Ruolo del Segretario MSAC e del Consiglio Parrocchiale nell'Azione Cattolica Italiana

L'Azione Cattolica (AC) è un'associazione di laici che offre alla Chiesa particolare, in cui è inserita, il proprio specifico contributo per la formazione di un laicato adulto nella fede, per la crescita nella comunione della comunità ecclesiale e per la testimonianza del Vangelo nella concretezza della situazione storica. Ogni associazione diocesana è parte dell'unica associazione nazionale, alla cui vita contribuisce attraverso la propria esperienza associativa, legandosi alle altre con un vincolo di solidarietà e di reciproco sostegno formativo, culturale ed economico.

L'AC, consapevole del senso della diocesanità come servizio legato alle indicazioni del proprio pastore, sa che nella parrocchia la Chiesa vive il momento più proprio di radicamento nel territorio. È nella parrocchia che si verifica il contatto quotidiano con le persone e i problemi vivi di quel determinato territorio, e in essa si verifica la possibilità di operare apostolicamente in modo diretto e concreto. Attraverso un impegno intenso di formazione adeguata, l'Associazione sente la necessità di prendere ancora una maggiore consapevolezza dei valori che l'A.C.I. incarna. Nella sua dimensione laicale, l'AC offre alla Chiesa diocesana il proprio specifico contributo per un laicato adulto nella fede, per la crescita nella comunione della comunità ecclesiale diocesana e per la testimonianza del Vangelo nella concretezza della situazione storica.

L'Associazione Diocesana e le sue Articolazioni

L'associazione diocesana riunisce tutti i laici che nella diocesi aderiscono all'Azione Cattolica Italiana. Essa è retta dallo Statuto dell'Azione Cattolica Italiana e da un Atto Normativo diocesano, che disciplina la sua organizzazione e le sue attività. L'Atto Normativo diocesano è approvato dall'Assemblea e diviene operativo a seguito della favorevole valutazione di conformità con la normativa statutaria e regolamentare nazionale espressa dal Consiglio nazionale.

Gli Organi dell'Associazione Diocesana

L'Atto normativo diocesano disciplina la composizione, le modalità di formazione, la specificità delle funzioni e il funzionamento degli organi associativi, garantendo alcuni principi fondamentali:

  • All'Assemblea diocesana devono essere chiamati a partecipare i componenti il Consiglio diocesano, i rappresentanti delle associazioni, dei gruppi e dei movimenti dell'Azione Cattolica Italiana formalmente costituiti nella diocesi. Tutti i laici che nella diocesi aderiscono all'Azione Cattolica Italiana e abbiano compiuto il 14° anno di età possono partecipare all'Assemblea diocesana.
  • Il Consiglio diocesano deve essere composto in misura maggioritaria dai membri eletti dall'Assemblea, dai segretari dei movimenti costituiti e inoltre dai membri di Presidenza che non siano già consiglieri. L'elezione dei membri del Consiglio diocesano avviene di norma sulla base di tre liste (adulti, giovani ed ACR) a scrutinio segreto. Fanno parte del Consiglio diocesano con voto deliberativo: sette membri eletti nella lista I; sette membri eletti nella lista II; sette membri eletti nella lista III. Il Consiglio elegge i quattro vice Presidenti, due per ciascun settore, il Responsabile e il Vice Responsabile dell’A.C.R.
  • Della Presidenza diocesana devono far parte, oltre al presidente diocesano, da due a quattro vicepresidenti (Giovani e Adulti) per seguire le finalità associative con riferimento ai Settori, il responsabile dell'Azione Cattolica dei Ragazzi, il segretario e l'amministratore. La Presidenza è convocata dal Presidente diocesano e favorisce lo sviluppo dell’Associazione garantendone l’unitarietà. Cura la programmazione e gestione della vita associativa in linea con gli obiettivi fissati dall’Assemblea diocesana e nel rispetto degli indirizzi assunti dal Consiglio diocesano. Collabora con la Chiesa locale e l’Arcivescovo in armonia con le linee pastorali diocesane.
  • Il presidente è nominato dall'ordinario diocesano su proposta del Consiglio diocesano; gli altri componenti la Presidenza sono eletti dal Consiglio.

