Il Monastero di San Giovanni Evangelista è un'abbazia benedettina di fondazione antichissima che sorge nel cuore del centro storico di Parma, a pochi metri dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta. Si affaccia su una piazzetta raccolta e silenziosa a ridosso dell’abside della Cattedrale. Nel 980 il vescovo Sigifredo II costruì, «fuori ma presso le mura della città», un piccolo monastero che affidò ai figli di San Benedetto. Primo abate del nuovo cenobio fu il canonico della vicina cattedrale Giovanni, venerato come Santo e compatrono della città insieme a Sant'Ilario da Poitiers.

La Ricostruzione e il Complesso Benedettino
La comunità di San Giovanni aderì alla Congregazione di Santa Giustina da Padova a partire dal 1477. A seguito di un incendio scoppiato alla fine del Quattrocento, durante le lotte di supremazia tra signori locali, il monastero fu completamente distrutto. Ne sarebbe seguita la ristrutturazione completa dei suoi edifici: in pochi decenni di straordinario sforzo edilizio, i monaci neri di Parma realizzarono la nuova fabbrica del monastero, impegnando nei lavori i migliori artisti e artigiani disponibili. L'abbazia benedettina di San Giovanni Evangelista in Parma veniva riedificata nella forma attuale fra il 1490 e il 1519.
La costruzione della chiesa, diretta inizialmente da Gigliolo Dall'Argine e poi, dal 1510, da Bernardino Zaccagni e Pietro Cavazzolo, s’ispirava alla committenza benedettina, che ne determinò le innovative scelte progettuali. La facciata fu realizzata fra il 1604 e il 1607 su progetto dell'architetto ducale Simone Moschino. Uscendo, sul lato destro della chiesa, è ben visibile il campanile del 1613. L'interno presenta una pianta a croce latina, scandito in tre navate; nelle laterali si aprono sei cappelle, alle quali se ne aggiungono due nel presbiterio.
Fanno parte del complesso benedettino anche i tre chiostri: il primo con leggere colonne ioniche, il secondo cui si accede dalla sala capitolare, dove si trovano due affreschi del Correggio, e il terzo detto “di San Benedetto”, con affreschi del Cinquecento. Un intenso fervore di lavori coinvolse l’impianto architettonico, come la rinnovata sala della Biblioteca storica, realizzata nel 1523, e l’apparato pittorico e scultoreo.

I Protagonisti dell'Arte Rinascimentale a San Giovanni
L'Abbazia di San Giovanni Evangelista di Parma costituisce lo scrigno più prezioso della cultura cinquecentesca della città. Parmigianino, Correggio e Antonio Begarelli sono i grandi artisti che operarono qui, rendendo l'abbazia un vero tesoro da scoprire lentamente, lasciando che gli occhi si abituino alla penombra e che poi vaghino curiosi alla ricerca dei capolavori.
Correggio: Il Maestro delle Visioni Celesti
La ricca decorazione dell'edificio rispecchia le scelte inedite della committenza benedettina. Le opere del Correggio giganteggiano nella chiesa, estendendosi dalla navata alla cupola, all’abside e alle pareti esterne del recinto del coro. Nelle tre navate si aprono sei cappelle; in quella centrale corre il fregio del Sacrificio Ebraico e Pagano, disegnato dal Correggio e realizzato da Rondani. Sempre del Correggio sono le decorazioni degli emi-pilastri, il sottarco della V cappella, il San Paolo caduto da cavallo, le decorazioni della crociera e la cupola.
All’interno della chiesa lo sguardo corre all’apoteosi di Cristo nella cupola, realizzata tra il 1519 e il 1521 circa. L’impianto iconografico allude all’“Ascenso” di Cristo, disceso sulla terra per risalire in cielo con l’anziano Evangelista, qui accovacciato sul bordo estremo della fascia esterna. Nella cupola sono raffigurati il Transito di San Giovanni e i Padri della Chiesa, con gli Evangelisti nei pennacchi. Come emerge dagli studi più recenti, Correggio esordì nella chiesa nel 1519 con l’affresco della cupola e del fregio della navata; forse contestualmente, portò a compimento la decorazione della lunetta sovrapporta con Giovanni Evangelista giovane (1519?-1521 ante quem non).
