Scientology in Italia e la Tutela della Confessione Religiosa

La Chiesa di Scientology rappresenta un esempio peculiare di religione che eleva la riservatezza ad aspetto essenziale delle sue pratiche religiose centrali. Questo principio si manifesta sia nella prassi interna, in particolare nell'auditing, sia nelle argomentazioni legali che ne hanno sostenuto il riconoscimento come confessione religiosa, sia negli Stati Uniti che in Italia.

L'Auditing di Scientology: Una Pratica Confessionale Riservata

Scientology si distingue come un esempio unico di una moderna religione in espansione le cui pratiche centrali si basano su comunicazioni strettamente riservate tra parrocchiani e ministri di culto. La struttura di queste comunicazioni riservate è un aspetto essenziale dei principi e delle credenze della religione e della sua comunità. Infatti, la capacità della Chiesa di Scientology di praticare il suo credo si fonda sulla riservatezza delle comunicazioni tra i suoi parrocchiani e i suoi ministri di culto.

La pratica centrale di Scientology è l'auditing, durante il quale un ministro di culto qualificato, l'auditor, offre un servizio spirituale ai parrocchiani. L'obiettivo è aiutarli a superare i loro problemi e aumentare le loro capacità spirituali. I parrocchiani sono tenuti a condividere con l'auditor i loro "withholds", ovvero atti contro sé stessi o altri che potrebbero ostacolare il loro progresso spirituale. Questa pratica confessionale, che ha centinaia di versioni specializzate come il Marriage Counseling di Scientology per i problemi coniugali, può funzionare solo se i parrocchiani sono "sicuri che le loro comunicazioni rimarranno assolutamente riservate e non saranno divulgate".

Persona che partecipa a una sessione di auditing di Scientology con un auditor e un E-meter

Un parrocchiano può rivelare informazioni di natura altamente personale e confidenziale, raccontando segreti non noti a nessun altro. Tali informazioni potrebbero riguardare atti immorali o non etici, o rientrare nell'intera gamma di emozioni, eventi, considerazioni e storie che nessuno desidera rendere pubbliche. Per queste ragioni, la riservatezza è considerata un elemento essenziale dell'auditing.

Nonostante le analogie con la confessione cristiana, l'auditing di Scientology presenta delle peculiarità. L'auditor prende appunti dettagliati, che sono conservati in una cartella speciale denominata "Cartella del Preclear" (ad indicare il passaggio del parrocchiano verso lo stato spirituale più avanzato di "clear") e custoditi sottochiave in condizioni di alta sicurezza. Data la credenza di Scientology nella reincarnazione, queste cartelle vengono conservate anche dopo la morte dei parrocchiani, in vista del loro "ritorno nella prossima vita". Gli auditor sono inoltre supervisionati da Supervisori del Caso, che, pur non avendo contatti diretti con i parrocchiani, hanno accesso alle Cartelle del Preclear per inserire istruzioni scritte destinate agli auditor. Un Ufficiale di Etica fa anch'esso parte del gruppo ministeriale, guidando il parrocchiano nella risoluzione di questioni etiche quando necessario.

La Tutela Costituzionale del Segreto Confessionale negli Stati Uniti

La questione della protezione del segreto confessionale è stata ampiamente dibattuta, in particolare negli Stati Uniti, dove l'avvocato Eric Lieberman ha evidenziato come le leggi che consentono ai ministri di culto di non rivelare quanto appreso in confidenza siano state attaccate, soprattutto dopo lo scandalo dei preti pedofili nella Chiesa Cattolica. Lieberman, nel suo capitolo, estende la discussione oltre le confessioni cristiane, riconoscendo che il problema, in un contesto di pluralismo religioso contemporaneo, riguarda necessariamente tutte le religioni.

Partendo dal Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, che vieta il riconoscimento privilegiato di una religione da parte del governo e protegge il libero esercizio della religione da interferenze governative, Lieberman sostiene che la confessione praticata da una Chiesa non debba essere più protetta rispetto a pratiche simili in altre religioni. L'autore ritiene che i casi di altri Paesi avranno un impatto limitato negli Stati Uniti, poiché "la norma sul Libero Esercizio è un concetto originale americano e un’invenzione diversa da qualsiasi legge precedentemente conosciuta".

