All’improvviso, a Monte Berico, raccontano le antiche fonti, un evento inatteso scosse il panorama umano della desolazione, ridando speranza e fiducia in un futuro migliore. Il 7 marzo di quell’anno, verso l’ora terza (circa le 9 di mattina), la Vergine Maria apparve a Vincenza Pasini, un’umile e anziana moglie di un contadino che si recava a portare il cibo al marito che stava lavorando alle vigne.
La celeste Regina chiese a Vincenza di farsi messaggera delle sue volontà presso il popolo vicentino, il governo religioso e municipale, invitando l’intera città a erigere un santuario in suo onore sul luogo dell’apparizione.
Monte Berico: Luogo di Speranza e Accoglienza
Emblema dell’accoglienza nei confronti dei pellegrini che salgono in preghiera al Monte è la statua quattrocentesca della Mater Misericordiae. La vocazione al pellegrinaggio rende il Santuario mariano un luogo aperto verso il mondo e le sue molteplici culture.
Orari di Apertura e Informazioni Utili
Chiesa
- Da lunedì a sabato: Orari estivi 6:00-12:30 / 14:30-19:00; Invernali 6:00-12:30 / 14:30-18:00
- Domenica: Orari estivi 6:00-20:00; Invernali 6:00-19:00
- Ingresso libero.
Sala del Quadro (Refettorio con la Cena di San Gregorio Magno di Paolo Veronese)
- Da lunedì a sabato: Orari estivi 8:30-12:30 / 14:30-18:30; Invernali 6:00-12:30 / 14:30-18:00
- Domenica: Orari estivi 7:30-19:30; Invernali 7:30-18:30
- Ingresso libero con contributo responsabile.
Come Raggiungere Monte Berico
In Auto
Si può giungere fino al Piazzale della Vittoria, che offre numerosi posti auto.
Con i Mezzi Pubblici
Nei giorni festivi, da Viale Roma è possibile prendere il bus urbano 18 SVT che collega con regolarità il centro con il vicino colle.
Bus Turistici
Lungo Viale 10 Giugno sono disponibili stalli gratuiti per la sosta dei bus turistici.
A Piedi dal Centro
Con una piacevole passeggiata di circa mezz’ora si può arrivare al colle del Monte Berico. Raggiunto il Viale Risorgimento si potrà scegliere di salire le scalette, attraverso l' Arco delle Scalette, di progetto palladiano, oppure di incamminarsi lungo la via di pellegrinaggio porticata di Viale 10 Giugno.

Il Patrimonio Religioso della Provincia di Vicenza
Scrivere di itinerari religiosi per i turisti nella provincia di Vicenza, come del resto nell’Italia intera, è un’impresa imponente e impossibile da sintetizzare, perché tanti sono gli edifici religiosi, così come numerosi sono i capitelli, le cappelle votive, le edicole e gli eremi. Senza contare l’immenso patrimonio artistico religioso composto da dipinti, paraventi, abiti ed oggetti sacri custoditi nelle Chiese e nelle Cattedrali o nei preziosi Musei Diocesani. Sembra che il 70% dei beni culturali italiani siano di carattere religioso.
Tutti degni di essere conosciuti perché ognuno di questi luoghi e di questi oggetti ha senza dubbio un valore, spesso artistico ancor prima che religioso, o perché rappresentano una tradizione o raccontano una storia popolare oppure una credenza diffusa. Alcuni dati per immaginare quante storie, quante vicende si celano dietro a questi segni religiosi così capillarmente diffusi anche nel territorio della nostra provincia.
Un filo conduttore legato alla tradizione popolare più che all’importanza artistica o architettonica degli edifici. Si tratta di visite che si possono effettuare con motivazioni religiose o per semplice curiosità, per conoscere più da vicino le vicende di una comunità, le sue tradizioni, le sue culture, che fissano nella memoria anche gli eventi storici come le guerre, le pestilenze, le grandi e rovinose inondazioni.
Vicenza è città d’immenso valore artistico, ma anche centro religioso ricco di spiritualità e solidarietà. La Cattedrale racconta la storia e le origini del cristianesimo. All’interno un polittico e scavi archeologici, i più vasti del Veneto, con la prima domus ecclesiae della città della fine del III secolo dove la prima comunità cristiana si riuniva in una casa privata, dedicata agli incontri e alla cena, la Messa della domenica.

