Informazioni sulle Chiese di Santa Chiara e sul Monastero Sacro Cuore

Le figure di Santa Chiara d'Assisi e l'Ordine delle Clarisse hanno ispirato la fondazione di numerose chiese e monasteri in Italia e nel mondo. Questa panoramica fornisce informazioni su alcune delle più significative strutture a lei dedicate, inclusa la Basilica di Santa Chiara ad Assisi, fondazioni storiche e un monastero intitolato a "Santa Chiara del Sacro Cuore", unendo così le due principali richieste tematiche.

La Vita di Santa Chiara d'Assisi

Quando Francesco nel 1206 compì sulla pubblica piazza il gesto di spogliarsi delle vesti, Chiara era una fanciulla di tredici anni. Ella apparteneva a una nobile famiglia della città, gli Scifi, e viveva contornata dall’amore della sua famiglia e dagli agi della sua condizione. Tuttavia, il gesto di Francesco la conquistò e dentro di lei spuntò il germoglio di un interesse verso quegli uomini che, avendo lasciato tutto, vivevano di elemosina e di carità, aiutando i lebbrosi presso la Porziuncola.

Cinque anni dopo, nella Domenica delle Palme del 1211 o del 1212, Chiara trovò il coraggio di scappare di casa per raggiungere Francesco. Aveva circa diciotto anni e sapeva perfettamente ciò che voleva. Osteggiata dal padre, che provò duramente a costringerla a tornare a casa, non cedette e venne seguita nella scelta di monacarsi anche dalle sorelle Agnese e Beatrice e infine anche dalla madre Ortolana, rimasta vedova. Le “povere dame”, come venivano chiamate da Francesco, si stabilirono in un edificio accanto alla chiesa di San Damiano e ben presto furono all’incirca cinquanta.

Come dice G.K. Chesterton “possiamo almeno supporre che nessun simpatizzante di quella che viene definita l’emancipazione della donna, disapprovi la ribellione di santa Chiara. Lei ha veramente vissuto la sua vita, la vita che aveva voluto vivere, diversa da quella cui l’avrebbero costretta la patria potestà e le convenzioni sociali”.

Ritratto di Santa Chiara d'Assisi con sfondo medievale

La Basilica di Santa Chiara ad Assisi

La Basilica di Santa Chiara è uno dei luoghi di culto più significativi di Assisi, una gemma incastonata nel cuore dell’Umbria, che attira ogni anno migliaia di pellegrini e visitatori da tutto il mondo. La sua costruzione iniziò nel 1257, pochi anni dopo la canonizzazione di Santa Chiara, sul luogo dove sorgeva l’antica chiesa di San Giorgio, nella quale erano state conservate temporaneamente le spoglie di San Francesco e dove Chiara aveva pronunciato i suoi voti.

L’architetto, come per la Basilica di San Francesco, è tradizionalmente attribuito a Filippo da Campello.

Architettura e Arte

La facciata bicolore a fasce di pietra bianca e rosa del Subasio è attraversata da due cornici che sottolineano il portale in basso, il rosone nel mezzo e il timpano con l’oculo in alto. Sobria ed equilibrata, la facciata è un gioiello dell’architettura del XIII secolo. L'esterno è caratterizzato dai poderosi contrafforti che sostengono l’edificio, donandogli un aspetto robusto e al tempo stesso elegante. Nel 1351 vennero aggiunti gli archi rampanti visibili sulla sinistra dell’edificio, con lo scopo di contribuire a sorreggere la struttura senza appesantirne le forme, creando invece un bellissimo gioco di pieni e di vuoti. Le facciate dei due edifici (Basilica di Santa Chiara e Basilica di San Francesco) risultano simili nelle forme semplici costruite sul modello delle cattedrali romaniche, con il timpano triangolare sul quale è posto un oculo e il rosone che sovrasta il portale principale.

Esterno della Basilica di Santa Chiara ad Assisi, con facciata bicolore e archi rampanti

L’interno della Basilica di Santa Chiara ad Assisi è un ambiente di profonda spiritualità e ricchezza artistica. La basilica conserva anche numerosi affreschi medievali, sebbene molti siano stati danneggiati dal tempo e dai restauri. Tra i più significativi, si possono ammirare cicli pittorici attribuiti a pittori della scuola giottesca e a maestranze umbre del XIII e XIV secolo, che narrano episodi della vita di Santa Chiara e di San Francesco.

