Il Santuario della Madonna delle Fontane: Storia, Arte e Fede

Il Santuario della Madonna delle Fontane è un luogo suggestivo, immerso nel verde e nel silenzio, rotto solo a tratti dall’acqua delle fonti, in un paesaggio naturale che favorisce la riflessione e la meditazione. È facilmente raggiungibile con una passeggiata di circa 10 minuti da Pian della Castagne, al termine di via Villa Mattina, dove è possibile posteggiare le autovetture. Lungo il sentiero che dal cuore del paese si inerpica sulle montagne verso gli eremi di San Giorgio e di Conche, sorge questo elegante complesso.

Foto aerea o panoramica del Santuario della Madonna delle Fontane a Caino, immerso nel paesaggio naturale.

Il Santuario di Caino: Origini e Leggende

Il Santuario si impone nella piccola valle che lo circonda con la sua elegante architettura, collocata su un alto terrapieno. La vegetazione boschiva, incontaminata, incornicia ed esalta le strutture del piccolo santuario. Le sue origini non sono note con certezza e, sebbene alcuni le facciano risalire a riti e devozioni pagane, è certo che nel XVI secolo esisteva una piccola santella, successivamente trasformata in cappella campestre. Per certo sappiamo che nel 1734, in occasione della visita pastorale del cardinale Angelo Maria Querini, il parroco di Caino don Giuseppe Ghedi scriveva di "una piccola chiesetta o sia Santella in cui s’adora una Immagine di Maria Addolorata".

La Cappella Primitiva e le Apparizioni

Si ritiene che quella cappelletta sia l’odierna sacrestia del santuario, eretta probabilmente fra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600 a seguito di qualche epidemia, come la peste di S. Carlo degli anni 1575-1577, l’epidemia del 1617 o la peste bubbonica del 1629-1630 che decimò la popolazione del bresciano. Questo edificio, un semplice vano a pianta rettangolare e voltato, probabilmente aperto a sud per consentire ai fedeli di assistere alle celebrazioni, fu ridimensionato e ridotto a sagrestia nel XVIII secolo, quando si eresse l'attuale tempio. Alla piccola cappella primitiva si accede da una porticina dietro il presbiterio. Con ogni probabilità, dove oggi si apre una finestra, era posta un tempo la sacra effige della Madonna: così fanno supporre la preziosa cornice in stucco e gli Angeli in volo dipinti ad affresco, recanti i simboli della Passione.

Secondo la leggenda, l’Addolorata sarebbe apparsa a un mandriano muto suggerendo il rimedio per sconfiggere un terribile morbo. Si racconta che in tempi di calamità e pestilenza, questo mandriano, che aveva condotto al pascolo alcune bestie, mentre stava tagliando un bastone nei dintorni del luogo dove sorgerà la chiesetta, si sarebbe trovato di fronte all’improvviso una vecchietta dal volto piuttosto triste. Senza alcun preambolo, la vecchietta gli disse: “So che siete in pena e in paese vi sono molti ammalati, se vogliono guarire posso offrire loro il mezzo per potersi risanare. Nelle case si prega e si fa penitenza, mentre agli ammalati viene dato un cucchiaino di latte.” La popolazione, come atto di doverosa riconoscenza, decise di costruire una modesta cappella.

Affresco o dipinto della Madonna Addolorata con Angeli, o rappresentazione della leggenda del mandriano muto.

Architettura e Decorazioni del Santuario di Caino

Il santuario attuale, per tradizione detto delle Fontane, venne realizzato in diverse fasi fra il 1743 (anno in cui fu approvato il primo progetto) e il 1777, quando vennero completati il portico esterno e l’atrio. Come compare nell’iscrizione sull’architrave del portale - DEPARAE DOLORIS GLADIO TREANSFIXAE COMMUNI CAJNI SACRAVIT. Anno JUBILEI 1750 - l’edificio venne consacrato in occasione dell’anno giubilare.

Il Progetto di Domenico Corbellino

Edificato a partire dal 1743, rivela per le scelte compositive la mano di un progettista esperto e di grande qualità; molti studiosi ritengono che, per affinità stilistica, l'autore potrebbe essere il noto architetto Domenico Corbellino. L'edificio è preceduto da un ampio esonartece dalle linee quasi neoclassiche, forse aggiunto in un secondo momento; l'architettura, particolarmente plastica, è caratterizzata da colonne addossate composite e da un ingresso a serliana. Il progettista seppe modulare con armonia gli spazi, alternando sporgenze e rientranze, spiccata elevazione e forte plasticità degli elementi creando così un ambiente monumentale e suntuoso, che all’interno sembra più esteso di quanto non sia nella realtà.

Disegno architettonico o pianta del Santuario di Caino che evidenzia le caratteristiche di Domenico Corbellino.

Gli Interni e l'Iconografia

La chiesa è una breve aula a due campate. La navata, a croce greca, assume imponenza grazie alla partitura a semi-colonne corinzie che reggono l'ariosa cupola coronata da lanternino. Lo spazio sacro termina nel piccolo ma elegante presbiterio coperto da una volta a vela. La navata è decorata da stucchi barocchetti ed eleganti affreschi del ‘700 presenti nella cupola e nella volta del presbiterio. Sulle volte e nella cupoletta si dispiega una leggera decorazione a stucco che disegna medaglioni mistilinei entro i quali sono affrescati vari putti, le virtù e scene con angeli.

