La Chiesa Cattolica celebra ogni anno il 20 febbraio la memoria liturgica dei fratelli San Francesco Marto e Santa Giacinta Marto, due dei piccoli pastorelli veggenti di Fatima. Questa data commemora in particolare il "dies natalis" di Santa Giacinta, cioè il giorno della sua nascita al Cielo, pur essendo il 20 febbraio la memoria comune fissata per entrambi i santi.
La Memoria Liturgica: Il 20 Febbraio
La Chiesa ha fissato al 20 febbraio la memoria liturgica dei due pastorelli, i primi bambini non martiri a essere proclamati santi. Essi sono accomunati dal legame familiare e soprattutto dalle virtù eroiche con cui corrisposero alle grazie ricevute in seguito alle apparizioni di Fatima, delle quali furono testimoni assieme alla cugina Lucia (1907-2005).
L'Apostolato Mondiale di Fatima, ogni anno, prende questa data per celebrare la santità di questi due pastorelli e per promuoverne la loro spiritualità. Le celebrazioni al Santuario di Fatima, in preparazione alla loro festa, includono una Novena ai Santi Pastorelli e speciali invocazioni a San Francesco e Santa Giacinta durante la recita del Rosario. Le icone e le sculture dei due Santi sono esposte anche nella Basilica e nella Cappellina delle Apparizioni. Una Veglia si tiene tradizionalmente nella Basilica di Nostra Signora del Rosario la sera del 19 febbraio, seguita dalla Santa Messa presieduta da autorità ecclesiastiche il 20 febbraio.

Chi erano San Francesco e Santa Giacinta Marto?
Le Origini e la Famiglia
Francesco Marto nacque ad Aljustrel, una piccola frazione di Fatima in Portogallo, l'11 giugno 1908. Era il decimo degli undici figli di Emanuele Pietro Marto e Olimpia di Gesù. Fu battezzato il 20 giugno seguente. Sua sorella minore, Giacinta Marto, venne al mondo nella stessa località l'11 marzo 1910. Entrambi nacquero ad Aljustrel, a meno di un chilometro dalla località di Fatima. Insieme a loro, la cugina Lucia dos Santos (nata il 22 marzo 1907) completava la triade di pastori che custodivano le pecore nei meravigliosi paesaggi della loro terra natale.
Fin da piccoli, i fratelli impararono a prendersi cura l'uno dell'altro e a fare compagnia nei campi alla loro cugina Lucia, che era solita parlare loro di Gesù. Come molti altri bambini della loro età, trascorrevano gran parte della giornata alternando il lavoro - indispensabile per il sostentamento delle loro famiglie povere - al gioco e ai momenti di svago. Quando possibile, trovavano sempre tempo per la preghiera.

Le Apparizioni di Fatima e la Risposta dei Pastorelli
Le Apparizioni Preparatorie dell'Angelo
Il primo incontro con la Beata Vergine fu preceduto e preparato da tre apparizioni nel 1916 dell'Angelo protettore del Portogallo. Nella prima, l'Angelo si prostrò con la fronte a terra, insegnando loro questa preghiera: «Dio mio! Credo, adoro, spero e Vi amo. Vi chiedo perdono per coloro che non credono, non adorano, non sperano e non vi amano». Nella seconda apparizione, li esortò a offrire preghiere e sacrifici, perché «i Cuori santissimi di Gesù e di Maria hanno su di voi disegni di misericordia». I bambini, dunque, furono edotti subito sulla gravità del peccato e allo stesso tempo ricevettero grazie straordinarie.
