Una Vita al Servizio della Chiesa
Il Cardinale Edoardo Menichelli, nato a Serripola di San Severino Marche (MC) il 14 ottobre 1939, ha dedicato la sua vita al servizio della Chiesa con profonda dedizione. Orfano di entrambi i genitori in tenera età (madre il 31 dicembre 1950, padre il 24 dicembre 1951), crebbe con le sorelle Anna e Mariella nella casa del nonno materno fino al 1954, anno in cui entrò nel seminario di San Severino Marche. Qui frequentò le classi medie e ginnasiali, proseguendo gli studi presso il Seminario Regionale di Fano fino all’ordinazione sacerdotale, avvenuta il 3 luglio 1965 nella Cattedrale di Sant’Agostino di San Severino Marche. Successivamente, frequentò la Pontificia Università Lateranense a Roma, dove conseguì la licenza in teologia pastorale.
Le sue prime esperienze pastorali lo videro viceparroco nella parrocchia di San Giuseppe a San Severino Marche e professore di religione cattolica all’Istituto Professionale Femminile “Ercole Rosa”. Nel luglio del 1968, fu chiamato al servizio della Santa Sede presso il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, dove rimase fino al 1991. Dal 1992 al 1994, lavorò presso la Congregazione per le Chiese Orientali, ricoprendo la carica di Segretario particolare del Prefetto, il cardinale Achille Silvestrini. Durante la sua residenza a Roma, collaborò nella parrocchia dei SS. Cuori di Gesù e Maria in piazza Vescovio e fu cappellano nella clinica di Villa Mafalda, oltre a collaborare all’Ufficio di consiglio familiare presso il Policlinico Agostino Gemelli, dove fu anche cappellano. Prese parte attiva al Sinodo della diocesi di Roma del 1993.

Il Ministero Episcopale e il Cardinalato
Il 10 giugno 1994, Papa Giovanni Paolo II lo nominò Arcivescovo Metropolita di Chieti-Vasto. Ricevette la consacrazione episcopale il 9 luglio successivo, nella Basilica liberiana di Santa Maria Maggiore a Roma, per mano del cardinale Achille Silvestrini. Come suo motto episcopale scelse “Sub lumine Matris”, ovvero “Sotto la luce della Madre”. Trascorse quasi dieci anni nell’Arcidiocesi abruzzese, riformando gli aspetti economico-amministrativi e rilanciando la vita pastorale. L’8 gennaio 2004, Papa Wojtyła lo trasferì alla Sede Metropolitana di Ancona-Osimo, della quale prese possesso il 7 marzo successivo. Qui, curò il XXV Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona, concluso da Papa Benedetto XVI l’11 settembre 2011.
Papa Francesco lo nominò membro della III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema della famiglia, tenutasi in Vaticano nell’ottobre del 2014, dove fu relatore del circolo minore italiano “A”. All’interno della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), fu segretario della Commissione episcopale per la famiglia, mentre nella Conferenza Episcopale Marchigiana (CEM) fu presidente e delegato per la famiglia, per l’ecumenismo e il dialogo e per la pastorale del tempo libero, turismo e sport. Fu anche assistente ecclesiastico nazionale dell’Associazione Medici Cattolici Italiani.
Il 4 gennaio 2015, dopo l’Angelus domenicale, Papa Francesco annunciò la sua intenzione di crearlo Cardinale nel Concistoro che si svolse presso la Basilica di San Pietro il successivo 14 febbraio, dove gli furono conferiti l’anello, la berretta cardinalizia e il titolo cardinalizio dei Sacri Cuori di Gesù e Maria. Prese possesso della Chiesa dei Sacri Cuori di Gesù e Maria il 12 giugno. Il 13 aprile successivo, fu nominato membro della Congregazione per le Chiese Orientali e del Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari. Dal 4 al 25 ottobre 2015, partecipò, per diretta nomina pontificia, alla XIV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, svolgendo il ruolo di moderatore del circolo minore “B” di lingua italiana.
