La Fede e la Lotta contro l'Incredulità secondo la Bibbia

Dio desidera profondamente che tu creda in Lui e ti affidi alla Sua Parola, a ogni singola promessa. Non credere in Lui è come mettere una distanza tra te e il Suo Santo Spirito. È proprio attraverso lo Spirito, grazie al sacrificio di Gesù, che puoi scoprire la grandezza di Dio, un Dio per cui nulla è impossibile. Quando questa realtà soprannaturale ti tocca, tutto cambia: il tuo modo di pensare, la tua prospettiva. Le parole che dici non sono più le stesse, perché hai la certezza che, anche se ora non vedi ciò che aspetti, prima o poi accadrà. Fidati.

rappresentazione della fede come ponte tra l'uomo e Dio

Dio non vuole che tu sia incredulo, ma che cammini per fede, non basandoti sulla logica o sulle circostanze, ma nutrendoti ogni giorno della Sua Parola. L'incredulità, vedi, è come un muro che ti separa dalle benedizioni che Dio ha in serbo per te. Ti allontana dalla Sua volontà e ti spinge a fare quello che *tu* pensi sia giusto. Ti fa credere che Dio non sia in grado di aiutarti, o che non gli importi di quello che stai passando. E così ti ruba la speranza, ti lascia in balia della tristezza e delle difficoltà.

Dio vuole liberarti oggi stesso dall'incredulità, vuole che tu Lo conosca veramente. Cerca la Sua presenza con tutto il cuore, finché i tuoi occhi non si apriranno e potrai "vederLo". Chiedi a Dio di aprirti le orecchie e di renderti attento alla Sua Scrittura. Così non dubiterai più dei Suoi piani per te e per la tua famiglia.

Versetto chiave sulla fede

  • Ebrei 11:6: "Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano."

La fede come fondamento della vita cristiana

La fede è il pilastro della vita cristiana. Come afferma Romani 10:17, "Cosí la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo." Essa è la "certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono" (Ebrei 11:1). È attraverso la fede che siamo chiamati a vivere, a riporre ogni preoccupazione in Dio (1 Pietro 5:7) e a non essere in ansia per il domani (Matteo 6:34).

Le conseguenze dell'incredulità

L'incredulità, al contrario, porta a diverse problematiche spirituali e pratiche. I Salmi 78:22 ci ricorda: "perché non avevano creduto in Dio, né avevano avuto fiducia nella sua salvezza." Gesù stesso rimproverò Tommaso dicendo: "Porgi qua il dito e guarda le mie mani; porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente" (Giovanni 20:27). Chi dubita rassomiglia a "un'onda del mare, agitata dal vento e spinta qua e là" (Giacomo 1:6), e tutto ciò che non viene da fede è peccato (Romani 14:23).

  • Matteo 17:20: Gesù rispose: "A causa della vostra poca fede; perché in verità io vi dico: se avete fede quanto un granello di senape, potrete dire a questo monte: 'Passa da qui a là', e passerà; e niente vi sarà impossibile."
  • 1 Giovanni 5:10: "Chi crede nel Figlio di Dio ha questa testimonianza in sé; chi non crede a Dio, lo fa bugiardo, perché non crede alla testimonianza che Dio ha resa al proprio Figlio."
  • Giovanni 3:18: "Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio."
  • Matteo 13:58: "E lí, a causa della loro incredulità, non fece molte opere potenti."

L'incredulità può anche impedire l'accesso alla salvezza (Marco 16:16) e portare al giudizio (2 Tessalonicesi 2:12, Apocalisse 21:8).

Superare l'incredulità e rafforzare la fede

La Scrittura ci offre numerosi esempi e insegnamenti su come superare l'incredulità e crescere nella fede. Mosè ed Elia, per esempio, affrontarono scoraggiamento ma trovarono aiuto in Dio. Abramo "davanti alla promessa di Dio non vacillò per incredulità, ma fu fortificato nella sua fede e diede gloria a Dio, pienamente convinto che quanto egli ha promesso, è anche in grado di compierlo" (Romani 4:20-21).

  • Marco 9:24: Il padre del bambino esclamò: "Io credo; vieni in aiuto alla mia incredulità."
  • Romani 11:23: "Allo stesso modo anche quelli, se non perseverano nella loro incredulità, saranno innestati; perché Dio ha la potenza di innestarli di nuovo."
  • Luca 1:37: "poiché nessuna parola di Dio rimarrà inefficace."
  • Matteo 21:21-22: "Gesú rispose loro: «Io vi dico in verità: Se aveste fede e non dubitaste, non soltanto fareste quello che è stato fatto al fico; ma se anche diceste a questo monte: “Togliti di là e gettati nel mare”, sarebbe fatto. Tutte le cose che domanderete in preghiera, se avete fede, le otterrete»."
  • Marco 11:23: "In verità io vi dico che chi dirà a questo monte: “Togliti di là e gettati nel mare”, se non dubita in cuor suo, ma crede che quel che dice avverrà, gli sarà fatto."

