I santuari dedicati a Maria Santissima Annunziata, o Santissima Annunziata, rappresentano luoghi di profonda devozione e interesse artistico in tutta Italia. Queste chiese, spesso secolari, custodiscono storie di fede, leggende e capolavori d'arte che ne arricchiscono il patrimonio culturale e spirituale. Di seguito, un approfondimento su alcuni di questi importanti luoghi di culto.

Il Santuario della Santissima Annunziata di Firenze
Fondazione e Architettura Esterna
Si tratta del principale santuario mariano di Firenze e si affaccia su Piazza della Santissima Annunziata, una delle più belle piazze della città. La chiesa fu fondata nel 1250 dai “Sette Santi” dell’ordine dei Servi di Maria. La sua struttura gotica, tuttavia, venne fondata nel 1320, per poi essere consacrata l’11 maggio 1354 e, dal 1355, dotata anche di un ospedale. Il porticato in facciata, contiguo e simile al prospetto brunelleschiano dello Spedale degli Innocenti, costituisce uno dei lati della scenografica, omonima piazza.
Il Chiostrino dei Voti
Il ciclo affrescato del Chiostrino dei Voti, che precede l’ingresso della chiesa, è un’antologia del primo manierismo fiorentino, con pregevoli affreschi di Andrea del Sarto, Pontormo e Rosso Fiorentino.
Il Santuario di Maria SS Annunziata di Trapani (Madonna di trapani)
Il Santuario di Maria Santissima Annunziata di Trapani
Il Simulacro e la Sua Storia
Risalire alla "sorgente" circa l'arrivo a Trapani del simulacro della Madonna è un'impresa ardua. Da un documento, si deduce che la statua della Madonna doveva trovarsi a Trapani prima del 1345, in una cappella denominata di “Nostra Donna”. La statua della Madonna era già al suo posto nel 1428, quando Anna de Sibilia, nel suo testamento, ordina ad un argentiere di confezionare per “l’immagine della Madonna una corona d’argento bella e bene lavorata dal peso di circa cinquecento grammi”. La città di Trapani è anche legata alla figura di Sant’Alberto, nato qui intorno al 1240 da Benedetto Abate e Giovanna Palizzi, nell’attuale via Andrea Carreca, dove sorgeva il palazzo di famiglia. Solenni festeggiamenti in onore della Beata Vergine Maria di Trapani si svolgono ogni anno dal 01 al 16 agosto.
Architettura e Opere d'Arte
I frati trasformarono la chiesetta in un edificio basilicale a tre navate, di stile gotico-chiaramontano, con annesso convento, completato nel 1332. L’attuale facciata conserva un trecentesco portale ogivale con archi strombati, a ghiere multiple decorate con elementi a zig-zag e piccoli fiori. Sul lato destro della chiesa si trova la piccola cappella dei Pescatori (secc. XIV-XVI): presenta una pianta quadrata e una copertura con cupola ottagonale a spicchi, decorata da affreschi cinquecenteschi, raffiguranti storie della Genesi. Per collegare il vano quadrato alla cupola sono stati inseriti quattro pennacchi, formati da archi strombati di gusto arabeggiante. La cappella dei Marinai, posta lateralmente all’abside (lato sinistro), è una delle più interessanti architetture rinascimentali della Sicilia Occidentale, costruita nella prima metà del XVI secolo ad opera del “Consolato degli uomini di Mare”. La cappella è a base quadrata, sormontata da una cupola emisferica. Due portali cinquecenteschi immettono nella cosiddetta cappella della Madonna, realizzata per volere della famiglia Bosco Ventimiglia nel XV secolo; un arco marmoreo di Antonello e Giacomo Gagini (1537), arricchito dalle figure dei profeti, delimita lo spazio della navata unica dalla zona presbiteriale.
Qui si venera il pregevole simulacro marmoreo della Madonna con Bambino (sec. XIV). La posa lievemente ad S, tipica della scultura gotica, la raffinata fattura e gli sguardi pieni di dolcezza della Madonna e del Bambino, rendono la statua il più significativo esempio di scultura gotica in Sicilia. Un paliotto in lamina d’argento, opera di maestranze trapanesi, donato da Gian Domenico Spinola, vescovo di Mazara nel 1642, impreziosisce l’altare; d’argento è anche il tabernacolo settecentesco, opera del trapanese Vincenzo Bonaiuto.