Per affrontare la questione della protezione delle pratiche confessionali di Scientology, Lieberman identifica due premesse fondamentali. In primo luogo, sebbene la maggior parte dei casi sul segreto della confessione sia stata decisa secondo precedenti giurisprudenziali, la storica decisione federale "Mullen" del 1959 della Corte del Distretto di Columbia "e le sue conseguenze impongono inevitabilmente il riconoscimento della protezione come fondata sulla Costituzione". Ragionare diversamente implicherebbe che la protezione del segreto "si applica solo alle confessioni di certe Chiese e non a quelle di altre", una posizione costituzionalmente insostenibile.

In secondo luogo, Lieberman argomenta che gli elementi che distinguono le pratiche confessionali di Scientology dalla confessione cattolica non sono unici. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è vero che solo in Scientology la "confessione" non è una pratica individuale ma coinvolge più di due persone. Già nel 1917, nel caso "Reutkemeier v. Nolte", la Corte Suprema dell’Iowa estese la protezione del segreto alla "confessione di un peccato" fatta da una donna presbiteriana al suo pastore e a tre anziani della congregazione. Analogamente, nel 1994, la Corte Suprema dello Utah concluse che le rivelazioni fatte per ricevere un consiglio autorevole da parte della Chiesa a un vescovo della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (Mormoni) non perdevano il loro status protetto perché il vescovo le aveva successivamente trasmesse per la revisione a un Alto Consiglio di Palo.

Inoltre, una solida giurisprudenza della Corte Suprema statunitense stabilisce che lo Stato non può interferire nel modo in cui gli enti religiosi decidono di auto-organizzarsi. Ne consegue che è "inconcepibile [...] che un tribunale degli Stati Uniti ordini a un ministro di culto di rivelare una comunicazione privilegiata in contrasto con le regole e il governo della sua Chiesa, anche nel caso improbabile che il parrocchiano tenti di rinunciare al privilegio".

Illustrazione del Campidoglio dello Stato dello Utah, Salt Lake City, sede della Corte Suprema dello Utah

A conferma di ciò, nel 1997, nel caso "Mockaitis v. Harcleroad", la Corte d’appello degli Stati Uniti per il Nono Circuito decise che, nonostante il consenso del penitente sospettato di omicidio, una confessione fatta a un sacerdote cattolico in carcere e registrata all’insaputa del prete non potesse essere usata come prova. Qualsiasi uso del genere, concluse la Corte, violerebbe la libertà religiosa del sacerdote e della Chiesa cattolica, affermando principi generali derivanti dalla Costituzione.

Lieberman conclude che, se le comunicazioni confessionali ai ministri sono protette a prescindere dalla religione, dal numero di ministri coinvolti, o dalla registrazione e archiviazione delle stesse, e se le religioni sono libere di auto-organizzarsi, allora "La pratica centrale di Scientology, l’auditing, soddisfa tutti i requisiti necessari per una piena protezione in ogni Stato e nelle corti federali secondo le norme costituzionali". L'auditing "comporta l’intervento di più di un ministro di culto", ma questa caratteristica è resa necessaria dalle credenze e dalla struttura della religione, come avviene in numerose altre denominazioni. Similmente a un prete cattolico, "a un auditor di Scientology è proibito, per una questione di fede e dottrina, rivelare quello che è stato detto o trascritto in una seduta di auditing, anche nel caso in cui un parrocchiano decida di rinunciare al segreto". Il principio generale è che tutte le religioni e le fedi devono essere trattate allo stesso modo, rispettando le diversissime forme e pratiche con cui gli americani esprimono la loro fede.

Il Riconoscimento di Scientology come Confessione Religiosa in Italia

Il Processo per il Riconoscimento Formale

In Italia, per ottenere in modo formale il riconoscimento religioso, un’organizzazione deve seguire un processo bifasico. La prima fase prevede che l’ente esponenziale della confessione religiosa a livello nazionale ottenga un riconoscimento come personalità giuridica dal Ministero dell’Interno. Dopo la richiesta, il Ministero conduce un’indagine sulle qualifiche del richiedente e, se accettata, esegue la registrazione come ente religioso riconosciuto. Completato questo procedimento, è possibile procedere a stipulare un trattato con lo Stato, chiamato Intesa. Si tratta di un vero e proprio contratto con lo Stato che, alla fine, viene ratificato come legge. È importante notare che la Chiesa di Scientology non ha mai cercato di ottenere il riconoscimento religioso attraverso questo processo formale.

