Brian di Nazareth: Analisi e Spiegazione della Satira Religiosa e della Scena Finale

Il film dei Monty Python del 1979, "Brian di Nazareth" (titolo originale Monty Python's Life of Brian), rappresenta una pietra miliare della settima arte, celebre per la sua parodia della vita di Gesù e la profonda satira sul fanatismo religioso e la credulità della gente. Nonostante le polemiche che ne hanno accompagnato l'uscita, attirando le ire del mondo religioso, la forte satira non è mai rivolta alla figura storica del Messia, bensì alle interpretazioni e alle storture delle istituzioni religiose.

In Italia, a causa di "soliti problemi tutti italiani", il film uscì nelle sale cinematografiche solo nel 1991, molto tempo dopo la sua produzione, forse per assonanza con lo sceneggiato televisivo di Franco Zeffirelli "Gesù di Nazareth" (1977).

Genesi e Produzione di un Capolavoro Controverso

L'Idea e la Sfida alle Istituzioni

Dopo il successo di "Monty Python e il Sacro Graal" (1975), il gruppo si trovò di fronte alla sfida di creare qualcosa di altrettanto significativo. Durante il tour promozionale de "Il Sacro Graal" ad Amsterdam, Eric Idle propose l'idea che avrebbe portato a "Brian di Nazareth". I Python decisero di esplorare la satira religiosa, ma si resero conto che il personaggio di Gesù era "inattaccabile" per il suo messaggio di pace e amore. L'umorismo non risiedeva nella figura di Cristo, ma nel modo in cui le religioni hanno "frainteso tale messaggio", trasformando la pace in massacri e la tolleranza in fanatismo.

La comicità dei Python, figlia del loro alto grado di istruzione universitaria e della loro formazione (molti erano protestanti, tranne Terry Gilliam), li portò a sfidare le istituzioni "storicamente prive di senso dell’umorismo". Il film ha dimostrato "più fegato di questo nello sfidare le istituzioni". Terry Jones, uno dei Python, sostenne che il film non era blasfemo, bensì eretico, poiché "la figura di Gesù e il suo messaggio non vengono MAI ridicolizzati".

Schizzo originale di Eric Idle per

Il Difficile Finanziamento e l'Intervento di George Harrison

La EMI Films, che aveva prodotto "Monty Python e il Sacro Graal", si tirò indietro dalla produzione di "Brian di Nazareth" pochi giorni prima dell'inizio delle riprese. Inizialmente, la EMI aveva un'idea vaga del progetto, ma la lettura della sceneggiatura li spaventò. Lord Delfont, allora a capo della EMI, lesse il copione e disse: "Sul mio cadavere!". Si ritirarono dalla produzione, pagando un indennizzo, ma imponendo una clausola di segretezza (che i Python, "da piccoli birichini", rivelarono pubblicamente in quanto non c'era una clausola di segretezza sulla clausola di segretezza).

A salvare la produzione fu il rock 'n roll. Dopo aver ricevuto un'offerta dimezzata dalla United Artists, i Python scoprirono che George Harrison era un loro grande fan. Harrison, desideroso di vedere il film realizzato, decise di finanziarlo, ipotecando la sua casa come garanzia per i 4 milioni di dollari necessari. Fu così che fondò la HandMade Films, una casa di produzione ancora attiva che ha permesso a numerosi registi di lavorare. George Harrison stesso appare nel film, con una tunica rossa, nei panni del signor Papadopoulis.

Life Of Brian was very nearly never made - George Harrison saved the day - Film Finance

Regia, Scenografie e Cast

Il gruppo decise di affidare la regia a Terry Jones, più propenso a concentrarsi sulle gag. Terry Gilliam, dopo il suo esordio solista con "Jabberwocky", si occupò dei "bellissimi titoli di testa, ovviamente animati" e della "folle scena dell’astronave aliena". Le scenografie di Gilliam furono fondamentali per rendere il film "vero", con una maniacale cura per il dettaglio: le "rigorose geometrie Romane si ergono sul caos delle vecchie architetture sghembe e asimmetriche della Terra Santa", raccontando visivamente l'occupazione romana.