Il Santuario di Maria Santissima Annunziata di Licusati (Cilento)
Origini e Leggenda della Rosa Bianca
In relazione al corpo architettonico della costruzione religiosa e alla sua storia, si devono ringraziare i compianti Franco Galato e Carmine Caputo che, in un diario, hanno riassunto tutti i lavori fatti dal “Comitato Pro Collina- Licusati” per recuperare quella collina brulla e abbandonata a se stessa, donando un bellissimo fiore all’occhiello. Le sue origini storiche non sono ben accertate, ma un racconto noto agli anziani del paese lascia intendere qualcosa di preciso: un monaco basiliano, dedito all’agricoltura, si recò pellegrino su una collina licusitana per realizzare una folta piantagione di ulivi. Essendo troppo rocciosa ed arida, il monaco abbandonò il suo obiettivo, ma volle piantare in un cerchio di rocce una rosa bianca. Passato qualche tempo, ritornò sulla collina a vedere se la pianta avesse messo radici, e si ritrovò dinanzi un bellissimo cespuglio di rose bianche. Quando fu quasi terminata la costruzione della Cappella, le rose mutarono colore e, al fine di ringraziare Dio per il prodigio, il monaco la intitolò alla “Vergine Maria della Rosa Bianca”, poi dedicata a Maria Santissima Annunziata. Da ciò si potrebbe risalire ai fatti storici susseguitisi fra il 726 e l’842, quando i monaci basiliani iniziarono a fondare nel Cilento delle Cappelle tra il verde per poter adempiere alla regola benedettina “ora et labora”. Il Santuario si trova a circa 2 km dal borgo. Sulle orme del vecchio Comitato, un gruppo di giovani sta ulteriormente migliorando la collina, cercando di dare vita al “Parco dell’Annunziata”.
Feste e Miracoli Attribuiti
Il borgo festeggia l’Annunziata il 18 maggio e l'8 settembre. Queste date non sono casuali ma sono legate a due episodi che, secondo la tradizione locale, grazie all'intervento materno di Maria, non hanno provocato disastri irreparabili. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il 18 maggio, i tedeschi decisero di bombardare il paese, ma la Madonna coprì la vallata con una coltre di nebbia, nascondendolo. Uno di questi aerei precipitò nel Vallone di Sant’Angelo a Camerota e il resto della squadra aerea andò a bombardare Sapri. L’8 settembre, invece, si festeggia per lo scampato pericolo durante un violento terremoto all’inizio del secolo scorso.
Arte e Decorazioni Interne
Entrando nel santuario ci si trova dinanzi la statua di Maria Santissima Annunziata. Alzando gli occhi al soffitto si possono osservare le dipinture realizzate dall’artista Rosalbo Bortone e, ruotando a destra e a sinistra quasi giunti all’altare, si resta affascinati dagli scenari, ricchi di personaggi in terracotta, della Nascita e della Morte di Cristo, realizzati dall’artista Carmine Caputo.

Il Santuario della Santissima Annunziata di Gaeta
Architettura e Struttura Interna
L’attuale facciata della chiesa si addossa a quella trecentesca ed è divisa in tre ordini: il primo accoglie il portale, il secondo il finestrone ed il terzo il campanile a vela con orologio maiolicato, opera del napoletano Matteo de Vivo. Al centro è presente l’iscrizione del 1621 che documenta il restauro. La chiesa, a navata unica, divisa in quattro campate coperte da volte gotiche, mostra al centro del pavimento lo stemma dell’istituto, risultato della fusione dell’emblema della città di Gaeta con l’aggiunta di una fascia centrale con la scritta AGP (Ave Grazia Plena - Ti saluto o piena di grazia).
Opere d'Arte e Decorazioni Liturgiche
Nella navata troneggiano due altari con pale di Luca Giordano: a sinistra la Crocefissione e a destra l’Adorazione dei Pastori. La terza campata presenta l’ingresso laterale della chiesa e la Cappella del Santissimo Sacramento, realizzata da Jacopo Lazzari. A pala d’altare è una tavola di Giacinto Brandi, la Madonna con Bambino. La volta e parte delle pareti sono state dipinte da Andrea Scapuzzi con scene dell’Antico Testamento, cori di angeli e santi. Nel presbiterio è l’altare maggiore in marmi policromi, madreperla e lapislazzuli. A lato dell’altare è il crocifisso ligneo seicentesco, opera di Dionisio Lazzari. Sovrastano l’area dell’altare due cantorie lignee decorate a finto marmo. Su quella di sinistra è presente l’organo, opera di Giuseppe De Martino (1685-’90). Dietro l’altare si sviluppa il coro ligneo (1634 - ’35) con al di sopra due enormi tele di Sebastiano Conca (1720): la Presentazione di Gesù al Tempio a sinistra e l’Adorazione dei Magi a destra. La parete di fondo dell’abside è occupata dal polittico di Andrea Sabatini da Salerno (1521). Al centro del retablo è l’Annunciazione nel registro inferiore; la Dormitio e l’Assunzione della Madonna nella parte superiore. Nella predella inferiore sono raffigurati, da sinistra a destra: la Natività, San Sebastiano, il Mandilion o Volto Santo di Gesù, Sant’Agostino e l’Adorazione dei Magi; alle estremità sono presenti gli stemmi del donatore, Giuliano Colojna. Al di sopra della predella sono raffigurati, a sinistra San Giovanni Battista con sopra la Pentecoste; a destra San Pietro con sopra l’Ascensione. La fascia superiore mostra a sinistra Sant'Ambrogio e a destra San Girolamo.
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