Il tema iconografico che ricorre nei dipinti, ma anche negli elementi architettonici (i capitelli ionici dell’esterno e quelli corinzi dell’interno), è ispirato alle virtù mariane, alla Pietà e alla Passione di Cristo. Nel corso dell’800 la chiesa venne abbellita da altri affreschi: l’Ecce Homo e il Cuore Immacolato di Maria lungo la navata, l’Incoronazione della Vergine e la Veronica in sagrestia. Alle spalle dell'altare maggiore si conserva parte della primitiva cappella; uno spazio quadrangolare, recentemente restaurato, con decorazioni a stucco e pannelli figurati a fresco, attribuiti al Ferabosco, sul tema della Passione di Cristo.

Dettaglio degli affreschi e degli stucchi interni del Santuario di Caino.

La Devozione Popolare e Tradizioni

Al santuario si accede mediante un viale acciottolato, cinto da alti muri in cui sono disposte due fontane (sovrastate da un’edicola) dalle quali zampilla l’acqua. In cima al viale, di fronte all’ingresso, fa bella mostra una terza grande fontana circolare a due vasche.

Per tre secoli, Madonna delle Fontane è stato un luogo di sollievo delle umane sofferenze, richiamando un largo concorso della popolazione di Caino. Specialmente in tempo di guerra, vi accorsero le donne, che a volte salivano scalze, per affidare alla protezione celeste mariti, padri o figli lontani. Nei secoli il luogo di culto mantenne una certa devozione da parte della popolazione, risultando sempre mantenuto e curato negli anni.

Nella chiesa è esposto un documento significativo in cui si legge: “I capi famiglia di Caino, in ringraziamento alla Madonna delle Fontane, per aver preservato il paese e le campagne da ogni violenza e distruzione durante la guerra 1940-1945 s’impegnano di portarsi al suddetto Santuario, per 5 anni, nella seconda festa di Pasqua per la Messa solenne e il Vespro. Caino 13 maggio 1945.” Seguono le firme di 134 capi famiglia. Ancora oggi vi si reca, per tradizione, il Lunedì dell’Angelo e il 15 settembre, festa della Madonna Addolorata.

Santuario Madonna delle Tre Fontane Roma

Valorizzazione e Accessibilità

Questo sito beneficia di fondi europei PNRR - Programma per la tutela e valorizzazione dell'architettura e del paesaggio rurale. In occasioni speciali, come le aperture organizzate, è possibile ammirare il piccolo santuario che normalmente risulta chiuso per la sua collocazione discosta dal paese. Sarà così possibile accedere alla struttura per ammirarne le eleganti linee architettoniche, le leggere ed ariose decorazioni ad affresco oltre al pregiato altare marmoreo.

Il Santuario della Madonnina delle Fontane in Val di Scalve (Colere)

Esiste un altro importante luogo di culto denominato Santuario della Madonnina delle Fontane, situato in Val di Scalve, a Colere. Sul luogo dove si trova il celeberrimo Santuario, a 500 metri dal Dezzo salendo verso Schilpario, pare esistesse fin dal Quattrocento una modesta cappella molto venerata. La storia di questo santuario è legata a un evento miracoloso avvenuto il 2 luglio 1654.

L'Apparizione a Bartolomeo Burat

Si racconta di un povero pastore di Borno, Bartolomeo Burat, giunto faticosamente con il suo gregge in Val di Scalve. L'uomo, ammalato di tubercolosi, la mattina del 2 luglio 1654 si spinse sino al Dezzo, in località Fontane, dove si trovavano una sorgente e una piccola cappella del ‘400 dedicata alla Madonna. Mentre le pecore si abbeveravano, il pastore fissò l’immagine della Vergine, pregando e cercando la forza per continuare, quando fu colpito da un attacco tanto forte che credette di morire. Improvvisamente apparve, avvolta da una forte luce, una maestosa Signora che, immersa la mano nella fontana, toccò la fronte di Bartolomeo e scomparve. Il pastore si sentì subito perfettamente guarito e per la gioia gridò al miracolo.

Illustrazione o statua che raffigura l'apparizione della Madonna a Bartolomeo Burat.

Sviluppo del Culto e Ricostruzione

A seguito di questo evento, i pellegrini giunsero alla cappella da ogni parte per pregare e chiedere grazie. In pochi anni la devozione alla Madonnina delle Fontane aumentò, così come le elemosine e le offerte che permisero la costruzione del Santuario. Alla Madonnina delle Fontane viene anche attribuito il merito di aver messo fine a una terribile lite tra gli Scalvini e i Bornesi, per la determinazione dei confini dei reciproci possedimenti, che durava da circa 600 anni. Nel 1840 gli abitanti di Colere costruirono l’altare maggiore in marmo in segno di gratitudine per aver arrestato la “febbre maligna” che aveva fatto tante vittime in quel periodo. Sempre in questa occasione i Coleresi fecero il voto di festeggiare ogni anno il 2 luglio l’anniversario dell’apparizione.

Nella primavera del 1927, grazie anche alla grande determinazione della popolazione di Colere che si impose un’autotassazione per raccogliere i fondi necessari, cominciarono i lavori di ricostruzione del nuovo Santuario, simile a quello andato distrutto. I lavori coinvolsero l’intera popolazione, incluse donne e bambini. L’8 dicembre 1927 si celebrò la prima messa. Nel 1954, in occasione del terzo centenario dall’apparizione, i Coleresi e tutti gli abitanti della Valle donarono alla statua della Beata Vergine Maria una corona d’oro che si può ammirare ancora oggi.

Santuario Madonna delle Tre Fontane Roma

tags: #santuario #madonna #delle #fontane