Per Le Ragioni della Speranza, l’ultima puntata del ciclo di don Marco Pozza si conclude in un luogo del cuore: il Santuario mariano di Monte Berico di Vicenza. Nel 1428 la città fu colpita da una terribile peste. Le origini del Santuario di Monte Berico sono legate alle due apparizioni della Madonna a Vincenza Pasini, una donna che portava il pranzo al marito che lavorava sul colle: la prima del 7 marzo del 1426, la seconda del 1° agosto 1428. La Madonna prometteva la fine della peste e chiedeva che in quel luogo le fosse dedicata una chiesa. La città si salvò anche se Vincenza Pasini non fu subito creduta: era troppo semplice per crederle. «Accade lo stesso - commenta don Marco Pozza - anche a Gesù, nel Vangelo di questa domenica: quando la meraviglia appare a due passi da te, è difficile credere che sia così vicina a casa tua».
Chiese e Parrocchie Storiche
La Pieve di Pievebelvicino
Fra il 1100 e il 1200 l’antica Pieve di Pievebelvicino, chiesa madre di tutte le altre della Val Leogra, assegnò all’antica cappella scledense un parroco e così divenne parrocchia.
Il Duomo di Schio
Nel XIX secolo si assiste a un piano espansivo e riformatore in campo urbanistico, derivato dallo sviluppo industriale e demografico e favorito da Alessandro Rossi. Questo progetto coinvolse anche il Duomo, la canonica, la Piazza e la ristrutturazione fu affidata ed eseguita da A. Prima di quest’ultimo intervento, Carlo Barrera attuò tra il 1805 e il 1820 il progetto di Antonio Diedo con la realizzazione del monumentale pronao corinzio con frontone triangolare e dei due piccoli campanili laterali. Il successivo intervento risale al 1837 e fu opera di Tommaso Meduna, che progettò il nuovo collegamento con la piazza antistante sostituendo l’unica erta scalinata esistente con le due rampe che salgono lateralmente. La chiesa è dotata di due preziosi organi e di altre opere artistiche frutto di bravi artisti locali che si adoperarono per adornare la più imponente chiesa della città.
La Cappella di S. Giustina a Giavenale
Il Giavenale di Schio conserva in territorio rurale una cappella dedicata a S. Giustina, da sempre conosciuta dagli storici locali e attribuita al IV secolo. Nella chiesetta campestre è murata un’iscrizione che ricorda un pontefice pagano della famiglia Cameria, quattuorviro del municipium di Vicenza, con la moglie Terenzia.
Grotta di Lourdes a Chiampo
Se vi trovate a Vicenza o nei dintorni, non perdete una visita alla Grotta di Lourdes a Chiampo, chiamata così perché è la copia fedele in scala 1/1 dell’originale della cittadina francese. L’ha voluta e costruita Frà Claudio Granzotto, frate francescano già scultore, beatificato nel 1994 da Giovanni Paolo II, che ha saputo ben coniugare, in questa impresa, le sue capacità di artista con l’ispirazione religiosa, apprezzata in particolare nella realizzazione della statua dell’Immacolata Concezione alta 1,78 m e collocata nella nicchia proprio come a Massabielle. La consacrazione a luogo di culto avvenne il 29 settembre 1935 e in occasione del Centenario Lourdiano del 1958 ospitò ben 200 mila pellegrini. Nel 2008, in occasione del 150° anniversario, se ne sono contati quasi un milione. In questo luogo di raccoglimento e preghiera si trova anche un monumento a Bernadette Soubirous realizzato dal Beato Claudio nel 1942, la Via Crucis all’interno del vasto Parco botanico con oltre 350 specie di piante, il Museo “P. Aurelio Menin” e la Nuova Chiesa costruita a forma di conchiglia per accogliere il sempre crescente afflusso di pellegrini e ricordare che ci si trova in una valle di fossili celebrata anche dal concittadino Giacomo Zanella con la nota poesia sulla conchiglia fossile.

Chiesa della Pieve
Importante anche la visita alla Chiesa della Pieve, che ebbe origine nel IX-X secolo e che fu oggetto di diverse ricostruzioni ed ampliamenti. Ospita all’interno un interessante altare barocco e una Madonna con il Bambino del Settecento. Qui giunsero nel 1867/8 i primi due frati fuggiaschi dal Convento di S.
Sacello della Madonna di Lourdes
Si tratta di un anfratto naturale nei pressi di Villa Trissino Marzotto, ai piedi del Campanile della Chiesa di S. Andrea, consacrato alla Madonna di Lourdes per devozione popolare.
