Gli Angeli Custodi sono figure celesti che, secondo la tradizione cristiana, vegliano sugli uomini, presentando a Dio le loro preghiere e esortandoli al bene. Tra i santi che hanno avuto una profonda familiarità con il proprio Angelo Custode spicca Padre Pio da Pietrelcina, a cui il Signore affidò il compito oneroso di proteggere e custodire un uomo eccezionale.

La Confidenza di Padre Pio con il Suo Angelo Custode
Padre Pio aveva una confidenza e una familiarità straordinarie con il suo Angelo Custode. Egli dové salire spesso in cielo per chiedere consiglio, e Padre Pio stesso gli affidava il compito di andare a consolare le anime afflitte. In una lettera a Padre Benedetto (Epist. I,394), il Santo scriveva: “Lo sa il buon Angelo mio custode, a cui tante volte ho affidato il delicato ufficio di venirmi a consolare”.
I consigli dell'Angelo Custode erano preziosi per Padre Pio, specialmente nelle insinuazioni diaboliche. Il lirismo e la delicatezza delle espressioni usate dall'Angelo sono toccanti, come quando Padre Pio riportava le sue parole: “.. dormo di un sorriso di dolce beatitudine sulle labbra… aspettando che il mio piccolo compagno della mia infanzia venga a svegliarmi e così sciogliere insieme le lodi mattutine al Diletto dei nostri cuori”.
Un aneddoto significativo racconta di un episodio in cui Padre Pio sgridò il suo Angelo Custode perché si era fatto attendere mentre i demoni lo percuotevano. Una volta giunto, l'Angelo, denso di "cielo" e tenerezza, disse: “Ti sono sempre vicino, mio diletto giovane…, io mi aggiro sempre a te d’intorno con quell’affetto che suscitò la tua riconoscenza verso il Diletto del tuo cuore… Io so che il tuo cuore batte per il nostro comune Diletto. Io so che tutto faresti …per riabbracciarlo… per non essere più separato da lui… Ma devi aspettare ancora un poco. Ed ancora: “Egli per adesso nulla può darti come il raggio di una stella, il profumo di un fiore, Il gemito di un’arpa, la carezza del vento”." Padre Pio, colpito dalla poeticità di queste parole, commentò: “Povero Angiolino!” Questi angeli custodi, tutti uniti, presentano a Dio le preghiere dei Santi, proteggono la Chiesa e combattono per la salvezza.
Padre Pio e l'Angelo custode (storia di Padre Pio)
L'Incontro di Mario Tartaglia con San Pio
Tra i numerosi devoti che hanno avuto il privilegio di incontrare Padre Pio da Pietrelcina, vi è Mario Tartaglia, un novantenne partenopeo. Tartaglia ha vissuto gran parte della sua vita compiendo viaggi di fede a San Giovanni Rotondo, portando a Casa Sollievo della Sofferenza dei calchi effigianti lo Stigmatizzato. I suoi ricordi sono vividi, poiché Padre Pio ha accompagnato diverse fasi della sua vita.
Mario Tartaglia ha compiuto oltre 400 viaggi a San Giovanni Rotondo, incontrando Padre Pio circa 500 volte, non solo in gruppo ma anche privatamente. Fu contagiato nella reverenza spirituale dal cugino Raffaele, il quale ebbe la fortuna di conoscere Padre Pio grazie al colonnello Russo. Nonostante le strade dell'epoca non fossero facilmente praticabili, Raffaele percorreva lunghe distanze per raggiungere il Convento sul Gargano. Mario iniziò a seguirlo, emulando anche l'organizzazione di pellegrinaggi a carattere spirituale.
La Famiglia e il Volere Divino
A circa 28 anni, con già 3-4 figli, Mario Tartaglia ebbe il privilegio di conoscere il Santo, che divenne presto un punto di riferimento autorevole per lui. Una volta, alla vigilia di un'altra paternità, Mario chiese a Padre Pio suggerimenti sul nome da imporre al nascituro. Padre Pio, nel suo efficace dialetto, rispose: “Mettigli il mio nome!”. All'epoca non era possibile conoscere il sesso del bambino, ma dalle parole del Padre, Mario ebbe l'intuizione che avrebbero avuto un altro maschio, come poi avvenne con la nascita di Francesco Pio.
Mario Tartaglia aveva sempre desiderato una famiglia numerosa, stimando la prole come un dono divino. Durante un pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo, dialogando con un sacerdote sulla fecondità matrimoniale, avvertì un grande desiderio di poter essere reiteratamente genitore. Precedentemente, aveva curiosamente consultato un esperto dell'occulto, che gli aveva pronosticato buona fortuna e tre figli. Tuttavia, in quel momento, il suo cuore desiderava ardentemente essere padre ancora una volta, in particolare dinanzi alla statua di San Michele Arcangelo a San Giovanni Rotondo.
Rientrato a casa, la moglie gli diede la lieta notizia di essere nuovamente incinta. Gioioso ma perplesso dalle parole del mago che aveva predetto solo tre figli, Mario decise di inviare un amico a chiedere delucidazioni a Padre Pio. L'amico tornò con una lieta novella: “Dici a Mario, che passa l’angelo e dice amen”. Padre Pio intendeva far capire che a volte, quando si hanno in cuore sani propositi, questi si realizzano per volere divino. Mario Tartaglia afferma di aver ricevuto innumerevoli grazie dal Santo, al quale chiese anche di poter entrare nel novero dei suoi figli spirituali.

