Corpus Domini - Anno C: Testi Liturgici e Significato Teologico

La Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, nota come Corpus Domini, trova il suo contesto più proprio nel Giovedì Santo. Tuttavia, nel corso dei secoli, si è sentita l'esigenza di una celebrazione separata e a sé stante. Questo perché nel Giovedì Santo prevale la riflessione sul rapporto tra Eucaristia e passione del Signore, mentre l'Eucaristia si apre a significati e valenze molto più ampie. Questi non sono soltanto legati a una riflessione teologica successiva, ma vengono indicati già nei testi sacri.

L'Eucaristia sta in uno stretto rapporto con la vita della Chiesa, ne determina il percorso e la spiritualità, ed è quindi giusto prendere in considerazione tutte le sue polimorfe sfaccettature. Esiste una devozione corretta nei confronti dell'Eucaristia e una scorretta. Quest'ultima si verifica quando si separa l'Eucaristia dal suo rapporto con ciò che la fonda e la costituisce come tale, cioè la passione e morte del Signore, e se ne fa un fatto privato e personale, che non tiene conto della sua portata ecclesiale. L'uomo eucaristico ne trae tutte le conseguenze, sapendo che l'Eucaristia lo invita a mettersi in relazione e a servizio di tutta la comunità.

icona Corpus Domini, ostia e calice

I Tre Aspetti Fondamentali della Celebrazione nell'Anno C

La celebrazione di questo Anno C mette in risalto soprattutto tre aspetti fondamentali:

  • il sacerdozio di Cristo secondo l'ordine di Melchisedek;
  • il pane in cui il Sommo Sacerdote, Gesù, offre se stesso;
  • il pane dato gratuitamente, che nutre e alimenta la vita dei discepoli.

Letture Liturgiche della Solennità

Prima Lettura: Gn 14, 18-20 - Offrì pane e vino

Dal libro della Gènesi si legge che in quei giorni, Melchìsedek, re di Salem, offrì pane e vino: era sacerdote del Dio altissimo e benedisse Abram con queste parole: «Sia benedetto Abram dal Dio altissimo, creatore del cielo e della terra, e benedetto sia il Dio altissimo, che ti ha messo in mano i tuoi nemici». E Abram diede a lui la decima di tutto.

Melchisedek è una figura misteriosa nella Bibbia: è re e sacerdote; re di Salem, che sarà interpretato come re di pace; sacerdote del Dio altissimo, cioè del vero Dio. Egli non offre vittime in sacrificio, ma pane e vino. Si comprende bene il nesso con l'Eucaristia: vi troviamo la prefigurazione del sacrificio del Cristo. Il fatto che Abramo, padre di una moltitudine immensa ed erede delle promesse di Dio, gli offra la decima del bottino è un riconoscimento della sua superiorità. Sia nella tradizione veterotestamentaria che neotestamentaria, Melchisedek è diventato il tipo del Cristo sommo sacerdote.

illustrazione Melchisedek che offre pane e vino ad Abramo

In relazione alla celebrazione odierna, questa lettura è come un richiamo ai primordi, quando Dio aveva già preparato il momento dell'offerta del pane e del vino da parte di Cristo e la realizzazione perfetta di questo culto nei confronti del Dio altissimo.

Salmo Responsoriale: Sal 109 - «Tu sei sacerdote per sempre, Cristo Signore»

Il Salmo 109 proclama: «Tu sei sacerdote per sempre, Cristo Signore». L'oracolo del Signore al mio signore dice: «Siedi alla mia destra finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi». Lo scettro del tuo potere stende il Signore da Sion: domina in mezzo ai tuoi nemici! «A te il principato nel giorno della tua potenza tra santi splendori; dal seno dell'aurora, come rugiada, io ti ho generato». Il Signore ha giurato e non si pente: «Tu sei sacerdote per sempre al modo di Melchìsedek».

