Storia e Significato della Festa e della Serenata alla Madonna di Piedigrotta

A Napoli, la devozione popolare è particolarmente sentita e la Festa di Piedigrotta, dedicata alla Madonna di Piedigrotta, da secoli anima il quartiere omonimo con riti religiosi, musica e folklore. Alla Basilica della Madonna di Piedigrotta e alla sua festa tradizionale dell'8 settembre, è da sempre legata tutta la città, anche se, per il luogo in cui sorge, essa è legata specialmente alla devozione della gente di mare.

Veduta esterna della Basilica di Santa Maria di Piedigrotta a Napoli

Le Radici Antiche della Devozione a Piedigrotta

Il luogo dove oggi sorge la chiesa di Piedigrotta ha radici molto antiche. Qui si celebravano le falloforie, processioni in onore di Priapo e Dioniso, con carri rituali, canti, balli sfrenati e orge sacre. Col passare dei secoli, le antiche credenze furono sostituite da quelle cristiane, tanto che, quando si diffuse il culto della Vergine Maria, al posto del tempio di Priapo, fu costruita una cappella in onore della Madonna dell’Idria.

La devozione del popolo napoletano per la Regina delle Grazie, venerata sotto il titolo di “Madonna di Piedigrotta”, risale al tempo della fondazione del primitivo santuario costruito dai pescatori e marinai di Mergellina sopra la collina di Posillipo, di cui resta storica testimonianza in un documento del 1207. Nello stesso anno, si legge che la piccola cappella era già stata trasformata in una chiesa con annesso ospedale per i pellegrini.

Secondo la leggenda, all’inizio del 1300, Maria apparve a tre religiosi e chiese loro di erigere una Chiesa vicino alla Grotta. La devozione era così profonda che subito si iniziò ad edificarla. Un prezioso contributo fu dato anche dai pescatori di Mergellina: da allora il legame che unisce gli uomini di mare e la Regina del Cielo è inscindibile. L'affluenza dei devoti era notevole, se Boccaccio in una sua lettera, in dialetto napoletano, giurava invocando la “Madonna de pederocto” e Petrarca, nel 1359, teneva a ricordare il continuo afflusso dei marinai.

Distrutta dal tempo quell’antica cappella, l’attuale santuario fu eretto a spese del popolo stesso, volontariamente per obbedire al desiderio espresso dalla Santissima Vergine a tre suoi devoti, cui comparve il giorno 8 settembre 1353, di voler eretto un tempio là ove è adesso e dove si sarebbe trovata una sua immagine, ora posta sul trono di marmo dell’altare maggiore. Dal 1453 il Santuario è affidato ai Canonici Regolari Lateranensi, che lo servono tuttora. Tutte le dinastie succedutesi al potere nei secoli vollero abbellire e ingrandire il complesso: gli Angioini ingrandirono la fabbrica e le donarono la splendida scultura lignea policroma, di scuola senese, che ancora oggi possiamo ammirare. Gli Aragonesi la trasformarono in un maestoso tempio rinascimentale e la fornirono di due chiostri.

Interno della Basilica di Piedigrotta con l'altare maggiore e l'immagine della Madonna

La Tradizione della Festa di Piedigrotta

Il nuovo luogo di culto divenne sempre più un centro spirituale e meta di pellegrinaggio: in particolare, era usanza giungere qui la notte tra il 7 e l’8 settembre, giorno della nascita della Madre di Dio. Persone semplici ed umili e illustri personaggi: nel corso del tempo nessuno voleva mancare all’appuntamento in segno di venerazione. Molti giungevano a Napoli anche dai paesi vicini a bordo di carretti adornati a festa sui quali trasportavano strumenti musicali.

La Processione e i Riti

Per tradizione popolare, ogni 50 anni, la statua lignea della Madonna di Piedigrotta esce dalla Basilica per essere portata in processione per le strade della città. Nel 2000, anno del giubileo, c’è stata una processione straordinaria della statua della Madonna. Infine, alle ore 19.30, la grande processione con la statua della Madonna, l’imbarco e la suggestiva traversata del golfo di Napoli fino a Mergellina, è un evento raro che si rinnova dopo un quarto di secolo, con arrivo nella storica chiesa di Santa Maria di Piedigrotta, cuore pulsante della festa.

