La speranza è una delle virtù teologali, un concetto centrale che Papa Francesco ha voluto porre al centro dell’Anno Giubilare 2025, esortando tutti a diventare pellegrini di speranza. In questo cammino, i santi rappresentano guide preziose, offrendo parole di incoraggiamento e tracciando nelle loro vite le vie da percorrere.
Il libro, a cui questo testo fa riferimento, individua alcune direzioni fondamentali per questo pellegrinaggio spirituale: la preghiera, uno sguardo misericordioso verso il prossimo, l’apertura alla fraternità universale e l’invito paolino a essere gioiosi nella speranza. Per ciascuna di queste vie, vengono presentati modelli significativi: il venerabile cardinale Van Thuan, santa Teresa di Lisieux, san Charles de Foucauld, il beato Pier Giorgio Frassati, e i santi Carlo Acutis, Tommaso Moro, Vincenzo de Paoli e Filippo Neri. Questi sono solo alcuni esempi, poiché l’elenco di figure sante potrebbe essere ampliato enormemente.
La Santità come Irruzione della Grazia Divina
La santità viene descritta come l’irruzione della grazia di Dio nell’uomo, che permette a Cristo di formarsi in noi. Questa presenza di Cristo nel cristiano può essere definita come interiorità cristiana. Ciò che rende possibile per un uomo o una donna assumere la “forma” di Cristo è il mistero dell’incarnazione. Come affermava Ireneo di Lione, «Il Verbo di Dio Gesù Cristo Signor nostro per il suo sovrabbondante amore si è fatto ciò che siamo noi, per fare di noi ciò che è Egli stesso».
La speranza cristiana si fonda sullo stesso principio. Il mistero dell’incarnazione è la base della speranza cristiana, poiché garantisce al credente la certezza dell’amicizia, della vicinanza e dell’amore di Dio. Attraverso suo Figlio, Dio ha aperto la via all’incontro con Lui, alla salvezza e alla vita eterna, poiché Cristo Gesù è egli stesso questa Via. La speranza cristiana, in relazione alla vocazione alla santità dell’essere umano, indica una meta e un orientamento, confermando che la speranza è reale e non illusoria. Come afferma Semeraro, la santità realizzata nella Chiesa dimostra che «la speranza è sempre una speranza possibile».

I Santi: Testimoni e Compagni di Speranza
Se il Giubileo 2025 è incentrato sul pellegrinaggio di speranza, i santi offrono parole di incoraggiamento e mostrano con le loro vite le direzioni di questo cammino. Essi sono, a tutti gli effetti, testimoni e compagni di speranza. Semeraro, nel suo lavoro, elenca diverse vie, supportando il tema con esempi concreti tratti dalle biografie e dai testi di varie figure sante.
La Preghiera come Fonte di Speranza
La santità fiorisce nella preghiera. Gesù stesso pregava, e pregare è intrinsecamente sperare. Nella preghiera si attiva un dinamismo tale per cui sperare porta a pregare, e la preghiera a sua volta suscita e accresce la speranza. La tradizione teologica riconosce un passaggio dalla fede alla speranza, e da questa alla carità. L'epéktasis (continua ascesi o tensione) di san Gregorio di Nissa suggerisce un passaggio permanente di speranza in speranza.
Un modello esemplare di come la speranza fiorisce nella preghiera è offerto dal venerabile cardinale Van Thuan.
La Speranza per gli Altri: L'Esempio di Teresa di Lisieux
La speranza cristiana è intrinsecamente speranza per gli altri, come evidenziato dal titolo italiano del libro di H. Urs von Balthasar, "Sperare per tutti". Il fondamento di questa speranza risiede nella misericordia manifestata da Gesù nella sua predicazione e nella sua azione. Santa Teresa di Lisieux è un modello di pellegrina di speranza, dimostrando che il cuore di Dio è aperto anche ai poveri e ai deboli. La sua vita insegna che anche l'esistenza più comune, apparentemente quotidiana, può essere permeata dalla presenza divina e dall'amore dei santi.