Il Primo Incontro con la Madonna (13 Maggio 1917)
Il 13 maggio 1917, Francesco, Giacinta e Lucia videro per la prima volta la Madonna nella Cova da Iria. La Vergine chiese loro: «Volete offrirvi a Dio per sopportare tutte le sofferenze che Egli vorrà inviarvi, in atto di riparazione per i peccati da cui Lui è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori?». I tre bambini custodirono le pecore e furono i destinatari di fatti prodigiosi. Dal 13 maggio al 13 ottobre 1917, la Vergine Maria apparve più volte a Francesco, Giacinta e Lucia. Furono mesi in cui abbondò la grazia e la presenza di Dio in mezzo al Suo popolo, ma anche un periodo in cui i tre bambini furono messi alla prova, affrontando con coraggio calunnie, ingiurie, incomprensioni e persino il carcere. «Se ci uccidono, non importa; andremo in paradiso», dicevano di tanto in tanto, mostrando una fede incrollabile.
Il Messaggio della Vergine e la Promessa Celeste
La Madre di Dio apparve, dicendo loro: «Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori, perché molte anime vanno all'inferno perché non c'è nessuno che si sacrifichi e preghi per loro». I pastorelli chiesero alla Vergine di condurli in cielo e, già il 13 giugno 1917, seppero da Lei in che tempi la loro richiesta sarebbe stata esaudita: «Giacinta e Francesco li porterò presto, ma tu resterai qui ancora per qualche tempo. Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. A chi la praticherà prometto la salvezza. Queste anime saranno predilette da Dio, e come fiori saranno collocate da Me dinanzi al Suo trono». La Madonna si riferiva alla Comunione riparatrice dei primi sabati del mese, che avrebbe stabilito attraverso le rivelazioni a Lucia.
Documentario: Il Terzo Segreto di Fatima
Le Virtù Eroiche di Francesco e Giacinta
Dopo le apparizioni, Giacinta e Francesco ripresero la loro semplice vita, così come Lucia, alla quale la Vergine chiese esplicitamente di andare a scuola. Lo stesso fecero Giacinta e Francesco quando furono in età scolare. Ogni giorno, mentre andavano alla scuola del villaggio, i tre bambini passavano dalla chiesa e si inginocchiavano per salutare Gesù Eucaristia. Molti li seguivano con gioia, ben consapevoli di chi fossero: i bambini scelti da Dio per trasmettere il Suo messaggio all'umanità.
San Francesco: La Contemplazione e la Consolazione di Dio
Francesco era d'indole riservata e incline alla contemplazione. Lucia, nelle sue Memorie, lo descrisse come un bambino vivace ma non capriccioso, dal carattere pacifico. Era di poche parole e anche per fare la sua preghiera e offrire sacrifici gli piaceva nascondersi. Dei tre pastorelli, Francesco era l'unico che non sentiva parlare la Vergine, ma era adornato di una profondissima contemplazione e di un'eccezionale pietà verso il Signore. Sentiva che la sua missione era di pregare incessantemente secondo le intenzioni della Madonna. Spesso si fermava in chiesa a contemplare il tabernacolo, dicendo: «Io resto qui in chiesa, vicino a Gesù nascosto. Per me non vale la pena imparare a leggere, fra poco vado in Cielo!». Aveva visto la tristezza sul volto della Madonna, quando Lei aveva chiesto che i peccatori non offendessero più Dio. Desiderava consolare Dio, così offeso dai peccati degli uomini. «Preferisco consolare il Signore… non hai visto quanto era triste la Madonna quando ci ha detto che gli uomini non devono più offendere il Signore, che è già tanto offeso? Mi piacerebbe consolare il Signore e poi convertire i peccatori, affinché non Lo offendano più», confidò alla cugina. E aggiunse: «Presto sarò in cielo. E quando arriverò, consolerò molto il nostro Signore e la nostra Signora».

