Nella vita del sacerdote, la Santa Messa rappresenta il cuore pulsante e la fonte della sua esistenza spirituale e ministeriale. Essa non è solo una celebrazione, ma un mistero profondo e una regola spirituale per ogni presbitero, che in essa rinnova la propria offerta a Cristo per la Chiesa.
La Preparazione alla Santa Messa: Entrare nel Mistero
La celebrazione della Santa Messa è caratterizzata da due momenti solenni e fondamentali per il sacerdote: la preparazione e il ringraziamento. La preparazione alla Santa Messa è un momento di preghiera intensa, volto a permettere al sacerdote di entrare nel mistero che sta per compiersi sull’altare. Questo tempo di raccoglimento è un prezioso suggerimento che agisce anche come regola spirituale del presbitero.
Mentre la preparazione alla Santa Messa è come entrare nella "stanza più interna del Gran Re", essa porta il sacerdote a contemplare i misteri della nostra salvezza. È un momento per acquisire consapevolezza e cooperazione, per offrire sé stesso, il suo corpo e la sua intera esistenza, per divenire "offerta viva, santa e gradita a Dio" (cfr. Rm 12,1). Questo è il vero culto spirituale che sale al Padre per mezzo del Figlio.
Il sacerdote, in questo atto di preparazione, aspira a essere introdotto dal Figlio nel seno di Dio, per partecipare, nella nostra povera umanità, della sua divinità, rinnovando profondamente l’intera creazione e la loro stessa vita. L'offerta sacerdotale si esprime nel desiderio: "Mi offrirò in sacrificio col Signore stesso, per la salvezza dei fratelli".
La Santa Messa: Centro della Fede e Rinnovo del Sacrificio
Il santo Sacrificio della Messa è la sintesi che riassume la missione della Chiesa e la fonte da cui promana la sua energia santificatrice. In esso la Chiesa adora la maestà insondabile di Dio, presenta alla bontà divina il rendimento di grazie per i benefici della sua misericordia, soddisfa la giustizia di Dio irritata per i peccati del mondo e lo rende propizio al genere umano. Non a caso Pio XII ha definito il Sacrificio della Messa il centro della religione cristiana, chiamandolo il Mysterium Fidei, il Mistero della Fede.
È di somma importanza avere una concezione esatta della Santa Messa, poiché la mancanza di chiarezza su questo punto della dottrina cattolica ha impedito la crescita spirituale di molte anime. L’eresia protestante, ad esempio, ha svuotato la concezione della Messa, deviando molti cattolici dal cammino della salvezza, riducendola talvolta a una semplice assemblea di fedeli o a una mera commemorazione, negandone il carattere propiziatorio.
Gesù Cristo, Figlio eterno del Padre celeste, venne al mondo assumendo una natura umana per riparare il disordine causato dal peccato e per ristabilire l’amicizia fra Cielo e terra. Egli volle perpetuare la sua opera istituendo la sua Chiesa e, alla vigilia della sua Passione, nell'Ultima Cena, si offrì come vittima all’Eterno Padre sotto le specie del pane e del vino. In quell'occasione, costituì gli Apostoli sacerdoti, ordinando loro e ai loro successori di rinnovare quello stesso sacrificio fino alla fine dei secoli.
Il Sacrificio della Messa consiste nell’oblazione del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo, presenti sull’altare sotto le specie del pane e del vino. L’essenza di questo sacrificio è la consacrazione delle due specie separatamente, che rappresenta e misticamente ripete la morte di Gesù Cristo attuatasi nel Sacrificio della Croce. La Messa ha una relazione essenziale con il Sacrificio della Croce: lo rappresenta e lo rinnova, applicando agli uomini la sua virtù salutare. Senza il Sacrificio della Croce, la Messa sarebbe incomprensibile, da esso deriva la sua eccellenza e la sua efficacia.
Sostanzialmente, non vi è distinzione tra il Sacrificio della Croce e quello della Messa. La vittima è la stessa, Gesù Cristo, e il sacerdote che compie l’offerta è il medesimo Gesù Cristo, che nella Messa si serve del ministero del sacerdote gerarchico, prestandogli le labbra e le mani per rinnovare l’oblazione della Croce. Questo valore infinito deriva dalla dignità della vittima e del sacerdote che la offre. Gli scopi sono identici: la glorificazione del Padre celeste, il rendimento di grazie, l’espiazione, la propiziazione e la riconciliazione per noi e per tutto il mondo, inclusi "quelli che riposano in Cristo e ci hanno preceduto nel segno della Fede e dormono il sonno della pace".
