa e il suo ministro, come appare dalla stessa formula liturgica dell’assoluzione: «Dio, Padre di misericordia, che ha riconciliato a sé il mondo nella morte e risurrezione del suo Figlio, e ha effuso lo Spirito Santo per la remissione dei peccati, ti conceda, mediante il ministero della Chiesa, il perdono e la pace. E io ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Rito della penitenza, 55).

Sacerdote che amministra il sacramento della riconciliazione

Necessità e Utilità del Sacramento

Il sacramento della penitenza è il vertice di un più ampio ministero di riconciliazione, con cui la Chiesa accompagna il cammino di conversione dei suoi membri: annuncio della parola di Dio, correzione fraterna, perdono delle offese, gesti penitenziali, opere di carità. Il sacramento è necessario per quanti sono caduti in peccato mortale dopo il battesimo: nella Chiesa per la riconciliazione «ci sono l’acqua e le lacrime, l’acqua del battesimo e le lacrime della penitenza» (Sant’Ambrogio, Lettere, 41, 12); diventato infruttuoso il primo canale, non rimane che il secondo.

Invece il sacramento non è necessario per la remissione dei peccati veniali: basta essere sinceramente pentiti, compiere opere di carità, partecipare all’eucaristia. È comunque utile confessare anche i peccati veniali, per ricevere la forza di una più sicura crescita spirituale. In pratica conviene confessarsi con frequenza e regolarità, scandendo con il sacramento i passi di un cammino permanente di conversione, senza dimenticare che anche l’Eucaristia da parte sua rimette i peccati veniali e preserva da quelli mortali (Cf. Concilio di Trento, Sess. XIII, Decr. Sul sacramento dell’eucaristia, 2).

Le Indulgenze e la Purificazione

I peccati non solo distruggono o feriscono la comunione con Dio, ma compromettono anche l’equilibrio interiore della persona e il suo ordinato rapporto con le creature. Per un risanamento totale, non occorrono solo il pentimento e la remissione delle colpe, ma anche una riparazione del disordine provocato, che di solito continua a sussistere. In questo impegno di purificazione il penitente non è isolato. Si trova inserito in un mistero di solidarietà, per cui la santità di Cristo e dei santi giova anche a lui. La Chiesa ha sempre esortato i fedeli a offrire preghiere, opere buone e sofferenze come intercessione per i peccatori e suffragio per i defunti.

Nei primi secoli i vescovi riducevano ai penitenti la durata e il rigore della penitenza pubblica per intercessione dei testimoni della fede sopravvissuti ai supplizi. I pastori concedono tale beneficio a chi ha le dovute disposizioni interiori e compie alcuni atti prescritti. Questo loro intervento nel cammino penitenziale è la concessione dell’indulgenza. Si ha l’indulgenza “plenaria” quando la liberazione è totale; altrimenti si ha l’indulgenza “parziale”. Per ricevere l’indulgenza plenaria si richiedono: una disposizione di distacco affettivo da qualsiasi peccato, anche veniale; l’attuazione di un’opera indulgenziata; il soddisfacimento, anche in giorni diversi, di tre condizioni, che sono la confessione sacramentale, la comunione eucaristica e la preghiera secondo l’intenzione del papa (Cf. Paolo VI, Indulgentiarum doctrina, Norme, 7). La pratica delle indulgenze non pregiudica il valore di altri mezzi di purificazione, come anzitutto la santa Messa e l’offerta della propria sofferenza. Il cristiano, che ha peccato dopo il battesimo, viene riconciliato con Dio attraverso la riconciliazione con la Chiesa.

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