Le Articolazioni Territoriali

L'associazione diocesana si articola in associazioni territoriali, di norma riferite alla comunità parrocchiale. Essa può dare vita, nel suo ambito, a gruppi costituiti allo scopo di attuare la missione propria dell'associazione in rapporto a specifiche condizioni ed esperienze di vita o a specifici ambienti. Più gruppi, operanti nella diocesi per i medesimi fini in un medesimo ambito, possono essere collegati e costituire un Movimento diocesano dell'Azione Cattolica Italiana. Laddove le situazioni parrocchiali lo consiglino, possono sorgere associazioni interparrocchiali. A livello cittadino e interparrocchiale, laddove vi siano più Associazioni parrocchiali, i Presidenti parrocchiali costituiscono il Comitato Cittadino dei Presidenti parrocchiali (C.C.P.P.).

La presenza dei sacerdoti assistenti in AC è espressione concreta del carisma proprio dell'associazione e del particolare legame con i pastori. I sacerdoti assistenti contribuiscono a sostenere la vita spirituale e il senso apostolico dei soci e a promuovere la loro unità nell'Associazione e in generale nella Chiesa. Essi partecipano ad ogni aspetto della vita dell'Associazione per contribuire ad alimentarne la vita spirituale ed il senso apostolico. Gli Assistenti diocesani, salvo diversa disposizione del Vescovo, sono nominati per un triennio e possono essere rinnovati per un secondo triennio. Il Sacerdote Assistente può chiedere all’Arcivescovo la nomina, a livello diocesano, di altri sacerdoti per assicurare la presenza sacerdotale in ciascuna articolazione associativa.

Schema organizzativo dell'Azione Cattolica a livello diocesano, con i rapporti tra Assemblea, Consiglio, Presidenza e le articolazioni territoriali e i movimenti.

L'Associazione Parrocchiale: Cuore Pulsante dell'AC sul Territorio

L'Azione Cattolica è strutturata anche a livello parrocchiale con una serie di organi (Assemblea degli Aderenti, Consiglio parrocchiale, Presidente) che consentono lo svolgimento della vita associativa in modo democratico ed ordinato. La solidità di tale struttura è di primaria importanza per la vita associativa, ad essa possono infatti far riferimento con sicurezza gli aderenti ed i destinatari delle proposte educative. Ciò consente inoltre di proseguire nella crescita associativa con unitarietà tra i vari settori ed in collaborazione con i sacerdoti, con chiarezza nei singoli ruoli che ciascuno è chiamato a svolgere nell'esercizio della propria responsabilità. Ne deriva un'organizzazione efficiente e duratura che consente di attuare proposte valide e condivise in un settore importante come quello educativo. Ciò non sarebbe possibile se l'esercizio dei compiti educativi e formativi fosse lasciato esclusivamente alla buona volontà del singolo o di piccoli gruppi parrocchiali non organizzati.

L'associazione parrocchiale è formata da tutti i laici della parrocchia che aderiscono all'Azione Cattolica Italiana. In essa possono costituirsi gruppi come prima vitale esperienza associativa. L'Associazione parrocchiale si intende regolarmente costituita qualora siano presenti entrambi i Settori (adulti e giovani), includendo anche i bambini e i ragazzi dell'ACR. La struttura organizzativa dell'associazione parrocchiale deve essere definita garantendo la partecipazione di tutti gli aderenti attraverso un organo assembleare, un Consiglio per la programmazione, gestione e verifica, rappresentativo della realtà associativa, e un presidente, che ne promuove e coordina l'attività, curando anche la piena collaborazione con il Parroco e la comunità parrocchiale.

