La Chiesa Greco-Cattolica Ucraina è una delle 23 Chiese cattoliche orientali sui iuris che mantengono la piena comunione con il Vescovo di Roma, il Papa, capo della Chiesa cattolica universale. Distinguendosi dalla più numerosa Chiesa latina, essa conserva le proprie tradizioni cristiane orientali in merito alla spiritualità, alla liturgia, alla normativa canonica e disciplinare, e a specifiche sottolineature teologiche.
Contesto Storico e Sviluppo della Chiesa
Le Origini e le Divisioni Iniziali
La fondazione della Chiesa in Ucraina si fa risalire all'anno 988, quando il re pagano Vladimiro, nipote della regina Olga (già cristiana), decise di convertirsi al cristianesimo e di rendere cristiano il suo regno, facendo battezzare la maggior parte dei suoi sudditi. I vescovi che impartirono il battesimo erano bizantini di rito orientale, stabilendo così una forte connessione con Costantinopoli.
Nel corso della storia, la Chiesa in quelle terre seguì le vicissitudini del paese, trovandosi divisa tra la comunione con Roma e quella con Costantinopoli, e successivamente con Mosca.
L'Unione di Brest e le Sfide
Nel 1595 fu concordata un'Unione con Roma, detta Unione di Brest, ratificata a Brest Litovsk nel 1596. In questa occasione, oltre all'arcieparchia metropolitana di Kiev (dove si trova la famosa Chiesa di Santa Sofia fatta costruire da Jaroslav il Saggio) e ad altre eparchie della Rutenia Bianca, si unirono anche le eparchie della Volinia, rimaste in territorio ucraino. Tuttavia, nella regione di Kiev, i Cosacchi, oltre a una rivendicazione politica per un'Ucraina libera e indipendente dalla Polonia e dalla Russia, vollero il ritorno della gerarchia ortodossa, considerando l'Unione con Roma una "cosa polacca".
Nonostante le difficoltà, l'Unione fu ristabilita nel 1620 e il Metropolita si stabilì nella città di Kiev. Il più importante di questi Metropoliti fu Pietro Moghila (1633-1647), il quale fondò a Kiev una scuola di tipo occidentale, poi divenuta una celebre Accademia Teologica.

Persecuzioni e Resistenze
In base alla pace di Andrusiv (1667) tra la Polonia e la Moscovia, che pose fine alle principali guerre cosacche, tutta la riva sinistra del Dnepr e anche la città di Kiev passarono alla Moscovia, che da allora assunse ufficialmente il nome di Russia. Il Patriarcato di Mosca volle assoggettare il Metropolita di Kiev alla sua giurisdizione, applicando questo diritto di evangelizzazione dopo una lunga resistenza nel 1685.
Seguendo la tragica storia della nazione polacca, la Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, caduta l'ultima illusione di indipendenza dalla Russia con la sconfitta di Napoleone I, fu posta sotto l'amministrazione dello Zar di tutte le Russie e alle dipendenze del Patriarcato di Mosca. La resistenza del clero e dei fedeli cattolici fu lunga ed eroica; molti furono deportati in Siberia e non pochi preferirono morire pur di rimanere in comunione con Roma. Scomparsi i propri sacerdoti greco-cattolici, e con il clero latino che aveva ricevuto ordini severissimi di non prestare ministero agli uniati, alcuni gesuiti della provincia di Galizia (allora territorio dell'Impero Austro-Ungarico), muniti di facoltà speciali, esercitarono clandestinamente un apostolato pieno di difficoltà e di pericoli.
La Libertà Religiosa e la Rinascita
Quando nel 1905 fu concessa la libertà religiosa (pur rimanendo in vigore il divieto di costituire comunità cattoliche di rito bizantino-slavo), un numero considerevole di fedeli si dichiararono pubblicamente cattolici di rito latino. Altri poterono tornare all'Unione nel periodo fra il 1918 e il 1938, conservando il proprio rito.
Con l'inizio della "guerra fredda", dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, il regime comunista, a partire da Stalin, perseguitò in diversi modi le Chiese fedeli a Roma, considerandole nemiche del comunismo, così come l'Ortodossia.
Caratteristiche della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina
Definizione e Denominazione
Le Chiese cattoliche orientali sono Chiese particolari in piena comunione con il Pontefice romano che conservano le proprie tradizioni cristiane orientali in merito alla spiritualità, alla liturgia, alla normativa canonica e disciplinare e a qualche sottolineatura teologica.
Il nome "Chiesa greco-cattolica" fu dato nel 1774 dal governo austro-ungarico e dall'imperatrice Maria Teresa d'Austria per distinguere la Chiesa cattolica ucraina dalla Chiesa romana cattolica e dalla Chiesa armeno-cattolica, presenti sul territorio dell'Impero. La parola "greco" nel titolo della Chiesa indica la tradizione bizantina, mentre la parola "cattolica" afferma che la Chiesa ucraina è in comunione con il Vescovo di Roma, cioè fa parte della Chiesa Cattolica Universale.