Come annota Semeraro, «Non è la santità che fa l’amore, è l’amore che fa la santità. Bisogna cominciare dall’amore…». Teresa è stata pellegrina di speranza fin da bambina, animata dal desiderio, un termine la cui antica etimologia rimanda all'osservazione delle stelle (de-sidera). Applicando a sé le parole di Gesù: "I vostri nomi sono scritti nei cieli" (Lc 10,20), Teresa trovava in esse la radice della gioia e della fiducia cristiana, interpretandole come un segno dell'amore di Dio per lei. Tuttavia, scriveva anche: «Non posso essere felice di godere, non posso riposarmi finché ci saranno anime da salvare». Teresa nutriva una speranza universale, esclamando: «Mi riposerò, potrò godere, perché il numero degli eletti sarà completo e tutti saranno entrati nella gioia e nel riposo. A questo pensiero il mio cuore esulta».

Charles de Foucauld e la Fraternità Universale
Dopo la sua conversione, Charles de Foucauld si considerò sempre un pellegrino in cammino verso la beatitudine eterna. La sua figura offre una grande forza testimoniale, incarnando un ideale di fraternità e amicizia sociale che affonda le radici nella storia, ispirando anche Francesco d’Assisi. Semeraro sottolinea come questo sia «un ideale a lungo sognato, un ideale che comporta un cammino di trasformazione anche in noi, fino a farci sentire, come questi santi, fratelli e amici di tutti».
La Gioia nella Speranza: San Paolo e i Giovani
Per san Paolo, la speranza è fonte di gioia. Il tema "lieti nella speranza" (Rm 12,12) è stato scelto da Papa Francesco per la 38ª Giornata Mondiale della Gioventù. La speranza permette di discernere, nelle difficoltà e nelle ansietà della vita, un più grande disegno di salvezza. Nell'esortazione apostolica Gaudete et exsultate, Papa Francesco indica nel Vangelo delle Beatitudini la carta d'identità del cristiano.
L'esortazione apostolica Christus vivit (25 marzo 2019) inizia con queste parole: «Cristo vive. Egli è la nostra speranza e la più bella giovinezza di questo mondo. Tutto ciò che lui tocca diventa giovane, diventa nuovo, si riempie di vita. Perciò, le prime parole che voglio rivolgere a ciascun giovane cristiano sono: Lui vive e ti vuole vivo» (n. 1).
Semeraro illustra, a questo proposito, le biografie e alcuni pensieri del beato Pier Giorgio Frassati e di san Carlo Acutis.
La Speranza Cristiana: Virtù Teologale e Dono Divino
Il Catechismo della Chiesa Cattolica definisce la speranza cristiana come tensione, cammino e desiderio: è «la virtù teologale per la quale desideriamo il regno dei cieli e la vita eterna come nostra felicità, riponendo la nostra fiducia nelle promesse di Cristo e appoggiandoci non sulle nostre forze, ma sull’aiuto della grazia dello Spirito Santo» (n. 1817).
Papa Benedetto XVI, nell'enciclica Spe salvi, descrive la vita come un viaggio sul mare della storia, spesso oscuro e burrascoso. In questo viaggio, le persone che hanno vissuto rettamente sono le nostre vere stelle, luci di speranza. Gesù Cristo è la luce per antonomasia, il sole sorto sopra tutte le tenebre della storia. Tuttavia, per giungere a Lui, abbiamo bisogno anche di luci vicine, persone che offrono orientamento attingendo dalla Sua luce.