Il Consiglio Parrocchiale AC

Il ruolo del Consiglio parrocchiale di AC è di primaria importanza, poiché permette di attuare una programmazione organica delle attività, con un confronto costruttivo tra i vari settori, rappresentati dai rispettivi Consiglieri e Responsabili. Inoltre, tramite il Presidente e gli stessi Responsabili, l'associazione parrocchiale è cosciente anche delle iniziative attuate a livello vicariale o diocesano, con la conseguente apertura ad una dimensione ecclesiale e non solo locale.

L'Assemblea parrocchiale è composta da tutti gli aderenti all'associazione parrocchiale, giovani e adulti. Le Associazioni parrocchiali comunicano per tempo alla Presidenza diocesana la data, l'ora e il luogo in cui si svolgerà l'Assemblea parrocchiale. Ogni triennio l'Assemblea elegge il Consiglio.

Risultano eletti dodici rappresentanti, quattro per il Settore Adulti, quattro per il Settore Giovani, quattro per l'ACR, che abbiano riportato il maggior numero di voti. Le Associazioni parrocchiali che hanno un numero di aderenti superiore a cinquanta procedono all'elezione di un altro consigliere, per ogni venti soci in più (ad esempio, 70 aderenti = +1 consigliere; 90 aderenti = +2 consiglieri; 110 aderenti = +3 consiglieri). Su proposta del presidente e con l'approvazione della maggioranza dei consiglieri, il Consiglio parrocchiale può essere integrato da componenti cooptati.

Tra i consiglieri eletti viene proposto per la nomina da parte dell'Arcivescovo il Presidente parrocchiale, su proposta del Consiglio parrocchiale e sentito il parere dell'Assistente. Il presidente parrocchiale può essere eletto all'interno o al di fuori degli eletti al Consiglio parrocchiale. Il Consiglio parrocchiale, inoltre, nomina gli Educatori dell’A.C.R., promuove e coordina l’attività dei settori e dell’articolazione A.C.R., e approva annualmente il rendiconto economico e finanziario. Il Responsabile del Gruppo parrocchiale di Azione Cattolica ha la responsabilità formativa degli aderenti, e si impegna a completare, ove è possibile, l’Associazione.

Diagramma che illustra la composizione e le interazioni del Consiglio Parrocchiale dell'Azione Cattolica.

Il Movimento Studenti di Azione Cattolica (MSAC)

La presenza degli studenti dell’Azione Cattolica nella scuola italiana ha una storia lunga quasi cento anni. Nel tempo, le forme e le metodologie sono cambiate, ma non la sostanza dell’impegno di giovani laici che scelgono di abitare e animare cristianamente la scuola. Ai suoi studenti l’Azione Cattolica affida il compito di farsi apostoli verso i loro coetanei, li rende protagonisti del proprio percorso formativo nell’associazione e li chiama ad essere attivamente partecipi della responsabilità della vita associativa, attraverso la scelta democratica.

Il MSAC, con le sue regole, richiama tutti i suoi studenti a sentirsi responsabili e a lavorare per il progetto di scuola che è nel cuore di tutta l’associazione: una scuola comunità educante, aperta all’incontro e al dialogo con tutti, «senza distinzioni etniche, ideologiche, politiche o religiose», capace di essere luogo di elaborazione del pensiero a servizio dell’intera società e soprattutto luogo in cui, con gioia, «dire Dio tra i banchi di scuola» attraverso il metodo dell’inculturazione della fede e dell’evangelizzazione della cultura.

Il Movimento Studenti di Azione Cattolica (MSAC) è l’espressione, a misura di studente, dell’attenzione missionaria dell’Azione Cattolica Italiana (ACI) agli adolescenti nella loro condizione di studenti e della presenza organica e del servizio specifico dell’associazione alla pastorale studentesca. Pertanto, è parte integrante del Settore giovani, nell’ambito del quale si colloca la sua specifica proposta, organizzazione e attività. Esso ha finalità educative, culturali e missionarie e si rivolge agli studenti del secondo ciclo del sistema di istruzione e formazione. Gli studenti che aderiscono all’ACI e che scelgono di impegnarsi nel MSAC promuovono nelle scuole le attività del Movimento. Le attività del MSAC si rivolgono a tutti gli studenti, senza distinzioni etniche, ideologiche, politiche o religiose.

