Le Celebrazioni Solenni di Santa Rita da Cascia: Fede, Tradizione e Devozione

Le celebrazioni dedicate a Santa Rita da Cascia rappresentano una festa del popolo che, in tutto il mese di maggio, si reca al Santuario di Cascia da ogni angolo della Terra. L'obiettivo è partecipare agli eventi ritiani, fermarsi accanto all’urna della Santa e trovare la comprensione, il raccoglimento e l’ascolto di cui ognuno di noi ha bisogno.

Le Tradizioni che Precedono la Festa del 22 Maggio

Il culto di Santa Rita è scandito da una serie di riti e tradizioni che culminano nella festa del 22 maggio.

La Novena

Nove giorni di preparazione spirituale, conosciuti come la Novena, precedono la solennità del 22 maggio, dedicati alla preghiera e alla riflessione.

La Processione dello Stendardo

La domenica di maggio che precede la festa è dedicata alla suggestiva Processione dello Stendardo. Questa processione fu istituita dal Comune di Cascia nel 1731 per ringraziare l’allora beata Rita della sua protezione sulla città in occasione del terremoto del 1730. Nel tempo, nella processione fu portato anche lo “Stendardo processionale”, fatto dipingere dal Comune di Cascia nel 1614, che tradizionalmente veniva esposto il 22 maggio, giorno della festa della Santa.

Processione storica con lo Stendardo di Santa Rita a Cascia

Il Riconoscimento Internazionale Santa Rita

Un evento significativo è il Riconoscimento Internazionale Santa Rita, un prestigioso premio che celebra donne che si sono distinte per aver contribuito a portare il dialogo e la pace ai nostri giorni. Le donne protagoniste di questo riconoscimento ricevono una pergamena che attesta la loro opera di donne ritiane.

Il Transito di Santa Rita e la Fiaccola Votiva

Ogni anno Cascia rivive la tradizione della sera in cui furono in tanti ad accorrere al monastero per accompagnare Rita nel suo ritorno al Padre, in ricordo del suo Transito. Migliaia di fiammelle accese creano uno spettacolo unico, mentre un atleta giunge con la Fiaccola sul sagrato della Basilica.

La festa di Santa Rita a Cascia

Il Corteo Storico

Il Corteo Storico è una rievocazione in costume della vita di Rita e della gente del suo tempo, un momento di grande impatto culturale e spirituale che riporta i visitatori indietro nel tempo.

La Festa di Santa Rita: Il 22 Maggio a Cascia

Il 22 maggio, giorno della solennità di Santa Rita, Cascia si trasforma nel cuore pulsante della devozione, accogliendo decine di migliaia di pellegrini.

L'Afflusso Massiccio di Pellegrini

Impressionante è l'aggettivo migliore per raccontare la festa di S. Rita a Cascia, celebrata il 22 maggio. La cittadina umbra è invasa da migliaia e migliaia di pellegrini giunti dall’Italia, dall’Europa e dal mondo. Fonti ufficiose parlano di 30.000 presenze, per un totale di oltre 500 autobus. La gente si mette in cammino per venerare una donna, una moglie, una mamma, una vedova, una monaca, una Santa. Dopo giorni di pioggia e freddo, il 22 maggio il sole risplendeva su Cascia.

La gestione di un tale afflusso richiede un’organizzazione imponente. I Carabinieri, che gestivano insieme alla Protezione Civile e al personale del Santuario il flusso delle persone, hanno riferito che si formano code di diversi chilometri sulla strada che da Serravalle di Norcia conduce a Cascia.

Pellegrini in fila lungo la strada per Cascia durante la festa di Santa Rita

La Devozione nella Basilica e la Venerazione dell'Urna

Fin dalle prime ore del mattino, i fedeli affollano la Basilica. Sono giunto a Cascia intorno alle 7.00, mi sono fatto spazio tra la gente, sono entrato in Basilica e mi sono seduto nella zona del presbiterio, a fianco dell’ambone dal quale il Rettore, l’agostiniano Mario De Santis, dava il benvenuto ai pellegrini e li guidava nella preghiera. La chiesa era quasi buia, illuminata dalla luce del sole che penetrava dalle porte.

L’urna, invece, era ben visibile, «il corpo di Rita così bello e sì grazioso che par che da lui uscisse un raggio di splendore, segno chiaro di essere stato albergo e stanza di un’anima santissima» (dalla Vita della Beata Rita da Cascia dell’Ordine di Sant’Agostino di frà Agostino Cavalucci, osa, del 1610).