Il Centro di Eccellenza "Gli Angeli di Padre Pio"
Il centro di eccellenza "Gli Angeli di Padre Pio" di San Giovanni Rotondo è la prima struttura riabilitativa extraospedaliera in Italia ad aver ottenuto la certificazione JCI (Joint Commission International). Questa certificazione rappresenta un riconoscimento internazionale per l'adesione a standard di eccellenza nella sicurezza del paziente e nella qualità dell'assistenza sanitaria.
In Italia, solo 24 strutture, tra ospedaliere ed extraospedaliere, pubbliche e private, sono accreditate dalla JCI. Il percorso per raggiungere questi standard elevati è durato diversi anni, richiedendo importanti investimenti in risorse umane, dotazione tecnologica, qualità alberghiera e organizzativa.
L'Importanza della Certificazione JCI
Il Dr. Giacomo Francesco Forte, Direttore dell’Area Strategica, Comunicazione & Marketing della Fondazione, ha sottolineato che l'accreditamento JCI è lo strumento più efficace e completo per migliorare la qualità in sanità. Si tratta di un processo volontario di valutazione che garantisce l'impegno concreto a migliorare la sicurezza e la qualità dell'assistenza erogata, assicurando un ambiente sanitario sicuro e riducendo costantemente i rischi per assistiti e personale.
La certificazione JCI, pur basandosi su uno schema rigoroso, migliora le risorse umane e le relazioni attraverso processi chiari e leggibili, offrendo una grande opportunità di aprirsi al mondo. Il Team-JCI della Fondazione ha lavorato intensamente per mesi, incrementando il proprio know-how organizzativo. "Siamo onorati di appartenere all’unica struttura riabilitativa extraospedaliera italiana accreditata internazionalmente JCI, la prima che ha ben coniugato la riabilitazione tradizionale con quella tecnologica," ha dichiarato il team. "È l’unica che ha definito cosa si intende per robot in riabilitazione, e tra le poche al mondo ad aver disegnato un percorso riabilitativo altamente innovativo senza perdere mai di vista l’obiettivo del paziente al centro, la sua sicurezza e la misurazione numerica degli esiti attraverso uno dei pochi laboratori di analisi del movimento realmente funzionanti in Italia. Siamo onorati di collaborare con medici, professionisti sanitari e operatori eccellenti."

Servizi e Funzionamento del Centro
La Joint Commission International, fondata nel 1994 in risposta alle richieste di ospedali internazionali, ha accreditato strutture sanitarie in oltre 90 Paesi. È riconosciuta a livello mondiale per lo sviluppo di migliori standard di cura e processi orientati ai risultati per i pazienti.
Il centro "Gli Angeli di Padre Pio" si impegna a stimolare il bambino ad agire e provare piacere nel fare ciò che gli interessa, favorendo uno sviluppo più armonico nel rispetto della sua storia, personalità e potenzialità in relazione con l'ambiente familiare e sociale.
Dal mese di aprile 2025, è stato riattivato il servizio di Idrochinesiterapia presso la piscina interna al Presidio. Questa è un approccio terapeutico che sfrutta le proprietà fisiche dell'acqua per sostenere il percorso riabilitativo, accessibile con una prescrizione medica specialistica, valutata e validata dal medico fisiatra del presidio.
Il vitto è garantito da un catering esterno, con pasti serviti in camera tramite carrelli termici/refrigeranti. I permessi di uscita dal Presidio per comprovati motivi devono essere firmati dal medico responsabile e l'assenza deve essere limitata allo stretto necessario. Al momento dell'uscita e del rientro, il paziente deve firmare un apposito registro in infermeria. I medici della struttura sono disponibili a ricevere i familiari dei degenti, rispettando sempre la correttezza deontologica e gli obblighi di legge sul segreto professionale (Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196). L'uso del telefono cellulare è consentito negli ambienti comuni ed esterni al reparto, con l'obbligo di mantenere basso il volume della televisione e/o della radio a qualunque ora della giornata.