Informazioni sull'Esportazione della Pietra Larimar dalla Repubblica Dominicana

Il Larimar è un minerale semiprezioso di origine vulcanica, classificato come Pectolite Blu, unico al mondo e considerato un'eccellenza tra i prodotti tipici della Repubblica Dominicana. La sua rarità e le sue particolari caratteristiche lo rendono un articolo di interesse, ma la sua esportazione è soggetta a regolamentazioni specifiche.

Foto ravvicinata di pietre Larimar grezze e levigate, che mostrano le sfumature di blu e bianco

Origine e Scoperta del Larimar

L'unica miniera al mondo in cui si estrae questa pietra si trova nel villaggio di Los Chupaderos, a circa 10 chilometri dalla città di Barahona, nel sud-ovest della Repubblica Dominicana. Qualcuno dice che piccolissime quantità siano però estratte anche nelle Bahamas, ad Haiti, in Alaska e in Italia.

Nel novembre del 1916, Padre Miguel Domingo Fuertes Loren menzionò la scoperta di un interessante “minerale blu” quando fece richiesta al governo dominicano per poter esplorare una miniera. Quella richiesta negata non fu però la fine della "pietra di Atlantide".

La pietra venne riscoperta nel 1974 da Miguel Mèndez. Egli chiese all'amico Norman Rilling di aiutarlo nella ricerca dell’origine di questa pietra ed insieme mandarono un esemplare alla Smithsonian Institution. La quale rispose, inizialmente, che potevano anche lasciar perdere perché si trattava di banali “rifiuti industriali”. Gli ci vollero svariati mesi e l’invio di diversi campioni prima di capire che quelle che gli abitanti del posto chiamavano “blue stones” ed erano convinti fossero doni del mare, erano in realtà sedimenti alluvionali di un minerale unico arrivati al mare trasportati del fiume Bahoruco.

Mèndez scelse di chiamarla "Larimar", unione del nome di sua figlia Larissa e il termine "Mar" (mare), visto che il suo colore ricorda proprio “la superficie dell’acqua del Mar dei Caraibi che riflette i raggi del sole e le nuvole delle coste della Repubblica Dominicana”.

Significato Culturale e Proprietà Attribuite

Il Larimar è Patrimonio Culturale dal 2011 e pietra nazionale dal 1975 (il 22 novembre si festeggia il “Dìa Nacional del Larimar”). Ha un caratteristico colore azzurro di mille sfumature, dal blu intenso all’indaco più chiaro. Al suo interno presenta pure venature bianche.

Il soprannome di “pietra atlantidea” deriva dal fatto che all’inizio si pensava che provenisse dalle acque oceaniche e che fosse quindi legato ad Atlantide, di cui conserverebbe le antiche conoscenze. Questo avvalorerebbe la profezia di Edgar Cayce, il “profeta dormiente”, che a cavallo tra Ottocento e Novecento, predisse il ritrovamento nel Mar dei Caraibi di una pietra blu bellissima e dalle proprietà curative. La profezia di Cayce sembrerebbe quindi essersi avverata. Il Larimar sembrerebbe invero portare con sé tutta la saggezza della civiltà atlantidea e per questo possiederebbe molte proprietà.

I dominicani la chiamano spesso anche “pietra dei delfini” perché pare possa rendere più facile la comunicazione con questi mammiferi. Più in generale, rende più semplice esprimere le proprie emozioni e mettere in contatto cuore e cervello. Schiarendo il pensiero, aiuterebbe quindi anche l’abilità di comunicare chiaramente la propria verità interiore, spingendo a prendere in mano le redini della propria vita e a credere in sé stessi. Questo la rende la pietra perfetta per tutti quelli che si sentono vittime delle circostanze e del pensiero altrui.

Le varie fasi del processo produttivo della pietra

Rarità ed Estrazione

Non possiamo definire il Larimar una pietra preziosa, ma è sicuramente molto rara, visto che viene estratta in una sola miniera, in cui tra l’altro l’estrazione viene ancora condotta alla vecchia maniera, ossia martellando gli strati di roccia con martelli per estrarre il minerale. Questa limitazione fa sì che la pietra non sia molto conosciuta al di fuori dell’isola, ma il suo prezzo rimane comunque relativamente consistente. Il rischio di imbattersi in dei falsi, realizzati in ceramica, vetro o plastica e conosciuti come “Victoria Stone” e “Imori Stone”, rimane perciò abbastanza elevato.