La Sentenza della Corte di Cassazione del 1997

Nonostante la mancanza di un'Intesa, gli scopi e le attività della Chiesa di Scientology sono state riconosciute di natura religiosa dalla più alta corte in Italia. Nell’ottobre del 1997, la Corte Suprema di Cassazione italiana, con la sentenza epocale n. 16835/97 nel caso "Bandera e altri contro il Popolo Italiano", ha riconosciuto Scientology come confessione religiosa, attestando che essa possiede uno scopo religioso e si impegna in attività religiose. Questo riconoscimento è stato ribadito da molte altre sentenze giudiziarie e amministrative in Italia.

La Corte di Cassazione ha analizzato approfonditamente i criteri per determinare la natura religiosa, confutando la definizione restrittiva adottata dalla Corte d'Appello, che aveva definito la religione come un "complesso di dottrine incentrato sul presupposto dell'esistenza di un Essere supremo, che è in rapporto con gli uomini e al quale questi devono obbedienza e ossequio" e sul "concetto della salvezza dell'anima". La Cassazione ha osservato che tale definizione avrebbe escluso confessioni come il Buddismo, il Taoismo o "le religioni politeiste, quelle sciamaniche o animiste", risultando troppo limitante e non in linea con la complessità e la polivalenza della nozione di religione nel contesto costituzionale italiano.

Nel rinviare la causa alla Corte d’Appello per un nuovo giudizio, la Corte di Cassazione ha fornito una guida dettagliata sui criteri da seguire. Ha indirizzato la Corte d’Appello a considerare decisioni giudiziarie e amministrative italiane ed estere su Scientology, nonché le opinioni di autorità ed esperti nel campo della religione, piuttosto che quelle del "comune sentire" o del pubblico in generale. La Cassazione ha sottolineato l'irrazionalità di fare affidamento sull'opinione pubblica per determinare la natura religiosa di un credo, poiché ciò penalizzerebbe le minoranze religiose, privandole della protezione costituzionale a cui hanno diritto.

La Corte di Cassazione ha inoltre concluso che i documenti organizzativi della Chiesa di Scientology costituiscono prove evidenti della sua natura religiosa, in quanto contengono un linguaggio definitivo riguardante il credo religioso e l'obiettivo finale di arrivare alla conoscenza di Dio, principi comuni a molte religioni. L'indicazione di un approccio "scientifico" nei principi e nelle tecniche di Scientology, ha precisato la Corte, non nega la sua natura religiosa, poiché tali principi e tecniche sono intesi a conseguire una specifica meta spirituale.

Riguardo alle accuse concernenti le pratiche di raccolta fondi e le testimonianze degli apostati, la Corte di Cassazione ha respinto un certo numero di "false accuse". Ha criticato la Corte d’Appello per aver omesso di verificare le informazioni divulgate da apostati malcontenti, ritenendoli testimoni non credibili e sottolineando l'importanza di appurare i motivi del loro allontanamento da Scientology e la veridicità delle loro dichiarazioni in un contesto giudiziario. La Corte ha ritenuto "illogico" trarre deduzioni negative dalle direttive interne che istruiscono il personale a "far soldi" per la Chiesa, riconoscendo che tutte le attività religiose richiedono supporto finanziario. Ha anche respinto il criterio che si basava sull'esortazione allo staff di utilizzare tecniche di raccolta fondi per incoraggiare l'acquisto di libri o servizi religiosi, osservando che tali direttive erano rivolte solo a membri del personale responsabili di promuovere i testi o i servizi della religione. La Cassazione ha infine indicato che le conclusioni avverse non dovrebbero essere tratte dalla pratica della Chiesa di richiedere contributi fissi in cambio di servizi religiosi, in quanto questo metodo di raccolta fondi non è insolito tra le religioni, e ha respinto le accuse secondo cui lo staff si sarebbe unito per trarre profitto dalle attività della Chiesa.

Il Contesto dei Procedimenti Penali

La sentenza del 1997 giungeva al termine di un lungo e complesso procedimento penale. Nel dicembre del 1986, ben 450 carabinieri fecero irruzione in ogni Chiesa e Missione di Scientology presente sul territorio italiano, sequestrando tutti i materiali religiosi e procedendo alla loro chiusura. Successivamente, nel giugno del 1988, ventisei Scientologist furono arrestati e incarcerati sotto accuse speciose. L'accusa intervistò più di novecento testimoni. Il Giudice istruttore del Tribunale di Milano, con ordinanza del 3.10.1988, dispose il rinvio a giudizio di numerosi adepti, ritenendoli responsabili di delitti finanziari, circonvenzione d'incapace, estorsione e truffa, nonché di associazione per delinquere finalizzata a tali reati, le cui modalità uniformi apparivano ispirate a direttive generali dell'organizzazione. La pubblica accusa lamentava l'omessa considerazione di un indiscriminato proselitismo che individuava i propri obiettivi nelle cosiddette fasce deboli della popolazione, perseguendone l'assoggettamento psichico mediante meccanismi psicologici, e l'uniformità della metodologia.

