«Chi prega assomiglia ad un uccello che drizza il volo verso l’alto; spicca il volo dalla terra e si immerge negli spazi del cielo». Questa citazione descrive la natura profonda della **preghiera**. Essa è vista non come un dovere o una mera risposta a una prescrizione, ma come il modo più naturale e spontaneo per manifestare il nostro amore verso Dio creatore. Non è richiesto un ragionamento, ma un moto dell’animo, sebbene l’intera persona, testa e cuore, sia coinvolta nell’atto di pregare. La volontà ha un ruolo decisivo in questo processo.

La Preghiera come Dialogo Intimo con Dio
«Nell’acqua torbida e agitata non vede il suo volto chi vi si specchia. Se vuoi che appaia in te il volto di Cristo che ti guarda, distenditi e riposa». Questo suggerisce l'importanza del riposo interiore e della calma per l'incontro con il divino. Silenzio e solitudine sono importanti per consentirci l’intimità con Dio, ma non ci separano dai nostri simili, né ci mettono al di sopra di loro. La **supplica** è il primo atteggiamento della preghiera, perché con essa riconosciamo la grandezza di Dio. Nel **dialogo** ci intratteniamo con Dio in modo familiare, sapendo che il Padre ci ascolta. Con la domanda dichiariamo la nostra povertà e il nostro stato di bisogno. Essenzialmente, la preghiera esprime il desiderio che «noi, figli, amiamo il nostro Padre». Infatti, «se chiederemo l’amore, il Padre stesso, che è amore, ci darà ciò che egli è: appunto amore». Il problema diventa secondario nel momento in cui l’intera vita è espressione di dialogo con Dio. La preghiera può essere fatta con la mente o a voce alta, ma anche attraverso le opere.
Tenerezza e Abbraccio Spirituale: la Preghiera
La **tenerezza** è un linguaggio profondo e autentico dell’amore, spesso associata al rapporto tra sposi. Tuttavia, esiste anche una tenerezza rivolta a Dio: è la **preghiera**. È un gesto dell’anima, un **abbraccio spirituale** che unisce cielo e terra, proprio come l’amore coniugale. L'incontro, la tenerezza e lo sguardo che riconosce e accoglie l’altro come dono, sono profondamente umani e allo stesso tempo spirituali, rispondendo a uno dei bisogni più radicati nel nostro cuore: essere amati per ciò che siamo, amati fino in fondo. È proprio questa esperienza che ci trasforma. Nel cuore di questa esperienza di comunione non può mancare Colui che è la fonte dell’amore: Gesù.

La Preghiera nel Matrimonio Cristiano: Un Dialogo a Tre
Per i cristiani, vivere la tenerezza non significa solo vivere la dolcezza dei gesti, ma anche condividere lo spirito della preghiera, perché nel matrimonio cristiano si è sposati in tre. Il matrimonio cristiano, infatti, è un’alleanza che coinvolge anche Dio. Quante volte, la sera, quando tutto si fa silenzioso e i bambini dormono, marito e moglie si ritrovano nella penombra di una stanza, non da soli, ma alla presenza del Signore. In quei momenti, iniziare un **dialogo a tre** è come spalancare le finestre della nostra intimità sull’eternità. Lodare Dio, ringraziarlo per la giornata, per le gioie condivise, e affidargli le fatiche… tutto questo diventa un gesto d’amore.
PREGHIERA COPPIA DI FIDANZATI IN CRISI - PREGHIERA POTENTE
Epicoco, parlando della preghiera nella vita matrimoniale, scrive: “La preghiera non è un dovere da compiere, ma un respiro da condividere”. Questa preghiera, che non è mai scontata, diventa carezza per l’anima, un **abbraccio che attraversa la fatica**, il non detto, persino le ferite della giornata. È bellissimo, ad esempio, chiedere perdono davanti a Dio per le mancanze avute verso il proprio sposo o la propria sposa. Non c’è gesto più umile e al tempo stesso più grande di due sposi che si guardano negli occhi davanti al Signore e si dicono: “Mi dispiace”.
La Preghiera prima dell'Unione Fisica
Anche prima dell’unione fisica, mettersi in preghiera può sembrare controcultura, ma in realtà è un gesto che amplifica la bellezza del dono reciproco. Benedire quel momento significa ricordare che il nostro corpo non è solo carne, ma tempio dello Spirito. Don Carlo Rocchetta afferma: “Il linguaggio delle carezze è possibile solo se gli sposi imparano a pregare insieme, a benedire Dio e a benedirsi l’un l’altro”. Una carezza, quando è benedetta, diventa sacramento.
La Bibbia ci offre un esempio stupendo: la preghiera di Tobia e Sara nella prima notte di nozze. Non si abbandonano alla paura, né si lasciano travolgere dal desiderio, ma si affidano a Dio. Tobia si alzò dal letto e disse a Sara: «Sorella, alzati! Preghiamo e domandiamo al Signore che ci dia grazia e salvezza»…«Ora non per lussuria io prendo questa mia parente, ma con rettitudine d’intenzione. Degnati di aver misericordia di me e di lei e di farci giungere insieme alla vecchiaia». Non è una preghiera moralista, ma una **preghiera d’amore**, di quella rettitudine che vuole amare per costruire, non per consumare.
La Preghiera Coniugale: Fondamento dell'Amore Duraturo
Nel cammino matrimoniale, la preghiera è ciò che tiene insieme. È l’unico spazio in cui due persone così diverse possono trovare una lingua comune più profonda delle parole. Senza preghiera, la tenerezza rischia di ridursi a emozione. Per questo, non si dovrebbe mai smettere di pregare insieme, anche quando non se ne ha voglia o si è stanchi. Perché è proprio lì che può sbocciare un amore che non finisce. Come scrive don Renzo Bonetti: “La preghiera coniugale è il letto nuziale dell’anima”.
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