Il Servizio Diocesano Gerasa e l'Accompagnamento Spirituale

La Chiesa, accogliendo il grido di aiuto che sale da molte vite tormentate, continua la missione ricevuta dagli apostoli di proclamare il Vangelo e lottare contro il male. La liberazione dal male e dal maligno è opera della potenza di Dio, che in Cristo Gesù ha sconfitto la morte e colui che della morte ha il potere, ovvero il diavolo e Satana.

Illustrazione simbolica della lotta tra il bene e il male, o una figura religiosa che offre conforto.

L'Équipe San Michele della Diocesi di Como: Un Punto di Riferimento per il Conforto Spirituale

Negli scorsi anni, centinaia di persone, principalmente della Diocesi di Como, si sono rivolte all'Équipe San Michele in cerca di un importante conforto spirituale. Si tratta di un servizio finalizzato a esortare i fedeli a intensificare la vita cristiana (preghiera, vita sacramentale, servizio a favore della comunità) e a discernere quei segni che potrebbero rivelare l'eventuale necessità dell'intervento di un esorcista.

La scelta del nuovo servizio parte dalla celebrazione del Giubileo, che offre ai fedeli molteplici oasi di spiritualità dove ristorare il cammino della fede e abbeverarsi alle sorgenti della speranza, anzitutto accostandosi al sacramento della Riconciliazione.

Modalità di Contatto e Supporto

I fedeli trovano anzitutto nel proprio parroco e in qualsiasi sacerdote il volto di una Chiesa che accoglie e si pone in ascolto di quanti sono afflitti da sofferenze spirituali. Qualora avvertissero la necessità di rivolgersi a un esorcista, la segreteria dell’Équipe San Michele offre un aiuto per trovare un ausiliare nelle vicinanze, anche in provincia di Sondrio.

Al numero di telefono 031.3312224 è possibile lasciare un messaggio in segreteria telefonica specificando le proprie generalità, le modalità per essere ricontattati e le motivazioni che hanno portato a chiedere supporto. Gli incaricati di raccogliere le richieste sono stati appositamente formati e saranno tenuti al segreto, rispondendo del proprio operato unicamente al Vescovo, dal quale dipende anche l’intera Équipe San Michele. Questa équipe ha vissuto un’esperienza significativa e consolidata, molto simile a quella del Gruppo Gerasa, attivo nell’Arcidiocesi di Milano.

Il Centro Gerasa di Milano: Un Approccio Multidisciplinare alla Lotta Contro il Male

Il "Servizio Diocesano Gerasa" è a dieci minuti dalla stazione centrale di Milano, in un palazzo antico di mattoni rossi. Lì, al quarto piano, si presentano persone che pensano di essere possedute dal demonio. Il Centro Gerasa, come la città giordana dell’indemoniato liberato poi da Gesù, ha sede a Milano nell’antica e centralissima chiesa di San Tommaso in Terramala, in via Broletto, a pochi metri da piazza Cordusio: nel cuore della metropoli degli affari e del turismo, dei negozi alla moda e dei ristoranti di lusso.

Foto della facciata della Chiesa di San Tommaso in Terramala a Milano o del palazzo che ospita il Centro Gerasa.

Coordinamento degli Esorcisti e Collaborazione Professionale

Qui si coordinano i 9 esorcisti della Diocesi e si praticano gli esorcismi. Monsignor Gilardi è il delegato del Centro Gerasa di Milano, dove operano 9 preti incaricati dal vescovo. All'interno di una saletta austera, con un grande crocifisso, un’immagine della Madonna e la riproduzione del dipinto di Raffaello che ritrae l’Arcangelo Michele, si svolgono gli incontri. Le persone aspettano il proprio turno in una sala d’attesa, alcune pregano rivolte alla statua della Madonna e all’imponente crocifisso appeso al muro.

La moderna strutturazione della Diocesi meneghina nella lotta al maligno è stata decisa nel 2012 dal Cardinale Angelo Scola. Questo ha istituito il Servizio Diocesano Gerasa in uno stabile sito nei pressi della stazione centrale e potenziato la squadra di esorcisti nominandone altri 12. Ai sacerdoti, inoltre, ha affiancato delle figure professionali nel campo dello studio delle malattie e dei disturbi mentali. Esorcisti, psicologi, psichiatri e consulenti lavorano di concerto ai casi che si presentano e dopo un'attenta valutazione multidisciplinare scelgono il percorso di cura più adatto per le varie persone. La collaborazione è risultata così proficua che dallo scorso anno al Centro Gerasa c’è un gruppo di lavoro permanente dedicato ai professionisti della salute mentale.

