Sant'Angela della Croce: Vita, Opera e l'Importanza del 2 Agosto

La figura di Sant'Angela della Croce, al secolo María de los Ángeles Guerrero González, è profondamente legata alla città di Siviglia e al suo impegno instancabile a favore dei più bisognosi. Sebbene la sua festa liturgica si celebri il 2 marzo, data della sua morte, il 2 agosto riveste un significato particolare e commemorativo per la sua opera: fu infatti in questo giorno, nel 1875, che vide la luce la Congregazione delle Sorelle della Compagnia della Croce da lei fondata. Questo evento segnò l'inizio di una straordinaria avventura di carità, rendendo il 2 agosto una data emblematica per la sua eredità spirituale.

La Nascita e i Primi Anni di María de los Ángeles

L'Infanzia e la Vocazione Iniziale

María de los Ángeles Guerrero y González nacque a Siviglia, in Spagna, il 30 gennaio 1846. I suoi genitori, Francisco Guerrero e Josefa González, erano di modeste condizioni sociali ma ricchi di virtù cristiane. Fu battezzata il 2 febbraio nella parrocchia di Santa Lucia con i nomi di María de los Ángeles Martina de la Santísima Trinidad, ma tutti la chiamavano Angelita. Crebbe in un ambiente molto religioso, contribuendo ai lavori manuali della famiglia, in particolare nel cucito. Di carattere molto docile e discreto, Angelita suscitava profonda ammirazione in quanti la conoscevano.

Ancora piccola, dovette lasciare la scuola per lavorare in un laboratorio di calzature, ma ciò non intaccò la sua profonda spiritualità. Amava appartarsi per dedicarsi alla preghiera e alle mortificazioni. All’età di 19 anni, seguendo il consiglio del suo direttore spirituale, il canonico José Torres Padilla, chiese di entrare tra le Carmelitane Scalze come religiosa conversa, un ruolo addetto ai servizi più umili. Tuttavia, a causa di gravi problemi di salute, fu costretta a lasciare il convento.

Ritratto di Sant'Angela della Croce da giovane

Rientrò in famiglia in tempo per offrire il proprio sostegno durante l’epidemia di colera che era scoppiata a Siviglia, assistendo i poveri ammassati nei cortili delle case popolari. Successivamente, il canonico Torres la indirizzò verso le Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli. Angelita iniziò il postulandato nell’ospedale di Siviglia, ma nuovi problemi di salute la costrinsero a trasferirsi a Cuenca, a Valencia e infine a Siviglia. Non migliorando, fu obbligata a lasciare il noviziato. La famiglia la riaccolse e la curò, permettendole di riprendere a lavorare nel laboratorio di calzature.

La Visione e la Fondazione delle Sorelle della Compagnia della Croce

Il Cammino Spirituale e le Sfide

Il canonico Torres, la sua guida spirituale, intanto, era partito per Roma come consultore teologo del Concilio Vaticano I. Angelita si affidò nuovamente alla sua direzione, in attesa di comprendere la volontà di Dio per lei. Il 22 marzo 1873, durante la preghiera, ebbe una visione vivida: le parve di vedere il Calvario con Cristo crocifisso e, di fronte alla sua Croce, ne scorse un’altra, vuota. Questa visione le ispirò il compito di immolarsi insieme a Gesù per la salvezza delle anime, specialmente quelle dei poveri.

Seguendo con obbedienza i consigli del direttore spirituale, nel tempo libero dal lavoro prese a scrivere un diario spirituale. In questo diario, abbozzò dettagliatamente la regola di vita di una comunità di religiose, dedita alla carità soprattutto verso gli infermi. Quando il canonico Torres giudicò che fosse venuto il momento opportuno, Angelita lasciò il lavoro e la casa paterna, pienamente risoluta a seguire la sua vocazione.

Il 2 Agosto 1875: L'Inizio di un'Opera di Carità

Nel giugno 1875, tre giovani si unirono a lei, e con loro Angelita cominciò a far vita comune il 2 agosto del medesimo anno. Questo avvenne in una piccola stanzetta in affitto in via San Luis 13 a Siviglia. Fu quello l’inizio delle Sorelle della Compagnia della Croce (Hermanas de la Compañía de la Cruz), una congregazione dedicata alla cura degli infermi e all'assistenza dei malati e dei poveri, nell’esercizio della più ardente carità e della catechesi.

Il motto che la fondatrice diede alla nuova famiglia religiosa e che cercò di vivere in prima persona fu: «Farsi povero con il povero per portarlo a Cristo». Questo spirito di sacrificio e dedizione caratterizzò fin dall'inizio l'operato dell'Istituto.

L'Espansione dell'Istituto e lo Stile di Suor Angela

La "Madre dei Poveri" e la Crescita della Congregazione

L’apertura delle prime case filiali non tardò, a cominciare da quella di Utrera nel 1877. L’operato delle religiose ebbe un impatto enorme sulla Chiesa e sulla società sivigliane dell'epoca. Erano tanto apprezzate che, perfino in tempi di persecuzione religiosa, i cittadini non permisero che venisse fatto loro del male. Le Sorelle della Compagnia della Croce vennero approvate dalla Santa Sede nel 1904.