La Chiesa: Segno di Speranza nel Mondo Contemporaneo
Nel contesto attuale, caratterizzato da un profondo smarrimento collettivo e da un diffuso senso d'impotenza di fronte alle sofferenze globali - dalle macerie della guerra alle crisi umanitarie dimenticate, dall'esodo di milioni di migranti alle persistenti emergenze ambientali - la Chiesa è chiamata a rinnovare la sua vocazione più profonda: essere segno di speranza e testimone dell'amore di Dio. La Giornata Missionaria Mondiale, con il tema "Missionari di Speranza tra le genti", si allinea perfettamente con questo richiamo giubilare, proponendo non uno slogan, ma un vero e proprio programma di vita e una conversione del cuore e della mente.
Si tratta di un'occasione per rinnovare il Mandatum Novum affidato agli apostoli, riaccendendo in ogni fedele la coscienza della vocazione missionaria propria di tutta la Chiesa e di ogni battezzato. Papa Francesco ha più volte sottolineato: "Tutta la Chiesa è missionaria!". Come affermato nell'Evangelii Gaudium: "Fedele al modello del Maestro, è vitale che oggi la Chiesa esca ad annunciare il Vangelo a tutti, in tutti i luoghi, in tutti i luoghi, in tutte le occasioni, senza indugio, senza repulsioni e senza paura. La gioia del Vangelo è per tutto il popolo, non può escludere nessuno" (EG 23).
La Missio ad gentes non è dunque un compito riservato a pochi, ma la forma stessa della vita cristiana: ogni battezzato è inviato, ogni comunità è chiamata ad aprirsi, ogni gesto di bene è seme del Vangelo. Papa Leone XIV, nella sua recente Esortazione apostolica Dilexi te, ha rilanciato questa visione ponendo al centro l'amore di Cristo per i poveri e la necessità di una missione che nasca dalla compassione. L'amore di Cristo per noi è la fonte della forza e della credibilità della Chiesa. La missione, pertanto, non può essere disgiunta dall'amore concreto, dalla cura e dalla condivisione della sorte dei più fragili. In Dilexi te, Papa Prevost ricorda che il volto di Cristo si riconosce in quello dei poveri, dei migranti, dei malati, dei dimenticati, e che l'annuncio del Vangelo passa attraverso la costruzione di fraternità reale, giustizia e pace.
Essere missionari di speranza significa, dunque, seminare il Vangelo nei solchi della storia non con parole effimere, ma con la vita, credendo che ogni gesto di misericordia possa cambiare il mondo. Dilexi te ci invita a tornare al cuore pulsante della fede: amati per amare, inviati per servire, portatori di speranza per ogni popolo. La missione continua, e nel suo respiro si rinnova la gioia di essere Chiesa: un popolo in cammino che, anche tra le tenebre, non smette di credere nel trionfo della luce sulle tenebre.
XXXIV Giornata dei Missionari Martiri 2026
Il Servizio come Stile di Vita Cristiano
Gesù, attraverso le sue domande ai discepoli, li aiuta a discernere i veri desideri del loro cuore, smascherando le loro attese di gloria e di potere. Egli non è il Messia che essi immaginano, ma il Dio dell'amore che si abbassa per raggiungere chi è in basso, che si fa debole per rialzare i deboli, che opera per la pace e non per la guerra, venuto per servire e non per essere servito. Il calice che il Signore berrà è l'offerta della sua vita, donata per amore fino alla morte di croce. Invece di posti di potere, alla sua destra e sinistra staranno due ladroni, inchiodati con Lui nel dolore.
Il Signore ci insegna che vincere non significa dominare, ma servire per amore. Come ricorda la Lettera agli Ebrei: "Non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi" (Eb 4,15).
Gesù aiuta i discepoli a convertirsi, a cambiare mentalità, spiegando che i governanti delle nazioni dominano su di esse, ma tra coloro che seguono Lui non deve essere così. Chi segue Cristo, se vuole essere grande, deve servire, imparando da Lui. Gesù svela i pensieri e i desideri del nostro cuore, aiutandoci a pensare non secondo i criteri del mondo, ma secondo lo stile di Dio: vicinanza, compassione e tenerezza.
