Situata in via Carlo Mayr 104, la Chiesa dei Santi Giuseppe, Tecla e Rita rappresenta un elemento distintivo del ricco patrimonio culturale di Ferrara. Oltre alla sua valenza storica e artistica, il sito ospita il complesso del Convento di Santa Rita, recentemente oggetto di un significativo progetto di riqualificazione sociale.

La Chiesa dei Santi Giuseppe, Tecla e Rita: storia e architettura
La chiesa, che risale al '600, costituisce un raro esempio di architettura barocca nel tessuto urbano di Ferrara. Storicamente legata agli eremitani scalzi di Sant’Agostino, presenti in città dal 1621, l'edificio ha una genesi complessa.
- Fondazione: Dopo una sistemazione provvisoria presso la chiesa dei Santi Simone e Giuda, gli agostiniani ottennero una casa lungo via Grande (l'attuale via Carlo Mayr).
- Inaugurazione: La chiesa fu inaugurata il giorno di Natale del 1626, sebbene il cantiere fosse ancora aperto a causa di un'emergenza legata a una copiosa nevicata.
- Consacrazione: I lavori, che inclusero l'edificazione del convento, si conclusero con la consacrazione nel 1671.
- Intitolazione: Fu dedicata a San Giuseppe, protettore contro i terremoti, e a Santa Tecla.
Nel corso dei secoli, il complesso ha subito alterne vicende: gli agostiniani furono allontanati durante l'occupazione napoleonica, il convento fu adibito a scuola femminile, e, nonostante il ritorno dell'ordine nel 1826, il Comune ne dispose nuovamente l'allontanamento per l'apertura di una scuola elementare. La chiesa è inoltre affiancata da un campanile, costruito solo nel 1958, che conserva una targa in memoria del partigiano Alessandro Frighi, caduto nel 1945 durante i combattimenti.
Patrimonio artistico e conservazione
All'interno delle sue mura, la chiesa custodisce un patrimonio di ben 211 opere, che ne evidenziano la rilevanza come centro di conservazione artistica. Tra i cicli e gli elementi decorativi più significativi figurano:
| Tipologia | Soggetto/Autore |
|---|---|
| Dipinti | Storie di Maria Vergine e San Giuseppe (Cesare Mezzogori), Episodi di Santa Tecla (Girolamo Troppa e Giuseppe Avanzi). |
| Statue | Ciclo dei Profeti (Tommaso Gandolfi), Sante e Santi Agostiniani (Tommaso Gandolfi e Francesco Rosa). |
| Elementi d'arredo | Altari (Alessandro Buon, Paolo Rizzato, Filippo Porri) e il Pulpito (Giuseppe Menegatti e Carlo Tampieri). |

Il Convento di Santa Rita: da ex convento a residenza sociale
L'ex convento situato alle spalle della chiesa ha recentemente ritrovato una nuova funzione sociale. Grazie a un finanziamento di 710mila euro ottenuto nell'ambito del PNRR (Missione 5 Sociale), l'edificio è stato trasformato nella Residenza per famiglie Santa Rita.
Obiettivi e riqualificazione
La struttura è destinata a persone in condizione di grave marginalità sociale, in particolare mamme con figli e donne sole. L'intervento è stato finalizzato a:
- Offrire un rifugio temporaneo e spazi di confronto per il reinserimento sociale.
- Garantire un ambiente accogliente con un giardino interno e arredi funzionali.
- Integrare il piano comunale contro la marginalità, affiancandosi ad altri servizi come il dormitorio di via XX Settembre.
Il progetto è stato realizzato grazie alla coprogettazione tra il Comune di Ferrara, la cooperativa Cidas, Viale K e la cooperativa Azione. La struttura è presidiata 24 ore su 24 da un'equipe di professionisti ed educatori, accogliendo fino a un massimo di 19 beneficiari individuati dagli assistenti sociali.