L’altare maggiore è racchiuso da una pergola con cancellata medievale e sorretta da dodici colonnine poligonali del XIV secolo, tante quante gli Apostoli. Nelle volte a crociera sopra l’altare, espressione dello stile gotico, si trovano affreschi attribuiti al Maestro Espressionista di Santa Chiara.

Nel transetto sinistro è ben visibile una tavola lignea, attribuita al Maestro di Santa Chiara e datata al 1283. È una immagine iconica della Santa, raffigurata in piedi al centro dello scomparto, alto quasi tre metri. Ella indica una croce rossa sul suo mantello mentre ai suoi fianchi otto riquadri raccontano episodi salienti della sua vita. In basso a sinistra si narra di quando il vescovo scese dall’altare per donare la palma alla fanciulla che, in segno di umiltà, era rimasta al suo posto durante la funzione della domenica precedente alla Pasqua. La notte stessa ella diede una svolta radicale alla sua vita raggiungendo Francesco e la comunità riunita alla Porziuncola.

Il Crocifisso di San Damiano

Uno degli elementi più importanti e che suscita grande devozione è la Cappella del Crocifisso. Qui è custodito il Crocifisso di San Damiano, il crocifisso ligneo duecentesco che, secondo la tradizione, parlò a San Francesco nella chiesetta di San Damiano, invitandolo a “restaurare la sua casa”. L’importanza di questo sacello risiede nel fatto che vi è custodito il Crocifisso di San Damiano, quella croce lignea che Francesco udì parlare e che lo “arruolò” in un altro esercito, diverso ma vittorioso, quello cioè della povertà, dell’obbedienza e della misericordia.

Il Crocifisso di San Damiano, probabilmente risalente all’XI secolo e di un autore sconosciuto, è rappresentato vivo, ritto e fermo sulle sue gambe, con gli occhi aperti e il colorito vivace, secondo i canoni iconografici del Christus triumphans, cioè del Salvatore che trionfa sulla morte.

Nella stessa basilica, sopra l’altare maggiore, è posto un altro crocifisso, datato al 1255-1260 e attribuito al Maestro di Santa Chiara: venne commissionato dalla badessa Benedetta, che si fece rappresentare in adorazione di Cristo insieme a Chiara e Francesco.

Crocifisso di San Damiano, un'antica icona sacra

La Cripta e le Spoglie di Santa Chiara

Nella cripta, accessibile tramite una scala, riposano le spoglie mortali di Santa Chiara, ritrovate nel 1850. Le spoglie della Santa riposano sotto l’altare maggiore, nella cripta della chiesa a lei dedicata, ubicata nel versante orientale di Assisi, dalla parte opposta rispetto alla Basilica di San Francesco. Il suo corpo è visibile in una teca di vetro, rendendo la cripta un luogo di intensa preghiera e venerazione.

Vita Santa Chiara

La Chiesa di San Giorgio

Prima che venisse eretta la Basilica di Santa Chiara, esisteva in quel luogo la chiesa di San Giorgio, oggi inglobata nella struttura e divenuta una cappella laterale, poi affrescata da Puccio Capanna con la bella Maestà e santi dietro l’altare.

Informazioni per i Visitatori

Il complesso della chiesa e del convento sono un unicum con la piazza antistante, una delle più accoglienti e panoramiche di Assisi, da cui si può ammirare un’ampia vista che, nelle giornate di cielo terso, abbraccia la Valle Umbra da Montefalco a Perugia. Per chi volesse visitare la Basilica di Santa Chiara, gli orari di apertura variano a seconda della stagione, ma generalmente sono accessibili dalla mattina presto fino al tardo pomeriggio, con una pausa pranzo. La Basilica di Santa Chiara ad Assisi non è solo un monumento storico-artistico, ma un luogo vivo di fede, che continua a ispirare e ad accogliere chiunque cerchi un momento di riflessione e connessione con la spiritualità francescana.

Monastero Sacro Cuore ad Alcamo

La Nostra Storia: Fondazione e Sviluppo

Il Monastero Sacro Cuore nasce ad Alcamo (TP) il 24 giugno 1914 come fondazione del Protomonastero S. Chiara di Assisi, grazie a sr. Carmela Cherubina Paglicci Reattelli, sr. Chiara Giuseppa Corsini e sr. Maria Cherubina Bonifazi, donne dal cuore fecondo e aperte al soffio dello Spirito. Le Madri venute da Assisi trovarono in sito una piccola comunità religiosa senza però alcuna appartenenza ad un Ordine o Istituto, che prestissimo si arricchì di numerose vocazioni. Nonostante le inevitabili fatiche degli inizi, molte sono state le consolazioni di Dio per questo piccolo gregge voluto dalla Sua infinita misericordia.

