La Chiesa di San Michele Arcangelo, situata nel cuore del quartiere di San Giacomo a Città di Castello, rappresenta un importante tassello storico e artistico del tessuto urbano. Le origini dell'antica prioria risalgono probabilmente all'XI secolo, sebbene l'edificio abbia subito nel corso dei secoli numerose trasformazioni che ne hanno mutato l'aspetto e la struttura interna.

Evoluzione storica e architettonica
Le fonti documentarie, tra cui l'Zibaldone dell'arciprete Cavardini, testimoniano come l'edificio fosse originariamente più stretto, con una data - il 1266 - un tempo incisa sull'architrave. L'antica struttura romanica fu oggetto di un primo importante rinnovamento nel 1458, come riportato su un'iscrizione rinvenuta sull'architrave della porta della canonica. In tale occasione, a causa di un forte terremoto che compromise la stabilità della torre campanaria cilindrica, si decise per il suo abbattimento, riutilizzando i materiali per la creazione di un loggiato al pianoterra.
Nel corso del XVI secolo, la chiesa versava in cattive condizioni. La sua rinascita fu legata all'ambiziosa operazione di riqualificazione del quartiere di San Giacomo, promossa dalla potente famiglia Vitelli. Nel 1527, monsignor Giulio Vitelli affidò la cura della chiesa a padre Sebastiano Sellari, esponente dell'ordine dei Servi di Maria. La stretta vicinanza tra i Vitelli e i Sellari segnò profondamente la vita della parrocchia in questo periodo.

L'assetto attuale e le trasformazioni strutturali
Secondo le testimonianze storiche, l'edificio presentava in origine un impianto basilicale a tre navate, divise in quattro campate. Tuttavia, un secondo e devastante terremoto, avvenuto nel 1789, impose una drastica riduzione delle dimensioni della chiesa. La struttura venne riedificata in forme più contenute, trasformandosi in un'aula unica con soli cinque altari.
L'esterno si presenta oggi con una facciata a doppio spiovente, caratterizzata da un pregevole portale in pietra sormontato da un'ampia finestra rettangolare. La muratura esterna, un misto di pietra e mattoni, testimonia le molteplici fasi costruttive. Gli interventi di restauro più recenti hanno permesso il recupero del loggiato e del giardino esterno rialzato, elementi preziosi che richiamano l'impostazione quattrocentesca.
Caratteristiche dell'interno
- Struttura: Aula a navata unica ritmata da quattro cappelle laterali coperte da volte a botte.
- Elementi decorativi: Sistema di paraste con capitelli corinzi che sorreggono un alto cornicione.
- Abside: Coperta da una volta a botte, funge da fulcro visivo per l'altar maggiore.
Il prestigio artistico: l'opera di Raffaellino del Colle
Il cuore artistico della chiesa è rappresentato dall'altar maggiore, dove si ammira la tavola raffigurante la Madonna con il Bambino e i santi Sebastiano e Michele Arcangelo, dipinta dal maestro biturgense Raffaellino del Colle, noto esponente della scuola raffaellesca. L'opera, eseguita tra il 1528 e il 1529, fu commissionata dalle famiglie Vitelli e Sellari, i cui stemmi araldici erano originariamente visibili nella tribuna antica.

Il Rione San Giacomo, nel XVI secolo, costituiva una vera e propria vetrina del prestigio politico ed economico delle famiglie egemoni. La chiesa di San Michele Arcangelo si inseriva in un complesso architettonico che comprendeva il Palazzo Vitelli a San Giacomo e i palazzetti gemelli affacciati su Via delle Grazie, testimoniando un'epoca di grande fervore culturale e urbanistico.