Le Indulgenze e il Perdono nella Chiesa Cattolica

Le indulgenze non sono un facile espediente per evitare la necessaria penitenza dei peccati, ma piuttosto un conforto che i singoli fedeli, umilmente consci della loro debolezza, trovano nel corpo mistico di Cristo. Questo corpo coopera alla loro conversione con la carità, l'esempio e la preghiera. La riconciliazione con Dio, pur essendo dono della sua misericordia, implica un processo in cui l'uomo è coinvolto nel suo impegno personale e la Chiesa nel suo compito sacramentale.

Che cos'è l'Indulgenza?

L'indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi per quanto riguarda la colpa (per i quali, cioè, si è già ottenuta l'assoluzione confessandosi). Essa è una remissione che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa. La Chiesa, come ministro della Redenzione, con la sua autorità, dispensa e applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei santi.

Ogni peccato ha una duplice conseguenza: genera una colpa e comporta una pena. La colpa è rimessa dall'assoluzione sacramentale nella Confessione (attraverso la quale Dio cancella l'offesa ricevuta), mentre la pena permane anche oltre l'assoluzione, perché occorre riparare il danno provocato dal peccato. La pena può essere riparata sulla terra con preghiere, penitenze e opere di carità e di pietà volontarie, oppure in Purgatorio.

L'indulgenza è parziale o plenaria, secondo che libera in parte o in tutto dalla pena temporale dovuta per i peccati. Ogni fedele può lucrare le indulgenze per se stesso o applicarle ai defunti, a modo di suffragio, in modo tale che siano sgravati dalle pene temporali dovute per i loro peccati.

infografica sulle conseguenze del peccato e il ruolo dell'indulgenza

Fondamenti Teologici dell'Indulgenza

Per comprendere questa dottrina e pratica della Chiesa, bisogna tener presente che il peccato grave priva della comunione con Dio e rende incapaci di conseguire la vita eterna, la cui privazione è chiamata "pena eterna" del peccato. D'altra parte, ogni peccato, anche veniale, provoca un attaccamento malsano alle creature, che ha bisogno di purificazione, sia quaggiù che dopo la morte, nello stato chiamato Purgatorio. Tale purificazione libera dalla cosiddetta "pena temporale" del peccato. Queste due pene non devono essere concepite come una specie di vendetta che Dio infligge dall'esterno, bensì come derivanti dalla natura stessa del peccato.

Una conversione che procede da una fervente carità può arrivare alla totale purificazione del peccatore, così che non sussista più alcuna pena. Il perdono del peccato e la restaurazione della comunione con Dio comportano la remissione delle pene eterne del peccato, ma possono rimanere le pene temporali.

La Comunione dei Santi e il Tesoro della Chiesa

Il cristiano che si sforza di purificarsi del suo peccato e di santificarsi con l'aiuto della grazia di Dio non si trova solo. La vita dei singoli figli di Dio in Cristo e per mezzo di Cristo viene congiunta con legame meraviglioso alla vita di tutti gli altri fratelli cristiani nella soprannaturale unità del Corpo mistico di Cristo, fin quasi a formare una sola mistica persona. Nella comunione dei santi esiste un vincolo perenne di carità e un abbondante scambio di tutti i beni tra i fedeli che hanno già raggiunto la patria celeste, che stanno espiando le loro colpe nel Purgatorio, o che ancora sono pellegrini sulla terra. In questo ammirabile scambio, la santità dell'uno giova agli altri, ben al di là del danno che il peccato dell'uno ha potuto causare agli altri.

Questi beni spirituali della comunione dei santi sono anche chiamati il tesoro della Chiesa, che non si deve considerare come la somma di beni materiali, accumulati nel corso dei secoli, ma come l'infinito ed inesauribile valore che le espiazioni e i meriti di Cristo hanno presso il Padre e sono offerti perché tutta l'umanità fosse liberata dal peccato e pervenisse alla comunione con il Padre. È lo stesso Cristo Redentore, in cui sono e vivono le soddisfazioni e i meriti della sua redenzione.