Santuari Popolari e Devozioni Locali
Santuario della Madonna del Pedancino (Cismon del Grappa)
La devozione popolare ebbe inizio, sembra, durante la lotta alle immagini sacre dell’imperatore di Costantinopoli Leone III Isaurico, ma si rafforzò dopo l’apparizione della Vergine ad un pastorello muto alla fine del Settecento che, peraltro, dopo l’episodio iniziò a parlare. Venne costruita una cappellina e subito una grande devozione verso la Madonna del Pedancino si diffuse in tutta la valle del Brenta. Nell’agosto del 1748 vi fu anche un miracoloso salvataggio della statua in legno della Madonna che rimase intatta nonostante un violentissimo temporale e la conseguente alluvione avessero provocato la distruzione dell’Oratorio che la ospitava e di molti manufatti nei dintorni. La statua venne recuperata a Pozzoleone e riportata con una solenne processione nel 1760 nella cappella ricostruita.
Santuario della Madonna dell’Acqua (Mussolente)
Anche in questo caso si tratta di un salvataggio miracoloso dalle acque di una statua della Madonna a seguito di una violenta alluvione avvenuta nel 1636, provocata dallo straripamento del torrente Volon che seminò distruzione nella zona. La statua fu rinvenuta intatta da un abitante che la recuperò ricollocandola dopo 3 anni nella chiesetta situata sul colle.
Chiesa della Madonna dell’Onda (San Nazario)
Anche questa tradizione popolare nasce a seguito di una tragica inondazione del Brenta che rase al suolo case e distrusse strade, ma preservò la Cappella, fatta costruire nel 1547 da una famiglia rimasta sconosciuta, e che conservava un affresco raffigurante la Madonna con bambino e i Santi Rocco e Sebastiano. Gli abitanti, che considerarono l’evento miracoloso, fecero costruire una chiesa intorno alla Cappella intitolandola alla Madonna dell’Onda, dando vita a grandi flussi di pellegrini, grazie ai quali è stato necessario costruire nel 1833 un Tempio più grande.
Madonna dei Capitei (Marostica, Località Vallonara)
Sembra che la chiesa fosse stata costruita nel 1620 per volontà di una famiglia del luogo, dove sorgevano già numerosi capitelli dedicati alla Vergine, innalzati a seguito dell’apparizione della Madonna. Purtroppo, a chi e quando questo sia avvenuto non è dato sapersi, perché non esiste documentazione a supporto. Tuttavia, la pietà popolare e le credenze hanno fatto in modo che si celebrasse a Capitelli, come avviene ancora oggi, la festa della Comparsa, riferendosi appunto all’Apparizione.
Sacello della Madonna del Carmine (Gallio)
È un sacello votivo eretto come ringraziamento per aver protetto il paese dalla violenza della Seconda Guerra Mondiale. Il ricordo delle ferite inferte al territorio dell’Altopiano dalla Grande Guerra era ancora vivo quando si scatenò il secondo conflitto e la popolazione fece quindi un voto che sciolse con la costruzione di questa piccola Chiesa, che fu benedetta il 16 luglio del 1946 dopo un’imponente processione sul colle Ferragh. Nel 1989 un violento temporale frantumò la statua in mille pezzi che furono sparsi in tutti i prati antistanti.
La Diocesi di Vicenza e il Cammino P.G.R.
La Diocesi di Vicenza conta 22 Vicariati e ben 354 Parrocchie, alcune delle quali trasformatesi in Unità Pastorali. Nella Provincia di Vicenza, i cui confini, come noto, si differenziano rispetto a quelli diocesani da prima dell’anno mille, le parrocchie sono 374.
Abbiamo quindi scelto di costruire un Itinerario, Il Cammino P.G.R. - Per Grazia Ricevuta, tra i principali Santuari ex-voto e i luoghi più frequentati della nostra Provincia dai residenti, ma soprattutto dai pellegrini e dai turisti, fatti edificare sovente per volontà popolare in seguito ad apparizioni della Madonna, come nel caso del Santuario di Monte Berico, o che la pietà popolare ha trasformato in luoghi di culto diffuso perché conservano i ricordi dell’infanzia di un Santo, come nel caso della casa-natale di suor Maria Bertilla Boscardin a Brendola.