Il Sacerdozio Ministeriale e la Validità del Sacramento
La Messa è il Sacrificio di Gesù, come Capo della Chiesa, e di tutta la Chiesa. Tuttavia, non è opera di tutti i membri, ma solo dei sacerdoti, i quali sono i sacrificatori. Pio XII afferma che "ai soli Apostoli e a coloro che, dopo di essi, hanno ricevuto dai loro successori l’imposizione delle mani, è conferita la potestà sacerdotale, in virtù della quale, come rappresentano davanti al popolo loro affidato la persona di Gesù Cristo, così rappresentano il popolo davanti a Dio".
San Tommaso d’Aquino chiarisce che il sacerdote, nella Messa, parla in nome della Chiesa nelle orazioni, ma nella consacrazione del Sacramento, parla in nome di Cristo, di cui detiene la vicaria in virtù del sacramento dell’ordine. Il sacerdote non perde il carattere sacramentale neppure quando apostata dalla vera fede, garantendo la validità del sacramento. La tradizione ha sempre considerato il sacerdote come mediatore fra Dio e gli uomini negli atti del culto divino, fondamento che si trova nella Rivelazione e nella natura umana.
Pio XII ribadisce che il sacerdozio esterno e visibile di Gesù Cristo è conferito a individui eletti con la generazione spirituale dell’ordine sacro, uno dei sette Sacramenti. Questo non solo conferisce una grazia particolare, ma anche un "carattere" indelebile che configura i sacri ministri a Gesù Cristo Sacerdote, rendendoli idonei a compiere atti di religione che santificano gli uomini e glorificano Dio. La Chiesa ha una ragione speciale per l’intervento del sacerdozio gerarchico negli atti del culto divino, essendo la santissima Eucaristia il centro e la fonte della sua vitalità.
La Partecipazione dei Fedeli: Sacerdozio Comune e Ministeriale
Anche nell'atto sublime dell'oblazione sacrificale, il popolo ha la sua partecipazione, con il voto e l'approvazione. È necessario spiegare chiaramente questo ai fedeli per contrastare l'eresia protestante che rifiuta ogni gerarchia, estendendo a tutto il popolo il privilegio del sacerdozio. Tuttavia, la Scrittura definisce il popolo cristiano "regale sacerdotium" (sacerdozio regale), intendendo che i fedeli hanno il dovere di presentare a Dio vittime spirituali, e in primo luogo se stessi, attraverso l'imitazione di Cristo e la pratica della virtù.
Il carattere battesimale, secondo San Tommaso d’Aquino, conferisce ai battezzati un’assimilazione al sacerdozio di Gesù Cristo, che dà loro la capacità di ricevere i benefici delle grazie della Chiesa, specialmente i sacramenti. In questo senso, essi acquisiscono la possibilità di ricevere il beneficio dei frutti del Sacrificio eucaristico e di partecipare attivamente ad esso, in quanto membri del Corpo Mistico di Cristo.

Le Intenzioni della Santa Messa: Per i Vivi e per i Defunti
I sacerdoti possono celebrare la Messa per una gamma innumerevole di intenzioni. Nella maggior parte dei casi, questa intenzione consiste nel raccomandare a Dio l’anima di una persona defunta. Tuttavia, le intenzioni possono essere anche personali, in favore dei vivi, per la Chiesa universale e per specifiche necessità. Esiste un ampio ventaglio di intenzioni che si trova nelle Messe per varie necessità, come quelle per la società civile, per la patria, per le autorità, per la semina e il raccolto, o per la pace e la giustizia in tempo di guerra. La vastità di formule possibili nel Messale prova che la gamma di intenzioni per una Messa è davvero innumerevole.
Nella città di Roma, il Vicariato suggerisce un’offerta per la Messa, ma i sacerdoti sono sempre disponibili a celebrarla anche senza offerta quando richiesta da persone con poche possibilità economiche. Il nome del defunto viene menzionato all'inizio della celebrazione o nella preghiera dei fedeli come concessione “affettiva”, senza che ciò significhi "appropriarsi" della Messa, che è di tutta la Chiesa e a beneficio di tutta la Chiesa.