Questo salmo richiama direttamente il sacerdozio secondo l'ordine di Melchisedek, stabilendo una connessione profonda con la prima lettura e prefigurando il sacerdozio eterno di Cristo.

Seconda Lettura: 1 Cor 11, 23-26 - Annunciate la morte del Signore

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi, i fratelli vengono ammoniti: «Io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: "Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me". Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: "Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me". Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga».

San Paolo non si azzarda a parlare dell'Eucaristia facendo speculazioni personali, ma si attiene esattamente a ciò che gli è stato trasmesso. Con questo mette in risalto che l'Eucaristia appartiene soltanto alla Chiesa di Dio, e a nessun altro personalmente. Il fatto che ne parli in un contesto di divisione, dove i Corinzi cercano il proprio vantaggio, privatizzano anche la cena del Signore, creando scandalo nella Chiesa ed escludendo proprio i più poveri, mette in risalto il suo valore di sacramento di comunione.

quadro ultima cena con Gesù che spezza il pane

Richiamando ciò che Gesù ha fatto e detto nell'ultima Cena, Paolo vuole invitare a fare lo stesso: Gesù ha offerto il proprio corpo e il proprio sangue. Chi vi partecipa non va soltanto per prendere, ma soprattutto per dare; per offrire se stesso. Dicendo che ogni volta che mangiamo questo pane e beviamo questo vino annunciamo la morte del Signore, si afferma che il sacrificio del Cristo si prolunga nei secoli, si attualizza e diventa memoriale, non soltanto nel senso che è Cristo ad offrirsi, ma Cristo con il suo corpo che è la Chiesa.

Chi non entra in questa logica non può mai accostarsi all'Eucaristia godendo del suo immenso valore, immergendosi in una dinamica che non nasce dal proprio buon cuore o dalla propria devozione, ma dallo Spirito che anima la partecipazione piena all'offerta di Cristo. Quando si dice che la Chiesa o è eucaristica o sta ancora sulla soglia della Nuova Alleanza, ci si riferisce proprio a questa logica.

Canto al Vangelo: Gv 6,51 - «Io sono il pane vivo»

Alleluia, alleluia. «Io sono il pane vivo disceso dal cielo, dice il Signore, se uno mangia di questo pane vivrà in eterno». Alleluia.

Vangelo: Lc 9, 11b-17 - Tutti mangiarono a sazietà

Dal vangelo secondo Luca si narra che in quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C'erano infatti circa cinquemila uomini.

illustrazione moltiplicazione dei pani e dei pesci

Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.

I discepoli si preoccupano della folla che si trova in un luogo deserto e non ha da mangiare e chiedono a Gesù di invitarla a cercare cibo e alloggio in qualche villaggio vicino. Sono bruciati da una di quelle uscite paradossali che contengono significati reconditi che è solito fare Gesù: «Date loro voi stessi da mangiare». Se vi preoccupate della loro situazione, fate qualcosa per risolverla, datevi da fare. Non serve a nulla constatare senza prendere posizione.

Non si ritrovano del tutto a mani vuote: è poco quello che hanno - cinque pani e due pesci - ma possono metterli a disposizione. Tenerli per sé rimangono cinque; distribuendoli si moltiplicano per mille. Gesù ne dà la dimostrazione. È lui che interviene per questa moltiplicazione (senza di lui, infatti, non succederebbe nulla, e non succederà mai nulla nella Chiesa), ma comunque vuole che siano i dodici a distribuirli alla folla. Vuol dire che questo sarà il loro compito per sempre nella storia. Ci ritroviamo in quella logica che dicevamo del dare, che appartiene alla dinamica eucaristica.

La finale del vangelo è da sottolineare: tutti mangiarono e furono sazi. È logico che Luca non si limita a descrivere il fatto, ma allude ad un altro cibo, ad un'altra sazietà. Un altro particolare: quel pane è avanzato. Non solo è bastato, ma ce n'è ancora: dodici ceste. Non sta lì a caso quel "dodici": è un messaggio per gli apostoli e i loro successori; questo sarà il loro compito: distribuire per tutti i tempi il pane della vita.

