La Chiesa ambrosiana ha intrapreso un percorso significativo verso la beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio, Monsignor Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione (CL). Questo processo, avviato anni fa, ha visto importanti sviluppi con l'apertura della fase testimoniale e la successiva conclusione della fase diocesana, che ora apre la strada alle tappe vaticane.

L'Avvio del Processo Diocesano e la Fase Documentale
Il processo per la beatificazione e canonizzazione di Monsignor Luigi Giussani ebbe inizio a Milano nel 2012. Fu l’allora arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, ad accogliere la richiesta di don Julián Carrón e a disporre l’inizio dell’Inchiesta diocesana. L'annuncio pubblico fu dato in Duomo il 22 febbraio 2012, settimo anniversario della morte del Servo di Dio e 30esimo del riconoscimento della fraternità di Comunione e Liberazione.
Questa prima parte del processo, denominata fase documentale, è stata molto prolungata, avendo richiesto circa 12 anni di lavoro. Durante questo periodo, due teologi furono incaricati di esaminare gli scritti pubblicati di Giussani e di redigere una Dichiarazione che attestasse l’assenza di errori in materia di fede e di morale, illustrando al contempo il pensiero teologico e la spiritualità del Servo di Dio. Parallelamente, venne costituita una Commissione storica con il compito di raccogliere tutta la documentazione utile a ricostruirne la vita, esaminando decine di migliaia di pagine di scritti.
L'Apertura della Fase Testimoniale
Il 9 maggio 2024, nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano, l’attuale arcivescovo di Milano, Monsignor Mario Delpini, ha dato inizio alla prima sessione pubblica della fase testimoniale del processo. Questa data è stata scelta per la sua vicinanza al giorno dell’Ascensione, una solennità che entusiasmava particolarmente don Giussani, come emerso dalla lettura dei suoi scritti.
L'evento ha rappresentato un momento di preghiera e un atto ecclesiale, con la celebrazione dei Vespri e l'avvio della parte giuridica tramite il giuramento, la delega ai membri del tribunale e la lettura di verbali. Monsignor Ennio Apeciti, responsabile del Servizio diocesano per le Cause dei Santi, ha spiegato che la commissione avrebbe interrogato persone in grado di illustrare la vita, il pensiero, la spiritualità e la fama di santità di Giussani, esprimendo il loro parere sull’opportunità di beatificazione e canonizzazione.
Le audizioni dei testimoni, tenute in modo riservato, hanno coinvolto circa ottanta persone, tra sacerdoti, vescovi, consacrati e laici, a rappresentare i vari volti della Chiesa, seguendo le indicazioni della Santa Sede. L'obiettivo era limitare la durata di questa ulteriore indagine di conferma di quanto già emerso, riducendo le audizioni al numero che la Congregazione per le Cause dei Santi consiglia, normalmente tra 50 e 60 testimoni.

La Conclusione della Fase Diocesana e le Prossime Tappe
La fase diocesana dell’inchiesta si è formalmente conclusa con l'annuncio dell'arcivescovo Mario Delpini, fatto al termine di una Messa in Duomo in occasione del 21° anniversario della morte di Giussani (scomparso il 22 febbraio 2005) e del 44° del riconoscimento pontificio della fraternità. Successivamente, giovedì 14 maggio, giorno dell’Ascensione, alle ore 17, nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano, l'Arcivescovo Delpini ha presieduto una celebrazione eucaristica che ha segnato la conclusione della fase diocesana.
Tutta la vasta documentazione raccolta in questi anni nella diocesi ambrosiana, comprendente sia la fase documentale che le testimonianze acquisite, verrà ora trasmessa al Dicastero delle Cause dei Santi della Santa Sede. Qui, il lavoro svolto verrà verificato e seguiranno le altre fasi previste dalle norme canoniche, fino all’eventuale decisione del Santo Padre di dichiarare il Servo di Dio Venerabile, primo passo verso la beatificazione e la canonizzazione.
Radio Maria - Percorsi di fede - Davide Prosperi sul podcast di don Giussani (03.12.2024)
Il Ricordo e l'Eredità di Don Luigi Giussani
L'arcivescovo Mario Delpini ha accompagnato l'annuncio della chiusura della fase diocesana con parole di profondo elogio, definendo don Giussani «un grande prete, un sacerdote ambrosiano innamorato della nostra Chiesa, che volle servire per tutta la sua vita con l’ardore del suo animo e del suo zelo.» Delpini ha sottolineato come nella sua vita e nel suo ministero, Giussani abbia «indicato quali frutti possa avere l’intenso amore per Dio: la fecondità che può dare - come ha dato - origine a qualcosa che lo Spirito di Dio rende prezioso per la Chiesa tutta.» Ha inoltre riconosciuto il dono che il Movimento e la Fraternità di Comunione e Liberazione rappresentano per la Chiesa universale, con il loro fecondo carisma diffuso in tutto il mondo.
Anche Davide Prosperi, presidente della fraternità di Comunione e Liberazione, ha espresso profonda commozione e gratitudine per il dono che il Signore ha fatto alla Chiesa e al mondo attraverso il carisma di don Giussani. «È un annuncio che ci riempie di commozione e di gratitudine per il dono che il Signore ha fatto alla Chiesa e al mondo attraverso il carisma di don Giussani, dal quale è sgorgata un’esperienza di cammino cristiano che continua a vivere e a rinnovarsi in tutto il mondo nella sequela al Papa e ai suoi vescovi», ha dichiarato Prosperi. Ha aggiunto: «Profondamente grati all’arcivescovo Delpini e in attesa di poter assistere con gioia a questo nuovo fondamentale passo della causa di beatificazione, continuiamo a pregare affinché la Chiesa accolga presto tra i suoi santi don Giussani, che con la sua testimonianza ci ha insegnato a conoscere e amare Gesù Cristo, presente qui e ora, e salvezza per tutti gli uomini e le donne di ogni tempo.»
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