Per il ruolo di Brian, dopo che John Cleese, pur desideroso, fu convinto dagli altri a interpretare personaggi come il bilioso Reg e il legionario romano, la scelta cadde su Graham Chapman. Chapman, già apprezzato come Re Artù ne "Il Sacro Graal", dimostrò una lucidità ritrovata dopo un periodo difficile con l'alcool, presentandosi sul set tunisino "in forma fisica perfetta". Curiosamente, Chapman, essendo un dottore, passava le sue giornate a fornire assistenza medica a chiunque sul set.

La Trama: Un'Esilarante Parodia del Messia

La parodia di "Brian di Nazareth" inizia con Brian Cohen che nasce la stessa notte di Gesù, in una grotta accanto a quella del Redentore. I Re Magi si confondono e omaggiano il piccolo Brian e la sua "fastidiosa madre" prima di accorgersi dell'errore. Questo "errore" iniziale è il perno di tutta la storia.

Vita e Disavventure di Brian

  • Trentatré anni dopo, Brian incrocia nuovamente il suo destino con quello di Gesù. Ascolta il discorso delle Beatitudini ma, essendo troppo lontano, "non capisce bene cosa dica il Messia".
  • La madre gli rivela che il suo vero padre è un centurione romano, spingendo Brian a unirsi a un gruppo per la liberazione della Giudea, radicalizzandosi.
  • Durante una missione per catturare la moglie di Pilato, Brian viene catturato dai romani ma riesce a fuggire in modo "davvero rocambolesco: grazie agli alieni". Questa "idea strampalata di far salvare Brian da un’astronave aliena è geniale in un film di satira religiosa". La scena, girata da Terry Gilliam, è "talmente fuori luogo in un film di costume da risultare perfettamente in stile Python".
  • Sfuggito a una perquisizione romana, Brian viene scambiato per un predicatore e le folle iniziano a seguirlo, rovinando persino la sua notte d'amore con Judith, membro del suo gruppo rivoluzionario.
  • Cercando di sfuggire ai suoi adepti, Brian finisce per importunare un mistico, costringendolo a interrompere un voto di silenzio durato quasi vent'anni.
  • Pronunciando banali frasi, Brian è sempre più scambiato per il Messia. Seguito, si dà alla fuga, perdendo una ciabatta che viene osannata come reliquia.
  • Torna a casa dalla madre, che tenta invano di respingere i fedeli prima di presentarlo come Messia. Tiene un altro discorso sull'importanza di agire in base alla propria mente, ma questo attira l'attenzione dei romani, che lo catturano nuovamente.
Scena della lezione di latino da

Satira Politica e Sociale

Nel corso del film, viene "presa in giro, pesantemente, la credulità della gente, l'ipocrisia e il fanatismo in cui nascono le religioni". Le "storture sottolineate dai comici inglesi sono ancora presenti oggigiorno". La satira si estende alla politica: i vari fronti di liberazione si odiano a tal punto che i loro piani falliscono a causa delle rivalità interne. I ribelli riconoscono persino che gli "oppressori romani in fondo hanno fatto anche cose buone: strade e fognature e gli asini che arrivano in orario", un quadro puntuale della critica alla politica del nostro tempo. Memorabile è la scena in cui Brian scrive sui muri "Romanes eunt domus" che viene corretto dai soldati in "Romani ite domum", "la più surreale lezione di latino della storia del cinema".

Un altro momento di geniale satira è la gag con Ponzio Pilato, interpretato da un "perfetto Michael Palin" con un "lievissimo problema di pronuncia", che produce l'indimenticabile "VoVesciatelo peV teVVa" e l'equivalente della gag "Bigus Dickus" adattato in italiano come "MaVco… Pisellonio…", rendendola "talmente riuscita da essere conosciuta anche da chi non ha mai visto il film".

Controversie e Censura: L'Esempio di "Otto il Nazireno"

"Brian di Nazareth" ha avuto un'impresa titanica: "farsi odiare da TUTTE le religioni in contemporanea!". Nel Regno Unito, il film fu vietato ai 14 anni, e ben 11 consigli locali lo vietarono completamente, mentre altri 28 alzarono la classificazione a 18 anni. Paesi come l'Irlanda e la Norvegia ne vietarono la proiezione per oltre un decennio.

