Il più importante santuario italiano dedicato a San Michele Arcangelo è senza dubbio quello di Monte Sant’Angelo, nel Gargano. Questo edificio, intriso di sacralità, sorge in provincia di Foggia, nel comune di Monte Sant’Angelo, ed è meta di pellegrinaggi sin dal Medioevo. La sua storia è legata ad alcune apparizioni dell'Arcangelo Michele, che hanno reso questo luogo un punto di riferimento spirituale di enorme importanza.

Le Origini e il Significato del Santuario di Monte Sant'Angelo
Per i Padri Micaeliti, custodi del santuario di San Michele, questa ricorrenza è un momento molto importante. San Michele non solo è il protettore della loro Congregazione ma anche protettore della Chiesa universale. L’8 maggio, in particolare, richiama le origini del Santuario: l’evento iniziale durante il quale Dio, attraverso il ministero dell’Arcangelo Michele, ha voluto far sì che questo luogo diventasse un punto d'incontro tra l’uomo e Dio.
Questo avvenimento è accaduto nel 490, quando, apparendo a San Lorenzo Maiorano, l'Arcangelo disse: «Sono l’Arcangelo Michele e sto sempre alla presenza di Dio. La caverna è a me sacra, è una mia scelta; io stesso ne sono il vigile custode… Là dove si spalanca la roccia possono essere perdonati i peccati degli uomini… Quel che sarà qui chiesto nella preghiera sarà esaudito. Va’, perciò, sulla montagna e dedica la grotta al culto cristiano». In queste parole di San Michele troviamo racchiuso tutto il programma spirituale del Santuario. San Michele, difensore dei diritti di Dio e condottiero degli angeli buoni, desidera trasmettere all'uomo un messaggio fondamentale: solo attraverso l’esperienza dell’amore di Dio e la presenza di Cristo nella propria vita, l'uomo può accorgersi di avere amici che lo sostengono nel combattimento contro ogni schiavitù.
Sappiamo che il più grande nemico dell’uomo è il maligno, che agisce in modo astuto attraverso le tentazioni. Spesso sono realtà che ingannano l’uomo, il quale oggi più che mai ha bisogno di punti di riferimento per capire che la propria vita ha un senso. Uno di questi riferimenti è proprio l’Arcangelo Michele. Il suo nome ebraico Mi - ka - El significa: Chi è come Dio?
Un Luogo di Pellegrinaggio e Fede
Per i Padri Micaeliti, per tutto il Santuario e per tutti i devoti, la festa dell’anniversario dell’Apparizione di San Michele, istituita da papa Pio V per l’8 maggio, è fondamentale. La sacra Grotta è stata prescelta da secoli come meta di pellegrinaggi, luogo di preghiera e soprattutto di riconciliazione con Dio. Nell’arco di quindici secoli di storia, i cristiani da tutto il mondo sono venuti al Santuario del Gargano.

Tra i pellegrini troviamo numerosi Papi, come ad esempio Giovanni XXIII (da cardinale), Giovanni Paolo II, e lo stesso cardinale Joseph Ratzinger nel 1985, poi divenuto papa Benedetto XVI. Anche diversi santi hanno visitato questo luogo sacro, tra cui Santa Brigida di Svezia, Sant’Alfonso de’ Liguori, San Gerardo Maiella e, naturalmente, Padre Pio da Pietrelcina. Ma soprattutto, migliaia di pellegrini provenienti da tutte le nazioni sono stati attratti dal fascino della "Celeste Basilica", un luogo così singolare dove trovano speranza, perdono e pace per intercessione di San Michele Arcangelo. Qui si assiste continuamente a veri e propri prodigi spirituali, dove l’uomo sperimenta la grazia dell’amore e la riconciliazione con il Signore.
La Profonda Devozione di Padre Pio all'Arcangelo Michele
La profonda devozione di Padre Pio da Pietrelcina verso San Michele Arcangelo ha influenzato tutta la sua vita spirituale e il suo ministero. Padre Pio visse fin da giovane un rapporto molto speciale con il suo angelo custode, raccontando spesso, durante la sua convalescenza a Pietrelcina dal 1910 al 1916, che l’angioletto gli faceva la guardia alla casa. Mentre molto è stato scritto sul rapporto di Padre Pio con gli angeli, la sua devozione a San Michele Arcangelo è un aspetto meno noto, ma di grande importanza.