Attività e Costituzione a Livello Diocesano

L’attività del Movimento Studenti diocesano è costituita da punti d’incontro, formazione specifica, momenti di primo annuncio e orientamenti culturali. Dove non è ancora costituito il MSAC, il Consiglio diocesano dell’ACI incarica un giovane aderente all’associazione con il compito di promuovere l’attenzione alla scuola e favorire la nascita del Movimento. Egli fa parte del Consiglio diocesano con voto consultivo e la sua nomina viene segnalata alla Segreteria nazionale. Verificato lo svolgimento regolare delle attività del Movimento nella diocesi, il Consiglio diocesano dell’ACI, su proposta dell’incaricato alla formazione, e valutatane l’opportunità, delibera la costituzione del MSAC e convoca il Congresso diocesano.

Il Segretario Diocesano MSAC

Il Congresso diocesano elegge a maggioranza assoluta i segretari diocesani. L’Atto normativo diocesano dell’Azione Cattolica stabilisce il numero dei segretari, fino a un massimo di due. In assenza di una indicazione, i segretari diocesani sono due. L’elezione dei segretari è ratificata dal Consiglio diocesano dell’ACI. La Presidenza diocesana dell’ACI e i segretari, o l’incaricato alla formazione laddove questi non fossero presenti, su proposta di questi ultimi, dopo consultazione dell’Équipe del MSAC, formulano le candidature da presentare al Congresso.

I segretari diocesani, soci di AC tra i sedici e i ventuno anni, hanno le seguenti responsabilità e compiti:

  • Promuovono e coordinano la vita e le attività del MSAC.
  • Presiedono il Congresso e l’Équipe diocesani.
  • Fanno parte dell’Équipe diocesana del Settore giovani, del Consiglio diocesano dell’ACI e, nelle forme stabilite dall’Atto normativo diocesano e dal Regolamento nazionale, della Presidenza diocesana.
  • Rappresentano il Movimento nei suoi rapporti con i competenti organi dell’associazione, gli organismi ecclesiali, il mondo della scuola e delle associazioni studentesche.
  • Partecipa all’Assemblea nazionale dell’ACI, per ciascuna diocesi, il segretario che ha ricevuto il maggior numero di voti dal Congresso e concorre ad eleggere i membri del Consiglio nazionale dell’ACI.

L’Équipe diocesana del Movimento Studenti è composta dai segretari, dai vicepresidenti Giovani, dai referenti dei punti di incontro e dagli animatori. Tali persone, giovani aderenti all’ACI, sono designate dai segretari diocesani e coadiuvano l’attività dei segretari per il raggiungimento degli obiettivi delineati dal Congresso.

Altri Ruoli Chiave nella Struttura Diocesana dell'Azione Cattolica

Oltre ai ruoli centrali discussi, l'organizzazione dell'Azione Cattolica prevede altre figure essenziali per il suo funzionamento:

Il Segretario Diocesano (generale)

Il Segretario si occupa del funzionamento dell’associazione diocesana. Assicura il funzionamento dei rispettivi uffici e servizi e ne è responsabile nei confronti della Presidenza. È un attento conoscitore della regolamentazione e della struttura dell’associazione, e dei compiti di ciascun membro della Presidenza e delle funzioni di questa e del Consiglio. Il suo ruolo non è tuttavia limitato a un arido controllo, ma deve essere un comprensivo sguardo d’insieme e un “tirare le fila” del cammino dell’AC sul territorio. Come si legge in 1 Timoteo 4,15: «Abbi cura di queste cose, dèdicati ad esse interamente».

