I Salmi Cantati: Significato, Storia e Pratica nella Liturgia

I Salmi, raccolti nel libro biblico chiamato Salterio, rappresentano un tesoro inestimabile di preghiera e insegnamento spirituale. Essi sono un ponte tra l'Antico e il Nuovo Testamento, contenendo profezie sulla prima e la seconda venuta del Signore, descrivendo la sua incarnazione, passione, resurrezione e ascensione. La loro profondità è tale che, come la manna degli ebrei offriva ogni sorta di diletto e sapore, così i salmi racchiudono ogni insegnamento spirituale utile per qualsiasi necessità, adattandosi a ogni intenzione di chi li prega.

rappresentazione stilizzata del Salterio con elementi biblici

Il Valore Universale e Personale dei Salmi

Il valore dei Salmi trascende le singole circostanze e intenzioni. Quando cantati in coro, sono parole della Chiesa che loda Dio; recitati dal peccatore, sono implorazione di perdono; cantati dalle persone giuste, espressione di ringraziamento; e per le anime del purgatorio, il grido dell'anima a Dio dalle pene. San Gregorio Magno sottolinea come, nel sacrificio delle divine lodi, la salmodia infonda la compunzione e prepari nel cuore la via per giungere a Gesù. Nessun mortale è capace di concepire o spiegare appieno il valore dei salmi quando sono cantati non superficialmente, ma con mente attenta e cuore puro.

La Presenza di Cristo nei Salmi

Approfondendo i Salmi, si scorge la presenza di Gesù Cristo in ciascuno di essi. Meditare i Salmi significa avere Gesù nella mente; cantarli con la bocca, averlo sulla bocca. Questo porta a lodarlo con maggiore attenzione e devozione, purificando dai vizi e vincendo i demoni con la spada dello spirito, che è la Parola di Dio, poiché i demoni non possono sopportare chi canta devotamente i Salmi. L'origine dei Salmi non è terrena, ma celeste, in quanto Cristo è l'oggetto e il fine di tutti i Salmi, e in essi vi è la vita e il dialogo della Chiesa, che è il corpo di Cristo.

Benefici Spirituali della Salmodia

Comprendere i Salmi è essenziale per cantarli con devozione, evitando distrazioni e permettendo allo spirito, occupato dall'intelletto, di concentrarsi. Essi offrono una preghiera intima, un dolore sincero per i peccati e una preghiera perfetta per implorare la divina misericordia. Nei Salmi si trova aiuto in ogni avversità e ringraziamento per ogni circostanza, confessando la propria debolezza e miseria, muovendo Dio a usare misericordia. Essi contengono tutte le virtù, se si merita che Dio illumini per vedere la forza in essi riposta. Pertanto, il Salterio offre materia sufficiente per leggere, studiare e insegnare per tutta la vita, abbracciando gli scritti dei profeti, il Vangelo, gli insegnamenti degli apostoli e tutti i libri della Scrittura.

La Potenza della Parola e dei Salmi come arma spirituale. Salmo 23

La Salmodia come Fonte di Pace e Carità

Sant'Agostino, parlando dell'eccellenza e dell'efficacia dei Salmi, afferma che essi illuminano l'anima e la mente, arrecano tranquillità, sedano l'agitazione dei cattivi pensieri, reprimono l'ira, eliminano il lusso e suggeriscono una vita sobria, conciliando l'amore e portando concordia tra i dissidenti, riconciliando i nemici. Chi canta le stesse lodi di Dio difficilmente potrà mantenere sentimenti di inimicizia. La salmodia ristabilisce la carità, il massimo dei beni, congiungendo gli animi con la sintonia delle voci e formando di diversi popoli un unico popolo. È un cantico sommamente gradito a Dio, allontana ogni peccato, perfeziona il vincolo della carità, dona luce per penetrare e soffrire ogni cosa, e deifica l'uomo. Chi ama la salmodia non può amare il peccato.