Padre Pio e San Michele Arcangelo (storia di Padre Pio)
Padre Pio incoraggiava frequentemente i suoi figli spirituali a venerare San Michele per superare le tentazioni del maligno e le difficoltà della vita. Come cappuccino, figlio di San Francesco d’Assisi, Padre Pio ereditò una forte devozione per San Michele Arcangelo. San Francesco venerava l’Arcangelo al massimo grado e ogni anno osservava una quaresima in suo onore dal 14 agosto al 29 settembre. Fu durante una di queste quaresime che San Francesco ricevette le stimmate, evento che alcuni commentatori francescani attribuirono proprio a San Michele. Analogamente, anche Padre Pio ricevette le stimmate sotto la protezione dell’Arcangelo, il 20 settembre 1918. Nel coro, in preghiera dinanzi al Crocifisso e sullo sfondo, nella volta della Chiesetta di Santa Maria delle Grazie, vi era un’immagine di San Michele che vegliava.
Il Pellegrinaggio di Padre Pio al Santuario
Un altro legame significativo tra Padre Pio e San Michele è il Santuario di Monte Sant’Angelo, situato a soli 26 chilometri da San Giovanni Rotondo. Questo luogo sacro era stato visitato da San Francesco e ha sempre avuto un grande significato per i francescani. Nel 1219, San Francesco vi si recò in pellegrinaggio, e questa tradizione francescana influenzò profondamente anche Padre Pio. Padre Pio considerava San Michele un amico prezioso che lo ha sostenuto nei suoi duri combattimenti con il diavolo.
È storica la notizia del 3 luglio 1917, quando Padre Pio si recò pellegrino alla Grotta del Gargano per venerare San Michele, di cui era devotissimo. Si racconta che Padre Pio aveva sempre avuto il desiderio di visitare la grotta di San Michele. Espresse quel desiderio al suo superiore il quale, non appena i frati ebbero ultimato gli esami, organizzò il viaggio a Monte Sant’Angelo, sia in onore del Patrono della religiosa provincia cappuccina, sia per premiare gli studenti che avevano appena terminato gli esami e infine per accontentare Padre Pio.
La comitiva, alle ore tre del 3 luglio 1917, da San Giovanni Rotondo, si avviò alla volta di Monte Sant’Angelo. All’epoca, le strade erano malconce e bisognava percorrere circa ventisei chilometri. Si racconta che Padre Pio fece un buon tratto a piedi ma poi, sofferente com’era, fu costretto a salire sul carretto. Lungo il percorso recitò il santo Rosario e alcune litanie in onore della Madonna, che tanto amava, e a San Michele. All’ingresso del santuario fu preso da intensa commozione e poi si fermò in devota e profonda meditazione ai piedi dell’altare di San Michele. Da quel giorno la sua devozione per il Principe celeste ebbe un sensibile e maggiore impulso. Diceva Padre Pio: «Prima di recarvi qui da me… andate a Monte Sant’Angelo e invocate l’aiuto e la protezione dell’Arcangelo Michele…».
Nonostante il grande interesse di Padre Pio per il luogo di culto micaelitico, dai documenti giunti a noi, risulta che Padre Pio si recò solo una volta in pellegrinaggio alla grotta di Monte Sant’Angelo, quel 2 luglio del 1917. Eppure non esiste alcun motivo ostativo che avrebbe impedito il suo ritorno a Monte Sant’Angelo. Anzi, San Michele era uno dei santi più pregati da Padre Pio.
Le Esperienze Mistiche e la Bilocazione
In realtà, Padre Pio scelse un modo diverso per essere presente nella Grotta di San Michele. Il salesiano Don Giuseppe Tomaselli, famoso sacerdote esorcista e apostolo di Messina, che ebbe numerosi contatti con Padre Pio, raccontò un fatto interessante a questo proposito:
«Un gruppo di persone di Tortoreto Lido, in provincia di Teramo, avendo sentito parlare di Padre Pio decise di recarsi in treno a San Giovanni Rotondo per conoscerlo. In treno incontrarono un prelato che chiese loro dove erano diretti: “Andiamo a San Giovanni Rotondo, rispose uno, pare che lì ci sia un frate che fa miracoli”. “Ma chi è questo frate?”, chiese il prelato. “Andate piuttosto al santuario di Monte Sant’Angelo.” Una volta scesi dal treno, questi devoti rimasero disorientati se andare a San Giovanni o a Monte Sant’Angelo. Alla fine in essi prevalse il proposito di recarsi da Padre Pio. Il frate li ricevette e, durante il colloquio, iniziò a comportarsi in maniera strana: apriva e chiudeva un cassetto, senza un motivo valido. Quel cassetto, infatti era vuoto, si vedeva benissimo. La sorpresa fu grande quando Padre Pio, dopo aver distribuito i santini, se ne uscì con questa frase: “Così potrete dire di essere stati al santuario di San Michele”».