Santa Giacinta: L'Amore per i Peccatori e per il Papa
Giacinta, da parte sua, fu la più colpita dalla visione dell'Inferno e della sorte eterna delle anime che fino all'ultimo rifiutano la Misericordia divina. «Spesso si sedeva - ha scritto Lucia - e pensierosa cominciava a dire: l'Inferno, l'Inferno! Quanta compassione ho delle anime che ci vanno». La più piccola dei pastorelli, «quella a cui la Vergine Santissima ha comunicato maggior abbondanza di grazie e maggior conoscenza di Dio e della virtù», si inventava continuamente sacrifici e penitenze pur di salvare qualche anima. Nutriva poi un amore speciale per il Papa (i tre veggenti lo avevano visto perseguitato, insieme a tutta la Chiesa), e pregava tanto per lui. Baciava il Crocifisso e gli diceva: «Gesù, io ti amo e voglio soffrire molto per amor tuo». La sua spiritualità era improntata a convertire le anime riscattandole dall'inferno. L'amore per Dio la divorava: «Quanto amo nostro Signore! A volte sento che ho un fuoco nel cuore ma che non mi brucia». A Giacinta fu concesso di vedere le sofferenze del Papa: «L'ho visto in una casa molto grande, inginocchiato, con il volto tra le mani, e piangeva. Fuori c'era molta gente: alcuni gli tiravano pietre, altri lo insultavano», raccontò. I bambini pregavano ogni giorno per il Papa e recitavano tre Ave Maria per lui dopo ogni Rosario.
Dopo la quarta apparizione, Giacinta trovò una corda. I bambini decisero di tagliarla in tre pezzi e di legarsela intorno alla vita, a contatto con la pelle, come forma di sacrificio e mortificazione. Questo causava loro un grande dolore. La Vergine li consolò, dicendo loro che Gesù era molto contento dei loro sacrifici, ma che non voleva che dormissero più con la corda.

La Malattia e la Morte Prematura
La Vergine aveva avvisato Francesco e Giacinta che le loro vite sarebbero state brevi. L'epidemia di "Spagnola" che devastò l'Europa alla fine del 1918 colpì anche i due fratelli.
L'Epidemia di "Spagnola" e le Loro Sofferenze
Nel dicembre 1918, Francesco e Giacinta si ammalarono gravemente di broncopolmonite. La malattia di Francesco lo rendeva così debole da non aver più la forza di recitare il Rosario. Entrambi offrirono lietamente le loro sofferenze, unendole a quelle di Cristo, con lo sguardo sempre rivolto ai beni celesti. Quando Lucia gli domandava se soffriva molto, Francesco rispondeva: «Abbastanza, ma non fa niente, soffro per consolare il Signore, e poi tra poco vado in cielo!».
La Morte di Francesco Marto (4 Aprile 1919)
Nel febbraio 1919 le sue condizioni peggiorarono visibilmente e fu deciso di farlo rimanere a letto. Il 2 aprile lo stato di salute di Francesco era così aggravato che fu chiamato il parroco per confessarlo. Egli temeva di morire senza poter ricevere la prima Comunione e questo pensiero gli causava una grande pena. Si preparò con grande dedizione per la sua Prima Comunione, che fu anche l'ultima. Anche da malato, mantenne il digiuno con scrupolo e si confessò. Il giorno della sua prima confessione irradiava una pace che contagiava tutti. L'indomani, Francesco confidò alla sorellina Giacinta: «Oggi sono più felice di te, perché ho Gesù nel mio cuore». A notte salutò Lucia, dandosi un arrivederci in Cielo. Poi disse alla madre: «Guarda, mamma, che bella luce là, vicino alla porta!... Adesso non la vedo più...». Il suo volto si illuminò di un sorriso angelico e, senza agonia, senza contrazione, senza un gemito, spirò dolcemente il 4 aprile 1919, alle 10 di sera, all'età di quasi undici anni. «Io vado in Paradiso; ma da lì chiederò molto a Gesù e alla Madonna di portarvi presto lassù», aveva detto a Lucia e Giacinta.