La Storia dei Salmi nella Liturgia

Il canto dei Salmi ha radici profonde nella liturgia ebraica, sia del Tempio che della Sinagoga, e per "osmosi naturale" è entrato a far parte della liturgia cristiana. La liturgia cristiana si pone in continuità con quella ebraica, pur in sostanziale novità, avendo assunto molti elementi pur incentrandosi sul mistero del Cristo: la sua persona, opera e Pasqua. I Salmi giunti fino a noi sono 150, raccolti nel Salterio, il cui nome deriva da uno strumento musicale, indicando la loro natura di canti poetici. Essi vanno cantati in modo diretto, a cori alterni, da un solista o in modo responsoriale, come descritto nei Principi e Norme per la Liturgia delle Ore (PNLO, nn. 121-123).

illustrazione di un antico salterio ebraico

La Struttura del Salterio e la Sua Disposizione Liturgica

I Salmi non sono disposti casualmente, ma seguono un ordine logico, iniziando con la scelta di vita (Salmo 1) e concludendosi con la glorificazione di Dio (Salmo 150). Il Salterio è suddiviso in cinque "libretti", ognuno terminante con "Amen, Amen". Questa impostazione di lettura continua è stata mantenuta nella Liturgia delle Ore, sebbene la distribuzione dei Salmi tenga conto delle Ore del giorno, dei giorni della settimana e dei periodi dell'anno liturgico. Così, a Compieta si trovano salmi adatti alla sera, e diversi salmi per le Lodi mattutine, i Vespri e i salmi invitatori. Si distinguono salmi invitatori, di Lodi, di Vespro, di Compieta, per l'Ufficio di lettura o mattutino, e salmi specifici per la domenica (pasquali), il venerdì (penitenziali) e il sabato (storici e sapienziali).

La Riforma Liturgica e i Salmi

La nuova forma della Liturgia delle Ore (LO), a seguito della riforma liturgica del Concilio Vaticano II e della Costituzione Sacrosanctum Concilium, ha riorganizzato l'Ufficio divino (nn. 83-101). Partendo dal valore teologico della LO come opera di Cristo e della Chiesa, si è passati alla sua dimensione pastorale, con l'esigenza di una riforma per adeguarla alle mutate condizioni odierne (nn. 88-89). Ciò ha portato alla riduzione del numero di salmi per il Mattutino, alla soppressione dell'Ora di Prima e alla scelta di salmi più appropriati per la Compieta (n. 89). Il n. 91 ha sottolineato l'accessibilità a tutti i fedeli, anche laici, con celebrazioni più brevi e l'apertura all'uso delle lingue vive (n. 101). La struttura della LO si snoda ora su quattro settimane, con tre salmi (o parti di salmi) per ogni Ora del giorno, eccetto Compieta che ne ha uno o due.

Salmi Imprecatori e Salmi Storici

Durante la riforma, due tipi di salmi presentavano difficoltà: i salmi imprecatori e i salmi storici. I salmi imprecatori (come il 57, 82, 108) contengono invocazioni di vendetta e maledizione sugli avversari, risultando psicologicamente difficili da comprendere in un contesto evangelico, considerando l'invito di Gesù a perdonare i nemici. Si è deciso di tralasciare questi salmi o versetti nella liturgia ordinaria, pur essendo Parola di Dio e pregati da Gesù. I salmi storici (77, 104, 105), che ripercorrono la storia del popolo ebraico, sono stati riservati al sabato (di Avvento e Natale, Quaresima e Pasqua) come introduzione alla domenica, poiché ripercorrono le opere salvifiche di Dio culminanti nella Pasqua di Gesù (PNLO, n. 130).

