La Cima dell’Altare, situata a 2.542 m sul livello del mare, rappresenta una delle vette più suggestive del Parco Nazionale della Majella, in Abruzzo. Sorge nel cuore del massiccio montuoso, sul versante occidentale, incastonata tra il Monte Amaro (2.793 m) e il Monte Macellaro.

Caratteristiche del territorio
Questa cima è celebre per la sua conformazione solida e ghiaiosa, caratterizzata da una forma tondeggiante segnata da crinali e terrazzi panoramici. L'ambiente d'alta quota che circonda la vetta offre scenari quasi extraterrestri, con sfasciumi glaciali, creste affilate e piccoli pianori montani come il Piano Amaro. Il paesaggio lunare della Majella, la seconda vetta d'Abruzzo e degli Appennini, è arricchito da conche glaciali che degradano su altipiani sconfinati, creando una dimensione a sé, più vicina alla vera essenza della "Montagna Madre".
Punti di interesse panoramico
- Vista mozzafiato: Il panorama spazia dal blu del mare Adriatico all'orizzonte, fino alla valle carsica di Femmina Morta e alle altre cime del massiccio.
- Valle di Taranta: L'Altare dello Stincone funge da meraviglioso avamposto affacciato su questa profonda vallata.
- Diversità ambientale: Il passaggio dalla faggeta alla vegetazione d'alta quota permette di godere di ecosistemi agli antipodi, ugualmente affascinanti.

Informazioni tecniche per l'escursionista
La salita alla Cima dell’Altare è un'esperienza impegnativa, riservata esclusivamente a escursionisti esperti (EE). L'itinerario si sviluppa su sentieri d'alta quota dal fondo ghiaioso, roccioso e in parte erboso.
| Parametro | Dettaglio |
|---|---|
| Difficoltà | EE (Escursionisti Esperti - Impegnativa) |
| Dislivello | Circa 1620 m (salita e discesa) |
| Durata media | 10-11 ore (soste escluse) |
| Segnaletica | Sentieri CAI (P1, P, H4, H5, H6) |
Il Parco Nazionale della Majella (2010)
Suggerimenti per l'itinerario
Il percorso richiede un'ottima preparazione fisica, senso dell'orientamento e assenza di vertigini. Si consiglia vivamente di:
- Seguire scrupolosamente i segnavia bianco-rossi del CAI.
- Portare materiale adeguato, inclusi bastoncini da trekking e calzature idonee.
- Pianificare l'escursione in un periodo climaticamente favorevole, evitando i mesi potenzialmente soggetti a temporali estivi.
- Consultare le mappe aggiornate e, se necessario, avvalersi del supporto di una guida alpina o di accompagnatori di media montagna.
Per chi desidera un approccio più agevole nella prima fase, è possibile sfruttare la storica cestovia che da Taranta Peligna conduce verso la base della Grotta del Cavallone, risparmiando circa 700 metri di dislivello su carrareccia.