Il giovane e bello Apostolo è qui ritratto in atto di scrivere, con il viso rivolto verso l’alto, in cerca di ispirazione, ed è accompagnato dal suo animale simbolo, l'aquila, che lisciandosi il piumaggio, sembra pronta a fornirgli una nuova penna. Questo dettaglio delizioso, insieme al dolcissimo volto di Giovanni, rende l'affresco straordinario. Il fregio con Profeti e Sibille, che corre nella navata centrale, svolto da Correggio con la collaborazione di Francesco Maria Rondani (1519-1523), si rivela centrale ad illustrare il significato dell’intero progetto pittorico della chiesa. Questo ciclo si ispira alla cultura della Congregazione di Santa Giustina di Padova e declina un percorso figurativo che, grazie alla significativa presenza di sibille e profeti, uniforma il messaggio pagano a quello cristiano.
Dopo il 1524, il maestro portava a compimento per la cappella Del Bono le due tele, oggi presso la Galleria nazionale, con il Compianto su Cristo morto e il Martirio di quattro santi. Nei pennacchi sono raffigurati i Padri della Chiesa con gli Evangelisti, e lungo il tamburo, a monocromo, i simboli degli evangelisti tra gli angeli; nei sottarchi il Correggio dipinse le figure monocrome di eroi biblici e al di sopra del presbiterio le grottesche della crociera. L'installazione seicentesca delle cantorie avrebbe compromesso l’altro fregio con tematiche sacrificali, svolto forse dal maestro e da suoi stretti collaboratori lungo le pareti del santuario; ne è conservato un solo frammento nella Sala capitolare.

Correggio Documentario
Parmigianino: Le Prove Giovanili di un Genio
Nella navata sinistra si trovano alcune prove giovanili del Parmigianino. Questo artista, in giovane età, realizzò qui alcuni affreschi, tra cui spicca l’arcone della prima cappella. Oltre alle martiri Sant’Agata col carnefice, Sant’Apollonia e Santa Lucia, colpisce il delicato fregio del sottarco, dove tra putti e fiori spunta un tenerissimo coniglio, con lo sguardo vispo e il pelo bianco.
Michelangelo Anselmi: Eleganza e Devozione
A Michelangelo Anselmi (1492 ca.-1554) spettano la decorazione delle sei crociere e degli archi della navata maggiore con candelabre, putti, aquile e allegorie del tempo, a monocromo su fondo blu. Nel catino absidale del transetto sinistro (1521) si trova San Benedetto fra i Santi Scolastica, Mauro, Placido e Giustina. Nel destro, Il vescovo Sigfrido nomina Giovanni primo abate del nuovo monastero di San Giovanni Evangelista e La Vergine appare a Giovanni, primo abate, in punto di morte, quest'ultima con lo stemma originario della famiglia Cornazzano, emerso grazie ai recenti restauri. A lui si devono anche Santa Sant’Agnese e Caterina d’Alessandria (1522-1523) nella cappella a sinistra del presbiterio; l’affresco con i Quattro Dottori della Chiesa e la tavola con Cristo portacroce (1522) nella sesta cappella a sinistra (Bergonzi); e le ante di un armadio portareliquie della Sagrestia con San Sebastiano e San Giovanni Battista.
Antonio Begarelli: La Maestria della Terracotta
Antonio Begarelli, scultore modenese amico di Correggio, può essere ammirato nel transetto, dove si trovano quattro sue opere. Tra di esse di grande impatto è la Madonna col Bambino e San Giovannino, un gruppo realizzato in terracotta che imita perfettamente l’effetto del marmo, dimostrando come anche la materia prima più umile possa toccare vette di grande bellezza e armonia grazie alla genialità.