La pratica dei “Nove Sabati” è andata consolidandosi dall’inizio del 1900. A quel tempo, i fedeli si riunivano nel lontano quartiere di S. Lucia e, alle prime luci dell’alba, giungevano alla “Villa reale”; da quel punto si cominciava la recita del Rosario di nove decadi, in ricordo dei nove mesi precedenti la nascita della Madonna. La mattina dell’ultimo dei 9 sabati c’è il tradizionale volo degli uccellini, una pratica che richiama la statua della Madonna raffigurata con un bambino in braccio: non a caso, su un dito di Gesù Bambino è appoggiato proprio uno di questi animali. In suffragio agli artisti napoletani, il giorno seguente si officia la “Messa degli artisti”, oggi animata dagli uomini di spettacolo e dai pescatori.

Altro appuntamento da non perdere è la sfilata dei vestitini di carta. Nel pomeriggio del 9, da piazza Torretta parte questa allegra e vivace manifestazione animata da bambini e intere famiglie che termina in Chiesa ai piedi dell’altare. Qui l’atmosfera giocosa e informale lascia il posto alle solenni liturgie per il nome di Maria alla presenza del Cardinale di Napoli.

Manifestazione folcloristica con bambini in vestiti di carta a Napoli

Il "Carnevale Settembrino" e il Festival della Canzone Napoletana

È forse questa l’origine dei più famosi carri allegorici, veri e propri capolavori di cartapesta che esprimevano ironia e fantasia: nei giorni della festa, in epoca più recente, sfilavano tra folle di napoletani in tripudio. Anche la musica ha giocato un ruolo importante: inizialmente le melodie erano improvvisate dal popolo con piccole orchestrine, ma col tempo si sviluppò anche questo settore. Per secoli, a settembre, i pescatori di Mergellina e i devoti napoletani hanno reso omaggio alla Madonna di Piedigrotta con cortei, luminarie, canti popolari, strumenti tradizionali come putipù, triccabballacche e scetavajasse, e la famosa sfilata dei carri di cartapesta.

Sotto i Borbone, Carlo III istituì la celebre Parata di Piedigrotta, a cui partecipavano i sovrani, la nobiltà, le forze armate e tutto il popolo. Dal 1839 la festa si arricchì della Piedigrotta musicale, che consacrò la canzone napoletana classica. Piedigrotta divenne un “carnevale settembrino”: bambini in costume di carta, scherzi popolari come il famoso “cuppulone” (un enorme cono di carta calato sulla testa dei passanti), tammorre e trummettelle.

Oltre alla componente religiosa, la Festa di Piedigrotta ha storicamente rappresentato anche un momento di grande festa popolare. Fino alla metà del Novecento, era famosa per le sfilate di carri allegorici, i concerti di canzoni napoletane e i fuochi d'artificio sul lungomare. Proprio in occasione della Festa di Piedigrotta, a fine Ottocento, nacque il famoso Festival della Canzone Napoletana, che lanciò artisti, canzoni e melodie divenute poi patrimonio della musica italiana. Brani celebri come "’O sole mio", "Torna a Surriento" e "Funiculì Funiculà" devono parte della loro fortuna a questa tradizione.

La Festa di Piedigrotta: Pillole di Storia Napoletana

La "Serenata alla Madonna": Un Appuntamento di Fede e Arte

La Serenata alla Madonna è un appuntamento che dal 1983 si ripropone ogni anno durante le feste di Piedigrotta. Questo appuntamento è molto sentito e al quale partecipano anche artisti molto conosciuti. Sono presentate alcune scene e canti della tradizione popolare dedicati a Maria. Benedetto Casillo è l’anima di questa manifestazione ed ha scritto per essa molti testi oltre a condurla ogni anno. Nel 2000, insieme alla processione della Madonna, sono state registrate alcune scene che trovano solitamente spazio ogni anno nella manifestazione. La registrazione è stata fatta a chiesa vuota senza la presenza della gente; se da un lato permette un migliore ascolto dall’altro fa perdere l’entusiasmo della serata.

La "Serenata alla Madonna" si svolge il 10 settembre; scritta dall’artista Benedetto Casillo nel 1983, è giunta alla sua 40esima edizione e vede la partecipazione di grandi artisti, dei pescatori e di sbandieratori. "La 'Serenata alla Madonna di Piedigrotta' la creammo negli anni Ottanta", ricorda Casillo, "la festa si spegneva e 37 anni fa decidemmo di coinvolgere tutti, i vecchi innanzitutto che ci aiutarono con gioia. Vennero tanti artisti e cantanti. Facemmo girare l'antico mantello della Vergine."