È fondamentale "avvicinarsi a Dio, ed egli si avvicinerà a voi" (Giacomo 4:8), e "riporre la propria sorte nel Signore; confida in lui, ed egli agirà" (Salmi 37:5). La fede viene anche dall'agire secondo la parola di Dio: "con la bocca avrai confessato Gesú come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato; infatti con il cuore si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa confessione per essere salvati" (Romani 10:9-10).

illustrazione di una persona che prega e studia la Bibbia

L'importanza della comunità e della Parola di Dio

La vita di chiesa e la condivisione con altri credenti sono aspetti cruciali per la crescita spirituale e per superare l'incredulità. Lo Spirito Santo opera non solo in alcuni uomini utilizzati da Dio, ma ancora di più nella Chiesa, potendo svolgere la Sua opera in chiunque. Seguire da vicino la luce presente permette alla vita di maturare e crescere, prendendo le esperienze altrui come proprie per un avanzamento più rapido. Anche se la Parola di Dio è stata pronunciata, le persone non la capiscono ancora completamente, e questo problema si può risolvere attraverso la vita della Chiesa e la testimonianza reciproca.

Quando si vive la vita della chiesa, non si è più disturbati dalle questioni di famiglia e si può fare silenzio nel proprio cuore per ponderare le parole di Dio e progredire maggiormente nell’opera dello Spirito Santo. Se si leggono le parole di Dio da soli a casa, si può comprendere solo il significato letterale; il significato interiore e profondo, come il riferimento alle condizioni, la volontà di Dio, sarà molto limitato. A volte si possono anche male interpretare e distorcere le parole di Dio. Nelle riunioni, invece, molti fratelli e sorelle condividono le parole di Dio, trasmettendo le illuminazioni ottenute e condividendo esperienze e conoscenze, ricevendo un grande arricchimento vitale e usando la forza degli altri per compensare le proprie debolezze.

immagine di un gruppo di persone che studiano la Bibbia insieme

Esempi biblici di apparente contraddizione e la loro risoluzione

Nel corso della storia, alcune passaggi biblici sono stati percepiti come contraddittori, ma una lettura attenta e contestuale rivela la loro armonia e profondità. La Bibbia non si contraddice mai; quelle che sembrano contraddizioni sono apparenti e, ben lette nell'insieme, offrono un più profondo insegnamento.

Proverbi 26:4-5: Rispondere allo stolto

I versetti Proverbi 26:4 ("Non rispondere allo stolto secondo la sua follia, perché tu non gli debba somigliare.") e Proverbi 26:5 ("Rispondi allo stolto secondo la sua follia, perché non abbia ad apparire saggio ai propri occhi.") sembrano contraddirsi. Tuttavia, nel versetto 4, l'invito è a non abbassarsi al livello di stoltezza dell'interlocutore, dove si sarebbe facilmente sconfitti. Nel versetto 5, invece, si parla di evitare che lo stolto appaia saggio ai propri occhi, offrendo una possibilità di comprensione e ravvedimento. Si tratta di due casi diversi, che richiedono discernimento guidato dallo Spirito Santo per agire nel modo migliore.

Matteo 27:44 e Luca 23:39-40: I ladroni sulla croce

Anche le narrazioni dei Vangeli riguardo ai due ladroni crocifissi con Gesù possono apparire divergenti. Matteo 27:44 afferma: "E nello stesso modo lo insultavano anche i ladroni crocifissi con lui." Mentre Luca 23:39-40 descrive uno dei malfattori che insultava Gesù e l'altro che lo rimproverava. La diversità è solo apparente e non c'è contraddizione, poiché la Parola di Dio non si contraddice mai e deve essere letta nell'insieme. Questo implica che inizialmente entrambi i ladroni ingiuriavano il Signore, ma poi uno di loro si ravvide, dimostrando che il ravvedimento è possibile anche in punto di morte. Leggendo assieme questi brani, si scopre un potente messaggio: il "buon ladrone" si è pentito proprio alla soglia della morte, e il Signore è sempre pronto a perdonare chi si ravvede, dicendo: "Io ti dico in verità, oggi tu sarai con me in paradiso" (Luca 23:43).

Luca ha particolarmente sviluppato il tema del ravvedimento, presentando Gesù venuto a salvare ciò che era perduto, ricercando testimonianze che lo sottolineano. Matteo, d'altra parte, ha messo in risalto la regalità di Gesù, il Cristo Re-Messia annunciato dai Profeti.

