Il periodo di fine XVIII secolo, in particolare quello compreso tra il 1790 e il 1804 noto come stile Direttorio, rappresenta un momento di transizione fondamentale nella storia del mobile. In questo breve lasso temporale si assiste, nella mobilia, ad un accentuarsi del rigore archeologico e nel contempo si formula un'accentuata severità lineare che di fatto prelude e anticipa forme e ornamentazioni che saranno poi tipiche dello stile Impero.

Caratteristiche distintive del mobile Direttorio
L'arredo di epoca Direttorio abbandona le delicate cromie pastello che caratterizzano la produzione Luigi XVI in favore della cupa magnificenza del mogano, che nella sua vasta gamma di essenze risulterà il legno di gran lunga più apprezzato in questo periodo. A questo si aggiunga un generale abbandono delle tendenze a intarsio floreale a cui si preferiscono semplici filettature a legno tinto a ebano o in amaranto; gran moda conosce l'inserimento di lievi profilature lineari in ottone.
Le novità si innestano su una tendenza che di norma trova tipologie già diffuse in epoca neoclassica. Le sedie, sovente tinteggiate a colori chiari e motivi archeologici, si distinguono per il tipico schienale tappezzato o rifinito a traforo che si arrotola "en crosse" e ad "S". Le gambe posteriori sono di gran moda se incurvate a sciabola e si diffonde la tipologia a schienale avvolgente, detto a gondola. Per gli studi e le biblioteche si diffondono modelli di sedie caratterizzate dall'alto schienale concavo, detto "en hémicycle", con struttura di norma massiccia e con sedile rivestito in cuoio.

Il legno di noce: essenza tradizionale del XVIII secolo
Sebbene il mogano fosse il legno d'elezione del periodo, il noce (Juglans regia) rimane un pilastro della produzione italiana. Originario dell'Oriente ma molto comune in Europa, è un legno duro dalla bella venatura, molto usato nei mobili antichi. Fu l'essenza principale in Italia per tutto il Rinascimento e in seguito ebbe buona diffusione in Europa fino all'avvento del mogano. Nella seconda metà del Settecento il suo impiego diminuì sensibilmente perché gli si preferirono il mogano e altri legni esotici. L'unico grande limite di questo materiale è che soffre molto il tarlo.
| Caratteristica | Descrizione |
|---|---|
| Origine | Oriente/Europa |
| Proprietà | Legno duro, venatura pregiata |
| Utilizzo | Mobili in massello, intagli |
Elementi liturgici: il faldistorio
Nel contesto degli arredi sacri del XVIII secolo, una menzione particolare spetta al faldistorio. Si tratta di un sedile mobile, di tipo curule (con sostegni a doppia curva e incrociati a X), privo di schienale, utilizzato dal papa, dai vescovi o dagli alti prelati in luogo o in mancanza della cattedra durante le celebrazioni solenni. Il faldistorio viene posto davanti alla gradinata d'altare dal lato dell'Epistola; è coperto da un rivestimento e accompagnato da un cuscino che funge da inginocchiatoio.
