L'Eremo di San Michele a Campagna: Storia, Leggenda e Guida al Sentiero

L'Eremo di San Michele è uno dei luoghi simbolo della Città di Campagna, situato in una cavità naturale presso il Monte Nero a 1110 metri sul livello del mare, al confine tra i territori di Campagna e Oliveto Citra.

L'Eremo di San Michele: Un Gioiello tra Storia e Spiritualità

Posizione e Origini Antichissime

L'Eremo di San Michele è ubicato sul versante sud in una cavità naturale presso il Monte Nero a 1110 metri s.l.m., al confine tra i territori di Campagna ed Oliveto Citra. Le sue origini sono antichissime e probabilmente si possono far risalire in concomitanza con lo sviluppo dell'antico abitato di Campagna.

Si narra che intorno all'anno 1240, uno degli ultimi casali rimasti fuori le montagne, Sant'Angelo di Furano, fu distrutto a causa di attacchi longobardi. Gli abitanti sopravvissuti all'eccidio - quelli che non decisero di rifugiarsi nella gola montuosa protetta dal Castello Gerione - per timore scapparono sopra questo monte con a capo il nobile del posto, Paolo Carfagnio. Una volta giunti sulla cima, decisero di erigere una primitiva e rustica chiesetta con annesse stanze per potervi soggiornare, intitolandola a San Michele, già protettore nel casale ridotto ormai a rovine.

Foto panoramica dell'eremo di San Michele a Campagna, incastonato nella roccia

Il Ruolo dei Vescovi e gli Ampliamenti

Da sempre l'eremo è stato meta di pellegrinaggio e ha ospitato parte dei più grandi vescovi che la Diocesi di Campagna ha avuto in dote. Tra i più rinomati, possiamo annoverare monsignori De Luca, Fontana, Caramuel, Cesarano e Giuseppe Maria Palatucci.

Tra i momenti e gli accadimenti che ha vissuto questo luogo sacro è doveroso soffermarsi a ricordare la permanenza del vescovo probabilista Juan Caramuel, amante della tanta agoniata tranquillità che nel centro abitato proprio non riusciva a trovare. È proprio qui che compì e perfezionò molte tematiche filosofiche, ma soprattutto diede vita alla sua opera magistrale, la “Mathesis Biceps”, lo studio del sistema matematico binario. A ricordo della sua permanenza, ancora oggi vi è presente una lapide commemorativa.

La struttura nel corso dei secoli ha subito molti lavori di ampliamento e rinforzo grazie alla presenza degli alti prelati. Si è continuato, dunque, a garantire loro un soggiorno adeguato ed un tragitto agiato; infatti, soprattutto per i primi secoli, l'accesso alla chiesa era possibile solo tramite una scala con filo oppure addirittura arrampicandosi tra le rocce.

La chiave di volta per la futura esistenza del luogo si ebbe quando il primordiale proprietario dell'appezzamento di terreno, il prelato olivetano Belbuono, diede in concessione all'ente Capitolo Cattedrale l'intera struttura e l'intero complesso. Quest'ultimo si adoperò per completare i lavori strutturali, riuscendo a compiere notevoli sforzi sia in termini economici che in termini sociali, considerata la particolare geografia del posto. La volontà devota fu di fondamentale importanza per la sopravvivenza della grotta, consegnata ai posteri grossomodo come lo si vede oggi.

La Gestione Attuale e le Tradizioni

All'inizio del secolo scorso, un altro elemento fondamentale per il luogo si ebbe quando il Capitolo decise di donare la gestione dell'eremo all'ancora presente Comitato dell'Eremo di San Michele. Questo comitato, con solerzia, devozione e passione, ancora oggi riesce a mettere in atto tradizioni secolari come le due processioni svolte nei mesi dedicati al “Capo delle Schiere Angeliche”, in maggio e settembre, oltre a garantire la possibilità ai pellegrini di visitarlo. È solo grazie al Comitato che ai giorni nostri abbiamo perfettamente conservato un luogo antico e mistico, inserito tra l'altro in un “Percorso Micaelico” dell'intera Regione Campania.

Eremo di San Michele - degli Angeli

La Leggenda di San Michele e il Diavolo

Un'antica e profonda leggenda accompagna questo luogo sacro, che lo rende mistico non a caso. Si narra che in origine questa grotta fosse del diavolo. Poi, una mattina di maggio dei primi anni del X secolo, il Santo, vestito da pastore, apparve al diavolo dicendogli di voler visitare la grotta e ogni posto della montagna. Prima di andar via, però, dispose quattro pietre a terra in modo da formare una croce. Il maligno, alla vista del simbolo, emise urla strazianti e fuggì via fino a Lauropiano, lasciando la forma dei suoi artigli in una pietra.

