La città di Pompei, nota universalmente per le sue antiche rovine sommerse dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., è anche un vibrante centro di fede e devozione, custode del Pontificio Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario. Questa "Nuova Pompei", fondata su un'opera di fede e carità, si prepara a vivere eventi significativi che richiamano la sua straordinaria storia di devozione mariana, culminata nel corso dei secoli attraverso importanti Giubilei, tra cui quello del 1900.
La Nascita del Santuario e l'Opera di Bartolo Longo
La storia del Santuario inizia nella seconda metà dell'Ottocento, in un contesto di grande povertà e degrado nella Valle di Pompei. Fu in questo scenario che Bartolo Longo, un giovane avvocato pugliese, giunse a Pompei nel 1872 dopo un lungo cammino di conversione, per amministrare i beni della contessa Marianna De Fusco. Colpito dalle misere condizioni materiali e spirituali della popolazione locale, Bartolo Longo iniziò a propagare la devozione del Rosario, come strumento di salvezza e rinascita delle anime.
Nel 1875, Bartolo Longo si recò a Napoli per procurarsi un'immagine della Madonna del Rosario per la chiesa parrocchiale. Gli venne affidato un vecchio dipinto della Madonna del Rosario, trovato in un convento. Il quadro, in pessime condizioni e trasportato su un carro di letame, fu restaurato. Questo "inizio umile, in linea con lo stile di Dio che sa trarre grandi cose dal niente o dalle realtà più insignificanti", segnò un punto di svolta. L'arrivo del Quadro della Vergine del Rosario avvenne il 13 novembre 1875, evento che "segnò la fondazione del santuario e di fatto della nuova città". L'8 maggio 1876, iniziò la costruzione di una piccola chiesa dedicata al Rosario, dando inizio ufficialmente all'opera del Santuario che divenne un simbolo di fede e speranza.

Il Primo Giubileo del Santuario e l'Elevazione Pontificia (1900-1901)
La crescente importanza del Santuario di Pompei e la diffusione della devozione mariana furono riconosciute anche a livello pontificio. Il 7 ottobre 1900 si celebrò il "primo giubileo dell'immagine pompeiana", un evento di grande risonanza che vide la partecipazione di "bandiere del mondo a Valle di Pompei", testimoniando la sua proiezione internazionale già ai primi del Novecento.
Questo periodo di fervore culminò nel 1901, quando, in occasione del venticinquesimo anniversario della dedicazione del Santuario (la cui costruzione iniziò nel 1876), il Santuario di Pompei fu elevato a Basilica Pontificia da Papa Leone XIII. Il Pontefice definì Pompei la "parrocchia del mondo", riconoscendo la sua straordinaria capacità di attrarre fedeli da ogni dove e di diffondere il messaggio mariano. Tale elevazione rappresentò una tappa fondamentale nella storia del Santuario, consolidando il suo ruolo di centro spirituale di rilevanza globale.