A questo tesoro appartiene inoltre il valore veramente immenso, incommensurabile e sempre nuovo che presso Dio hanno le preghiere e le buone opere della Beata Vergine Maria e di tutti i santi. Essi, seguendo le orme di Cristo Signore per grazia sua, hanno santificato la loro vita e condotto a compimento la missione affidata loro dal Padre; in tal modo, realizzando la loro salvezza, hanno anche cooperato alla salvezza dei propri fratelli nell'unità del Corpo mistico.

L'indulgenza si ottiene mediante la Chiesa che, in virtù del potere di legare e di sciogliere accordatole da Gesù Cristo, interviene a favore di un cristiano e gli dischiude il tesoro dei meriti di Cristo e dei santi perché ottenga dal Padre delle misericordie la remissione delle pene temporali dovute per i suoi peccati. Così la Chiesa non vuole soltanto venire in aiuto a questo cristiano, ma anche spingerlo a compiere opere di pietà, di penitenza e di carità.

Il "Perdon d'Assisi" e altre Indulgenze Plenarie

“Voglio mandare tutti in Paradiso!”: Ecco il Perdono di Assisi

Quello che ha reso nota in tutto il mondo la Porziuncola è soprattutto il singolarissimo privilegio dell'Indulgenza, che va sotto il nome di "Perdon d'Assisi", e che da oltre sette secoli converge verso di essa orde di pellegrini. L'aspetto religioso più importante del "Perdon d'Assisi" è la grande utilità spirituale per i fedeli, stimolati, per goderne i benefici, alla confessione e alla comunione eucaristica.

Le fonti narrano che una notte dell'anno del Signore 1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce. Francesco vide sopra l'altare il Cristo rivestito di luce e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Essi chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco fu immediata: "Ti prego che tutti coloro che, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, ottengano ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe".

Il Signore gli disse: "Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai." Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: "Per quanti anni vuoi questa indulgenza?". Francesco scattando rispose: "Padre Santo, non domando anni, ma anime". E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo chiamò: "Come, non vuoi nessun documento?". E Francesco: "Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l'opera sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni".

Condizioni per Lucrare l'Indulgenza Plenaria

L'indulgenza plenaria si può ottenere solo una volta al giorno. Affinché l'indulgenza plenaria sia lucrata, sono necessarie le seguenti condizioni:

  • Confessione sacramentale: Le tre condizioni possono essere adempiute parecchi giorni prima o dopo di aver compiuto l'opera prescritta. Con una sola confessione sacramentale si possono acquistare più indulgenze plenarie.
  • Comunione eucaristica: È conveniente che la Comunione sia fatta nello stesso giorno in cui si compie l'opera. Con una sola Comunione Eucaristica si può lucrare una sola indulgenza plenaria.
  • Preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice: È conveniente che la preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice sia fatta nello stesso giorno in cui si compie l'opera. Si adempie pienamente la condizione recitando un Padre Nostro e un'Ave Maria, ma è lasciata libertà ai fedeli di recitare qualsiasi altra preghiera secondo la pietà e la devozione di ciascuno verso il Romano Pontefice. Con una sola preghiera secondo le intenzioni del Sommo pontefice si può lucrare una sola indulgenza plenaria.
  • Distacco da ogni peccato: inclusi quelli veniali. Questo è una condizione indispensabile e previa per ogni indulgenza, richiede uno spirito penitente, non arrogante, di chi non pretende ed esige ma domanda umilmente.

L'opera indulgenziata è stabilita dalla Chiesa e va compiuta nel tempo e nel modo richiesto; può essere una visita ad una chiesa con relativa preghiera da fare (Pater e Credo), come nel caso del Perdono d'Assisi, o è legata ad una determinata preghiera (es. Veni Creator, Eccomi o mio amato e buon Gesù), o ad un'opera (es. Esercizi Spirituali).