L'Amministratore Diocesano

L'Amministratore controlla la gestione economica e le finanze dell’associazione diocesana. La responsabilità dell’amministrazione di ciascuna associazione diocesana e dell’associazione nazionale spetta alla rispettiva Presidenza, che ne affida la cura all’amministratore, eletto dal Consiglio su proposta del presidente e coadiuvato da un Comitato per gli affari economici, con funzioni consultive definite dal Regolamento. L’amministratore diocesano, su mandato della Presidenza diocesana, cura la gestione economica dell’Associazione. Non possono far parte del Comitato i consiglieri eletti. È la persona che tiene i conti, redige e presenta il bilancio annuale diocesano; segue gli adempimenti nei confronti del Centro Nazionale; ha la supervisione del flusso finanziario di entrate e uscite. Secondo Luca 12,42: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente?».

L'Incaricato Adesione

L'Incaricato Adesione ha cura di tutti i tesserati dell’AC diocesana. Si occupa di registrare i soci sul software gestionale, nei casi in cui non lo facciano le singole associazioni di base per conto proprio, che lui istruisce in tal senso e tiene aggiornate in caso di novità sulle procedure da seguire. Aggiorna i dati degli aderenti quando cambiano o devono essere corretti; si tiene informato in materia di legislazione sul trattamento dei dati personali e, se ne ha l’incarico, si occupa dell’archiviazione fisica dei moduli negli spazi appositi definiti dal centro diocesano. Controlla gli adempimenti e scadenze delle associazioni parrocchiali, verificando che tutto venga fatto possibilmente per tempo. Riceve le richieste di informazioni da parte delle persone che chiedono di tesserarsi, e spiega loro tutti i particolari del caso. Registra gli incarichi diocesani e gestisce l’anagrafica delle associazioni parrocchiali a sistema. La proposta è quella di una collaborazione fattiva a tutto tondo, con scambio frequente di informazioni, materiali, idee tra l’incaricato e il Centro Nazionale, nonché degli Incaricati tra loro. Segue la pubblicazione della rivista diocesana, di cui spesso fa parte della redazione. Come suggerisce 1 Corinzi 14,6: «In che cosa potrei esservi utile, se non vi comunicassi una rivelazione o una conoscenza o una profezia o un insegnamento?».

L'Incaricato Promozione

L'Incaricato della promozione associativa ha a cuore il progetto formativo dell’associazione, presenta i materiali proposti dal Centro Nazionale e gira nelle parrocchie in cui viene chiamato (specialmente quelle in cui l’AC non è presente) a parlare della bellezza dell’esperienza di fede che si fa in AC. Consiglia gli incaricati parrocchiali su come poter rivitalizzare - o far partire - le associazioni territoriali.

Principi di Adesione e Cariche Elettive

L'adesione è il modo in cui si dichiara la personale e libera appartenenza all'Associazione. Il socio ha il dovere di corrispondere annualmente la quota associativa prevista dall'Associazione Nazionale e la quota diocesana stabilita dal Consiglio Diocesano. Hanno diritto di voto tutti i soci a partire dal quattordicesimo anno di età regolarmente iscritti. Il voto si esercita personalmente e può essere delegato unicamente nell'Assemblea diocesana ordinaria. La delega va espressa esclusivamente in forma scritta dagli aventi diritto ad un altro aderente della propria Associazione parrocchiale, gruppo o movimento che non sia già delegato.

Gli eletti ad incarichi direttivi possono ricoprire lo stesso incarico al massimo per due mandati consecutivi. Tutte le elezioni, a qualsiasi livello, avvengono a scrutinio segreto. Il Seggio elettorale è nominato per la Parrocchia dal Consiglio e per la Diocesi dalla Presidenza. Il consigliere parrocchiale o diocesano che si assenta per tre volte consecutive, senza giustificato motivo, agli incontri di Consiglio o di Presidenza, decade automaticamente dalla carica di consigliere. Il Consiglio diocesano, su proposta del Consiglio parrocchiale o interparrocchiale, o nei casi gravi di propria iniziativa, delibera l’esclusione del socio quando risultano meno le condizioni previste dalle norme di appartenenza all’Associazione.

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