Il 14 luglio 2017, Papa Francesco accolse la sua rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi di Ancona-Osimo per raggiunti limiti di età. Lasciò l’Arcidiocesi il 1° ottobre 2017, dopo anni di intensa attività pastorale, donando una statua di S. Giovanni Paolo II. Il suo ultimo saluto alla Chiesa di Ancona-Osimo fu: «Il mio augurio è che ognuno di voi possa essere, per la Chiesa, ubbidienza viva allo Spirito che santifica, che sostiene e che invia ad annunciare la parola del Signore». Il primo aprile 2019 fu nominato consulente ecclesiastico del Centro italiano femminile. Dal 2017 scelse di abitare in due locali all’interno del Convento delle Suore Missionarie dell’Amore di Cristo - SMAC nel Santuario della Madonna dei Lumi.
La Parola del Cardinale: Omelie e Insegnamenti
La Testimonianza di Gaspare Spontini e il Messaggio di Carità (17 Novembre 2024)
«Celebro con voi e per voi, desidero ricordare le persone anziane e malate e i giovani: il Signore doni a tutti le grazie della sua misericordia». Con queste parole, il Cardinale Edoardo Menichelli iniziò l’omelia della celebrazione da lui presieduta domenica 17 novembre 2024, alle 11, nella chiesa parrocchiale di Santo Stefano a Maiolati Spontini. Invitato dalla Fondazione Gaspare Spontini in occasione degli annuali festeggiamenti per il compleanno del compositore, più solenni in quel 250° anniversario, il Cardinale ringraziò per aver avuto l’occasione di condividere questa ricorrenza con la comunità maiolatese, con la cittadinanza, con il parroco don Igor Fregonese e con il viceparroco don Gianni Piersimoni, con i sindaci di Maiolati Spontini Tiziano Consoli e di Monte San Vito Thomas Cillo, con i rappresentanti della regione Marche Chiara Biondi e Lindita Eletzi, delle forze dell’ordine e con l’apprezzata animazione della Filarmonica Spontini.

In quell’occasione, il presidente della Fondazione Spontini, Paolo Perticaroli, sottolineò come si fosse avuta l’opportunità di conoscere meglio l’uomo Spontini, facendo proprie le sue parole: «Operare in pro’ del mio prossimo e dei poveri, tutto il bene che mi è stato umanamente possibile». Questo programma, Spontini lo attuò in piena gratuità, guidato dalla sua profonda fede cristiana e da un grande respiro sociale, nella convinzione dell’uguaglianza degli uomini nella loro natura e in pieno accordo con la sua famiglia, la moglie Celeste Erard e i suoi fratelli sacerdoti. Le azioni di Spontini verso i poveri poggiavano su due elementi: la scuola e il lavoro per i giovani e gli anziani poveri della comunità di Maiolati.
Nell’omelia, il Cardinale Menichelli riprese questi temi, affermando: «Spontini lascia una testimonianza spirituale e di carità, ha avuto a cuore l’educazione dei giovani e la cura delle persone anziane ed a lui dobbiamo una memoria grata. La sua scelta è derivata da una sensibilità religiosa che ha segnato la sua famiglia». Il Cardinale proseguì con una riflessione più ampia sulla condizione umana: «Tutti noi siamo chiamati ad incontrare la morte, il dolore, le tribolazioni che la cultura di oggi tende a nascondere. Siamo destinati a subire un giudizio, non un rendiconto economico, ad un incontro con Cristo che ci ha promesso misericordia, che è morto e risorto per noi». Menichelli invitò a costruire la civiltà dell’amicizia e dell’amore, a dedicarsi al bene comune e alla vita sociale, sottolineando che i poveri sono spesso vittime di ingiustizie e che «l’amore è un cammino, è accoglienza di una persona diversa da me».
