La Santità nella Maremma Grossetana

La Maremma grossetana è una terra ricca di spiritualità, testimoniata dalla presenza e dalla venerazione di numerosi santi, beati, venerabili ed eremiti. Questi personaggi, attraverso i secoli, hanno arricchito la Maremma, aiutando altri a vivere da figli e figlie di Dio.

Mappa della Maremma Grossetana con i luoghi di culto dei santi

Santi e Figure di Rilievo nella Maremma

Alcuni di questi santi sono conosciuti e venerati solo a livello locale, mentre altri sono famosi e celebrati in molte parti d'Italia. Tra le figure più celebri vi sono san Bernardino da Siena, san Biagio e san Rocco. Sebbene san Galgano non rientri propriamente nella zona maremmana, è legato da varie vicissitudini ai territori esaminati.

Guglielmo di Malavalle

Guglielmo di Malavalle (1100 circa - 10 febbraio 1157) fu un eremita e penitente, patrono di varie località della Diocesi che ne custodiscono le reliquie. In suo onore, da alcuni anni, si tengono i Primi Vespri solenni la sera del 9 febbraio.

Venerabile p. Giovanni Nicolucci di San Guglielmo

Il Venerabile p. Giovanni Nicolucci di San Guglielmo (Montecassiano 15 luglio 1552 o 55 - Batignano 14 agosto 1621), Agostiniano scalzo, è ricordato come apostolo della Maremma.

Altri Santi legati alla Maremma

Nelle vite di figure come Galgano, che conficcò la sua spada nella roccia, Biagio di Sebaste, che secondo la leggenda camminò sulle acque, e Mamiliano di Palermo, uno dei primi evangelizzatori in Toscana nel V secolo d.C., la Maremma ha svolto un ruolo di primo piano.

Molti santi sono vissuti e morti in queste zone, alcuni vi sono nati per poi trasferirsi altrove (come San Bernardino, San Gregorio VII, Santa Lucia Filippini), altri vi hanno predicato (San Bernardo Janni, San Paolo della Croce). Le chiese e i monasteri maremmani custodiscono le reliquie di santi come San Cristino, Santa Felicissima, le sante Flora e Lucilla, Santa Lorica, ancora oggi oggetto di culto. Ci sono poi santi che, pur appartenenti a località più o meno remote, sono molto celebrati in questa regione, come San Giorgio e San Rocco.

La Letteratura sulla Santità Maremmana

La ricchezza spirituale della Maremma è stata oggetto di diverse pubblicazioni, volte a divulgare la conoscenza di questi personaggi.

"La santità nella Maremma grossetana. Un’agile guida per conoscere di più uomini e donne di Dio"

Il libro “La santità nella Maremma grossetana. Un’agile guida per conoscere di più uomini e donne di Dio” è stato presentato venerdì 10 marzo, alle 16.30, nella sala Friuli (piazza San Francesco) a Grosseto. Per ogni santo, beato, venerabile, il testo offre una scheda con i tratti agiografici, preghiere e canti della tradizione, ma anche giochi, quiz e le holy card da colorare. Le attività ludiche e i quiz, le letture per le lectio divine e i suggerimenti per animare una liturgia, lo rendono adatto e fruibile dagli esperti del settore parrocchiale giovanile e liturgico.

"La santità nella Maremma grossetana. Santi, beati, venerabili ed eremiti"

È in uscita la ristampa del volume “La santità nella Maremma grossetana. Santi, beati, venerabili ed eremiti”, edito dalla Effigi e nato dalla collaborazione tra il parroco don Josè De La Torre e la giornalista e scrittrice Tìndara Rasi. Si tratta di una seconda edizione, ampliata, riveduta e corretta, resasi necessaria dopo il successo di stampa della prima edizione nel 2016. Frutto di lezioni universitarie teologiche, il volume mira a far conoscere figure pressoché sconosciute che hanno esercitato le loro "virtù eroiche" in questi territori. Il testo interpella ogni credente lettore, suggerendo che la santità è un percorso "possibile" anche per la gente comune, nell’ordinarietà della propria vita terrena.

Grosseto, Maremma Toscana Sud

"Benedetta Maremma. Storia dei santi della bassa Toscana" di Marco Faraò

Marco Faraò, nato a Roma nel 1976 e studioso di storia del cristianesimo, ha lavorato a lungo per la diocesi di Massa Marittima-Piombino. Colpito dalla sacralità dei luoghi visitati in quel periodo, ha iniziato una scrupolosa ricerca che è sfociata in una "agiografia moderna" di venticinque santi. Il suo saggio, intitolato “Benedetta Maremma. Storia dei santi della bassa Toscana” (Sarnus, pp. 256), racconta le vite di questi santi privilegiando le notizie storiche rispetto agli elementi leggendari. I protagonisti del libro sono tutti in qualche modo legati al territorio maremmano e in generale alla bassa Toscana. In appendice si trova anche la storia dell'abbazia di San Rabano presso Alberese e la figura di san Francesco, importante per la diffusione della fede e della carità cristiana in tutta la Toscana.

Le Celebrazioni dei Santi e dei Defunti a Grosseto

Il 1° e il 2 novembre sono giorni di celebrazione in città, offrendo l'opportunità di riflettere sul significato dell'esistenza terrena e sul suo valore per l'eternità. Questi giorni di riflessione e preghiera costituiscono un invito ad imitare i Santi, rimasti fedeli al progetto divino per tutta la vita.

La comunione della Chiesa comprende non solo i fratelli e le sorelle in questo mondo, ma anche i cari defunti. Il 1° novembre il vescovo presiede la Messa al cimitero alle 16, mentre il 2 novembre presiede le messe alle 9, alle 10 e alle 15.30. Il 2 novembre il vescovo è a Sterpeto per presiedere, alle 9.15, la messa in suffragio dei defunti e dei caduti, alla presenza delle autorità civili e militari del territorio.

Origini della Festa di Tutti i Santi

Quella dei santi è una festa antichissima nell’Europa latina, che iniziò a celebrarla già a partire dall’ottavo secolo dopo Cristo. Poi si diffuse a Roma come unica festa per tutti i santi, ossia per la Chiesa gloriosa, intimamente unita alla Chiesa ancora pellegrinante e sofferente sulla terra. Nella chiesa latina il rito viene fatto risalire all’abate benedettino sant’Odilone di Cluny nel 998: con la riforma cluniacense si stabilì che le campane dell’abbazia fossero fatte suonare con rintocchi funebri dopo i vespri del 1º novembre per celebrare i defunti, e il giorno dopo l’eucaristia sarebbe stata offerta pro-requie omnium defunctorum.

Illustrazione storica di Sant'Odilone di Cluny

tags: #santita #nella #maremma #grossetana