San Michele prese possesso della caverna e, volendo farsi conoscere da un vaccaio di Puglietta, fece in modo che uno dei suoi tori vi entrasse dentro. Il pastore faticosamente salì a riprenderselo ma, prima di arrivare nel luogo dove successivamente fu costruito l'altare, vide un giovane avvolto in una luce splendente. Tornato a Puglietta, l'uomo raccontò tutto alle autorità ecclesiastiche, dando così inizio alla diffusione della notizia dell'apparizione del Santo.

Illustrazione della leggenda di San Michele che scaccia il diavolo dalla grotta

Il Sentiero per l'Eremo di San Michele (CAI 720): Informazioni Pratiche

Descrizione e Caratteristiche del Percorso

Il sentiero verso l'Eremo di San Michele è lungo ma piacevole, e non presenta particolari difficoltà. È consigliatissimo per principianti e famiglie con bambini che vogliono cimentarsi in un percorso un po' più lungo. Il sentiero è quello CAI 720 e si imbocca dopo il fontanile di Trinità Fontana; è molto visibile e si vede che è stato manutenuto di recente, per cui è piuttosto semplice da seguire, anche nei tratti più boscosi dove è facile perdere l'orientamento.

Durante l'escursione, che ha una distanza di circa 18 Km, si prevedono circa due soste di non oltre 15 minuti. Si prevedono, inoltre, dei tratti in pendenza e/o con tracciati sterrati.

Difficoltà e Consigli per la Visita

La difficoltà principale del percorso è la sua lunghezza. In alcuni periodi potrebbe essere un po' scivoloso, ma nulla di impercorribile. Segnaliamo che per tutto il sentiero il cellulare non prende, solo arrivati all'eremo c'è di nuovo linea.

Quando Andare

  • In inverno: Probabilmente potrebbe non essere percorribile per la neve. Tuttavia, con alcune tracce di neve, può essere un'esperienza bellissima.
  • In estate: Il sentiero dovrebbe essere molto ombreggiato e fresco, ma probabilmente affollato.
  • In autunno: Sembra il luogo ideale per ammirare i colori del foliage.

Cosa Portare

È fondamentale munirsi di scarpe adeguate da escursionismo (no da ginnastica) con suole antisdrucciolo e possibilmente in goretex. Inoltre, è consigliabile portare:

  • Almeno 1,5 litri di acqua (l'acqua si trova a inizio sentiero, quindi è sempre meglio riempire le borracce prima di mettersi in cammino).
  • Colazione e pranzo al sacco.
  • Un piccolo kit medico personale.
  • Bastoncini da trekking.
  • Un impermeabile.

Parcheggio e Punti di Interesse Lungo il Percorso

Il parcheggio è disponibile un po' più sopra dell'imbocco del sentiero. Ci sono diversi posti dove lasciare la macchina, probabilmente con il bel tempo e in estate potrebbe essere più difficile trovare posto perché in zona c'è un piccolo Parco Avventura e diverse aree pic-nic libere con tavolini e punti fuoco. "Io mi sono pentito di non essermi portato nulla da grigliare, ci sono diversi punti per fare una brace", ha commentato un escursionista di nome Paolo.

Lungo il sentiero, alcuni hanno trovato deviazioni che formano un percorso ad anello, ma è possibile anche tornare sulla stessa strada. Ci sono altre deviazioni, tutte ben segnalate, che non creano confusione.

Mappa schematica del sentiero CAI 720 per l'Eremo di San Michele

Note e Avvertenze per gli Escursionisti

Le uscite in ambiente sono soggette a pericoli ed affaticamenti che comportano dei rischi. I partecipanti sono consapevoli dell'esistenza dei suddetti pericoli e, con la propria partecipazione, assumono personalmente tutti i rischi. Qualora si decidesse di fermarsi o tornare indietro, questa decisione non deve incidere sul proseguimento del gruppo verso la destinazione.

Per le famiglie con bambini, alcune attività divertenti includono: "Se trovate le pozzanghere ghiacciate schiacciatele con il piede e il ghiaccio si spaccherà come se fosse vetro, attenzione però che è molto scivoloso, quindi fate questo gioco solo sul bordo!", suggerisce Alice. Giacomo aggiunge: "Arrivati all'eremo suonate la campana, è divertentissimo e poi dicono che porti fortuna".

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