1 Timoteo 5:8 e Luca 14:26: Famiglia e Dio

Un'altra apparente discordanza si trova tra 1 Timoteo 5:8 ("Se uno non provvede ai suoi, e in primo luogo a quelli di casa sua, ha rinnegato la fede ed è peggiore di un incredulo.") e Luca 14:26 ("Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e persino la sua propria vita, non può essere mio discepolo."). Non c'è contraddizione, perché il mettere Dio al primo posto, anche prima della propria famiglia, non significa andare contro un principio morale doveroso. "Odiare" in questo contesto è un semitismo che significa "amare di meno". Se uno mette Dio al primo posto, lo fa anche per il bene della sua famiglia, e se per amore della chiamata di Dio si lascia la famiglia (ad esempio per evangelizzare), si può essere certi che Dio provvederà anche a essa (Luca 18:29-30).

Numeri e Ecclesiaste sui voti

Anche i versetti che parlano dei voti, come quelli in un Salmo (es. Salmo 76:11: "Fate voti al SIGNORE, al Dio vostro e adempiteli!") e Ecclesiaste 5:5 ("È meglio non fare voti, che farli e poi non adempierli."), non presentano contraddizione. Entrambi i passaggi sottolineano l'importanza di adempiere i voti fatti, suggerendo che è meglio non farli se non si è in grado di mantenerli. Il contesto è fondamentale per la comprensione.

Romani 3:28 e Giacomo 2:17: Fede e opere

Infine, la relazione tra fede e opere, come espressa in Romani 3:28 ("poiché riteniamo che l’uomo è giustificato mediante la fede senza le opere della legge.") e Giacomo 2:17 ("Così è della fede; se non ha opere, è per se stessa morta."), non è una contraddizione. La legge perfetta rendeva evidente la condizione di peccatori; nessuno, eccetto Gesù, l'ha adempiuta. Ora, attraverso la fede, si esercita e si vive l'insegnamento di Gesù, riconoscendo il valore del riscatto. La fede produce opere, come ricordato dalla parabola dei talenti. Non si è più sotto la legge, ma sotto il nuovo patto, dove la fede autentica si manifesta attraverso le opere.

raffigurazione di opere di bene come frutto della fede

Pensieri e cuore: la fonte della vita e della contaminazione

Le Scritture pongono grande enfasi sull'importanza dei nostri pensieri e del nostro cuore, considerandoli la fonte delle nostre azioni e della nostra vita spirituale. Il Salmo 139:1-2 ci ricorda che Dio ci scruta e conosce il nostro cuore e i nostri pensieri da lontano. Da esso sgorga la vita (Proverbi 4:23), ma anche le intenzioni cattive, come fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza (Marco 7:21-23).

  • Isaia 55:8: "Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie - oracolo del Signore."
  • Proverbi 16:3: "Affida al Signore la tua attività e i tuoi progetti riusciranno."
  • Romani 12:2: "Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto."
  • Filippesi 4:8: "In conclusione, fratelli, tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri."
  • Proverbi 21:2: "Agli occhi dell'uomo tutte le sue vie sono rette, ma chi pesa i cuori è il Signore."
  • Ebrei 4:12: "Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore."

È essenziale purificare il cuore e avvicinarsi a Dio (Giacomo 4:8), abbandonando le vie malvagie e i pensieri iniqui per ritornare al Signore che avrà misericordia (Isaia 55:7). La vera sapienza non è quella di questo mondo (1 Corinzi 3:18-19), e dobbiamo preparare la nostra mente all'azione, essendo vigilanti e fissando ogni speranza nella grazia di Gesù Cristo (1 Pietro 1:13).

La mondanità e la vita di agio

L'elemento successivo nella moralità richiesta al popolo del Signore è la non conformità a questo mondo (Romani 12:2). Siamo creature così imitative che siamo inclini a fare come fanno i nostri vicini, senza mettere in discussione la correttezza della loro condotta. Ogni volta che adottiamo il modello ordinario di vita, senza indagare in che modo sia collegato al modello divino, ci stiamo conformando allo spirito mondano. La condotta mondana può essere molto più elevata in un'epoca che in un'altra, e in un paese piuttosto che in un altro; ma l'essenza della mondanità è la conformità indiscussa allo standard dei nostri vicini.