Suor Angela della Croce, come si chiamò dopo la professione dei voti, seguiva personalmente l’apertura delle nuove case e si teneva in contatto con le superiore locali. Umile ed energica, seppe infondere nell’animo delle sue figlie un crescente spirito di dedizione e di carità verso i bisognosi. Per questo, ammirata da tutti, venne chiamata dal popolo «madre dei poveri».

Foto storica delle Sorelle della Compagnia della Croce con Suor Angela

Naturale e semplice, rifuggì da ogni gloria umana, ricercando la santità con uno spirito di mortificazione al servizio di Dio e dei fratelli. Fu eletta per la prima volta madre generale nel 1907 e per ben quattro volte le consorelle non vollero altra superiora a parte lei. Nel 1928, tuttavia, la Santa Sede ordinò all’arcivescovo di Siviglia di riflettere se farla rieleggere o meno. Quando il visitatore apostolico lesse il decreto, suor Angela s’inginocchiò davanti a lui, gli baciò i piedi e commentò con umiltà: «Dio ricompensi Dio».

Gli Ultimi Anni, la Morte e il Processo di Canonizzazione

La Malattia e la Pia Dipartita

Nel giugno 1931, Suor Angela fu colpita da un’embolia cerebrale che la lasciò paralizzata nella parte destra del corpo. A luglio perse definitivamente l’uso della parola. Per tutta la durata della malattia, rimase sdraiata su un tavolaccio di legno, non su un materasso, nella casa generalizia di Siviglia, mantenendo la sua testimonianza di umiltà e penitenza. Alle 2:40 del 2 marzo 1932, si mise seduta, poi alzò le braccia al cielo, compreso quello destro, aprì gli occhi e sorrise. Emise tre sospiri, poi si lasciò cadere, ormai priva di vita. Aveva ottantasei anni.

I suoi resti mortali sono venerati nella cappella della casa madre delle Sorelle della Compagnia della Croce a Siviglia, luogo di incessante pellegrinaggio e devozione.

Il Percorso verso gli Altari: Beatificazione e Canonizzazione

La causa di beatificazione e canonizzazione di Sant'Angela della Croce cominciò con il processo informativo, svolto presso la diocesi di Siviglia dal 1938 al 1946. Il 25 luglio 1952 si ebbe il decreto sugli scritti, seguito dal processo apostolico, dal 1960 al 1964. Il 18 maggio 1962 fu emesso il decreto sull’assenza di culto.

Il miracolo esaminato per la beatificazione riguardò la guarigione di una donna di nome Concepción. Nel febbraio 1938, Concepción fu colpita da un’infiltrazione polmonare acuta e ipertossica, seguita da complicazioni nel sistema circolatorio, nervoso e ai reni, entrando in coma. Quando le furono amministrati gli ultimi Sacramenti, mentre riceveva il Viatico, Concepción ripeté il nome di suor Angela, chiedendo espressamente la sua intercessione. Al secondo giorno della novena, le sue condizioni migliorarono e, l’ultimo giorno, non fu più in pericolo di vita. Il 12 luglio 1982, Papa San Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto che riconosceva questa guarigione come miracolo ottenuto per intercessione di Suor Angela. Fu beatificata dallo stesso Pontefice a Siviglia il 5 novembre 1982.

Il miracolo esaminato per la canonizzazione ebbe luogo ad Alcázar de San Juan e riguardò Teodoro Molina Navarro, all’epoca tredicenne. Nel novembre 1986, Teodoro perse la vista dall’occhio destro, dopo aver sofferto di vomito e intenso mal di testa. Sua nonna, Juliana Calcerrada, ascoltò un programma radiofonico in cui la cantante Antoñita Moreno aveva commentato che mancava un miracolo per la canonizzazione di suor Angela e suggerì ai malati gravi di contattare le Sorelle della Croce a Siviglia. Il 17 febbraio, giorno in cui avrebbe dovuto eseguire una nuova prova oftalmologica, mentre andava in autobus all’ospedale Ramón y Cajal di Madrid, Teodoro disse a sua madre di vedere dall’occhio malato. La convalida degli atti giuridici del processo sul presunto miracolo fu emessa il 22 settembre 1989. San Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto relativo il 20 dicembre 2002 e canonizzò la Beata Angela a Madrid il 4 maggio 2003, a ventuno anni dalla sua beatificazione.

Le Sorelle della Compagnia della Croce Oggi

Le Sorelle della Compagnia della Croce continuano la loro opera di carità e servizio secondo il carisma della fondatrice. Attualmente, l'Istituto conta case in quasi tutte le regioni della Spagna e in Argentina. In Italia, sono presenti con due comunità, una a Roma e l'altra a Reggio Calabria, portando avanti l'eredità spirituale e il motto di Sant'Angela della Croce: «Farsi povero con il povero per portarlo a Cristo».

Mappa delle comunità delle Sorelle della Compagnia della Croce nel mondo

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