La Morte di Giacinta Marto (20 Febbraio 1920)
Il calvario di Giacinta fu ancora più lungo di quello del fratello. Dopo la "Spagnola", seguì una pleurite purulenta e la formazione di una grande ferita aperta sul petto, come una piaga di Cristo. Dopo la morte di Francesco, Giacinta soffrì molto. La sua malattia peggiorava e fu portata all'ospedale di Vila Nova, da dove tornò con una piaga al petto. «Soffro molto, ma offro tutto per la conversione dei peccatori e per riparare il Cuore Immacolato di Maria», confidò a Lucia. Trasferita all'ospedale di Lisbona, disse alla cugina: «Manca poco per andare in cielo… Dì a tutti che Dio concede le grazie attraverso il Cuore Immacolato di Maria. Chiedetele grazie, perché il Cuore di Gesù vuole che sia venerato accanto al Suo. Chiedete la pace al Cuore Immacolato». Morì in ospedale a Lisbona, lontana da casa e dagli affetti terreni, come le aveva preannunciato la Madre celeste, alla quale lasciava sempre una sedia libera vicino al letto: «Perché è lì che siede la Madonna quando viene a trovarmi!». Il 20 febbraio 1920, dopo aver ricevuto i sacramenti, Giacinta morì all'età di dieci anni. «Se io potessi mettere nel cuore di tutti il fuoco che mi brucia qui nel petto e mi fa amare tanto il Cuore di Gesù e il Cuore di Maria!», diceva la piccola guerriera Giacinta Marto.

La Beatificazione e Canonizzazione
La fama di santità, già goduta in vita da Francesco e da sua sorella, si consolidò e si accrebbe dopo la loro morte; molti fedeli e devoti, dopo averli invocati, dichiaravano di essere stati esauditi. I corpi di Francesco e Giacinta furono sepolti nel Santuario di Fatima. Quando il sepolcro di Francesco fu aperto, si vide che il Rosario che gli era stato posto sul petto era intrecciato tra le sue dita. Il corpo di Giacinta, esumato quindici anni dopo, fu trovato incorrotto. I resti mortali di Francesco Marto sono venerati nella Basilica di Nostra Signora del Rosario di Fatima, nella cappella sul lato destro dell'altare maggiore.
Il 18 aprile 1989 San Giovanni Paolo II dichiarò venerabili i due fratelli. Il 13 maggio 2000, nel corso della sua visita a Fatima, li beatificò in presenza di Lucia, la terza veggente, con il motto: «Contemplare come Francesco e amare come Giacinta». Il 23 marzo 2017 Papa Francesco ha approvato un ulteriore miracolo ottenuto per intercessione dei due Beati pastorelli di Fatima, aprendo la via alla loro canonizzazione. Essi furono canonizzati diciassette anni esatti dopo la beatificazione, il 13 maggio 2017, nel centenario delle apparizioni, durante il viaggio apostolico di Papa Francesco a Fatima. San Francesco e Santa Giacinta Marto sono un tesoro della Chiesa.
Documentario: Il Terzo Segreto di Fatima
La Celebrazione Annuale e la Spiritualità dei Pastorelli
Eventi e Invocazioni Speciali
Ogni 20 febbraio, la Chiesa Cattolica celebra i fratelli San Francesco e Santa Giacinta Marto, invocando la loro intercessione affinché Dio liberi rapidamente il mondo dalla pandemia e da tanti mali. Si prega per coloro che sono morti, per i malati e per coloro che sono in prima linea nella lotta contro varie avversità. La chiesa parrocchiale di Fatima, dove sono stati battezzati i pastorelli, ha lanciato anche la "Settimana dei Pastorelli" per approfondire la loro spiritualità.
L'Eredità dei Santi Pastorelli
Francesco e Giacinta morirono molto giovani, poco tempo dopo le apparizioni, mentre Lucia visse ancora molti anni e divenne una carmelitana scalza. Suor Lucia dos Santos morì il 13 febbraio 2005, all'età di 97 anni, nel convento carmelitano di Santa Teresa, a Coimbra (Portogallo). Lucia fu testimone sia degli errori diffusi dal comunismo sia della Seconda Guerra Mondiale. L'eredità spirituale dei due fratelli marto rimane viva, ispirando milioni di fedeli alla preghiera, al sacrificio e alla devozione al Cuore Immacolato di Maria, secondo i messaggi ricevuti a Fatima. San Francesco e Santa Giacinta Marto, pregate per noi peccatori!