L'Integrazione di Cantici Biblici

Accanto ai 150 Salmi, la preghiera cristiana della LO ha integrato altri Cantici presenti in libri biblici dell'Antico Testamento e nei Vangeli (Benedictus, Magnificat, Nunc dimittis). Il numero dei Cantici biblici è stato completato per avere un cantico dell'AT alle Lodi ogni giorno delle quattro settimane, e sono stati aggiunti 9 cantici del NT da recitarsi settimanalmente ai Vespri. La recita quotidiana dei tre cantici evangelici per Lodi, Vespri e Compieta è stata mantenuta (PNLO, nn. 37-54, 84ss, 136-139).

Criteri di Scelta dei Salmi nella Liturgia Quotidiana

La scelta quotidiana dei salmi e dei cantici segue criteri precisi per aiutare a pregare meglio le varie Ore del giorno, inclusa la Liturgia della Parola eucaristica.

Salmi Invitatori

I salmi invitatori (PNLO, nn. 34-36) introducono alla preghiera del giorno, invitando a lodare Dio, ascoltare la sua voce e attendere il riposo del Signore. Si cantano o recitano al mattino in forma responsoriale. Il salmo tradizionale è il Salmo 94 ("Venite applaudiamo al Signore"), a cui se ne sono aggiunti altri tre: il Salmo 99 ("Acclamate al Signore voi tutti della terra"), il Salmo 66 ("Dio abbia pietà di noi e ci benedica") e il Salmo 23 ("Del Signore è la terra e quanto contiene").

Salmi per Lodi Mattutine, Vespri e Compieta

Lodi Mattutine

Sono scelti tre salmi, in ordine crescente di importanza. Il primo è inerente all'ora del mattino e legato alla luce. Il secondo è un cantico dell'AT. Il terzo è il vero canto di lode, il più importante e solenne.

Vespri

Si selezionano salmi più semplici, a partire dal Salmo 109. Come terzo canto viene scelto un cantico del NT. Ai Vespri delle domeniche di Quaresima, il cantico alleluiatico di Apocalisse 19 è sostituito da 1Pt 2, 21-24, e per l'Epifania e la Trasfigurazione si ricorre a 1Tm 3,16.

Compieta

Per l'Ora prima del sonno, sono scelti salmi di fiducia in Dio, con la possibilità di pregare ogni giorno i salmi della domenica, in particolare il Salmo 90 ("Tu che abiti al riparo dell'Altissimo").

rappresentazione delle ore canoniche con monaci che pregano

Salmi nei Giorni della Settimana, Solennità e Feste

Si tiene conto dei giorni della settimana, in particolare della domenica, con una dimensione spiccatamente pasquale. Il venerdì ha una dimensione penitenziale, con il Salmo 50 ("Pietà di me o Dio") alle Lodi. Nelle solennità e feste come Natale, Epifania, Pasqua, Ascensione e Pentecoste, si presta particolare attenzione, così come nei "Comuni" (Dedicazione, Beata Vergine Maria, apostoli, martiri, confessori e dottori, vergini, santi e sante) e nell'Ufficio dei defunti. La scelta di un salmo è spesso suggerita da un versetto particolare nella tradizione latina o nella traduzione italiana.

Comprendere e Vivere i Salmi Oggi

Il libro dei Salmi, questa collezione di poesia religiosa ebraica, è al cuore della liturgia cristiana e cattolica fin dagli inizi. I Salmi sono Parola di Dio, che ci insegna un modo di rivolgerci a Lui, abbracciando tutte le emozioni umane dalla gioia all'angoscia, elevando le nostre miserie attraverso il linguaggio poetico che le sublima e le rende più sopportabili. Ci insegnano a cantare, perché il canto è il modo con cui l'anima si eleva dalla sua condizione terrena, e ci connettono con la Tradizione liturgica, essendo stati sempre sulla bocca dei cristiani e arricchendo i vari momenti liturgici.