Altri Artisti e Dettagli Decorativi
Il coro ligneo è opera di M. Nella conca absidale, l'affresco con l'Incoronazione della Vergine, l'Evangelista, Giovanni primo abate, San Benedetto e il Battista, copia dell'affresco correggesco, veniva realizzata da Cesare Aretusi (1549-1612) nel 1586, quando a causa dell'ampliamento della zona absidale veniva abbattuto il catino dipinto da Correggio nel 1522. Il gruppo centrale dell’originale con Cristo e la Vergine è conservato alla Galleria nazionale di Parma, e la relativa sinopia presso la Biblioteca palatina. Altri frammenti di estremo interesse sono conservati alla National Gallery di Londra, al Museum of Fine Arts di Boston e presso alcune collezioni private.
Decisa si rivela la differenza di mano fra la decorazione della sezione di sinistra e di destra nel transetto: la prima, datata 1514, è firmata da Giovanni Antonio da Parma, mentre la seconda, di migliore qualità, è riferibile a Cristoforo Caselli (1460 ca.-1521), autore della tavola raffigurante l’Adorazione dei Magi, compiuta nel 1499 e situata nella terza cappella a destra. L’intero impianto pittorico della chiesa e del convento sembra intonato a un programma comune, derivato dalla cultura benedettina, come è per il fregio con Scene di sacrificio alternate a una serie di tondi con busti di papi, vescovi e monaci benedettini che scorre lungo il transetto.
La Vita Monastica e la Filosofia Benedettina
Il rinnovamento del monastero, fedele alle esigenze spirituali e culturali, era sostenuto dall'assiduo impegno dei monaci. La valorizzazione culturale, congiunta alla preghiera, stava alla base del pensiero benedettino. L'esercizio delle arti, giova ricordarlo, rientrava negli instrumenta elencati dalla Regola benedettina (cap. IV), ove veniva predicato l’otium laboriosum quale rimedio al taedium. Già a partire dal XIII secolo Edmondo di Abingdon si pronunciava così: "Nunc lege, nunc ora. / Sacra vel in arte labora." Tutto ciò emerge nelle affascinanti decorazioni gioannee: si ricorda qui il fregio delle Profezie che scorre lungo la navata centrale della chiesa benedettina.

L'Antica Spezieria: Storia e Prodotti Naturali
In San Giovanni sorgeva la più antica spezieria d'Europa, fondata nel 1201. Già allora, nel Monastero benedettino, i monaci studiavano e preparavano ricette di medicamenti e prodotti naturali per la salute e la bellezza del corpo. Quelle stesse ricette sono ora custodite e tramandate dai monaci di Torrechiara che, con la stessa dedizione e perizia, portano avanti la tradizione, dalla quale hanno saputo ricavare una linea di prodotti esclusivamente naturale. Tra i prodotti offerti, troviamo:
- Creme viso:
- Crema giorno alla Pappa reale e Propoli: funzione idratante per una pelle morbida.
- Crema notte alla Propoli e Cera d'api: favorisce i processi ripartivi dei tessuti, azione batteriostatica e antimicotica.
- Crema antirughe all'Olio di germe di grano e Miele: restitutiva, nutriente, idratante e protettiva, dona tono e freschezza.
- Crema per pelli acneiche alla Propoli e all'essenza di Lavanda: combatte efficacemente brufoli e punti neri, azione antibatterica, conserva la pelle morbida ed elastica.
- Creme corpo e mani:
- Crema mani al Miele, Polline e Cera d'api: protegge e nutre la pelle senza ungere, effetto emolliente e tonificante.
- Crema piedi alla Propoli e all'Essenza di menta: idratazione corretta, previene piaghe, arrossamenti, desquamazioni, azione lenitiva.
- Emulsione corpo al Miele: emolliente e rassodante, lascia la pelle morbida, idratata e setosa.
- Gel anticellulite al Tè verde: agisce sugli eccessi adiposi localizzati, rimodellando il corpo.
- Gel gambe alla Caffeina e Mentolo: per gambe affaticate e predisposte a gonfiori, rinfresca e tonifica, utile anche contro edemi e fragilità capillare.
- Detergenti e lozioni:
- Shampoo delicato alla Camomilla: per capelli delicati, schiarisce nei lavaggi frequenti.
- Shampoo purificante alla Propoli e Miele: per capelli con forfora (secca o grassa), dona idratazione e morbidezza.
- Shampoo rinforzante all'Ortica: per trattamenti rinforzanti e stimolanti il cuoio capelluto.