Un filo conduttore legato alla tradizione popolare più che all’importanza artistica o architettonica degli edifici. Si tratta di visite che si possono effettuare con motivazioni religiose o per semplice curiosità, per conoscere più da vicino le vicende di una comunità, le sue tradizioni, le sue culture, che fissano nella memoria anche gli eventi storici come le guerre, le pestilenze, le grandi e rovinose inondazioni.
La tradizione dei cosiddetti ex-voto suscepto, offerte votive, si fa risalire all’antichità e a religioni diverse, ma seppur siano forme di teatralizzazione per aver scongiurato o vinto situazioni di sofferenza e precarietà, ancora oggi, con varie modalità, sono diffuse e praticate in tutto il mondo. È una proposta di turismo slow per prendersi del tempo da dedicare alla contemplazione, alla conoscenza, all’ascolto...

Apparizioni e Costruzioni di Chiese
Santuario di Monte Berico: Le Apparizioni e la Costruzione
La Madonna apparve a una contadina Vincenza Pasini il 7 marzo 1426 e il 1° agosto 1428. “Tutti coloro che con devozione visiteranno la chiesa nelle mie feste e in ogni prima domenica del mese, avranno in dono l’abbondanza delle grazie e della misericordia di Dio e la Benedizione della mia stessa mano materna” (Processus, f. 2r). La chiesa gotica, a ponente del complesso, venne costruita in appena 3 mesi, con il concorso del popolo, fatto convinto dalla prodigiosa liberazione dalla peste che durava da quasi un quarto di secolo. L’attuale facciata non è quella originaria, perché un radicale rinnovamento, operato nel 1860, ne ha appesantito l’aspetto.
La Chiesa Seicentesca di Monte Berico
La chiesa seicentesca è opera del vicentino Carlo Borella, iniziata nel 1688 e terminata nel 1703. Anche questa imponente opera venne eseguita per volere della città di Vicenza, quale segno ed espressione del continuo legame di fede tra i cittadini e la Madonna. All’esterno l’architettura si ripete identica nei tre lati, a oriente, settentrione e ponente.
La Sala del Quadro e la Cena di San Gregorio Magno
Da non perdere la visita alla sala del quadro dove si può ammirare la preziosa tela di Paolo Veronese “La Cena di S. Gregorio Magno” con Gesù che, travestito da pellegrino, si rivela ai 12 poveri che il Santo era solito ospitare. Durante la cruenta battaglia del 1848, la tela fu tagliata dagli Austriaci in 32 pezzi.

L'Origine del Culto a Thiene
Nel 1530 un nuvolo di cavallette calò nelle campagne thienesi distruggendo quanto seminato. La Vergine apparve a 3 bambine pastorelle con queste parole:“Ritorni il popolo alla pratica delle virtù e in questo luogo innalzi un tempio in mio onore. Io prometto di essere sua avvocata presso il trono di Dio, di liberarlo dal flagello che l’opprime e di custodirlo per sempre sotto il manto della mia protezione. Va dai governatori di Thiene e annuncia loro la mia volontà...” Le tre bambine non furono credute, ma anzi derise ed umiliate. Anche la seconda apparizione non ebbe alcun seguito così come la terza, nonostante la Vergine avesse promesso un segno miracoloso. Il grande olmo dove era apparsa perse, infatti, improvvisamente la corteccia mantenendo però le foglie verdi. Le resistenze delle autorità thienesi caddero solo quando la Vergine apparve ad...
Complessi Monastici e Architetture Religiose Storiche
Chiesa e Convento di Santa Maria del Carmine a Pavia
La chiesa e il convento di Santa Maria del Carmine vennero eretti a partire dall’ultimo quarto del trecento per volontà di Galeazzo II Visconti. Ciascuna piccola campata è fiancheggiata da una cappella di analoghe dimensioni, anch’essa coperta da una volta a crociera. Due coppie di simili cappelle affiancano anche il presbiterio. Il contributo economico offerto per la costruzione della chiesa da parte delle grandi famiglie e delle Corporazioni cittadine consentì loro di disporre delle cappelle per le proprie sepolture.