Viviamo in una società in cui le app ci propinano contenuti su misura per le nostre preferenze, dove le barrette di cioccolato sono posizionate apposta per un acquisto d’impulso, dove ovunque ci giriamo, siamo bombardati dalla voglia di concederci qualcosa. Questo tipo di vita non solo viene presentato come benefico, ma è praticamente imposto, alimentando la gratificazione immediata e aspirando all’autocompiacimento, basata sul principio dell'egoismo.

grafico che mostra l'aumento del tempo libero dedicato all'intrattenimento passivo

Il problema è che facile non equivale a buono. Non tutto ciò che si desidera è buono. E per quanto questo stile di vita "facile" sia onnipresente, la vita spirituale non ne è immune. Alcuni insegnamenti incredibilmente allettanti da accettare suggeriscono che chiunque può vivere come preferisce e ricevere comunque la ricompensa della vita eterna in paradiso. Ma queste frasi suadenti sono in realtà menzogne. Una persona che una volta ha accettato il dono della salvezza di Cristo può perdersi: se "un uomo giusto si allontana dalla sua giustizia e commette iniquità… [e] muore nel suo peccato, … la giustizia che ha praticato non sarà ricordata" (Ezechiele 3:20).

La minaccia dei falsi insegnamenti

I falsi profeti di oggi hanno trasformato la Bibbia in un gadget di consumo da usare per nostra comodità. Ma la Parola di Dio non asseconda il cuore ingannevole dell’uomo (Geremia 17:9). "La parola di Dio è viva ed efficace, più affilata di qualsiasi spada a doppio taglio; penetra fino alla divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla, e giudica i pensieri e le intenzioni del cuore" (Ebrei 4:12); essa è destinata a trasformare.

Gesù predisse che le condizioni del mondo prima del Suo ritorno sarebbero state simili al tempo di Lot, che viveva a Sodoma (Luca 17:28-30). Questo è un parallelo con Laodicea, la chiesa degli ultimi giorni: "Tu dici: 'Sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla' - e non sai di essere infelice, miserabile, povero, cieco e nudo" (Apocalisse 3:17). Bugie rassicuranti hanno avvolto un popolo che pensa di essere al sicuro e protetto, ma in realtà si trova in una caduta libera fatale. Dio ci avverte di non dare ascolto ai profeti che parlano secondo la visione del proprio cuore, non dalla bocca del Signore, e che dicono continuamente a coloro che lo disprezzano: "Il Signore ha detto: ‘Avrete pace’"; e a chiunque cammina secondo i dettami del proprio cuore, dicono: "Nessun male vi colpirà" (Geremia 23:16, 17).

Il ruolo del credente nella proclamazione della verità

Nonostante la persecuzione, "tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati" (2 Timoteo 3:12), il nostro dovere è proclamare "il Vangelo eterno" (Apocalisse 14:6). Dio ci ha costituiti sentinelle: "quando udirai una parola dalla mia bocca, li avvertirai da parte mia" (Ezechiele 33:7). Dobbiamo essere come Michea, che si oppose senza paura a una folla di 400 falsi profeti, dichiarando con coraggio: "Com’è vero che vive il Signore, qualunque cosa il Signore mi dica, io la dirò" (1 Re 22:8, 14). Il nostro dovere è dire la verità dalla Parola di Dio, qualunque siano le conseguenze: "Predica la Parola!" (2 Timoteo 4:2).

Amare e seguire la Parola di Dio

Per affrontare la mondanità e l'incredulità, è essenziale:

  • CONOSCERE la Parola: "Sforzati di presentarti approvato davanti a Dio, come un operaio che non ha da vergognarsi, che espone rettamente la parola della verità" (2 Timoteo 2:15 KJV).
  • AMARE la Parola: "Ho fatto tesoro delle parole della Sua bocca più del mio cibo necessario" (Giobbe 23:12).
  • SEGUIRE la Parola: "Mi diletto nel fare la Tua volontà, o mio Dio, e la Tua legge è nel mio cuore" (Salmo 40:8).
  • SERVIRE il prossimo: "Condividi il tuo pane con l’affamato[;] … porta a casa tua i poveri che sono stati scacciati; quando vedi il nudo, … coprilo, e [non] nasconderti dalla tua stessa carne" (Isaia 58:7).

Così facendo, "allora la tua luce sorgerà come l’aurora, la tua guarigione germoglierà rapidamente, e la tua giustizia ti precederà; la gloria del Signore sarà la tua retroguardia" (Isaia 58:8). La verità biblica può essere scomoda e richiedere sforzo, ma è l’unico modo per sperimentare la vera pace. "Il mio giogo è dolce e il mio carico leggero" (Matteo 11:30), dichiarò Cristo. La Bibbia conforta chi è abbattuto (2 Corinti 7:6) e può aiutare a combattere pensieri suicidi, offrendo pace interiore e forza di andare avanti (Filippesi 4:6, 7, 13).

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