A conclusione della liturgia, Sara Latini lesse la preghiera del musicista, a nome di tutti i componenti della Filarmonica e del coro femminile Celeste Erard che hanno onorato la loro patrona santa Cecilia, mentre il parroco don Igor ringraziò il Cardinale Menichelli per aver attualizzato, con coraggio e chiarezza, le parole del Vangelo.
Riflessioni sul 25° Anniversario di Episcopato e il Tema della Famiglia
In occasione del suo 25° anniversario di episcopato, celebrato il 26 giugno nel Duomo di Ancona, il Cardinale Menichelli, alla presenza dell'arcivescovo Angelo Spina, sottolineò la presenza costante di Maria nella sua vita e nel suo ministero. L’arcivescovo Spina ricordò il motto episcopale del Cardinale, «Sub lumine Matris», come espressione del suo legame profondo con la Vergine. Il Cardinale stesso affermò: «Il mio episcopato è iniziato a Santa Maria Maggiore a Roma, poi sono passato alla tenerezza di Santa Maria del Popolo vicino a Chieti e alla Regina di tutti i santi ad Ancona. Maria sa quante volte mi sono inginocchiato davanti a lei per pregare, e adesso abito nel monastero dedicato alla Madonna dei Lumi. Sono sereno perché ho sempre vissuto il mio episcopato mettendolo nelle mani di Maria. Sentimenti, ricordi, fatiche e speranze restano in me come fattore educativo della mia vita e come ricchezza spirituale».
Riferendosi al Vangelo sulle nozze di Cana, il Cardinale parlò delle «giare vuote», identificandone diverse nel mondo contemporaneo:
- La fede: «Per riempirla è fondamentale il rapporto personale con Cristo. Se Cristo è la ragione della mia vita, la forza della mia speranza, la bellezza dell’amore, e se tutte queste cose sono vive nella mia vita, allora io credo e ho pace interiore. Bisogna, dunque, coltivare la fede».
- La gioia: «Per essere gioiosi bisogna liberarci di un peccato e poi imitare Maria. Qual è il peccato che sta dentro di noi? Il peccato di Maria di Magdala. Vicino al sepolcro, lei non riconosce Gesù che le domanda “Perché piangi?”. Qui troviamo la differenza con Maria, la madre di Gesù. La Madonna infatti è l’unica donna che non è andata al sepolcro, non aveva bisogno, lei aveva la fede, era gioiosa nonostante avesse perso il Figlio perché credeva che Lui era vivo, era Risorto. Se noi piangiamo vuol dire che non abbiamo lo Sposo crocifisso e Risorto. Il Signore ci chiama ad essere testimoni sereni e gioiosi».
- La comunione: «La comunione ecclesiale nasce dalla forza della preghiera, dalla fede in Cristo e dall’obbedienza al Risorto. Non esiste né il Cristo di Papa Benedetto, né di papa Francesco, esiste il Cristo e io sono in comunione nella Chiesa se Cristo è il centro del mio rapporto con l’altro».
- La carità universale: Riguardo a cinque parole dimenticate: «Lo avete fatto a me». «Dio mettendoci al mondo non ha creato una categoria di serie A e una di serie B. Il buon Dio ha creato dei figli e voi che siete genitori sapete che i vostri figli sono tutti uguali».
Il Cardinale Menichelli, che ha presieduto uno dei circoli minori al Sinodo dei vescovi sulla famiglia, ha sempre evidenziato l’importanza di una Chiesa "traboccante di compassione d’amore", capace di "distinguere il peccato dal peccatore". Ha sostenuto che «i Pastori sono chiamati a stare nella storia e aiutare le persone a santificare la quotidianità», e che la Chiesa deve crescere nella dimensione della collegialità e nell’assunzione comune e responsabile del bene di tutti. Ha sottolineato la differenza tra miseria (indegnità) e povertà (stile di vita), ricordando: «Nei Vangeli si dice ‘beati i poveri’, non “beati i miseri”».
