A San Martino di Lupari, importante cittadina con poco più di 13 mila residenti, la figura del parroco don Livio Buso è stata recentemente al centro di eventi che hanno suscitato profonde reazioni nella comunità. «Non avete idea della mia sofferenza, vi ringrazio, non aggiungo altro di quello che ho detto», queste le parole di don Livio Buso, raccolte fuori dalla parrocchiale.
Le Accuse e la Reazione del Parroco
La comunità è stata scossa dalla notizia di una denuncia pubblica presentata da Gianbruno Cecchin, 48 anni di Galliera Veneta. Egli ha dichiarato di aver subito, 29 anni fa all'età di 19 anni, abusi sessuali dal sacerdote, allora seminarista, e da un altro prete, don Paolo Carnio, parroco di San Donà di Piave (Venezia), durante l'anno di seminario a Treviso. Giovedì scorso in Procura a Padova è stato depositato un esposto che indicava undici episodi di presunta violenza sessuale, avvenuti tra il seminario e la casa alpina ad Auronzo di Cadore, oltre a minacce subite tramite lettere, un incontro e una telefonata. Tuttavia, è importante sottolineare che il reato di violenza risulta prescritto.
Don Livio Buso ha affrontato il caso domenica scorsa durante la celebrazione serale, respingendo ogni accusa. Ha annunciato e poi concretizzato una denuncia per calunnia e diffamazione, chiedendo alla comunità di pregare per lui, per il confratello, per il seminario, per la Chiesa e anche per la persona che ha causato tanto dolore.

Il Sostegno della Comunità e le Testimonianze
In risposta alle vicende, centinaia di fedeli hanno partecipato a un'Adorazione eucaristica di cinque ore (dalle 16 alle 21) all'interno del duomo, affidando alla preghiera personale la loro vicinanza al parroco. Questa iniziativa, avanzata dai gruppi giovanili e concretizzata dai Consigli pastorale parrocchiale, degli affari economici e della collaborazione Pastorale, ha dimostrato un ampio e sincero consenso. La costante affluenza durante la preghiera e la riflessione davanti al Santissimo ha evidenziato il profondo legame con don Livio.
Numerose testimonianze di stima e affetto sono emerse dalla comunità:
- Una mamma ha affermato: «Don Livio si spende instancabilmente per tutti nei momenti di gioia e soprattutto nella sofferenza. Grazie a lui i miei figli sono tornati in patronato, ha risollevato coppie in crisi e dove c'è dolore non manca di portare conforto. Io ci metto la mano sul fuoco».
- Un anziano ha raccontato: «È stato capace di riunire vari pensionati che grazie alle loro competenze fanno una serie di lavori per la comunità».
- Una signora ha sintetizzato: «Un parroco super, che tutti vorrebbero avere». Molti altri hanno ripetuto: «soffriamo con don Livio» e «in questo momento è meglio fare silenzio».
Nonostante l'invito alla pacatezza del parroco, alcuni fedeli non hanno trattenuto la loro indignazione. Una signora, con tono molto acceso, si è rivolta all'accusatore: «Se è vero, perché non lo ha detto subito, non ha denunciato immediatamente e lo dice dopo tutti questi anni?». Un'altra ha espresso il timore e la fiducia della comunità: «Se temiamo che lo allontanino? Assolutamente no, don Livio non ha fatto assolutamente nulla, fa solo del bene, a tutti, anche a chi in chiesa non viene».

La Visita del Vescovo di Treviso
Domenica primo marzo è stata programmata la visita del Vescovo di Treviso in parrocchia, un evento già previsto per la celebrazione delle comunioni e per l'amministrazione del battesimo a otto adulti, slegato dalle recenti vicende giudiziarie.
La Nuova Collaborazione Pastorale nell'Alta Padovana
La realtà della Chiesa contemporanea, segnata dalla carenza di vocazioni, richiede nuove forme di collaborazione pastorale. In quest'ottica, è stato avviato un significativo cammino di discernimento e corresponsabilità che ha coinvolto le comunità di Borghetto, Abbazia Pisani e San Martino di Lupari. Il vescovo Michele Tomasi ha concelebrato, insieme al vicario foraneo don Gerardo Giacometti, vari sacerdoti del vicariato, padri camilliani e salesiani, le messe di ingresso del nuovo parroco e l’accoglienza dei vicari parrocchiali.
L'Amplio Ruolo di Don Livio Buso
Il 12 giugno, don Livio Buso, pur mantenendo il suo incarico di parroco di San Martino di Lupari, ha ricevuto il decreto di nomina anche per la parrocchia di S. Giovanni Bosco in Borghetto. Il giorno seguente, 13 giugno, la stessa nomina è stata ufficializzata nella parrocchia di S. Eufemia vergine e martire, in Abbazia Pisani. Questo dimostra la disponibilità, docilità, obbedienza e corresponsabilità di don Livio nell'accettare una sfida impegnativa.
Parallelamente, don Luca Biasini e don Oscar Pastro sono stati nominati vicari parrocchiali delle parrocchie di Abbazia e Borghetto, e collaboratori pastorali per la Pastorale giovanile nella Collaborazione pastorale dell’Alta Padovana. Il 15 giugno, il Vescovo ha celebrato, senza ingresso, a San Martino di Lupari.
Un Periodo di Transizione e la Nascita di Nuova Vita
Don Giuseppe Busato, che per 12 anni è stato parroco di Borghetto e Abbazia, ha concluso il suo mandato lo scorso novembre, lasciando le due comunità senza una guida pastorale e spirituale per sette mesi. In questo periodo di attesa, i parrocchiani, pur sentendosi a volte smarriti, hanno saputo portare avanti le attività pastorali sotto la guida dell'amministratore parrocchiale, don Gerardo Giacometti, parroco di Castello di Godego.
Il vescovo Tomasi, all’apertura della liturgia ad Abbazia, ha sottolineato l'importanza di questa nuova fase: «È una convocazione che viene dal Signore per dare inizio ufficiale a un cammino di discernimento e corresponsabilità intrapreso da Borghetto, Abbazia Pisani e San Martino di Lupari, è una grande scommessa dove nessuno sta perdendo niente, ma anzi, tutti guadagnano uno sguardo più ampio. Da questa esperienza nasce nuova vita, e insieme testimoniamo al mondo che l’amore è possibile, reale e concreto».
Ringraziamenti e Prospettive Future
A conclusione delle celebrazioni, don Livio ha salutato e ringraziato le autorità civili, le associazioni, i gruppi ecclesiali, le suore e le Amministrazioni comunali. Pur non nascondendo l'impegno che comporta assicurare un pastore a ogni comunità, ha affermato che «nella preghiera e nel discernimento è nata l’adesione spirituale grazie alla consapevolezza del momento. Siamo chiamati a rinunciare a qualcosa per un bene più grande, così facendo facciamo spazio nel nostro cuore per accogliere il bello e il buono che il pastore ci dona».
Borghettani, abatini e sanmartinari hanno espresso soddisfazione e trepidazione, manifestando riconoscenza, stima e la volontà di condividere uno stile di pastorale coerente con quello della Chiesa e un impegno nella crescita delle relazioni. L’augurio è quello di continuare a camminare e collaborare insieme nella gioia del Vangelo e nella fraternità tra tutti, con l'invito a pregare per le vocazioni sacerdotali.