Periodi e Opere Specifice per Lucrare Indulgenze

Alcune indulgenze plenarie hanno date e condizioni specifiche:

  • Perdon d'Assisi: Mercoledì 1 agosto (dal pomeriggio) sino a Giovedì 2 agosto è possibile ottenere l’indulgenza plenaria del “Perdon d’Assisi”. Dalle ore 12 di venerdì 1° agosto alle ore 24 di sabato 2 sarà possibile lucrare l’Indulgenza della Porziuncola. Le condizioni richieste sono: Confessione, Comunione, Preghiera per il Papa, Distacco dal peccato anche veniale.
  • Per i Defunti (1-8 Novembre): Dall'1 all'8 novembre è possibile, una volta al giorno, per tutti gli otto giorni, lucrare l'indulgenza plenaria per un'anima del Purgatorio visitando devotamente il cimitero e pregando per il defunto. Inoltre, bisogna rifuggire ogni peccato, anche veniale, e compiere le consuete tre condizioni (Confessione sacramentale, Comunione eucaristica, Preghiera secondo le intenzioni del Papa). In tali 8 giorni (il cosiddetto ottavario dei defunti) si possono guadagnare, in totale, ben 8 indulgenze plenarie. Dal mezzogiorno dell’1 novembre fino a tutto il 2 novembre, l’indulgenza plenaria per i defunti si può anche lucrare visitando con fede una chiesa o un oratorio e recitando un Padre Nostro e un Credo.
  • Solennità del Sacro Cuore di Gesù: Con l'Atto di riparazione al Sacro Cuore di Gesù (Gesù dolcissimo, il cui immenso amore…) recitato pubblicamente in questa solennità.
  • Solennità di Cristo Re: Con l'atto di Consacrazione del Genere umano a Cristo Re (O Gesù dolcissimo, o Redentore del genere umano..) fatto pubblicamente.
  • Venerdì Santo: Nella solenne azione liturgica, quando il fedele partecipa devotamente all'adorazione della Croce e la bacia.
  • Veglia Pasquale: Con la rinnovazione delle Promesse Battesimali, fatta con qualsiasi formula.
  • Prima Comunione: Si concede l'indulgenza plenaria ai fedeli che si accostano per la prima volta alla Santissima Eucaristia.
  • Anniversario del proprio Battesimo: Rinnovando le promesse battesimali con qualsiasi formula.
  • Prima Messa dei Sacerdoti: Per il Sacerdote Celebrante e per i fedeli che devotamente assistono alla medesima Messa.
  • Esercizi Spirituali: Si concede l'indulgenza plenaria al fedele che partecipa agli Esercizi Spirituali almeno per tre giorni interi.
  • Benedizione Papale "Urbi et Orbi": Si concede l'indulgenza plenaria al fedele che piamente e devotamente riceve, sia pure via radio e televisione, la Benedizione impartita dal Sommo Pontefice "urbi et orbi" (alla città e al mondo).
  • In punto di morte: Questa stessa indulgenza plenaria in punto di morte può essere lucrata dal fedele che nello stesso giorno abbia già acquistato un'altra indulgenza plenaria.
  • Adorazione del Santissimo Sacramento: Almeno per mezz'ora.
  • Recita del Santo Rosario: In chiesa, in oratorio, in famiglia, in comunità religiosa o in pia associazione.
  • Lettura della Sacra Bibbia: Almeno per mezz'ora.

Indulgenze Speciali per il Giubileo del 2025

mappa dei luoghi giubilari a Roma e nel mondo

Il Giubileo del 2025 offre molti modi con i quali tornare in quella Grazia che il Battesimo ha donato e che il peccato ha offuscato, perché torni ad essere operante la Redenzione del Signore Gesù. A rimedio del peccato è posta la carità, la penitenza e la confessione. Quest'ultima è l'unico mezzo col quale il fedele è certo di essere stato perdonato dopo aver commesso il peccato mortale. Nonostante il perdono, resta da riparare al male fatto. Questa espiazione, che ha un limite, è chiamata pena temporale e può essere condonata dalla Chiesa a particolari condizioni con l'azione che porta il nome di indulgenza.