Moltiplicazione dei pani e pesci: lezioni per noi -- Giovanni 6:1-15 -- Marco deFelice

Approfondimenti sui Testi Liturgici

I testi liturgici di questa solennità sono molto ricchi, dalle antifone alle orazioni.

  • La Colletta italiana parla del memoriale della Pasqua; quella latina, più coerente col testo di Paolo, parla di memoriale della Passione. Inoltre, quella italiana parla del «sacro mistero» del Corpo e Sangue; quella latina di «sacri misteri», al plurale, come a dire che sono tanti i misteri che racchiude l'Eucaristia.
  • Il Salmo richiama il sacerdozio secondo l'ordine di Melchisedek.
  • C'è poi una sequenza molto lunga, che è una meditazione teologica di San Tommaso sull'Eucaristia.
  • L'orazione sulle Offerte fa riferimento all'unità e alla pace, di cui è segno l'Eucaristia.
  • L'orazione dopo la Comunione invece ci parla del convito eterno che già pregustiamo nell'Eucaristia.
  • Il Prefazio poi è una sintesi dei vari aspetti di questo mistero.

Nella santissima Eucaristia è racchiuso «tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè Cristo stesso, nostra Pasqua e pane vivo» (PO 5). Non si tratta di un segno metaforico, ma Gesù dice: «La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda» (Gv 6,55), per cui nella comunione eucaristica si realizza in modo speciale il «dimorare» l'uno nell'altro di Cristo nel cristiano.

Canti Suggeriti per la Solennità

Di seguito alcuni titoli di canti che possono accompagnare la celebrazione del Corpus Domini:

  • IL GUSTO DEL PANE (F.)
  • IL PANE DEL CAMMINO (P.)
  • PANE DI VITA NUOVA (M.)
  • PANE PER NOI SPEZZATO (J.)
  • SORGENTE DI SALVEZZA (A.)
  • CRISTO SIGNORE TU VIENI A NOI (G. M.)
  • GESU’ SIGNORE (L.)
  • DIO GRANDE (J.)
  • SIGNORE VERO CORPO (M.)
  • GLORIA DI LOURDES (elaborazione F.)
  • GLORIA (L.)
  • GLORIA (G. Durighello)
  • GLORIA (F.)
  • GLORIA (D.)
  • GLORIA (F.)
  • SION LODA IL SALVATORE (A.)
  • O SION LODA IL SALVATORE (M.)
  • ALLELUIA (L.)
  • ALLELUIA (B.)
  • SEGNO D’UNITA’ (A.)
  • SEGNI DEL TUO AMORE (T.)
  • DOV’E’ CARITA’ E AMORE (T.)
  • MOLTE LE SPIGHE (J.)
  • SANTO (L. Girardi) dalla “Messa breve”
  • SANTO (M.)
  • SANTO (J.)
  • SANTO (G. M.)
  • OGNI VOLTA CHE MANGIAMO DI QUESTO PANE (G. M.)
  • AMEN (A.)
  • AMEN (G. M.)
  • AGNELLO DI DIO (L. Girardi) dalla “Messa breve”
  • AGNELLO DI DIO (D.)
  • AGNELLO DI DIO (D.)
  • AGNELLO DI DIO (D.)
  • IL GUSTO DEL PANE (F.)
  • CON FIOR DI FRUMENTO (A.)
  • SEI TU SIGNORE IL PANE (G. M.)
  • MISTERO DELLA CENA (R. L.)
  • RESTA CON NOI SIGNORE LA SERA (D.)
  • O GESU’ TU SEI IL PANE (V.)
  • ALLELUIA! PER LA SANTA EUCARESTIA (G.M.)
  • INNO D’AMORE (G.Liberto; «O fonte della luce»)

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