Dopo le vicende della I Guerra Mondiale, il monastero fu canonicamente eretto il 21 ottobre 1922 ed il 13 novembre dello stesso anno fu celebrato il primo Capitolo elettivo. Tre giorni dopo, il 16 novembre, il nuovo Monastero fu inaugurato con il titolo di “S. Chiara del Sacro Cuore”. Con immensa riconoscenza possiamo ben dire che il «santo coraggio» lasciatoci in eredità da Madre Carmela Cherubina Paglicci Reattelli, sr. Chiara Giuseppa Corsini e sr. Maria Cherubina Bonifazi, incentivato dal desiderio e dall’urgenza di spandere il ‘seme clariano’ sino alle periferie della società di quel tempo, trova ancora vita e compimento nell’Oggi della nostra comunità.

La Nuova Sede a Erice

Infatti, un lungo e sofferto discernimento nato da alcune importanti problematiche strutturali e architettoniche del monastero, ci ha spinte alla ricerca di una struttura più adeguata alla nostra vita clariana facendoci salire “la montagna del Signore”, così come viene definita Erice (TP). Lo scorso 29 Ottobre 2020 abbiamo inaugurato la nostra presenza nel cinquecentesco convento donatoci dai Frati Minori Cappuccini di Palermo, con un piccolo gruppo di sorelle, dopo aver restaurato, grazie alla Divina Provvidenza, due piani della nostra nuova sede. Dopo il restauro di altri ambienti del pian terreno e ancora in attesa di un finanziamento pubblico che ci permetterà di completare i lavori, il 2 agosto 2021 l’intera comunità si ritrova finalmente riunita a Erice.

Il Lavoro e l'Accoglienza

Vivendo il lavoro come grazia, la fatica quotidiana ci unisce in comunione con l’umanità che per vivere deve mantenersi. E il lavoro, svolto per “l’utilità comune”, viene vissuto come luogo in cui si incarna il sacrificio della lode tanto gradito a Dio. Il nostro lavoro, dunque, che ci impegniamo a svolgere “con fedeltà e devozione”, come leggiamo nel cap.

Nel cuore del terreno adiacente al monastero, nel nostro piccolo Eremo San Francesco, restaurato grazie alla solidarietà di alcuni fratelli e sorelle, diamo la possibilità di accoglienza autogestita per momenti di ritiro (personale o di gruppi), di riposo e di condivisione della preghiera liturgica della Comunità. Per chi lo desidera, la Chiesa del Monastero è aperta sia al mattino che al pomeriggio per la preghiera personale e, previo appuntamento, si può avere la possibilità di un incontro con le sorelle della comunità.

Per chi desidera sostenere le loro attività: IT79A0894681970000000441694 Intestato a: Clarisse Monastero S. Chiara del Sacro Cuore.

Monastero o convento con architettura storica, situato in un paesaggio collinare

Altre Chiese e Complesso di Santa Chiara

La Chiesa di Santa Chiara a Lecce

La chiesa fu edificata in età barocca per volontà dell’ordine religioso delle Clarisse, fondato da S. Francesco d’Assisi e da S. Chiara, sui resti della precedente chiesa annessa al convento, in cui le claustrali dimoravano sin dai primi anni del 1400. La facciata, articolata in due ordini, benché sia rimasta priva del fastigio, ha un’armonia compositiva e un equilibrato ritmo di scansioni, dato da colonne e paraste e da una possente trabeazione. Il primo ordine, leggermente convesso, ha un portale sormontato dallo stemma francescano e nicchie vuote. Il secondo ordine ha una finestra centrale e nicchie laterali inquadrate da paraste scanalate.

L’interno del tempio ha forma ottagonale allungata, con un profondo presbiterio in cui troneggia l’altare della Santa titolare. Sulle pareti, paraste corinzie inquadrano tre cappelle per lato, con altari pieni di ornamenti rifulgenti di oro zecchino, che rappresentano le più alte espressioni del barocco leccese. Mentre all’esterno nicchie e piedistalli sono privi di opere scultoree, l’aula è contraddistinta dalla presenza di preziose statue.