Il servizio è lo stile di vita cristiano, non un elenco di compiti da svolgere. Nasce dall'amore, che non conosce confini né calcoli. Quando impariamo a servire, ogni gesto di attenzione, cura, tenerezza e misericordia diventa un riflesso dell'amore di Dio. In questo modo, continuiamo l'opera di Gesù nel mondo.
Don Giovanni Merlini: Un Modello di Speranza Concreta
La testimonianza di persone come Don Giovanni Merlini è preziosa perché dimostra con la loro vita che il Vangelo è possibile. Egli è un esempio di speranza cristiana, che non è ottimismo superficiale, ma la capacità di rimanere speranza anche in mezzo alle tempeste, quando tutto l'ottimismo umano finisce. La speranza cristiana è un dono, una virtù teologale come la fede e la carità, già ricevuto nel giorno del battesimo.
Sperare in termini cristiani significa avere la certezza interiore che ogni evento e circostanza della nostra vita, per quanto difficile, è pieno di significato e concorre al nostro bene, come afferma San Paolo: "Tutto concorre al bene per coloro che amano Dio" (Rm 8,28). Cristo ci dona questa speranza, ma chiede la nostra adesione, il vivere di conseguenza.
Radicalizzare le Scelte e la "Vocazione nella Vocazione"
Don Giovanni Merlini ci insegna che non basta fare delle scelte, ma è necessario che queste diventino "radicali", che vengano prese tremendamente sul serio. La sua vita, pur non segnata da una grande conversione improvvisa, evidenzia l'importanza di approfondire e radicalizzare le scelte già fatte. La spiritualità del Preziosissimo Sangue, a cui era legato, si occupa non solo delle grandi conversioni, ma anche di ridare luce a ciò che già esiste, portando a vivere pienamente la propria vocazione: essere "prete prete", "sposi sposi", fare un mestiere "bene bene". L'innamorarsi in maniera nuova di ciò che già c'è è la misura della santità.
L'Arte dell'Ascolto, del Discernimento e del Consiglio
Don Giovanni Merlini dedicò molta parte della sua vita all'ascolto, al discernimento e al consiglio, crescendo santi come Santa Maria De Mattias. La sua figura ci ricorda l'importanza di trovare qualcuno che ci aiuti nel nostro cammino spirituale. L'accompagnamento spirituale non consiste nel possedere la vita degli altri, ma nell'ascoltare e discernere insieme la volontà di Dio, senza protagonismo. Il discernimento è un'arte fondamentale per distinguere ciò che è vero da ciò che non lo è, ciò che viene da Dio e ciò che viene dal male.
Don Giovanni Merlini ha rimesso al centro dell'esperienza ecclesiale il tema dell'accompagnamento e del discernimento, partendo da un verbo spesso in crisi: "ascoltare".
Concretezza e Spiritualità
Nonostante la sua profonda interiorità, Don Giovanni Merlini dimostrò una tremenda concretezza: progettò e costruì chiese, mostrando grande manualità e un senso dell'ordine, del metodo e della misura. Le persone autenticamente spirituali sono tremendamente concrete, capaci di incontrare la realtà e di prendersene cura. La vita monastica, con il suo "Ora et labora", ne è un esempio. Solo quando si è concreti, si è pienamente cristiani, seguendo la volontà del Padre.
Don Giovanni Merlini, con la sua capacità di esercitare il suo ruolo con ordine, metodo e misura, potrebbe essere considerato il protettore di tutti coloro che hanno responsabilità.
Affidabilità e Prudenza
In un mondo che fatica ad avere adulti affidabili, Don Giovanni Merlini rappresenta un esempio di affidabilità, fondata sulla virtù cardinale della prudenza. La prudenza implica la consapevolezza che le nostre reazioni e scelte hanno conseguenze sugli altri. Vivere con prudenza significa essere testimoni per gli altri, superare l'individualismo e pensare al "noi", essendo disposti al sacrificio per il bene comune.