- Shampoo delicato alle proteine del Grano: per lavaggi quotidiani.
- Shampoo all'estratto di Rosmarino: produce una sensazione di piacevole freschezza.
- Bagnoschiuma alla Malva e Tiglio: pulizia profonda con azione calmante sulla pelle.
- Bagnoschiuma alle Alghe: coadiuvante dei trattamenti snellenti e anticellulite.
- Latte detergente all'Olio di Mandorle dolci: deterge con dolcezza, lasciando la pelle morbida e idratata.
- Acqua tonica con Hamamelis e Melissa: rinfresca la pelle e ristabilisce l'acidità cutanea.
- Acqua di Rose: da distillazione dei petali di rosa, proprietà rinfrescanti e nutritive.
- Antizanzara spray e crema: protezione dalle aggressioni esterne, azione ammorbidente e nutriente.
- Lozione dopo rasatura al Rusco, Miele e Aloe: lenitivo per pelle arrossata, idratante e rinfrescante.
- Lozione anticaduta: coadiuvante nel trattamento della caduta dei capelli.
- Trattamenti specifici:
- Crema delicata per il contorno occhi: a base di essenze vegetali.
- Olio del Monaco: olio per massaggi alle trentuno erbe, utile contro dolori reumatici e articolari, azione balsamica per suffumigi.
- Unguento alle Erbe, Cera d'api e Propoli: lenitivo ed emolliente, proprietà antisettiche, antimicotiche e cicatrizzanti, dona elasticità.
- Artiglio del diavolo: gel emulsione utile in caso di rigidità e dolori articolari e articolazioni infiammate.
- Profumi e saponi:
- Elisir di profumo all'aroma di Tè verde e Cardamomo: sensazioni rassicuranti e distensive.
- Elisir di profumo al Mandarino e Ylang Ylang: note olfattive euforizzanti.
- Lavanda della Badia: sensazione di freschezza con salvia sclarea, verbena, bergamotto e limone.
- Sapone acido alla Propoli: detergente delicatissimo a pH fisiologico, con proprietà antisettiche per pelli grasse e impure.
- Sapone delicato al Miele: deterge a fondo lasciando la pelle morbida, ideale per uso quotidiano.

La Comunità Monastica Attuale e le Sue Attività
Nel 1920 all'abate pro tempore Emanuele Caronti fu concesso di rioccupare i locali che nel frattempo il Ministero della guerra aveva trasformato nella Caserma Ulrico Tonti e nel 1945 la Comunità Monastica rientrava in Parma dalla Badia di Torrechiara. Attualmente la Comunità è composta da 7 monaci, di cui 6 sacerdoti. I Monaci accolgono tutti coloro che volessero fare esperienza di vita comunitaria. Riprendono da lunedì 13 ottobre gli incontri di mistagogia e formazione liturgica.
Orari delle Funzioni
Messe:
- Orario Festivo: ore 12:00, ore 19:00
- Orario Feriale: ore 19:00
Preghiera Comunitaria (Lunedì - Domenica e Festivi):
- ore 07:30 - Preghiera delle Lodi
- ore 18:30 - Preghiera dei Vespri (la Domenica 18:15 con Adorazione Eucaristica)

Sostegno al Monastero
Nasce con lo stesso cristianesimo la pratica di sostenere materialmente coloro che hanno la missione di annunciare il Vangelo, perché possano impegnarsi interamente nel loro ministero, prendendosi anche cura dei più bisognosi [cfr Atti degli Apostoli 4,34; 11,29]. Per coloro che volessero contribuire alle necessità dei monaci e alle opere di carità a favore dei più bisognosi, è possibile effettuare una donazione.
I monaci ringraziano per questo gesto di attenzione che concorre significativamente a sostenere la loro vita materiale, e ricambiano assicurando il ricordo nella quotidiana preghiera per i benefattori del Monastero. In ottemperanza alla legge 124 del 4.8.2017 “Contributi pubblici al no profit” vengono riportati i contributi ricevuti dall'ente Monastero di San Giovanni evangelista della Congregazione Sublacense Cassinese.