L'Eredità di Fede e Carità: La "Cittadella della Carità"
L'opera di Bartolo Longo non si limitò alla costruzione del tempio; egli creò, quasi in contemporanea, il "santuario della carità". Questa "cittadella della carità" è costituita da centri, tuttora operanti, che accolgono, sull’esempio dei fondatori, ragazzi e ragazze provenienti dall’emarginazione minorile, orfani, figli e figlie di carcerati, mamme con i loro bambini, persone povere. Da circa 150 anni, a Pompei, "si continuano a scrivere pagine di una straordinaria storia di fede, di accoglienza e di promozione umana".
La devozione alla Madonna ha coniugato l'amore per Dio e l'amore per il prossimo, mentre la preghiera mariana del Rosario, cuore della missione della Chiesa di Pompei, è diventata uno strumento di evangelizzazione per l'incontro con Cristo Salvatore. Bartolo Longo, "primo cittadino della città di Maria e di quella degli uomini", seppe "trarre grandi cose dal niente o dalle realtà più insignificanti". Egli utilizzò anche esperienze della letteratura popolare, avviando nel marzo del 1894 la collana delle “Piccole Letture”, opuscoli editi dai Figli dei Carcerati, con lo scopo deliberato di "porre un argine alla stampa oscena ed empia". Queste pubblicazioni, che continuarono per 71 numeri fino al 1926, ebbero un'ottima accoglienza e un'ampia diffusione, contribuendo all'elevazione culturale e morale dei ceti popolari.
Fratel Ciro Vitiello racconta la storia del Beato Bartolo Longo
Il Giubileo Ordinario 2025 e il 150° Anniversario: "Un Giubileo nel Giubileo"
Per la Chiesa in Pompei, il 2025 è un anno di particolare solennità. L’Anno Giubilare Ordinario 2025, dal tema "Pellegrini di speranza", provvidenzialmente coincide con il 150° anniversario dell’arrivo del Quadro della Vergine del Rosario a Pompei, avvenuto il 13 novembre 1875. Dunque, un "Giubileo nel Giubileo" per la Chiesa pompeiana, inserita tra i luoghi del mondo dove è possibile ottenere l’indulgenza plenaria.
Nella sua Lettera pastorale del 13 novembre 2024, Mons. Tommaso Caputo, Arcivescovo Prelato di Pompei, ha auspicato che questo anno "diventi per noi occasione per riscoprire la bellezza del Rosario, per respirare a pieni polmoni - guidati da Maria - il buon profumo di Cristo e vivere in coerenza la nostra vita al servizio dei fratelli". Il Papa Francesco ha ricordato che "il Rosario, strumento semplice e alla portata di tutti, può sostenere la rinnovata evangelizzazione a cui oggi è chiamata la Chiesa", ed è "di aiuto nella costruzione della pace". Il Pontificio Santuario offre per i gruppi organizzati di pellegrini la possibilità di vivere l’esperienza giubilare secondo proposte pastorali modulabili.

Pompei: Un Ponte tra l'Antichità e la Fede Moderna
Pompei si pone come un caso unico, dove il "sacro incontra il profano in modo spettacolare": da un lato il Santuario della Beata Vergine del Rosario, dall'altro le famose rovine romane. Questi due "mondi" di Pompei, che per anni hanno mantenuto "strade, luoghi e soprattutto scenari separati e distinti", nell'anno del Giubileo, hanno "fatto fronte comune", aprendo un dialogo che ha trasformato la città in una "piazza grande" di una "vera e propria esposizione permanente". La città mariana è diventata una "grande capitale mondiale" di fede e arte.
Un esempio di questa congiunzione è l'inaugurazione della Pinacoteca Mariana del Santuario, realizzata intorno alla "miracolosa" scoperta di una Deposizione di Andrea Mantegna. Come ha spiegato Mons. Tommaso Caputo, "l'arte, qui, non è solo un ornamento perché permette di ascoltare la voce viva della fede", e la bellezza "non si oppone alla fede, ma la illumina".
Pratiche Devozionali e Rilevanza Contemporanea
La vita del Santuario è scandita da profonde pratiche devozionali. Nei mesi di maggio e ottobre, nei giorni feriali, alle ore 6.30, viene recitata la preghiera del “Buongiorno a Maria” per affidare la giornata alla SS. Vergine. L’8 maggio e la prima domenica di ottobre, i fedeli da tutte le parti del mondo si uniscono in preghiera per la recita della Supplica alla Madonna del Rosario di Pompei, una pratica voluta da Bartolo Longo. Questi momenti di preghiera, insieme alla possibilità di trovare confessori ogni giorno, dimostrano come a Pompei "è ancora possibile imbattersi nelle file ai confessionali", una testimonianza di fede in un'epoca di crisi.
La presenza costante del Papa nei momenti forti della vita del Santuario e della comunità civile è un privilegio "trasmesso in dono dal beato Bartolo Longo". Pompei continua ad attrarre milioni di persone, confermando la profezia di Leone XIII che definì Pompei la "parrocchia del mondo". "Dal santuario della Beata Vergine, dove quasi sempre si viene in compagnia, non si torna mai a casa a mani e soprattutto a cuore vuoto. Si fa esperienza di fraternità e, in questi tempi così tormentati e difficili in primo luogo di pace." Camminare nella storia e talvolta precederla: è questa la vera vocazione dell'antica e della nuova Pompei, diventata una nel segno della fede e dell'arte.