La Struttura della Santa Messa: Un Percorso Liturgico
Il mistero dell’Eucaristia è qualcosa che nessuna mente umana potrà spiegare e comprendere appieno. La liturgia della Messa si serve di gesti e momenti particolari, molti dei quali mirano a far riflettere su ciò che accade durante la celebrazione e a promuovere una partecipazione consapevole, evitando che essa sia vissuta come un mero spettacolo.
I Riti di Introduzione
I riti di introduzione hanno la funzione di accogliere i fedeli e prepararli spiritualmente ad una fruttuosa partecipazione. L'altare, luogo in cui si compie il grande sacrificio della vita di Cristo, viene baciato dal sacerdote in segno di venerazione. La sua importanza è sottolineata dalla croce posta nelle vicinanze, simbolo della sofferenza e della morte di Gesù. Nelle celebrazioni solenni, l'altare è anche incensato, un'usanza antica e segno di onore.
Dopo l'omaggio all'altare segue il Segno della croce, che invoca Dio e indica che tutta la Messa è celebrata nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Al saluto del sacerdote, i fedeli rispondono "E con il tuo spirito". Segue la richiesta di perdono dei nostri peccati al Signore, per celebrare la Messa con il cuore libero, cui segue l’assoluzione del sacerdote. Il Gloria è un inno antico che canta la lode e la grandezza di Dio, come gli Angeli fecero davanti alla grotta di Betlemme. Infine, la preghiera che il sacerdote rivolge a Dio a nome di tutti i fedeli, detta "colletta", a cui si risponde con l'"amen".

La Liturgia della Parola
Con la prima lettura inizia la liturgia della parola. Questa viene proclamata dall'ambone, che è il trono della parola di Dio. Alla prima lettura segue il salmo responsoriale, che può anche essere cantato, riprendendo temi della tradizione di Israele, e poi la seconda lettura. Il culmine della Liturgia della Parola è il Vangelo, la cui lettura è preceduta da segni di venerazione come l'invocazione "Il Signore sia con voi" e il segno della croce sulla fronte, sulle labbra e sul petto. Alla fine, la pagina del Vangelo viene baciata dal sacerdote in atto di venerazione e rispetto, e i fedeli stanno in piedi per indicare che si trovano alla presenza di Cristo che parla. Le conclusioni delle letture sono "Parola di Dio" o "Parola del Signore".
La parola di Dio, che spesso giace dimenticata nelle nostre case, durante la Messa è un momento privilegiato per ascoltare Dio che ci parla personalmente. Segue l'Omelia, momento in cui il sacerdote aiuta i fedeli a riflettere e comprendere la Parola di Dio appena letta, offrendo un aiuto su come vivere la vita cristiana secondo il volere di Dio. Conclude la Liturgia della Parola la Preghiera dei fedeli, che ha lo scopo di pregare per le necessità della Chiesa e del mondo, alla quale i fedeli rispondono con una frase di invocazione.
3MC 40 - Quali sono le parti della Messa?
La Liturgia Eucaristica
La Liturgia Eucaristica si apre con la preparazione dei doni, momento in cui vengono portati all’altare il pane e il vino che diverranno Corpo e Sangue di Cristo. Possono essere offerti anche altri doni o offerte in denaro per i poveri o per la Chiesa stessa. Il pane e il vino sono elementi antichi, frutto del lavoro umano e doni di Dio. L’Eucaristia nobilitazione e santificazione del lavoro umano, e il vino è anche simbolo di festa e gioia. Questi elementi, da nutrimento per il corpo, grazie a Gesù diventano cibo per la nostra anima, nutrendo la vita spirituale e preparandola alla vita eterna.
Durante l'offertorio, il sacerdote offre a Dio "la vita, ciò che abbiamo di bene e di male". Il pane e il vino, insieme all'altare, vengono incensati. Il sacerdote si lava le mani, gesto simbolico di purificazione dai peccati, e invita i fedeli a pregare affinché il sacrificio sia "gradito a Dio Padre Onnipotente". Con la preghiera “sulle offerte” si conclude il rito dell’offertorio.