La sua prudenza lo rese un uomo ricercato per consigli, anche dai papi.
La Preoccupazione Missionaria
Durante i suoi 25 anni come guida dei Missionari del Preziosissimo Sangue, Don Giovanni Merlini aprì case anche fuori dall'Italia, dimostrando una costante preoccupazione per gli altri e per l'espansione missionaria della Chiesa. La Chiesa muore quando smette di essere missionaria. L'apertura alla vita, sia essa biologica o missionaria, è fondamentale. Don Giovanni Merlini ha "generato" spiritualmente, incarnando un desiderio missionario generativo.
Guardare a Don Giovanni Merlini significa avere la responsabilità di riscoprire la speranza, vedendo come un uomo ha reso la sua vita una testimonianza di speranza.

La Speranza come Dono per le Nuove Chiese
La Giornata Missionaria Mondiale, in linea con le celebrazioni giubilari, ha come tema centrale la speranza. Il motto "Missionari di speranza tra le genti" richiama la vocazione fondamentale dei cristiani e della Chiesa a essere messaggeri e costruttori di speranza, sulle orme di Cristo. Questo impegno richiede una nuova stagione di evangelizzazione, animata da uno zelo santo per portare speranza in un mondo oscurato da ombre.
Cristo, centro della storia, è la sorgente della nostra speranza. Egli continua il suo ministero di speranza attraverso i suoi discepoli, inviati a tutti i popoli. La Chiesa, comunità dei discepoli-missionari, prolunga questa missione offrendo la vita per tutti. Nonostante le persecuzioni, le tribolazioni e le debolezze dei suoi membri, la Chiesa è spinta dall'amore di Cristo a procedere unita a Lui.
I cristiani sono chiamati a trasmettere la Buona Notizia condividendo le condizioni di vita di coloro che incontrano, diventando così portatori e costruttori di speranza. Questo stile di vita, che supera le realtà mondane per aprirsi a quelle divine, è fondamentale in un mondo che mostra sintomi di crisi dell'umano: smarrimento, solitudine, abbandono degli anziani e una crescente mancanza di prossimità.
L'efficientismo e l'attaccamento alle cose portano all'individualismo e all'incapacità di altruismo. È quindi essenziale compiere azioni di carità, con particolare attenzione ai più poveri, deboli, malati, anziani ed esclusi, adottando lo stile di Dio: vicinanza, compassione e tenerezza. Spesso sono proprio coloro che vivono situazioni di disagio a insegnarci a vivere con speranza.
Attingendo alla fonte dell'amore del Cuore di Cristo, possiamo offrire la speranza ricevuta da Dio e portare agli altri la stessa consolazione con cui siamo consolati. Il rinnovamento della spiritualità pasquale ci rende "gente di primavera", con uno sguardo sempre pieno di speranza, perché in Cristo crediamo che la morte e l'odio non sono le parole finali sull'esistenza umana.
I missionari di speranza sono uomini e donne di preghiera. Come sottolineava il Venerabile Cardinale Van Thuan, la speranza si mantiene viva grazie alla preghiera perseverante e all'Eucaristia. La preghiera, in particolare con i Salmi, ci educa a sperare nelle avversità, a discernere i segni di speranza e ad avere il desiderio missionario che Dio sia lodato da tutti i popoli.
L'evangelizzazione è un processo comunitario. La speranza cristiana richiede comunione di preghiera e di azione. La sinodalità missionaria della Chiesa e il servizio delle Pontificie Opere Missionarie promuovono la responsabilità missionaria dei battezzati e sostengono le nuove Chiese particolari. Tutti siamo chiamati a partecipare attivamente alla missione evangelizzatrice con la testimonianza della vita, la preghiera, i sacrifici e la generosità.
Affidiamoci a Maria, Madre di Gesù Cristo nostra speranza, affinché la luce della speranza cristiana raggiunga ogni persona, come messaggio dell'amore di Dio rivolto a tutti.
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