È possibile prenotare un tour per vedere la miniera ed entrare nei pozzi, che conducono ai camini vulcanici in cui si è creata questa bellissima pietra. È anche possibile visitare il Museo del Larimar di Santo Domingo, che preserva e condivide il tesoro della Repubblica Dominicana. Dicono che il tour sia spettacolare, partendo da Boca Chica, visitando Barahona e Playa de los Patos, poi la miniera di Los Chupaderos, e rientrando passando per Bahia de las Aguilas per poi tornare a Santo Domingo il quarto e ultimo giorno.

Normative sull'Esportazione del Larimar

Il Larimar non può essere esportato allo stato grezzo. Questa restrizione è imposta dal governo dominicano che cerca di sviluppare micro, piccole e medie imprese di intaglio e gioielli finiti fatti a mano per creare più posti di lavoro. I minatori dominicani del Larimar sono infatti tra i “meglio” pagati.

Documentazione e Processi per l'Esportazione dalla Repubblica Dominicana

Per realizzare un'esportazione di prodotti dalla Repubblica Dominicana, è necessario completare alcuni processi e ottenere i documenti richiesti. Questi documenti possono essere generati o ottenuti presso la Direzione Generale delle Dogane, il Ministero dell'Agricoltura, il Ministero dell'Ambiente e il Ministero della Sanità Pubblica.

  1. Contratto di Commercio Internazionale: Se l'importatore (acquirente) ritiene vantaggioso l'offerta, si consiglia di formalizzare l'acquisto tramite un contratto di commercio internazionale. Nel contratto sono determinati diritti e passivi sia dell'esportatore che dell'importatore, in relazione alla merce.
  2. Iscrizione dell'Esportatore: È richiesta l'iscrizione dell'esportatore.
  3. Forma Unica di Esportazione.
  4. Fattura Commerciale: Documento rilasciato dall'esportatore all'ordine dell'importatore/acquirente in cui è registrata la vendita effettuata.
  5. Conoscenza di Imbarco: Ricevimento per provare l'imbarco della merce. Senza questo titolo non può essere rimossa la merce a destinazione.
  6. Polizza di Assicurazione: Se l'Incoterm scelto implica l'obbligo del venditore di assumere un'assicurazione di trasporto a favore dell'acquirente, l'esportatore deve acquistare una polizza assicurativa (copertura concordata tra le parti) prima di un'azienda assicurativa.
  7. Certificato di Origine: Consente di identificare e garantire l'origine delle merci, permettendo agli esportatori di usufruire delle preferenze tariffarie concesse dal paese importatore.
  8. Lista di Imballaggio: Documento rilasciato dall'esportatore, contiene i dati relativi al prodotto per facilitarne la localizzazione e la movimentazione (dettagli di tutta la merce spedita o di tutti i suoi componenti).
  9. Certificati Specifici: È importante chiarire che potrebbero esserci più requisiti, come procedure locali a seconda del prodotto che si vuole esportare, nonché i requisiti del paese di destinazione.
    • Certificato Fitosanitario: Certificato che viene rilasciato per i prodotti agricoli e zootecnici freschi. Per ottenere questo certificato, è necessario che l'esportatore si avvicini al porto di partenza e l'ispettore dell'ufficio di quarantena vegetale del Ministero dell'Agricoltura (SEA) effettua un'ispezione sulla merce e controlla sia la fattura commerciale che la forma unica di esportazione.
    • Certificato Zoosanitario: Certificato che viene rilasciato per l'esportazione di specie animali. Nel caso del miele e dei suoi derivati, il prodotto deve soddisfare i requisiti di qualità richiesti dalla Sezione Apicoltura della SEA. Per l'esportazione di frutti di mare, è necessario ottenere una certificazione dal Dipartimento di Protezione Alimentare della Direzione Nazionale dei Servizi Igienico-Sanitari Ambientali (SESPAS). Una volta soddisfatti questi requisiti, l'esportatore deve presentarsi al porto di partenza, in modo che l'ispettore dell'Ufficio Quarantena Animale della Segreteria di Stato dell'Agricoltura (SEA) ispezioni il prodotto e lo verifichi rispetto ai documenti e ai certificati presentati dall'esportatore, insieme alla fattura commerciale e alla forma unica di esportazione.
    • Certificato Sanitario: Questi certificati (fito, zoo e sanitari) hanno lo scopo di garantire che i prodotti di esportazione siano esenti da parassiti e malattie e ne garantiscono la sicurezza.

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