La Diocesi di Grosseto, e le comunità locali, sono custodi di una ricca storia fatta di fede, figure esemplari e luoghi di aggregazione. Questa sezione esplora due aspetti significativi di tale patrimonio: la memoria di don Vittorio Burattini e la storia e vitalità della Parrocchia Maria Santissima Addolorata di Grosseto.
Don Vittorio Burattini: Un Ponte di Fede e Cultura
Le Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello e di Grosseto, unite nel dolore e nella preghiera, hanno annunciato il ritorno di don Vittorio Burattini alla Casa del Padre, avvenuto venerdì al convitto ecclesiastico di Firenze. Don Vittorio aveva risposto con generosità alla vocazione sacerdotale.
La Vita e il Sacerdozio
Nato a Castell’Azzara il 13 luglio 1947, don Vittorio era stato ordinato presbitero a Sovana l’8 settembre 1974, nel giorno della festa della Natività di Maria. Per cinquant’anni, il religioso ha saputo rappresentare un ponte di fede e cultura tra le comunità maremmane. Per lunghi anni fu parroco di Sticciano.
L'Insegnante e l'Intellettuale
Don Vittorio è stato una figura conosciuta nel mondo della scuola grossetana. Per decenni ha ricoperto l’incarico di docente di religione, segnando il percorso formativo di tantissimi giovani soprattutto al Liceo scientifico “G. Marconi” e al Liceo classico “Carducci-Ricasoli”. È stato una figura iconica per generazioni di studenti grossetani. Uomo dalla profondissima cultura classica e teologica, era dotato di un’intelligenza vivida e brillante. Amava la musica sacra e la preghiera in latino, custode di una tradizione che viveva con profonda convinzione. Nonostante un carattere talvolta schivo e ombroso, chi lo ha conosciuto ne ha apprezzato la vivacità intellettuale e gli slanci generosi. Dietro il carattere a tratti schivo, nascondeva una rara vivacità intellettuale e slanci di grande generosità.

Il Ritorno alla Casa del Padre
Don Vittorio raggiunge in Cielo il fratello, don Antonio, anch’egli sacerdote, scomparso pochi anni fa, e la sorella Mariolina, che è sempre stata molto presente nella vita di don Vittorio. «Si ricongiunge in Cielo al fratello don Antonio e alla sorella Mariolina», aggiungono le due diocesi nella nota che hanno inteso inviare alla stampa. Il rito funebre sarà presieduto dal vescovo, monsignor Bernardino Giordano. Nell’attesa di poter dare all’amato sacerdote l’ultimo saluto, le comunità di Pitigliano e Grosseto si stringono con affetto profondo ai fratelli Aniello e Franca, a cui giungano anche le condoglianze della redazione de Il Tirreno di Grosseto, accanto ai quali torneranno domani per il funerale: «Riposa nella pace del Signore, don Vittorio».
La Parrocchia Maria Santissima Addolorata di Grosseto: Storia e Vitalità
Proseguendo il viaggio fra le parrocchie grossetane, si arriva alla "Maria Santissima Addolorata", situata in via Papa Giovanni XXIII. Il suo parroco attuale, Don Marco Gentile, ha raccontato la vita e le esperienze della sua comunità parrocchiale.
Le Origini e la Costruzione
La storia della parrocchia ha inizio il 18 settembre 1969, quando Monsignor Primo Gasbarri, amministratore apostolico di Grosseto, benedì la prima pietra della chiesa. Questa fu dedicata all’Addolorata con una solenne cerimonia durante la quale fu chiusa, come da tradizione, una pergamena commemorativa dell’evento. Alla costruzione di questo tempio contribuirono diverse entità, tra cui il Consorzio Bonifica grossetana, che si assunse l’onere tecnico e finanziario, l’Ente Maremma e il Genio civile di Grosseto.

Un Territorio Vasto e una Ricca Storia
«La nostra è una parrocchia molto particolare - dice Don Marco Gentile -. È molto grande e molto estesa sul territorio: infatti comprende vari quartieri: Gorarella, il Casalone, la zona del Pizzetti, la zona dello stadio e tutte le vie limitrofe. In più, è ricca nella sua storia perché ha avuto per molti anni i Gesuiti, ai quali poi sono subentrati i sacerdoti diocesani, di cui anch’io faccio parte. Stiamo parlando di una parrocchia che al suo interno ha varie esperienze.
Attività e Spiritualità della Comunità
La parrocchia vanta un’attività molto forte. Questa comprende il percorso di catechesi per i ragazzi e i gruppi famiglia. Abbiamo anche un gruppo scout, che è molto numeroso. Inoltre, la comunità mantiene ancora quell’impronta formativa e di approfondimento della fede tipica dei Gesuiti; infatti, all’interno della parrocchia, si trova ancora un po’ di spiritualità Ignaziana. C'è anche un bel gruppo dedicato agli esercizi spirituali nella vita ordinaria, di cui si occupano alcuni laici, formati apposta per guidare questo tipo di attività.
Per quanto riguarda la cerchia più giovane, la parrocchia propone il percorso di catechismo per i bambini. Si tratta di un bel gruppo numeroso, in totale sono 300 famiglie più gli scout che sono altre 150 persone. Si cerca di porre attenzione e di coinvolgere alle varie iniziative non solo i bambini, ma anche i loro genitori. La parrocchia organizza anche attività estive, come il Grest, che viene spesso organizzato in parallelo con altre parrocchie, condividendo tema, date e costi, per realizzare un’offerta più uniforme. Il costo di questa iniziativa è simbolico ed equivale ad un contributo, che poi dipende dalle varie situazioni familiari, con la certezza che «in questa chiesa, nessuno viene mai escluso dalle nostre attività».
La comunità offre anche un gruppo di teatro. Per il dopo cresima, il cammino degli scout continua anche dopo i sacramenti, grazie ai vari gruppi dedicati, rappresentando un’esperienza robusta. Vi è anche un altro piccolo gruppo di dopo cresima durante l’anno, sebbene non molto numeroso.
Anche i giovani tra i 25-30 anni partecipano, aiutando per alcuni servizi fra cui il coro, il canto e altre attività musicali, ma non esiste un gruppo stabile che si incontra regolarmente, anche perché molti di loro vivono fuori città per motivi di studio.

Sfide e Prospettive Future
Nonostante la vivacità, la parrocchia affronta alcune sfide, come la mancanza di spazio e strutture per un eventuale oratorio. Attualmente, c'è solo un piccolo campo da calcio, dove si fa fatica a coinvolgere educatori dedicati. Riguardo alle attività future, prima del Covid, la parrocchia proponeva attività di dopo scuola due volte a settimana, ma da allora non sono ancora ripartite. Si spera che «probabilmente - conclude Don Marco - ce la faremo per l’anno prossimo».
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