In silenzio, con una rosa in mano, ascoltando le meditazioni di padre De Santis, i fedeli lentamente si avvicinavano al corpo della Santa, e da lì poi si dirigevano nel monastero per visitare i luoghi dove visse gli ultimi anni. Colpisce la numerosa presenza di giovani, di tante coppie con le carrozzine o i passeggini, e solo il piacevole vagito dei neonati ogni tanto “spezzava” il surreale clima di silenzio. C’era chi aveva già le valigie in mano per tornare a casa, ma non senza aver salutato per l’ultima volta S. Rita. Chi, invece, era ansioso di farsi fotografare o riprendere dinanzi all’urna. In quell’ora e mezza trascorsa all'interno della basilica tantissime storie cariche di gioie e dolori, di speranze e ricordi sono state consegnate al Signore per l’intercessione della Santa. Profondamente colpisce anche la lunga fila di persone in attesa di accedere alla penitenzieria per riconciliarsi con Dio.

Interno della Basilica di Santa Rita a Cascia con fedeli in preghiera

La Messa Pontificale sul Sagrato

Intanto, sul viale esterno le persone iniziano a riempire le seggiole per assistere al Pontificale delle 11.00. I frati hanno sistemato sul sagrato della Basilica l’altare e tutto l’occorrente per la celebrazione eucaristica. Dalle finestre del monastero si possono scorgere le facce delle monache, pronte a partecipare dalla grata della clausura alla festa. Sulle prime file hanno trovato posto le autorità e le tre donne che hanno ricevuto il “Premio Internazione S. Rita 2011” (Suor Eugenia Bonetti, Egidia Patito e Sara Fumagalli).

Alle 10.00 è arrivata la processione proveniente da Roccaporena, seguita dal corteo storico che ha riproposto le scene salienti della vita di Rita. Alle 10.45 è giunto sul sagrato della Basilica il Cardinale Paolo Sardi, Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, accompagnato da mons. Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto-Norcia. Il porporato ha percorso a piedi il viale per raggiungere la sagrestia, sistemata per l’occasione nei pressi del convento dei padri agostiniani. Il tragitto è stato scandito da applausi, da gente che voleva stringergli le mani, che voleva una benedizione. Il Cardinale ha salutato quante più persone possibili.

Alle 11.00 in punto è uscita la processione dei celebranti ed è iniziata così la messa in onore di S. Rita, animata dalla corale di Vito Martire di S. Il Cardinale all’inizio della celebrazione ha detto di essere a Cascia, luogo benedetto, per la prima volta nella sua vita. Ai presenti ha portato il saluto di Papa Benedetto XVI: «proprio ieri sera, (21 maggio, ndr), quando gli ho detto che sarei venuto a celebrare la messa per la festa liturgica di S. Rita, il Papa mi ha chiesto di pregare per lui dinanzi alle spoglie mortali della Santa dei casi impossibili».

Nell’omelia Sardi ha invitato i fedeli presenti, e quelli che erano collegati tramite le frequenze di Umbria Radio, a pregare S. Rita, ma soprattutto li ha esortati ad imitarla. «Da lei - ha affermato - impariamo la capacità di tacere, di sopportare, di reagire con dolcezza, di obbedire. È la Santa della riconciliazione, che altro non ha fatto che mettere in pratica il Vangelo».

La festa di Santa Rita a Cascia

La Benedizione delle Rose e la Supplica Finale

Al termine della messa il Cardinale ha benedetto le rose e ha recitato la supplica alla Santa. La benedizione delle rose è un momento di profonda spiritualità, poiché le rose sono il simbolo più noto legato a Santa Rita. Quando i celebranti hanno lasciato il sagrato della Basilica, con ordine la gente - quella che non è riuscita a farlo al mattino - si è messa nuovamente in fila per entrare nella Basilica e pregare dinanzi al corpo della Santa così famosa e così venerata. La Santa, pur essendo celebre a livello mondiale, non è mai uscita da quel fazzoletto di terra compreso tra Roccaporena e Cascia, tranne che nel 1450, quando si recò a Roma per il Giubileo.

L'Eco della Devozione: Celebrazioni a Tortorici

La devozione a Santa Rita si estende ben oltre Cascia, come dimostrano le celebrazioni a Tortorici, nel centro nebroideo, completamente dedicate al culto della Santa di Cascia. Dopo il triduo solenne di preghiera e la messa vespertina del 21 maggio, il numeroso popolo devoto di Santa Rita ha potuto renderle omaggio festeggiandola come da tradizione il 22 maggio. La Chiesa del SS. Salvatore, che ospita la statua della Santa, in mattinata è stata invasa dai fedeli; intorno alle 10:30 padre Cirino Lo Cicero ha celebrato la Santa Messa e al termine del rito ha impartito la benedizione delle rose donate alla Venerabile e tenute ben in vista dai fedeli. Intorno alle ore 11:00 il fercolo è stato portato in processione per le vie del centro storico, testimoniando la profonda fede locale.

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