Il borgo di San Basilio, frazione di Novara di Sicilia, si presenta come un'isola linguistica gallo-italica situata sulle propaggini nord-orientali dei Peloritani. Il territorio sorge in una grande vallata, agli inizi dei monti dei Nebrodi, un nome che richiama antichi misteri della preistoria: Nebros, in greco "cerbiatto", suggerisce scenari di boschi un tempo popolati da cervi, daini e orsi.

Le radici storiche: dai profughi di Naxos ai Basiliani
La storia di quest'area affonda le sue radici nell'antichità. Già nel 735 a.C., i Calcidesi fondarono la colonia di Naxos. Nel 403 a.C., a seguito della distruzione della colonia da parte di Dionigi, molti superstiti fuggirono verso le montagne. Una parte di questi profughi, che parlava il greco attico, si stabilì nelle contrade novaresi, dando origine a insediamenti nella zona oggi chiamata contrada Greco. Alcune monete antiche ritrovate suggeriscono che l'esistenza di tali insediamenti potrebbe risalire proprio al 403 a.C.
Un capitolo fondamentale è segnato dai monaci Basiliani. Dopo le persecuzioni dell'820-829 d.C. sotto Michele di Balbo e Teofilo, e la successiva restaurazione bizantina guidata da Basilio I il Macedone nell'876, il territorio di San Basilio fu scelto come sede privilegiata da questi monaci, che seguirono l'ondata degli eserciti di Bisanzio e rimasero in Sicilia per 400 anni. I profughi di Naxos, rimasti sull'alta Novara, si spostarono nell'attuale borgo di San Basilio, dove ancora oggi permane una peculiarità nella pronuncia linguistica.

L'evoluzione del borgo e la vita religiosa
Le vallate subirono una trasformazione radicale con l'arrivo dei Cistercensi, guidati da Ugo, che sostituirono la liturgia bizantina. Ruggero II d'Altavilla affidò a questi monaci il Feudo di San Basilio. Fino agli anni '60, il territorio di Badiavecchia costituiva un'unica entità amministrativa e religiosa.
Agli inizi del Novecento, il territorio subì una frattura politica: Badiavecchia si legò agli ideali della Democrazia Cristiana, mentre San Basilio abbracciò ideologie comuniste. Questo clima di rivendicazione sociale influenzò profondamente il rapporto della comunità con la Chiesa locale. Tuttavia, a partire dagli anni '60, la costruzione della nuova chiesa - eretta a Parrocchia nel 1944 - ha segnato un nuovo inizio. La consacrazione del 2 luglio 1995 rappresenta oggi una tappa fondamentale per una comunità che ha saputo superare le divisioni del passato, diventando un faro di entusiasmo e coesione.
Tradizioni e folklore: il Maiorchino e il Carnevale
Tra gli eventi più iconici di Novara di Sicilia spicca il gioco del Maiorchino, un'antica sfida che consiste nel lanciare una forma di pecorino stagionato lungo un percorso prestabilito. Il formaggio, tipico della zona, ha uno spessore di 10-12 cm e un peso che varia tra i 10 e i 12 kg. Il torneo si svolge nel periodo tra metà gennaio e il Carnevale.
Il Carnevale stesso rappresenta un momento di grande aggregazione, con serate danzanti presso il Teatro Comunale “R. Casalaina”, dove la tradizione della contradanza e il tipico schiticchiu (pausa conviviale con prodotti locali) animano il borgo. A San Basilio, in particolare, si celebrano tradizioni uniche che richiamano antichi rituali comunitari.
Il patrimonio architettonico e naturalistico
Novara di Sicilia è celebre per il suo centro medievale. Tra le architetture di maggior pregio si distinguono:
- Duomo di Santa Maria Assunta: Risalente al XVI secolo, vanta una monumentale facciata e colonne monolitiche.
- Chiesa di Sant'Ugo Abate: Parte dell'antica abbazia di Santa Maria la Noara, fondata nel 1171.
- Teatro Comunale "R. Casalaina": Gioiello architettonico restaurato, centro della vita culturale locale.
- Rocca Novara (Salvatesta): Nota come il "Cervino di Sicilia", con i suoi 1340 metri offre un panorama unico tra il Tirreno e l'Etna.
| Dati Geografici | Informazioni |
|---|---|
| Altitudine Casa Comunale | Media 650 m s.l.m. |
| Superficie | 49,18 km² |
| Coordinate (Lat/Long) | 38° 1' 1,20'' N / 15° 7' 57,72'' E |