Le Reazioni del Mondo Religioso

I Python avevano messo in conto le reazioni dei cattolici, ma si aspettavano meno problemi dagli ebrei. Eppure, "i rabbini iniziano a picchettare i cinema" negli Stati Uniti, criticando l'uso "non ortodosso" del copricapo rituale di John Cleese nella scena della lapidazione. Successivamente, anche le suore iniziarono a protestare, e il film rischiò di essere "ufficialmente al bando dalla Chiesa Cattolica". Un confronto televisivo tra Michael Palin, John Cleese e Malcolm Muggeridge si trasformò in un "agguato in piena regola" per i Python, con Muggeridge che li accusava di rappresentare Brian come Cristo.

La Censura di "Otto il Nazireno"

Una delle storie più significative di censura legata al film riguarda il personaggio di Otto il Nazireno. Questa scena di "ben 4 minuti e mezzo", avrebbe dovuto essere inserita dopo che la folla entra in casa di Brian e prima che Judith lo raggiunga. Otto, con "baffetti, uno strano accento tedesco" e vestito "vagamente come un nazista", con un "battaglione che ricorda le armate imperiali", mostrava un "razzismo e suprematismo colonialista, senza sconti né filtri".

Il personaggio era descritto con dialoghi che promuovevano la "purezza razziale ebraica", il ritaglio di un "Lebensraum" (spazio vitale) nelle "tradizionali aree ebraiche della Samaria", il trasferimento dei Samaritani in "piccoli campi" e un "Anschluss della Giordania per ‘creare un grande Stato ebraico che durerà mille anni’". La scena, che "non possiamo mostrare", fu tagliata dal montaggio finale, "forse" a causa di "proteste di qualche lobby israeliana". La EMI Films potrebbe aver ritirato il suo finanziamento non solo per la presunta blasfemia, ma anche per il contenuto di questa scena, una "satira diretta e senza filtri contro il sionismo".

Rappresentazione di Otto il Nazireno da

La Scena Finale: "Always Look on the Bright Side of Life"

La sequenza finale del film è, senza dubbio, la più iconica e celebre, incarnando appieno lo spirito satirico e irriverente dei Monty Python. Pilato, volendo organizzare una crocifissione di massa, chiede alla folla chi debba essere graziato. Nonostante Brian confessi di essere il "bastardo di un centurione romano", si ritrova crocifisso assieme ad altri criminali. La folla ne chiede la liberazione, ma i romani liberano un altro al suo posto. Anche il movimento rivoluzionario, per cui Brian è ora un "utile martire della causa", non fa nulla per salvarlo, e persino la madre, apparsa all'ultimo, si limita a lamentarsi e rimproverarlo.

La scena si conclude con Brian e altri crocifissi che, con un coraggio e un fatalismo surreali, iniziano a cantare e fischiare l'orecchiabile e sarcastica canzone "Always Look on the Bright Side of Life", scritta da Eric Idle. Questa sequenza, con "tanto di provocazione delle voci off sulla possibilità di dare un seguito al film nonostante la morte del protagonista", è un'indimenticabile dichiarazione d'intenti.

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Il Messaggio della Crocifissione

La crocifissione di Brian non è un martirio eroico, ma la conseguenza di una serie di sfortunati eventi e della "credulità delle masse" che lo scambiano per il Messia. La scena riassume il pensiero dei Python sulle religioni: le "interpretazioni date dalle istituzioni, fin troppo terrene della religione", sono messe alla berlina. Non c'è salvezza o redenzione, ma solo una stoica accettazione di un destino assurdo, un inno all'ottimismo forzato di fronte all'inevitabile tragedia.

Il film, "passando attraverso una serie di momenti uno più riuscito e divertente dell'altro", arriva a mettere in discussione il modo in cui i messaggi di pace e amore vengono distorti e sfruttati. La scena finale, con la sua inaspettata allegria di fronte alla morte, sottolinea la resilienza umana e la capacità di trovare un barlume di speranza o, almeno, di ironia, anche nelle situazioni più disperate. È un commento potente sulla natura della fede cieca, del fanatismo e della follia collettiva, temi che rendono "Brian di Nazareth" incredibilmente attuale ancora oggi.

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