La chiesa di Santa Maria Assunta è l’attuale parrocchiale di Mergozzo, un luogo di culto la cui storia e architettura riflettono secoli di trasformazioni. L’edificio, che oggi si presenta con un’imponente scalinata di accesso, un ampio pronao in facciata e una planimetria a tre navate con presbiterio rettangolare a N/E, è in realtà la conseguenza di una serie di rifacimenti e integrazioni susseguitisi tra il XVII e il XIX secolo.

Contesto Storico e Origini del Borgo
Il territorio in cui si sviluppa il centro abitato di Mergozzo è frequentato dai tempi antichi sino ad oggi, senza apparente soluzione di continuità. Gli scavi archeologici condotti nell’area urbana hanno, infatti, evidenziato una presenza insediativa dall’età romana (dalla fine del I secolo a.C.). Osservando la localizzazione dei ritrovamenti, si può ipotizzare che l’abitato romano di Mergozzo si sviluppasse pressappoco in coincidenza del centro storico attuale. Gli scavi hanno messo in luce due zone di sepoltura poste sulle principali vie d’accesso al vicus Muregocii: chi giungeva dal lago Maggiore incontrava dapprima la necropoli della Cappella, chi arrivava dall’Ossola incontrava invece quella di Praviaccio.
Prime Menzioni e Ruolo di Pieve
La prima menzione della pieve di Mergozzo si trova nella bolla papale di Innocenzo II del 1132, nella quale viene fatta riferimento a una chiesa con le sue cappelle dipendenti. A questa altezza cronologica è possibile ipotizzare che la funzione battesimale e il ruolo di pieve fossero già passati dalla chiesa di San Giovanni in Montorfano a quella di Santa Maria Assunta; la sua collocazione al centro del borgo di Mergozzo la rendeva più comoda e adatta a svolgere i sacramenti e le funzioni. Inoltre, in una carta del 1151 sarebbe citato il nome di uno dei primi preti della pieve di Mergozzo, tale padre Paolo.
L'Architettura Romanica Originale
L’originaria chiesa romanica fu completamente demolita e di questa rimangono visibili solo il campanile e alcune tracce di muratura e decorazione pittorica ad affresco nei sottotetti dell’attuale chiesa. La struttura della primitiva chiesa di epoca romanica non è giunta ai giorni nostri, ma, grazie alle Visite Pastorali iniziate nel 1568, abbiamo una descrizione dell’aspetto che l’edificio doveva avere prima della sua totale riedificazione avvenuta nel XVII secolo.
Descrizione della Struttura Primitiva
La Visita Pastorale che meglio descrive l’edificio è quella del vescovo Bossi del 1582, nella quale si parla di una chiesa con pianta e dimensioni inconsuete: l’edificio si presentava, infatti, a quattro navate con un’ampiezza totale di 12 m di lunghezza per 15 m di larghezza. Tale anomalia era causata dall’aggiunta, in un’epoca successiva alla fase romanica, della cappella dedicata a Santa Marta e data in uso all’omonima confraternita. La medesima visita fornisce, però, anche una descrizione della struttura originaria della chiesa: composta da tre navate terminanti in tre absidi orientate ad est, le navate erano suddivise in quattro campate, le due navate laterali erano voltate e quella centrale, più ampia, era coperta con un tavolato ligneo. Le monofore si aprivano sui muri perimetrali. Il campanile, con quattro campane, si trovava a nord nella posizione attuale e tra questo e l’abside maggiore era inserita la sacrestia.
I Resti dell'Edificio Romanico
Dell’originario complesso romanico sopravvive oggi solo il campanile a pianta quadrata. La torre campanaria si sviluppa su quattro piani, dei quali il terzo e il quarto sono caratterizzati da specchiature concluse da una serie di archetti pensili poggianti su beccatelli. Tre lati del campanile presentano una cornice decorativa a dente di sega, collocata tra il quarto piano e la cella campanaria, la quale fu inserita solo nel 1665. Il campanile, che conserva lo stile romanico nella parte bassa, fu innalzato nel 1661 fino a raggiungere i 38 metri di altezza.

Sul lato orientale della chiesa, murati sulla parete esterna dell’edificio ecclesiastico, sono visibili tre archetti pensili che dovevano essere parte della decorazione dei perimetrali della chiesa romanica; questi, ricavati da un unico blocco lapideo, trovano diretto confronto con quelli che ornano i fianchi della vicina Santa Marta. Inoltre, nel sottotetto della chiesa, sopra la cappella dedicata a S. Carlo Borromeo, si è conservato un lacerto di affresco quattrocentesco con la scena dell’Annunciazione, in corrispondenza dell’arco absidale della precedente chiesa romanica.

L'Interno dell'Attuale Chiesa Parrocchiale
L’interno della chiesa di Santa Maria Assunta a Mergozzo presenta tre navate divise da sei imponenti colonne in serizzo. Il soffitto si presenta con volte a vela affrescate a motivi floreali, conferendo all'ambiente un'atmosfera di raffinata sacralità.

La Navata Destra
Sulla navata di destra si trovano diversi elementi di interesse artistico e devozionale: la cappella dedicata a San Carlo Borromeo, una croce in legno d’ulivo con madreperla risalente al XVIII secolo e la pala d’altare dedicata alla Madonna del Rosario, dipinta dal pittore novarese Carolus Canis nel 1623.

La Via Crucis
Nel 1821, le pareti della chiesa sono state arricchite con le tredici cappelle della Via Crucis, affrescate dal varesino Giovan Battista Ronchelli, che narrano i momenti della passione di Cristo. Il porticato esterno è di epoca posteriore rispetto alla struttura principale.