Nell'ambito della 107° Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, sul tema ‘Verso un noi sempre più grande’, il Cardinale Menichelli ha richiamato l'appello del Pontefice a superare le divisioni per costruire un unico "noi", promuovendo la "cura della famiglia comune e della casa comune" e ribadendo che «ogni persona è un dono di Dio. E ha qualcosa da offrire all’altro».
Sinodo, card. Menichelli: “Apertura verso divorziati risposati, potrebbero fare padrini”
Il Tramonto di un Pastore: Le Esequie e il Suo Ricordo
La Scomparsa e le Prime Celebrazioni
Lunedì 20 ottobre 2025, il Cardinale Edoardo Menichelli è tornato alla Casa del Padre, all’età di 86 anni. La notizia della sua morte ha suscitato profondo cordoglio in tutte le comunità che lo hanno conosciuto. Le esequie, celebrate in forma solenne, hanno avuto luogo la mattina del 22 ottobre nel Santuario della Madonna dei Lumi a San Severino Marche, sua città natale. Una folla composta e commossa, oltre un migliaio di persone, ha riempito il Santuario, inclusi familiari, le sorelle Anna e Mariella, sacerdoti, religiosi, autorità civili e militari, e numerosi fedeli. A presiedere la cerimonia è stato Monsignor Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata e presidente della Conferenza Episcopale Marchigiana. Tra i presenti anche il gonfalone della Città di San Severino listato a lutto.
Sul feretro, semplice come da lui richiesto nelle sue ultime volontà, erano presenti un passo del Vangelo e una rosa bianca. Fuori dalla chiesa, un maxischermo permetteva a quanti non potevano entrare di seguire la funzione. La sindaca di San Severino, Rosa Piermattei, visibilmente commossa, ha ricordato il legame profondo tra la città e don Edoardo, come lui stesso chiedeva di essere chiamato: «Questa era la sua città natale, che ha sempre seguito anche se era fuori. Poi ha scelto di tornare qui nei suoi anni di pensionamento e oggi lo accompagneremo dove deve stare, ad Ancona, ma non lo dimenticheremo mai perché le sue radici sono qua. Era un genitore, un amico, un fratello, che non aveva mai dimenticato che cosa vuole dire essere “l’ultimo” e non avere una famiglia, che lui ha perso da giovanissimo».

L'Omelia Funerale di Monsignor Angelo Spina e i Messaggi di Cordoglio
L’omelia della funzione esequiale è stata affidata a Monsignor Angelo Spina, Arcivescovo di Ancona-Osimo, il quale ha espresso sentimenti di dolore e profonda riconoscenza al Signore per il ministero del Cardinale. «La celebrazione delle solenni esequie del Cardinale Menichelli suscita nel nostro cuore sentimenti di dolore per la perdita di un grande Pastore», ha sottolineato Mons. Spina, aggiungendo che il Cardinale ha lasciato «un ricordo incancellabile di sapienza e guida spirituale e pastorale, i cui frutti sono ancora ben vivi e presenti nelle comunità cristiane delle Diocesi da lui guidate». Il dolore si è unito a un profondo senso di riconoscenza al Signore per il dono del suo ministero episcopale, vissuto con fede, umanità e passione evangelica.
Particolarmente toccante è stato il ricordo dell’ultimo periodo di malattia del Cardinale, affrontata con uno «spirito indomito», come riportato nell'omelia di Mons. Spina: «Ha sperimentato la croce di una malattia devastante, affrontata con coraggio, fede e abbandono fiducioso alla volontà del Signore, sempre sorretto e accompagnato con amore e dedizione dai familiari, dai medici, dalle suore e dagli amici». Nonostante il progressivo affaticamento fisico, il suo spirito non si è fiaccato, esaltando la sua «carica interiore di amore a Cristo, di passione per il Vangelo e per il servizio all’uomo». Fino alla fine, è rimasto un «pastore vicino alla sua gente, un pastore “con l’odore delle pecore”», mosso da quella “tensione pastorale” che lo spingeva a incontrare ogni comunità con una presenza forte ma discreta, ricca di umanità e spiritualità.
