La Chiesa di Santa Maria delle Scalelle: Un Bene Medievale
La Chiesa di Santa Maria delle Scalelle è una chiesa medievale di notevole pregio, situata al di fuori dell’abitato di Roccafluvione. Conosciuta anche come Santa Maria in Capite Scalorum o, in passato, "Santa Maria di Aliano", essa rappresenta un importante segno della presenza cristiana nella zona.
Al suo interno si conservava la statua originale della Madonna di Santa Maria delle Scalelle, la cui effigie, purtroppo, è stata in seguito trafugata. Attualmente, una copia ne custodisce la memoria all'interno di una nicchia affrescata risalente al XVI secolo.

Il Contesto Storico e l'Influenza Farfense
Le Origini della Presenza Cristiana
La sua ubicazione segue una logica religiosa molto precisa, narra infatti che sul Colle Liccio, sul lato opposto della chiesa, sorgesse in passato il tempio di una divinità pagana, teatro di scene di violenza e terrore sul tavolo sacrificale. A partire dal XI secolo, l'intera zona del Fluvione passò sotto la giurisdizione di Farfa, un periodo che favorì un notevole sviluppo economico, culturale e soprattutto religioso.
Questo sviluppo è testimoniato dalle numerose chiese presenti nell'area, tra le quali quelle di Marsia (con una cripta dell'VIII-IX secolo), Casebianche, Scalelle, Pastina e Pedara, tutte di particolare pregio artistico. La chiesa di Santa Maria Assunta, in questo contesto, si inserisce nell'influsso Farfense nel "Comitatus Asculanus". I monaci provenienti dall'abbazia del reatino contribuirono allo sviluppo del territorio con opere di bonifica e l'edificazione di chiese e oratori, favorendo gli insediamenti in collina e in montagna.
Dall'Insediamento di Aliano al Sindacato di Scalelle
La località di Santa Maria di Scalelle, il cui nome trae origine direttamente dalla Chiesa di Santa Maria, era in passato denominata Aliano dai monaci Farfensi ed era l'unico edificio attualmente sito nella frazione. Nel 1039, Aliano (l'attuale Scalelle) e l'attigua Gruliano (l'attuale Colleiano) furono donate al monastero dei Farfensi dai nobili Trasmondo di Ilperino e sua moglie. L'edificio sacro è infatti ciò che rimane di un probabile insediamento di monaci benedettini dell'abbazia di Farfa che, dall'XI secolo, ricevettero questi territori in dono da Trasmondo di Hilperino e sua moglie, nobili di origine germanica. In quei tempi, la chiesa era chiamata "Santa Maria di Aliano", antico nome dell'insediamento scomparso cui era legata, citata insieme a Groliano che si suppone corrisponda a Colleiano.
La presenza farfense nella zona andò progressivamente riducendosi, favorendo il vescovo di Ascoli fino alla nascita del comune ascolano nel XIII secolo. Il villaggio di Aliano, che sorgeva poco distante dalla chiesa, finì poi per fondersi con i centri limitrofi. Il territorio rientrò in seguito nel sindacato di Scalelle, che nel XV secolo fu soggetto al podestà della vicina Rocca Rionile. Nel XVI secolo, periodo in cui il brigantaggio dilagava sul territorio con scorrerie e incursioni che durarono fino all'Unità d'Italia, l'area assunse il nome di Santa Maria di Scalelle.
L'Evoluzione Architettonica e le Trasformazioni
Dall'Edicola Votiva agli Ampliamenti del XVI Secolo
Nel 1300, un tempietto sorgeva attorno a un'edicola votiva dedicata alla Vergine. L'assenza di documentazione archivistica obbliga ad analizzare il manufatto stesso, da cui si evince che l'attuale area presbiterale doveva costituire lo spazio sacro originario medievale. Le successive aggiunte di navata e campanile, e in seguito anche del romitorio, rivelano chiaramente l'intervento di maestranze lombarde, molto attive sul territorio tra il XV e l'inizio del XVI secolo.
Soltanto nel 1585, grazie a una bolla papale emanata da Papa Sisto V per disciplinare il governo del santuario, fu possibile procedere a un ampliamento. Infatti, nel 1588 furono aggiunte una navata a est e un'abside a ovest, che ospita il quadro su tela dell'Annunciazione (1590), raffigurante una bellissima icona della Vergine Beatissima del Divino Amore, vestita di velluto rosso.
La Realizzazione del Romitorio e il Ruolo Difensivo del Campanile
L'antica chiesa farfense si presentava di dimensioni assai più modeste e comprendeva l'area dell'attuale presbiterio. Nel 1549, come si legge sul grande arco interno, venne invece realizzata la navata e la relativa facciata addossata al campanile. Sempre in questi anni, come si nota dalla fattura dei muri meno raffinata rispetto alle tecniche edili farfensi, fu costruito anche il romitorio compreso nel complesso religioso.
Sul finire del '500, il banditismo che dilagava nell'area fece del campanile della chiesa il nuovo punto di osservazione delle guarnigioni locali, prendendo il posto dell'ormai decaduta Rocca di Scallelle. Si ricorda, inoltre, nel 1505, l'allestimento del presidio militare nei pressi della Chiesa e altre operazioni contro i banditi, effettuate nell'area un decennio dopo.
I Restauri del XX Secolo
Le finestre dell'edificio sono frutto di un restauro intorno agli anni '50 del XX secolo; sempre nello stesso periodo furono rieseguiti anche i pavimenti e il tetto. Le attuali finestre semicircolari della chiesa e la pennuccia in laterizio del tetto risalgono a restauri della metà del XX secolo. Anche l'attuale pavimento in marmette di graniglia risale a un intervento della metà del XX secolo. Nel 1817, per un errore catastale, la chiesa divenne parte del comune di Rocca Casaregnana, invece che di Rocca Rionile, per poi confluire nel comune odierno di Roccafluvione.