Tutti si convinsero - conclude don Tomaselli - che nello stesso momento in cui parlava con loro si fosse recato in bilocazione nel santuario. Non a caso Padre Pio ripeteva spesso ai suoi devoti: «Io alla grotta santa di Monte Sant’Angelo ci vado sempre». Spesso i suoi figli spirituali gli dicevano: «Padre, dateci la santa benedizione, perché andiamo a San Michele».
Un episodio molto noto tra i devoti di Padre Pio è quello legato alla bilocazione. Durante una visita di un gruppo di fedeli a San Giovanni Rotondo, Padre Pio distribuì delle immagini di San Michele tirandole fuori da un cassetto che inizialmente era vuoto e disse: «Così potrete dire di essere stati al santuario di San Michele». Questa frase suscitò grande meraviglia nei presenti, i quali si convinsero che Padre Pio fosse capace di bilocarsi spiritualmente anche nel Santuario dell’Arcangelo, pur rimanendo fisicamente a San Giovanni Rotondo.
Un altro degli episodi più toccanti riguardanti il legame tra Padre Pio e San Michele riguarda una sua figlia spirituale che, trovandosi in una difficile situazione, si recò a confessarsi dal Santo di Pietrelcina. Padre Pio, dopo averla ascoltata, le consigliò di rivolgersi al «suo avvocato» a casa sua. La donna, inizialmente perplessa, tornata al suo paese si imbatté nella preghiera all’Arcangelo che così diceva: «O glorioso mio protettore e avvocato San Michele…». Così si rese conto che Padre Pio si riferiva a San Michele, il patrono del suo paese. A lui si raccomandò caldamente e grazie all’Arcangelo ogni cosa riuscì secondo i suoi desideri.
L'Eredità Spirituale di Padre Pio: Incoraggiamento alla Devozione
Padre Pio cercava attivamente di diffondere la devozione verso l’Arcangelo tra i suoi figli spirituali. Nel nuovo santuario della Madonna delle Grazie a San Giovanni Rotondo, Padre Pio fece erigere un altare dedicato a San Michele. Ognuno di noi nella vita conduce un combattimento, ma il nostro è un combattimento vittorioso perché Cristo è risorto. Lui è vincitore, e noi con Lui siamo dei vincitori.
Padre Pio recitava spesso la famosa preghiera a San Michele composta da Papa Leone XIII, un testo che invoca l’Arcangelo per difendere i fedeli contro le insidie del diavolo. Questa preghiera, purtroppo caduta in disuso in molte parti della Chiesa, era per Padre Pio un’arma spirituale potentissima, soprattutto in un’epoca che egli considerava apocalittica. Egli esortava i suoi fedeli a combattere sotto lo stendardo di San Michele, riaffermando così l’importanza di rinnovare il culto dell’Arcangelo:
«San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia: sii nostro soccorso contro la malizia e le insidie del demonio. “Che Dio lo sottometta!” imploriamo supplichevoli. E tu, principe della milizia celeste, per la divina potenza, ricaccia nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni che vagano per il mondo a perdizione delle anime».
Sulla scia dell’influenza di Padre Pio, nacque l’associazione “Milizia di San Michele Arcangelo”, un gruppo di devoti dedicato alla diffusione del culto dell’Arcangelo. Questa associazione, guidata inizialmente da Monsignor Del Ton, continua ancora oggi a promuovere la spiritualità angelica attraverso preghiere, conferenze e incontri di formazione. La profonda devozione di Padre Pio da Pietrelcina verso San Michele Arcangelo ha influenzato tutta la sua vita spirituale e il suo ministero.
Descrizione Architettonica del Santuario
Il Santuario di San Michele Arcangelo è stato costruito nel XIII secolo in stile romanico. A colpire è il grande piazzale, comunemente chiamato “atrio superiore”. La facciata del Santuario è costituita da due grandi arcate, sormontate da un frontone triangolare ricco di fregi. In alto, al centro, tra due piccoli rosoni, c’è un’edicola con la statua del santo. Ad affascinare i visitatori sono anche i due portali superiori, che immettono in un vestibolo dal quale partono 86 gradini che conducono alla sacra Grotta.
