Il Santuario della Madonna delle Laste a Trento, sorto verso la fine del XVI secolo, è un luogo di profonda devozione e religiosità popolare. Nel corso del tempo si è ingrandito, divenendo un punto di riferimento spirituale e un centro di accoglienza significativo.
Accesso e Ubicazione
Il Santuario si trova sulle colline che attorniano la città di Trento. È facilmente raggiungibile con l'autostrada A22: si esce al casello di Trento e si sale per circa 5 km, immersi nel suggestivo paesaggio.

Origini e Storia del Santuario
La Nascita del Culto e l'Affresco Miracoloso
La storia del Santuario ha inizio intorno al 1570. Sul colle di Trento, conosciuto come "delle Laste" (termine derivante dalla corruzione di "lastre", che significa pietre), all'incrocio delle importanti direttrici stradali Verona-Brennero e Trento-Padova, sorgeva un capitello. Questo capitello custodiva un prezioso affresco della Vergine Maria con il Bambino. Molti viandanti, specialmente coloro che dovevano intraprendere lunghi viaggi, sostavano e pregavano dinanzi a questa immagine.
Un evento sacrilego, tuttavia, scosse la comunità: una mano profanò l’immagine all’altezza degli occhi. La gente, mossa da profonda fede e desiderio di protezione, decise di costruire dapprima un'edicola più sicura e poi, verso il 1618, l’attuale Santuario, trasportandovi con grande venerazione l’affresco.

L'Arrivo dei Carmelitani Scalzi e lo Sviluppo
Nel 1642, la cura del Santuario fu affidata ai Carmelitani Scalzi, un ordine noto per la loro intensa devozione alla Madonna. I Carmelitani Scalzi ricevettero ufficialmente il Santuario delle Laste il 14 novembre 1644. Per voto e grazie alla munificenza del conte Mattia Galasso, condottiero d’armate imperiali e figura storica della nobiltà trentina, fu costruito il convento adiacente.

Le Vicende Storiche e la Rinascita
La storia del Santuario fu segnata anche da periodi difficili. Il 4 ottobre 1810, a causa degli sconvolgimenti della Rivoluzione francese e delle guerre napoleoniche, gli ultimi due religiosi rimasti alle Laste furono scacciati. Il luogo sacro venne ridotto a magazzino di caserma.
Solo il 14 settembre 1941, i religiosi Carmelitani poterono fare ritorno al Santuario, con il beneplacito di Monsignor Carlo De Ferrari. Essi avviarono un lungo e meticoloso lavoro di restauro del Santuario e del convento. Monsignor Carlo De Ferrari, in seguito, nel 1958 incoronò la Vergine delle Laste e nel 1959 proclamò il Santuario "cittadino e diocesano", riconoscendone l'importanza per la comunità di Trento.
La Struttura e il Complesso Conventuale
Il Santuario si presenta con un ampio piazzale colonnato che precede la Chiesa. Questa è il fulcro di un vasto complesso conventuale, progettato per accogliere e supportare le attività religiose e comunitarie.

Attività e Spiritualità
Il Santuario della Madonna delle Laste è un luogo vivo di spiritualità e preghiera. Vengono organizzati regolarmente ritiri spirituali autogestiti. Particolarmente apprezzati sono i Vespri d'organo, che si tengono la prima domenica di ogni mese alle ore 17.30, durante i quali le preghiere sono armoniosamente contrappuntate da esecuzioni musicali. Per tutto il mese di maggio, dedicato alla Madonna, è inoltre prevista la recita del Santo Rosario ogni sera alle ore 20.30.
Il Santuario Oggi: Centro di Devozione e Formazione
Attualmente, il Santuario è meta di numerosi pellegrini che giungono per venerare la Madonna delle Laste e trovare un momento di raccoglimento. Il convento, parte integrante del complesso, è in grado di accogliere gruppi organizzati per ritiri e momenti di spiritualità. È inoltre un importante centro per l'ordine dei Carmelitani Scalzi, essendo sede di Postulandato e Noviziato della Provincia Veneta.
Innovazione: La Comunità Energetica Carmelitana
La comunità del Santuario "Madonna delle Laste" di Trento ha dimostrato anche un'attenzione verso le tematiche contemporanee, avviando la prima comunità energetica carmelitana. Questo progetto evidenzia un impegno concreto verso la sostenibilità e la gestione responsabile delle risorse, unendo la spiritualità con l'innovazione ecologica.