La facciata, a salienti, è realizzata con mattoni di raffinata fattura e sottilissimi letti di calce, decorata con statue e rilievi in cotto e ritmata da sei contrafforti rastremati fino alle sottili guglie terminali a sezione quadrata. La grande dimensione della chiesa comporta tre ingressi, corrispondenti alle tre navate, sovrastati da quattro ampie eleganti bifore e, più sopra, dal grande rosone ai lati del quale due nicchie ospitavano le statue dell’arcangelo Gabriele e della Vergine Annunziata a cui la chiesa è dedicata. Più in alto, da una nicchia inquadrata da un’importante incorniciatura in cotto, si affaccia il Padre eterno benedicente. Sul fianco settentrionale, i solidi contrafforti rastremati che si interrompono al di sotto dello sporto del tetto sono la prova evidente che la chiesa avrebbe dovuto adornarsi di una corona di guglie, che poi non vennero realizzate.
Il Complesso Carmelitano di Pavia (1373-1854)
1373 - Intorno al 1364 i Carmelitani di Pavia si trovano a dover abbandonare la propria primitiva sede a nord della città (che occupavano dal 1298) per lasciare spazio alla nuova residenza viscontea. Ottengono in cambio l’uso della chiesa dei Santi Faustino e Giovita, entro le mura, e qui avviano, sembra a partire dal 1373, i lavori per la costruzione del complesso monastico su progetto di Bernardo da Venezia, l’architetto di fiducia dei Visconti, che aveva da poco compiuto il castello. La conclusione della chiesa si avrà circa un secolo dopo, con la realizzazione della facciata nel 1490.
XVIII sec. - La vicenda è per quattro secoli quella dei carmelitani, che si segnalano per il ministero sacerdotale, per la predicazione e per l’insegnamento. Le soppressioni di fine Settecento determinano una svolta radicale: viene scorporato il monastero, mentre la chiesa, grazie all’ampiezza e all’elevata qualità formale, viene trasformata in parrocchia nella quale confluiscono i beni e gli archivi di alcune chiese circostanti soppresse come San Rocco, San Zeno, Santa Croce, Santa Maria Gualtieri e la Santissima Trinità.
1832 - Nel 1832 si rinnovava l’altare in forme neoclassiche: lo sovrasta un tempietto circolare che protegge la figura trionfante di Cristo risorto, ai lati del quale si dispongono l’Angelo Annunziante e la Vergine.
1854 - I sei pilastri con guglie dividono la facciata in cinque campi verticali nei quali si inseriscono i tre portali, che sono frutto di un rifacimento ottocentesco di Giuseppe Marchesi (1854).
2004-2005 - A partire dal 2004 è stato avviato un progetto di restauro graduale delle cappelle della chiesa. Nel 2005 è stato realizzato un intervento di restauro e consolidamento statico delle volte delle navate principali e laterali.
Convento Agostiniano Femminile di Santa Maria Annunciata a Pavia
Il convento agostiniano femminile di Santa Maria Annunciata sorse nel 1415 per impulso dell’aristocratica pavese Michelina di Sannazzaro e, con il favore prima dei Visconti e poi degli Sforza, ottenne vasti beni. Il convento inglobò così la chiesa di San Giorgio in Brolio (concessa alle religiose nel 1416 dall’abate di San Pietro in Ciel d’Oro) e verosimilmente la chiesa di San Filiberto del Brolio, mentre nel 1453 Bianca Maria Visconti cedette una pertica del giardino ducale, col patto che in caso di guerra la madre, Agnese del Maino, trovasse rifugio nel convento.
La bolla di papa Eugenio IV del 1445 concesse alle religiose la regola agostiniana. Nella seconda metà del Quattrocento il convento fu interessato da grandi interventi edilizi: nel 1482 le monache richiesero alle autorità comunali il permesso per realizzare alcuni edifici destinati a servizi, tra i quali il refettorio. La chiesa fu ricostruita tra il 1511 e il 1520, è a navata unica, coperta in volte unghiate, e conserva resti di decorazioni architettoniche in terracotta e affreschi. Nel Settecento l’ente era proprietario di vasti beni a Roncaro e Montebello e ospitava circa quaranta monache. Il convento venne soppresso nel 1799 e, nel 1801, il marchese Luigi Malaspina (proprietario di un palazzo nelle vicinanze) acquistò il complesso dall’Agenzia dei Beni Nazionali del Dipartimento d’Olona. Intorno al 1830 ottenne dal comune il permesso di demolire il chiostro per creare un giardino all’inglese (Giardini Malaspina), mentre, su suo progetto, la chiesa fu rimodellata nel 1832 e destinata a ospitare l’archivio Notarile. Passata in seguito in possesso della provincia di Pavia, è ora adibita a convegni, conferenze e riunioni.
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