Ieri la chiesa di Piedigrotta ha accolto la Serenata alla Madonna, una preghiera speciale, cantata e narrata grazie alla volontà, 37 anni fa, di don Giuseppe Cipolloni, Benedetto Casillo e del maestro D’Angelo. Un evento conclusivo che ricorda come tutta Napoli fosse in festa per la sua Madonna, in un passato che ricorda una città piena di luci e gioia per una grandiosa festa di amore e fede. Le voci più belle di Napoli hanno emozionato e vibrato insieme nel segno della fede. I cuori hanno pulsato all'unisono quando Mario Maglione ha varcato l'ingresso della chiesa accompagnato in corteo da Agostino, Michele e gli altri Pescatori di Mergellina, cantando. Poi l'offerta del pescato del giorno alla Madonna. Commozione e sentimento, gli stessi che hanno fatto battere i cuori di tutti quando a cantare è stata Angela Luce. "Lo faccio con amore fede e sentimento - ha raccontato -."

Poi, poco alla volta, le cose sono cambiate e l’aspetto materialistico ha lasciato posto a quello più spirituale: preghiere e canti si fondono in una particolare tecnica che unisce fede e arte, in un’unione che rende ancor oggi affascinante e amata questa sacra ricorrenza.

Benedetto Casillo sul palco della Serenata alla Madonna di Piedigrotta

Leggende e Simboli Legati alla Madonna di Piedigrotta

La Leggenda dello 'Scarpunciello'

Secondo la tradizione, un giorno - in una notte di burrasca - la statua lignea della Madonna con Bambino, posta in una grotta vicino alla spiaggia, uscì dal suo giaciglio per soccorrere dei pescatori in pericolo durante la tempesta. Nel ritorno dalla sua missione, la Madonna si tolse una scarpa perché piena di sabbia, la dimenticò e al mattino quella scarpa fu ritrovata sulla spiaggia. Si notò inoltre che la statua tornò al suo posto, ma priva di quel piede calzato, e il manto era bagnato. Benedetto Casillo ha riscritto questa leggenda e la interpreta ogni anno durante la “Serenata alla Madonna”.

La Leggenda di Frate Bernardino

Un'altra leggenda narra che la notte dell’8 settembre, durante una violenta burrasca sul mare di Napoli, fra Bernardino si trovava a pregare nella grotta sotto la collina di Posillipo. Gli apparve una donna che, alla domanda del frate su chi fosse, rispose: “Sono la Vergine Maria, abito questi luoghi.” Subito dopo scomparve, ma la tempesta cessò. Poco dopo, i pescatori approdarono trafelati alla spiaggia di Mergellina e portarono al frate una scarpetta da donna ricamata con un sole radioso. Seguendo delle impronte bagnate, Bernardino e i pescatori iniziarono a scavare nella grotta. Con grande stupore, trovarono una statua della Vergine Maria ancora umida di pioggia, priva di uno scarpino.

La Continuità di una Tradizione Secolare

La fede, la devozione, il mare, i pescatori, la tradizione e i canti popolari sono gli elementi che caratterizzano questa festa. “La tradizione è quello che siamo ed è molto importante”, afferma Benedetto Casillo. Accanto agli appuntamenti religiosi, si valorizzano le pratiche tradizionali ancora vive: l’accensione delle luminarie, la cerimonia dei Nove Sabati, il suggestivo Volo dei cardellini, la Serenata alla Madonna e la processione sul mare.

I festeggiamenti prevedono numerosi eventi nell’arco di una settimana che si concentrano principalmente nella Chiesa di Piedigrotta e nel quartiere. Questi ed altri eventi caratterizzano e animano le strade in questo periodo. Da un paio di anni diversi cittadini hanno deciso di esporre alle finestre delle proprie abitazioni festoni colorati e lampioncini proprio come simbolo della Festa di Piedigrotta, un po’ come accadeva tanti anni fa. C’è un intento forte: non solo celebrare, ma far conoscere alle nuove generazioni e risvegliare la memoria collettiva.

Recentemente, la città torna a vivere un rito antico fatto di devozione, cultura, spettacolo e memoria comunitaria, con un ricco programma di musica, spettacoli e momenti di devozione, per trasmettere alle nuove generazioni il valore di una tradizione secolare. Questo "viaggio nella storia, nella tradizione e nella spiritualità napoletana" si propone di far conoscere e trasmettere alle nuove generazioni il valore di questa tradizione secolare.

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