Il Discernimento e la Vera Possessione

La Chiesa riconosce che la maggior parte delle persone che si rivolgono a questi servizi ha problemi psichiatrici, ma in alcuni casi la possessione viene ufficialmente riconosciuta. Sulla base dell’esperienza di chi pratica da tanti anni, si stima che in 98 casi su 100 che richiedono attenzione, il diavolo non c'entra nulla, se non in modo ordinario, ossia attraverso la tentazione.

Per riconoscere questi casi, già da otto anni, gli esorcisti lavorano con un’équipe formata da psicologi, psichiatri e da un neurologo che mensilmente si confronta con gli esorcisti ambrosiani, anche via web, per valutare le situazioni e decidere come sia meglio procedere. In alcuni casi, i professionisti, su richiesta del sacerdote e con l’assenso del fedele, possono affiancare l’esorcista negli incontri personali.

Molti fedeli fragili, spesso segnati da disgrazie personali o familiari, economiche o lavorative, attribuiscono a malefici i momenti di crisi o di profondo dolore. A volte sono stati da maghi e ciarlatani e, come ultima ratio, provano anche con l’esorcista. Questi sono i casi in cui la persona si sente indemoniata senza esserlo per davvero, o per le debolezze della natura umana.

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L'Esistenza del Diavolo e il Suo Scopo

Già il diavolo esiste, e la Chiesa lo ha sempre affermato, ma resta ontologicamente e spiritualmente inferiore a Dio. Lo scopo del diavolo, come dice l'etimologia (dal greco *dia-ballo*), è separare dalla verità. Lo fa con la tentazione, la vessazione o la possessione. La sua azione è rilevante in un contesto dove crescono i motivi che portano a incontrare il male e il turbamento spirituale: l'allontanarsi dalla vita di fede; la scelta del peccato senza alcun ravvedimento; la ribellione a Dio; il coinvolgimento proprio o di terze persone in sette - per il quale esiste anche un apposito servizio della Polizia di Stato, con il numero anti-sette -; la vicinanza a ritualità alternative, quali la magia nera, lo spiritismo, la pratica di malefici, l’invocazione satanica o la cartomanzia.

I satanisti sono persone che, con modalità differenti, chiedono l’aiuto del diavolo. Viviamo il paradosso di una società che ha rimosso Dio e si rifugia nell’idolatria.

La Pratica dell'Esorcismo e gli Strumenti del Sacerdote

L’esorcista non è un chirurgo che estirpa un tumore maligno, è un uomo di fede che chiede l’aiuto del Signore. Può solo pregare assieme a chi soffre. Spesso è proprio durante la preghiera che possono manifestarsi i segni particolari e le reazioni insolite, come comportamenti violenti ed espressioni volgari; c’è chi parla in una lingua sconosciuta che non conosceva.

Il Rito e gli Oggetti Sacri

Per le preghiere si segue un rituale approvato dalla Santa Sede e dalla Conferenza episcopale italiana. Si prega davanti al Crocifisso o alle immagini sacre. Se l’esorcista lo ritiene opportuno, può aspergere il fedele anche con l’acqua santa. L’esorcista non è un “mago”, ma un sacerdote nominato dal vescovo che prega per e con la persona che a lui si rivolge.

Gli “strumenti del mestiere” sono la stola viola, il crocifisso, l’acqua benedetta e il “Rito degli esorcismi e preghiere per circostanze particolari” (la versione italiana del *De Exorcismis et supplicationibus quibusdam* di papa Giovanni Paolo II).

Fede, Paura e Liberazione

L’esorcista non ha paura, perché ha fede ed è certo di essere protetto dal Signore. Può chiedere aiuto a un laico in casi di reazione insolita. A volte è necessario ripetere l’esorcismo in differenti incontri, quando non vi è subito l’esito. È Dio che permette la liberazione. Alcuni sacerdoti non credono nell’esorcismo, alcuni hanno paura di Satana. Ma sono sempre di più le persone che si rivolgono agli esorcisti, senza differenze di sesso, origini o età.

Il Contesto Attuale e la Formazione

Al Gerasa arrivano persone da tutta Italia: spesso hanno già consultato degli esorcisti o sono reduci da anni di terapie psichiatriche ritenute fallite. Alcuni hanno tentato persino la carta della stregoneria. Per gli esorcisti la vera difficoltà è individuare chi ha problemi psicologici e chi di tipo spirituale, il cosiddetto “discernimento”.

Infografica che illustra il processo di discernimento tra possessione e malattia mentale.