Descrizione Dettagliata dell'Architettura
Esterno: Facciata, Portale e Campanile
Attualmente la chiesa (18,00 x 6,50 mt) si presenta a navata unica orientata ad Est con uno snello campanile cuspidato (2,50 x 2,50 x 16,00 mt) inglobato nella facciata sul lato destro. Il prospetto a capanna, realizzato in masselli squadrati di arenaria, presenta un portale semplice ed elegante, architravato su mensole modanate, datato 1516, sormontato da lunetta e da una piccola monofora. Sull'architrave sono scolpiti la scala dello stemma di Scalelle, il nome di Giacomo di Pandolfo, che finanziò l'opera, e la data del 1516. Al lato svetta il piccolo campanile, più volte rimaneggiato.
Il lato Nord, adiacente al cimitero, non presenta nulla di particolare, mentre in quello Sud si trova un semplice portale laterale con architrave su mensole e tracce di antiche monofore ora chiuse. Addossato alla parete di fondo della chiesa si vede il piccolo fabbricato del romitorio, caratterizzato da due strette feritoie. Il paramento murario è rivelatore delle diverse fasi costruttive del manufatto; l'attuale parte presbiterale, in masselli perfettamente squadrati, rivela la maggiore antichità e va identificata con la primitiva chiesa medievale di origine farfense. La navata, edificata nel 1549, si caratterizza per una muratura più grezza, così come l'edificio del romitorio, posto in fondo al complesso.

Interno: Navata, Presbiterio e Opere d'Arte
L'ingresso presenta uno stretto atrio, affiancato da un lato dal campanile e dall'altro dal battistero, ai quali si accede dalla navata; sopra a questi vi è una piccola cantoria. La realizzazione del vano del battistero con la sovrastante cantoria risale a un'epoca successiva al XVI secolo. L'aula si presenta a pianta rettangolare, tinteggiata, eccetto il notevole arco trionfale lapideo del 1549, con il soffitto a capriate lignee e alcune nicchie con statue di Santi.
Entrati nell'edificio ad unica navata, l'attenzione viene subito colta dalla nicchia affrescata nel XVI secolo, che custodisce una copia dell'antica statua di Santa Maria delle Scalelle. L'unico altare è ornato da una serie di stucchi e di marmi dipinti di chiaro gusto barocco, risalenti al XVII-XVIII secolo; ai suoi fianchi, le piccole porte di legno immettono nella sacrestia e nel romitorio. L'altare, risalente agli inizi del XVI secolo a giudicare dagli affreschi ivi presenti, è stato poi dotato in epoca tardo-barocca di una ricca mensa policroma in gessone ascolano di scuola giosaffattesca.
Lungo il lato meridionale della navata si apre un altro ingresso, sempre caratterizzato dall'architrave, sorretto da mensole decorate; nei pressi è collocata un'acquasantiera rettangolare in travertino. Le nicchie alle pareti ospitano le statue di San Giuseppe, Sant'Antonio da Padova e San Vincenzo Ferreri; è presente anche una raffigurazione dell'Assunta. Il grande arco che divide il presbiterio dalla navata è provvisto di una pietra in arenaria dove sono scolpiti due gigli, un sole col monogramma IHS e la data del 1549. Al lato dell'ingresso principale rimane una piccola stanza, cui si accede attraverso un arco, che un tempo custodiva la fonte battesimale, ora alloggiata altrove.
L'interno si presentava come è attualmente già alla metà del XVI secolo, quando fu costruita la navata. La quota del pavimento era più bassa dell'attuale, come può desumersi dalle basi dell'arco trionfale, realizzato nel 1549, in parte sepolte. Interessanti sono il fonte battesimale in arenaria e l'acquasantiera laterale in travertino.

La Chiesa e la Comunità: Tra Storia e Tradizione
Un Crocicchio Storico e la Festa di Scalelle
Oggi, una strada percorre ancora lo stretto crinale che porta alla chiesa, fino ad arrivare ad un grande prato, passando poi alle pendici del colle della rocca di Scalelle e vicino al villaggio di Sala. Su questo spazio si trova un importante crocevia, che un tempo, quando le strade non esistevano ancora, era piuttosto trafficato. Oggi riprende vita esclusivamente in occasione della sentita festa di Scalelle, che torna annualmente ad animare i verdi prati all'ombra del luogo sacro. Molto sentita è anche la festa che si svolge a Ferragosto, in passato uno dei più grandi eventi del circondario, che richiamava numerosi visitatori e pellegrini devoti alla Madonna, animanti il piazzale antistante il sagrato della chiesa.
Lo svettante campanile di Santa Maria di Scalelle, punto di riferimento delle comunità circostanti, da secoli sorveglia silente i crinali dell'antico feudo di Rocca Rionile.