La Preghiera Eucaristica si apre con il dialogo fra sacerdote e fedeli e il Prefazio, un inno di lode tratto da testi biblici. Il momento centrale è l'Epiclesi ("invocazione"), quando il sacerdote invoca lo Spirito Santo sui doni, e la Consacrazione, dove, pronunciando le parole di Gesù durante la prima Messa, si compie il grande e invisibile miracolo della presenza di Gesù nel pane e nel vino con il suo vero Corpo e il suo vero Sangue. Durante la consacrazione, i fedeli sono invitati a stare in ginocchio e la loro attenzione è richiamata dal suono delle campanelle. Seguono le Anamnesi e le Intercessioni per la Chiesa, Maria e tutti i santi, sottolineando l'unione tra la Chiesa terrena e il Paradiso.
Il "Grande Amen", il più importante di tutta la Messa, esprime il consenso dei fedeli alla lode di Dio fatta per mezzo di Gesù, con Gesù e in Gesù.
3MC 40 - Quali sono le parti della Messa?
I Riti di Comunione
Con i riti di comunione si entra nel momento della condivisione. Il Padre Nostro, in cui chiamiamo Dio Padre, è seguito dalla preghiera del sacerdote che ne sviluppa l'ultima parte, chiedendo liberazione da tutti i mali. Segue il rito della pace, introdotto dalla preghiera del sacerdote per l'unità e la pace nella Chiesa, esprimibile in diverse forme locali. Questa pace e concordia sono essenziali per l'autenticità della comunione.
La frazione del pane è uno dei momenti più importanti della Messa. Questo rito non ha solo una funzione pratica, ma significa che i fedeli, pur essendo molti, diventano un solo corpo nella comunione all’unico pane di vita, che è Gesù. Il "dividere" è segno di condivisione tra i fratelli che mangiano alla stessa tavola. L'Agnus Dei è una lode, un saluto e un'implorazione al Signore che ha subito sofferenza e morte per noi, figurato come un agnello innocente.
Il sacerdote prepara poi a comunicarsi al Corpo e Sangue di Cristo. L’Eucaristia è il Corpo risorto di Gesù, vivo con carne e sangue insieme, non un corpo senza vita. L'unione del Corpo e del Sangue di Cristo è sottolineata dai gesti. La piena partecipazione alla Messa si attua con la Comunione.
I Riti di Conclusione
Dopo la Comunione, la preghiera “dopo la comunione” chiede al Signore che il Sacramento ricevuto sia efficace e fa riferimento alla vita eterna che l’Eucaristia garantisce. La Messa volge a termine con il saluto finale del sacerdote ("Il Signore sia con voi"), a cui segue la benedizione, che in particolari occasioni è solenne e composta da diverse intercessioni. All’annuncio della fine della Messa, si risponde con gioia e spirito di gratitudine nei confronti di Dio. Dopo la Messa, il sacerdote si ritira e la Santa Eucaristia, se presente nel presbiterio, viene riposta nel tabernacolo.
Il Ringraziamento dopo la Messa: Prolongatio in Persona Christi
Il ringraziamento alla Santa Messa è un momento altrettanto fondamentale della preparazione, perché è un ringraziamento per aver ripresentato il sacrificio memoriale del Figlio. Il sacerdote ha offerto il Signore e, per mezzo della sua azione sacramentale, il mistero della salvezza è stato rinnovato. Egli invoca: "Si compia la tua volontà di salvezza".
In questo momento, il sacerdote si sente "una cosa con il Signore", partecipando a Lui, totalmente suo. I misteri di Dio si sono compiuti in lui. Purificato e santificato da quei divini misteri, il sacerdote può veramente essere con Lui un solo spirito. Si tratta di "vivere di Lui", di un "prolungato in persona Christi", vivendo di Lui perché "si è mangiato di Lui" (cfr. Gv 6,57). Il suo corpo deve essere il Corpo di Cristo, nutrimento.
Il ringraziamento è un memoriale sacrificale in forma di gratitudine al Padre, un’offerta del Figlio a favore di tutta la Chiesa. I frutti della Santa Messa portano a innestare la nostra morte alla Sua Vita e a diventare viventi, per essere partecipi della vita divina che redime l’umanità. Questa unione con Cristo permette al sacerdote di offrire sé stesso con Gesù, proprio come fece la Vergine Maria, la quale fu l'Offerente al Tempio (cfr. Lc 2,22,36) e poi in modo sommo e culminante al Calvario, accanto al Figlio (cfr. Gv 19,25-27), una con Lui.