Condizione indispensabile e previa per ogni indulgenza è lo spirito penitente, non arrogante, di chi non pretende ed esige ma domanda umilmente. Il condono richiesto, poi, non esime dal compiere quanto è nelle nostre possibilità per rimediare al male fatto, ma piuttosto porta a perfezione quello che da soli non si sarebbe mai in grado di completare.

Nel contesto del Giubileo Ordinario del 2025, il dono dell'Indulgenza "permette di scoprire quanto sia illimitata la misericordia di Dio. Non è un caso che nell’antichità il termine «misericordia» fosse interscambiabile con quello di «indulgenza», proprio perché esso intende esprimere la pienezza del perdono di Dio che non conosce confini".

Modi per Ottenere l'Indulgenza Giubilare

  1. Pellegrinaggi: Possono essere svolti da soli o assieme ad altri fedeli.
    • Verso Roma, accedendo a una delle quattro Basiliche Papali Maggiori (S. Pietro in Vaticano, S. Giovanni in Laterano, S. Maria Maggiore, S. Paolo fuori le mura) dove ci sono le uniche Porte Sante.
    • Andando in Terra Santa e visitando il Santo Sepolcro in Gerusalemme o la Natività in Betlemme o l’Annunciazione in Nazareth.
    • Verso la chiesa Cattedrale o uno dei cinque santuari mariani diocesani stabiliti. Se non si va a Roma o in Terra Santa, è necessario che giunti nel luogo giubilare si partecipi devotamente a una celebrazione comunitaria.
  2. Visite ai luoghi sacri del giubileo: Senza la forma del pellegrinaggio. Giunti in quei luoghi, è chiesto di intrattenersi col Signore o nell’adorazione eucaristica (possibile anche senza l’Esposizione solenne, rimanendo davanti al tabernacolo) o nella meditazione, per un tempo congruo che ognuno decide, concludendo con il Padre Nostro, il Credo e un’invocazione mariana, come l’Ave Maria.
  3. Opere di misericordia e di penitenza: L’indulgenza è accessibile anche col devoto compimento di opere di misericordia corporali (dare da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti) o spirituali (consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti). Oltre a queste, è possibile la visita per un congruo tempo ai fratelli che si trovino in necessità o difficoltà (come infermi, carcerati, anziani soli) quasi compiendo un pellegrinaggio verso Cristo presente in loro.
  4. Venerdì penitenziali: Un’ultima opera indulgenziata riguarda il venerdì, da sempre giorno penitenziale per i cristiani perché richiama il giorno del tradimento, passione e morte del Signore. Ciò che fa accedere all’indulgenza è lo spirito con cui vivere i venerdì dell’anno, ovvero di sacrificio, in unione ai patimenti di Cristo.

I fedeli che non potranno partecipare alle solenni celebrazioni, ai pellegrinaggi e alle pie visite per gravi motivi (come anzitutto tutte le monache e i monaci di clausura, gli anziani, gli infermi, i reclusi, come pure coloro che, in ospedale o in altri luoghi di cura, prestano servizio continuativo ai malati), conseguiranno l’Indulgenza giubilare, alle medesime condizioni se, uniti in spirito ai fedeli in presenza, particolarmente nei momenti in cui le parole del Sommo Pontefice o dei Vescovi diocesani verranno trasmesse attraverso i mezzi di comunicazione, reciteranno nella propria casa o là dove l’impedimento li trattiene, ad esempio, il Padre Nostro e il Credo.

Tempi delle Indulgenze Giubilari

  • L'indulgenza per le opere di misericordia e per San Pietro è accessibile dall’inizio del giubileo alla sua conclusione, ovvero dalla Vigilia di Natale 2024 al 6 gennaio 2026.
  • Circa i pellegrinaggi e le visite negli altri luoghi del mondo, compresi quelli diocesani, dal 29 dicembre 2024 al 28 dicembre 2025.

La grazia giubilare (indulgenza) è un "di più" di misericordia, una sovrabbondanza, che dopo il perdono sacramentale (Confessione), aiuta e sostiene ulteriormente ogni fedele a crescere nel bene e a vivere il Vangelo.

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