Nel contesto liturgico del tempo di Natale, il Salterio offre un gruppo di inni al Dio Re di particolare rilevanza: i salmi dal 95 al 98 (96-99 secondo la numerazione ebraica). Questi testi, caratterizzati da temi unitari e da espressioni come “Cantate al Signore un canto nuovo”, trovano nel Lezionario natalizio una collocazione privilegiata, fungendo da salmi responsoriali nelle diverse celebrazioni.

Il tema del "Canto Nuovo"
I salmi 95 (96) e 97 (98) riflettono la spiritualità post-esilica, narrata nella seconda parte del libro di Isaia. Il ritorno da Babilonia è qui presentato come un nuovo inizio e una nuova creazione, un annuncio di salvezza che scaturisce dalle grandi opere di Dio. Tale "canto nuovo" assume una connotazione escatologica, poiché guarda al compimento del regno di giustizia divino.
La tradizione cristiana, guidata dai Padri della Chiesa, interpreta questo canto alla luce della risurrezione di Cristo e della sua venuta nella carne. Come sottolinea sant'Agostino nel suo commento ai salmi: «“Cantate al Signore un cantico nuovo”. L’amore è il cantico nuovo». Accompagnare il Natale con questi salmi significa celebrare il mistero dell'umanizzazione di Dio, dove la salvezza non è più promessa lontana, ma evento presente.
Cosa significa la nostra liturgia?
La profezia dell'Incarnazione nel Salmo 85
Un altro pilastro della salmodia natalizia è il Salmo 85, letto dalla tradizione come una profezia dell'incarnazione. Il versetto 12 - “La verità è spuntata dalla terra, dal cielo si è affacciata la giustizia” - rappresenta il vertice dell'incontro tra il divino e l'umano:
- Verità e Amore: si incontrano per assicurare il trionfo della giustizia e della pace.
- Incarnazione: la verità che non può essere contenuta dal cielo si fa carne, adagiata in una mangiatoia.
- Risposta dell'uomo: il salmo interroga la capacità umana di "restare al passo del Signore", accogliendo il dono della sua presenza storica.

La funzione del Salmo nella celebrazione liturgica
Il Salmo, per sua natura, è una composizione poetica destinata al canto. Nella liturgia, esso non è un semplice intermezzo, ma una parte integrante della Parola di Dio. La Chiesa propone due modalità principali per la sua esecuzione:
| Modalità | Descrizione |
|---|---|
| Responsoriale | Il salmista canta il versetto e l'intera assemblea risponde con il ritornello. È la forma da preferirsi. |
| Diretta | Il salmo viene proclamato o cantato senza l'alternanza dell'assemblea. |
Cantare il salmo, o almeno il suo ritornello, è essenziale per comprendere e meditare sul suo significato spirituale. Come ricorda l'ufficio di Musica Sacra, il canto di lode è stato conservato dalla Chiesa con costanza nel corso dei secoli, arricchendosi di una mirabile varietà di forme che aiutano a interiorizzare il mistero del Natale.
Attraverso la proclamazione di questi testi, la comunità cristiana è invitata ad accogliere il Verbo che ha posto la sua tenda in mezzo a noi. Celebrare il Natale significa dunque fare proprio questo annuncio di gioia, riconoscendo in Gesù Cristo il Salvatore atteso, la cui nascita trasforma la storia umana in un tempo di grazia.
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