Testimonianze e Collaborazioni

Sono tantissime le persone convinte di essere vittima del demonio nelle sue molteplici forme: tentazione, ossessione, vessazione e possessione. La possessione diabolica può nascondersi dietro una malattia mentale. I demoni non hanno un nome o un’entità propria, vengono chiamati con il nome del vizio di cui sono portatori. Ma l’unico vero appellativo è Satana.

Per accertare la possessione, nella fase del discernimento spesso i sacerdoti collaborano con psicologi, psicoterapeuti e psichiatri. È necessario che il medico creda al demonio e ritenga possibile che una persona sia posseduta. Spesso i professionisti sono scettici, la maggior parte è ateo e convinto che sia tutto un delirio. Tuttavia, basta vedere anomalie come il rifiuto al sacro o la levitazione per capire che c’è dell’altro.

Anche Vittorino Andreoli, psichiatra e scrittore, crede nella possessione demoniaca, ma non gli è mai capitato un caso simile. Diversi esorcisti gli mandano persone che, pur credendo di avere problemi spirituali, hanno invece disagi psicologici. L’idea del suo libro *Demonologia e schizofrenia* gli venne dopo l’incontro con un paziente che ogni giorno disegnava demoni, parlava di demoni e si definiva un demone, risolvendo il caso con terapie psichiatriche.

La Sede Operativa e l'Accesso al Servizio

L’attività di don Macor e dei suoi collaboratori si svolge in sacrestia. Due anni fa, la sacrestia è stata ristrutturata e organizzata per ospitare una piccola sala d’attesa, un centralino telefonico, due ambienti per i colloqui e per i riti di esorcismo. All'inizio si accoglieva la gente nella cappella in cortile, ma a causa delle urla e di tutte le manifestazioni non si poteva più stare lì, dato che nel palazzo c’è anche una scuola per disabili. I corrimani sui muri bianchi e i pavimenti marroncini fanno pensare a un ospedale, se non fosse per le targhe appese alle porte rosse: Sala esorcismi 1, Sala esorcismi 2. È possibile incontrare gli esorcisti solo previo appuntamento.

In Curia, nel 2012, è stato istituito un centralino, attivo ogni pomeriggio da lunedì a venerdì. Da allora sono state ricevute oltre 8mila telefonate. Il compito degli addetti è quello di filtrarle, per capire lo stato di salute mentale di chi chiama. Chi pensa di aver bisogno di un esorcista è consigliato di contattare in primo luogo il proprio parroco, che saprà consigliarlo.

Formazione e Sensibilizzazione

Undici anni fa a Roma è nato il Corso sull’esorcismo e la preghiera di liberazione, organizzato dall’Istituto Sacerdos dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, dall’Associazione Internazionale Esorcisti (AIE) e dal Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa (GRIS). Il corso si tiene una volta l’anno e dura sei giorni, con un costo di trecento euro. Ogni anno si iscrivono circa 150 persone da tutto il mondo, tra cui sacerdoti, medici, psichiatri, legali, assistenti sociali e persone che collaborano con gli esorcisti. Gli insegnamenti, solo teorici, spaziano dal campo teologico a quello antropologico, dalla medicina alla giurisprudenza, senza tralasciare la criminologia e le istruzioni per il rito.

Il giornalista e conduttore di Vade Retro su Tv2000, David Murgia, è convinto dell'esistenza di Satana, le cui prove sono le testimonianze delle persone. Nel 2012 propose al cardinal Angelo Bagnasco un programma sul tema, che divenne fisso e raggiunse un successo di ascolti.

La Storia e l'Evoluzione della Pratica Esorsistica nella Chiesa

La pratica dell’esorcismo è stata riconosciuta dalla Chiesa grazie al lavoro di Don Gabriele Amorth. Verso la fine dell’800, con il progredire degli studi psicologici, l’idea dell’esistenza del diavolo e delle possessioni demoniache è andata scemando. A metà Novecento erano molti di più i sacerdoti che ritenevano il diavolo come una superstizione o una metafora del male che alberga nell’uomo, piuttosto che un’entità esistente. Ad opporsi a questo abbandono delle pratiche esorcistiche è stato in primo luogo Don Gabriele Amorth.

Oggi l’Associazione Internazionale Esorcisti è presieduta da Padre Francesco Bamonte e conta circa 400 sacerdoti al suo interno. La maggior parte di questi sono italiani, ma ve ne sono anche da ogni angolo del mondo. Da anni l’associazione si batte per condividere informazioni sulla pratica dell’esorcismo e sulla possibile influenza del diavolo nella società moderna.

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