Struttura e Dimensione
La Chiesa Greco-Cattolica Ucraina è la più grande delle Chiese cattoliche orientali, contando circa 7 milioni di fedeli. La sede del Primate, che ha il titolo di Patriarca, è la città di Kyїv, la capitale dell'Ucraina. Essa abbraccia 16 eparchie (diocesi) in Ucraina e 20 eparchie fuori dal territorio nazionale, distribuite in vari paesi:
- 3 in Polonia
- 5 in Canada
- 4 negli Stati Uniti
- 2 in Brasile
- 1 che include l'Australia e la Nuova Zelanda
- 1 in Argentina
- 1 che include Francia, Belgio, Olanda e Lussemburgo
- 1 nel Regno Unito
- 1 che include Germania, Danimarca, Norvegia e Svezia
- 1 in Italia
La Chiesa più piccola di rito orientale, in confronto, è in Sicilia, nella Piana degli Albanesi, con circa 50.000 fedeli.
Il Rito Bizantino-Ucraino
Secondo il Diritto Canonico delle Chiese Orientali, ogni singola Chiesa ha il proprio rito liturgico che trova la sua origine in una delle grandi tradizioni orientali. Le principali tradizioni sono: Alessandrina, Antiochena, Armena, Caldea e Costantinopolitana (Bizantina).
Il rito bizantino-ucraino è un rito liturgico che discende dalla tradizione bizantina, spesso comunemente detta tradizione greca, che è il complesso di cerimonie e di orazioni originatesi, almeno nel suo massimo sviluppo, a Bisanzio (Costantinopoli, l'odierna Istanbul) e successivamente giunte sul territorio dell'odierna Ucraina, dove hanno subito delle modifiche.
Peculiarità Liturgiche
- Segno della Croce: Si fa unendo il pollice, l'indice e il medio della mano destra in segno dell'unità della Santissima Trinità. Le altre due dita vengono richiuse nel palmo e simboleggiano le due nature di Cristo (natura divina e umana).
- Eucaristia: Il rito bizantino non usa pane azzimo (senza lievito), ma bensì pane lievitato. Il pane usato per la celebrazione (detto in greco pròsphora, cioè offerta) viene predisposto prima della celebrazione eucaristica vera e propria, durante il rito della Pròthesis (Preparazione), secondo un complesso simbolismo.
- Liturgie:
- Quella di San Giovanni Crisostomo è celebrata comunemente durante tutto l'anno.
- Quella di San Basilio è celebrata tutte le domeniche di Quaresima (tranne la Domenica delle Palme), il Giovedì Santo, la Veglia di Pasqua, a Natale e all'Epifania, e nella solennità di San Basilio.
- La Liturgia dei Presantificati è celebrata nei primi cinque giorni di ogni settimana di Quaresima. Essa prevede la distribuzione dell'Eucaristia ma non la consacrazione, poiché i cinque pani benedetti necessari per la celebrazione (uno al giorno) sono già stati consacrati la domenica precedente.
- Disposizione in chiesa: Durante la celebrazione eucaristica, uomini e donne sono normalmente separati, e le donne stanno a capo coperto.

Il Sacerdozio
Molti preti greco-cattolici sono sposati, anche in Italia. I preti cattolici di rito orientale (greco-bizantino, siriaco, ecc.) possono sposarsi prima di diventare sacerdoti. Solo gli uomini già sposati, dopo aver compiuto in precedenza gli studi di filosofia e teologia, possono essere ordinati per compiere il servizio diaconale o presbiterale. Una volta diventato diacono non sposato, il presbitero della tradizione bizantina non può sposarsi essendo già prete. Anche il matrimonio dei sacerdoti anglicani sposati che sono tornati in comunione con la Chiesa cattolica rimane valido.
La Presenza della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina in Italia
L'Esarcato Apostolico per i Fedeli Ucraini di Rito Bizantino in Italia
L'11 luglio 2019, Papa Francesco ha istituito l'Esarcato Apostolico per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia, con la bolla Christo Salvatori. Questa unità territoriale ecclesiastica copre l'intero territorio d'Italia. Il 24 ottobre 2020, il Santo Padre Francesco ha nominato Mons. Dionisio Lachovicz Esarca Apostolico per i cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia.
Ruolo e Regolamentazione
Per favorire una proficua cura spirituale di circa 70.000 fedeli, uniti in 146 comunità e serviti da più di 60 sacerdoti, Papa Francesco ha stabilito in un Rescritto del 28 agosto 2023 alcune disposizioni che regolano i rapporti tra l'Esarcato e la Conferenza Episcopale Italiana (CEI). Il testo, frutto dell'udienza concessa a monsignor Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali, il 23 giugno precedente, precisa che:
- L'Esarcato è una porzione del Popolo di Dio formato dai fedeli ascritti alla Chiesa sui iuris greco-cattolica ucraina, con domicilio o quasi domicilio in Italia e retta dall'esarca a nome del Romano Pontefice.