Il controsoffitto, oltre ad essere un rarissimo esempio di copertura realizzata interamente in cartapesta, è anche il più grande in Italia. Il controsoffitto è il risultato di un lavoro di gruppo, costituito da moduli di piccole dimensioni realizzati da diversi artigiani ed assemblati su un’intelaiatura in legno, fino a coprire l’intera navata. Alla famiglia degli Ammirati apparteneva anche il famoso letterato leccese Scipione Ammirato, attivo nella seconda metà del 1500, che collaborò alla stampa dell’Orlando Furioso inserendo in prefazione “Gli argomenti” in rima e incentivò la cultura a Lecce con la fondazione nel 1559 dell’Accademia dei Trasformati.

Il Convento, annesso alla chiesa, sorto nel 1410 sulle rovine del Teatro romano, fu casa delle Clarisse per oltre quattro secoli. La costruzione che oggi permane non è più quella di età medioevale. Dopo la soppressione dell’ordine religioso nel 1866, le Clarisse furono accolte nel convento delle Benedettine, dove trasferirono anche i loro tesori (quadri e pergamene d’archivio). La fabbrica religiosa, confiscata dallo Stato, divenne sede di istituzioni statali.

La Chiesa di Santa Chiara a Torino

Nel cuore di Torino, nascosta tra le strade del Quadrilatero Romano, si trova la chiesa di Santa Chiara, edificio barocco che dal 2015 ospita, nei locali del suo ex convento, i ragazzi di via delle Orfane 15, un progetto di cohousing e di accoglienza del Gruppo Abele. Opera dell’architetto Bernardo Vittone (1705-1770), dal 2016 la chiesa di Santa Chiara è in fase di restauro, finanziato dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e volto a riportare la chiesa al suo antico splendore settecentesco.

Grazie al progetto promosso dalla Compagnia di San Paolo per diffondere la conoscenza del patrimonio architettonico religioso di Torino, è possibile visitare il cantiere di restauro della chiesa di Santa Chiara. Accompagnati dai volontari del Gruppo Abele e dai ragazzi di via delle Orfane 15, i cittadini, attraverso visite guidate ad ingresso gratuito, hanno potuto e potranno vedere i lavori di restauro in corso e scoprire la storia di questa piccola chiesa barocca.

Costruito a partire dal 1715 su un sito di fondazione più antica, il complesso monastico di Santa Chiara fu commissionato dalle monache Clarisse che, nel 1742, incaricarono il Vittone di realizzare la chiesa e il coro, ancora oggi esistenti. Sebbene la chiesa sia intitolata alla Santa di Assisi, nel corso dei secoli, il monastero vide alternarsi diversi ordini religiosi femminili. Dopo il lungo periodo di soppressioni napoleoniche, le Clarisse, ormai ridotte di numero, nel 1824 lasciarono il convento. Per volere del re Carlo Felice, il monastero fu affidato alle suore della Visitazione che lo abitarono per circa un secolo. Nel 1904 il convento e la chiesa divennero proprietà del comune di Torino. Destinati inizialmente alla demolizione, la chiesa e il coro si salvarono in extremis per il loro inserimento negli elenchi dei beni vincolati. Il monastero, invece, fu demolito nel 1935 per far posto all’ufficio di Igiene.

Negli anni ’30 del Novecento la chiesa fu nuovamente riconsacrata e acquistata dalle Piccole Serve del Sacro Cuore di Gesù per gli ammalati poveri, attuali proprietarie. Nel 2015 le Piccole Serve, non potendo più abitare l'immobile e con l'intenzione di proseguirne l'utilizzo a fini sociali, hanno concesso la chiesa e ciò che rimane del convento in comodato d’uso gratuito al Gruppo Abele, mantenendo però attivi l'attività ambulatoriale e i servizi ai poveri. La chiesa di Santa Chiara oggi rivive proprio grazie ai giovani del Gruppo Abele che hanno trasformato l’ex convento in un progetto di cohousing. I ragazzi si impegnano, tra le altre cose, a tenere aperta la chiesa per accogliere i visitatori. Solo nel mese di luglio 80 persone, munite di caschetto antinfortunistico, hanno avuto la possibilità di scoprire il cantiere di questo angolo barocco di Torino grazie ai giovani volontari del Gruppo Abele.

Interno di una chiesa barocca restaurata, con dettagli architettonici

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