Davanti al feretro, la luce del cero pasquale ha ricordato che «la morte, qualsiasi morte, non è invincibile», richiamando le parole dell'apostolo Paolo: «Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti, e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo» (1 Cor 15,20-28). Mons. Spina ha evidenziato che la vita e il ministero di Menichelli sono come un «libro aperto da leggere e rileggere» e la sua sofferenza una «testimonianza privilegiata del suo amore a Cristo». Ha ricordato anche il suo sentito amore per la Vergine Maria, espresso nel motto episcopale “Sub lumine Matris”.
Al termine dell’omelia, Mons. Angelo Spina ha annunciato il cordoglio del Santo Padre, espresso tramite telegramma all’Arcivescovo di Ancona-Osimo. Il Santo Padre ha descritto il Cardinale Menichelli come uno «zelante pastore» per Ancona-Osimo e Chieti-Vasto, e un «generoso presbitero» per l’Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche, elevando una preghiera affinché, per intercessione della Beata Vergine Maria, fosse accolto nella Gerusalemme celeste. Il messaggio di Mons. Giuseppe Baturi, segretario generale della CEI, ha ricordato il suo «competente impegno quale membro della Commissione episcopale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università, e della Commissione episcopale per la famiglia, i giovani e la vita».
La Sepoltura nella Cattedrale di San Ciriaco
Dopo le esequie a San Severino Marche, il feretro del Cardinale Menichelli è stato trasportato nella Cattedrale di San Ciriaco ad Ancona, dove nel pomeriggio del 22 ottobre, alle ore 17.00, la salma è stata accolta e alle 17.30 Mons. Angelo Spina ha presieduto una Santa Messa di suffragio, trasmessa in diretta su èTV Marche (Canale 12). Al termine della celebrazione, il feretro è stato deposto nella Cripta delle Lacrime, in attesa della sepoltura definitiva, secondo la volontà espressa pubblicamente dal Cardinale e nel suo testamento. Mons. Angelo Spina e il Vicario Generale don Luca Bottegoni si sono attivati per ottenere le necessarie autorizzazioni, che hanno richiesto tempo e documentazione, tra cui il parere favorevole del Sindaco di Ancona Daniele Silvetti, l’autorizzazione della Soprintendenza per la realizzazione del sarcofago sepolcrale, il parere igienico-sanitario dell’Azienda Sanitaria Territoriale, e il decreto del 12 dicembre 2025 del Presidente della Giunta regionale.
Mons. Angelo Spina ha provveduto a far realizzare il sepolcro in maniera semplice ed essenziale, come richiesto dal Cardinale. Alla base, una fascia di marmo rosso di Verona simboleggia il colore cardinalizio. La struttura che accoglie la bara è a forma di parallelepipedo (1,80 x 2,30 metri) in pietra bianca bocciardata. La copertura è una lastra di marmo con una striscia di marmo rosso di Verona, a indicare che Dio è amore. La lastra superiore, levigata e inclinata, evoca la resurrezione. Sulla lapide è incisa la scritta “Edoardo Menichelli”, con le lettere alfa e omega poste davanti alle date di nascita (14-10-1939) e morte (20-10-2025), richiamando Cristo come principio e compimento. Seguono la dicitura “Cardinale Arcivescovo Metropolita di Ancona-Osimo” e lo stemma del Cardinale.
L’ideazione è stata affidata all’Architetto Maurizio Volpini per la progettazione e la relazione tecnica, in collaborazione con l’ingegnere Sante Tombolini, con l’opera marmorea realizzata dalla ditta Mattoli di Jesi. A capo della tomba, affisso alla parete, un artistico crocifisso in bronzo dello scultore Antonio Cocchioni, donato all’Arcidiocesi da Mario De Grassi, arricchisce il luogo di riposo.

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