- L'esarca è membro di diritto della Conferenza Episcopale Italiana e, conseguentemente, è vincolato alle norme che ne regolano il funzionamento, nonché ne segue le direttive.
- L'esarca deve mantenere stretti legami di comunione e di coordinamento con i vescovi delle Diocesi e delle Eparchie italiane in cui l'Esarcato è presente.
- Per erigere le parrocchie personali, necessita del parere dei vescovi del luogo interessati, informando poi il Dicastero per le Chiese Orientali.
- L'esarca può erigere nuovi Istituti di Vita Consacrata e Società di Vita Apostolica con la licenza del Dicastero per le Chiese Orientali.
- I chierici devono coltivare un vincolo di unità con il presbiterio della Diocesi o dell'Eparchia nel cui territorio svolgono il loro ministero e favorire iniziative e attività pastorali e caritative congiunte.
- I chierici dell'Esarcato e quelli delle Diocesi o delle Eparchie nel cui territorio si trova la parrocchia personale dell'Esarcato eserciteranno il ministero in mutuo aiuto pastorale.

Sviluppo delle Comunità e Sfide Pastorali
All'inizio, negli anni '90, la formazione di comunità ucraine in diverse città d'Italia appariva molto disorganica e aveva un carattere familiare o di "bazar", radunando gli ucraini nella parte della città dove arrivavano i pullman dall'Ucraina. Rendendosi conto della necessità della cura spirituale degli ucraini, la Chiesa Greco-Cattolica Ucraina ha iniziato a curare la formazione delle comunità ecclesiali nelle principali città italiane, alle quali, in accordo con l'episcopato italiano, è stata data l'opportunità del servizio di culto nelle chiese cattoliche romane. Le premesse per tali azioni erano buone, considerando che a Roma esistevano due collegi ucraini dove studiavano seminaristi e sacerdoti, i quali sostenevano volentieri l'idea di una guida spirituale per gli ucraini in Italia.
Esempi di Presenza e Iniziative Locali
A Livorno, ad esempio, il Serra Club ha invitato Don Yurii Machalaba, parroco della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina di Livorno, per presentare la storia e le tradizioni della Chiesa. Questa Chiesa è presente nella diocesi livornese da quattordici anni.
A Milano, data la numerosa presenza di Greco-Cattolici Ucraini e la disponibilità di un solo luogo di culto, i rappresentanti dell'Esarcato hanno più volte chiesto all'Arcidiocesi di Milano di offrire una chiesa ad uso esclusivo. Dopo trattative iniziate nel 2012 e proseguite nel 2016 (a causa di orari scomodi per la Divina Liturgia domenicale), il centro pastorale è stato trasferito nel 2021. Questa situazione ha spinto l'Esarca Apostolico, Mons. Dionisio Lachovicz, a riprendere le trattative per istituire un secondo centro pastorale a Milano. Da questi dialoghi è nata l'idea di fondare una seconda comunità nella città di Monza, a 15 km a nord-est del capoluogo, dove vivono molti Ucraini. Come luogo di culto è stata proposta la chiesa di Santa Maria degli Angeli, dove già erano presenti altre due comunità di migranti. Il lavoro di organizzazione ha culminato con la celebrazione della prima Divina Liturgia per gli Ucraini a Monza il 29 gennaio 2023.
Eventi Recenti: La Proposta di Unità
Domenica 22 settembre 2024, con la benedizione dell'Esarca Apostolico, Mons. Dionisio Lachovicz, si è svolta per la prima volta una prolessa del Decanato di Napoli a Salerno. La Divina Liturgia solenne è stata presieduta dal Protosincello dell'Esarcato Apostolico, Rev. P. Teodosio R. Hren, OSBM, in concelebrazione con i sacerdoti del Distretto pastorale di Napoli. Essi sono giunti con i loro fedeli per pregare per la pace in Ucraina e celebrare il 25° anniversario della comunità ucraina di Sant'Andrea a Salerno. Ospite speciale è stato l'Arcivescovo Metropolita di Salerno, Mons. Andrea Bellandi.
Durante l'omelia, padre Teodosio ha espresso gratitudine all'Arcivescovo Andrea, ai sacerdoti e ai numerosi pellegrini, sottolineando che questa giornata solenne dimostra che l'unità tra i cristiani è possibile. «In un tempo in cui ci sono molte divisioni, anche tra i discepoli di Cristo, oggi, intorno all'altare del Signore nella Cattedrale di Salerno, si sono radunati fedeli della Chiesa Cattolica Romana e della Chiesa Greco-Cattolica, mostrando che l'unità non consiste nell'uniformità, ma è possibile anche con la diversità di tradizioni e riti».