La Corte di Cassazione criticò le decisioni di merito per aver omesso di considerare le numerose testimonianze e la copiosa documentazione prodotta dalla difesa, volte a dimostrare il carattere religioso di Scientology. I giudici di merito, sulla base di pochi casi, avevano ritenuto provato il delitto associativo riferendolo a tutta un'organizzazione che contava solo a Milano ventisettemila aderenti, nonostante il numero di denuncianti fosse esiguo e sperequato rispetto agli organizzati e all'imponenza dell'organizzazione.

Nel giudizio del 1991, le schiaccianti e irrefutabili prove presentate dalla Chiesa e dai suoi parrocchiani dimostrarono che le pratiche di Scientology sono inequivocabilmente di natura religiosa. Il lungo procedimento penale nei confronti dei rappresentanti della Chiesa non era altro che una violazione del diritto legittimo e garantito della libertà di religione, un diritto tutelato al più alto livello dall'articolo 8 della Costituzione.

Ulteriore Conferma: La Sentenza Fiscale del 2001

La natura religiosa di Scientology è stata nuovamente riconosciuta nel 2001 dalla Suprema Corte di Cassazione italiana. In tale occasione, la Chiesa aveva presentato ricorso contro un accertamento dell’Agenzia delle Entrate di Milano relativo all’IVA per gli anni 1982 e 1983. Sia la Commissione Tributaria Provinciale che quella Regionale di Milano avevano inizialmente confermato la validità degli accertamenti. Tuttavia, la sentenza della Sezione Tributaria della Suprema Corte di Cassazione ha cancellato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale e ha rinviato il caso, ordinando un riesame da parte di un’altra sezione della Commissione Tributaria Regionale. La Suprema Corte di Cassazione ha osservato che la Commissione Tributaria Regionale aveva omesso di prendere in considerazione la "consistente e ora prevalente" giurisprudenza, inclusa quella della stessa Corte Suprema, che conferma la natura religiosa di Scientology e delle sue associazioni.

La Complessità della Definizione di Religione nel Diritto Italiano

La mancanza nell'ordinamento italiano di una definizione legislativa del concetto di religione non è casuale, ma è ispirata alla complessità e alla polivalenza della nozione, nonché alla conseguente necessità di non limitare con una definizione precostituita e restrittiva l'ampia libertà religiosa assicurata dalla normativa costituzionale. La Corte di Cassazione ha criticato il fatto che la Corte territoriale, per escludere la natura religiosa dell'organizzazione, avesse adottato una definizione di religione basata sul "comune sentire", inevitabilmente influenzato dalle "grandi religioni del ceppo giudaico-cristiano ed anche islamico", che richiede il "concetto della salvezza dell'anima" e l'esistenza di un "Essere supremo".

I giudici del rinvio non avevano considerato che lo Stato, stipulando con l'Unione Buddhista Italiana la convenzione di cui al d.P.R. 3.1.1991, ha riconosciuto la qualità di confessione religiosa a quella buddhista, che notoriamente non presuppone l'esistenza di un Essere Supremo né propone rapporti diretti dell'uomo con esso. Questo precedente dimostra l'ampiezza del principio di pari libertà sancito dall'art. 8 della Costituzione, secondo cui tutte le confessioni religiose devono essere trattate allo stesso modo, nel rispetto delle loro diverse forme e pratiche.

L'Impronta Globale di Scientology

Scientology è una religione pienamente sviluppata nella sua teologia, nelle sue pratiche religiose e nella sua organizzazione. La vastità e la portata di questa religione includono più di undicimila Chiese di Scientology, missioni e organizzazioni correlate in 167 paesi, che rispondono alle esigenze religiose di milioni di parrocchiani.

Tom Cruise e Scientology: come la chiesa più controversa degli USA ha influenzato la sua vita

tags: #scientology #in #italia #e #confessione #religiosa