I Salmi come Preghiera di Cristo e della Chiesa

La Chiesa prega i Salmi perché sono stati la preghiera di Cristo stesso, che li ha pregati nell'assemblea liturgica e nel suo dialogo segreto con il Padre, trovando in essi luce per la sua missione. Gesù, quale ebreo fedele, aveva tale familiarità con i Salmi da citarli più di ogni altro testo della Scrittura. Il Cristo Signore è il punto di convergenza e la sintesi di tutta la Scrittura, e più che mai, per l'uso e la testimonianza di Gesù stesso, il compimento e l'esegesi dei Salmi (Luca 24,44). I Salmi sono preghiera del Christus totus, il Cristo totale, poiché in essi pregano la testa e le membra, il Capo che è Cristo e il Corpo che è la Chiesa (Ef 1,22-23; Col 1,18). Il cristiano che prega i Salmi per Cristo, con Cristo e in Cristo vede la preghiera di Cristo diventare sempre più la sua, imparando ad avere in sé lo stesso sentire che fu in Cristo Gesù (Fil 2,5), crescendo verso la statura di Colui che è il cantator psalmorum per eccellenza.

Gesù che prega con i discepoli

Salmodiare è Pregare?

Salmodiare è pregare, a patto che la modalità di esecuzione dei Salmi consenta una preghiera meditativa che permetta di penetrare con tutta la persona il significato delle parole. Il salmista stesso esclama: "Psallite sapienter" (Sal 46 [47],8). Chi recita i Salmi nella Liturgia delle Ore, li recita non tanto a nome proprio quanto a nome di tutto il Corpo di Cristo, anzi nella persona di Cristo stesso. Questa dottrina risolve le difficoltà che possono sorgere dalla differenza tra lo stato d'animo personale e quello espresso nel Salmo. È la mente, il cuore, che deve accordarsi con ciò che la voce proclama, non il contrario. Il principio benedettino "Sic stemus ad psallendum ut mens nostra concordet voci nostrae" (salmodiamo in modo tale che la nostra mente concordi con la nostra voce) è fondamentale.

Aiuti alla Comprensione dei Salmi

Tre elementi nella tradizione latina hanno contribuito molto a far comprendere i Salmi e a trasformarli in preghiera cristiana: i titoli, le orazioni dopo i Salmi e soprattutto le antifone (PNLO, n. 108-109). I titoli sintetizzano il genere letterario e il contenuto del Salmo, offrendo una prima chiave di comprensione. Le sentenze del Nuovo Testamento o dei Padri invitano a pregare in senso cristologico. Le orazioni salmiche o collette, antiche preghiere che seguivano la recitazione del Salmo, raccoglievano le intenzioni dei presenti, ispirandosi al linguaggio e ai temi del Salmo. Le antifone, infine, situano il Salmo nel momento o situazione liturgica, sottolineando un aspetto particolare e suscitando l'atteggiamento spirituale dell'orante.

La Piena Umanità dei Salmi

I Salmi possiedono una piena umanità che richiede una risposta altrettanto umana, frutto della risonanza del cuore. Essi lasciano parlare l'uomo in tutta la sua realtà e ambiguità, esprimendo ardore, veemenza, e talvolta crudezza, ben lontani dallo stile classico di preghiera sobria e contenuta. Nei Salmi, Dio lascia che l'uomo gridi le sue delusioni, stanchezze, amarezze, scoraggiamenti, mostrando la sua realtà di peccatore bisognoso di perdono, di essere che anela a Dio, impegnato nella fedeltà pur essendo infedele, desideroso di giustizia, donazione e consacrazione a Dio solo. In essi, si invoca disperatamente aiuto nella lotta contro il male e il nemico.

Il Pensiero di Giovanni Calvino sui Salmi

Giovanni Calvino, nella prefazione al suo commento ai Salmi, confessa che le parole non possono adeguatamente esprimere la meraviglia di questo libro ispirato. Egli li definisce "l'anatomia di tutte le parti dell'anima", poiché in essi è rappresentata ogni emozione umana: dolori, paure, dubbi, speranze, preoccupazioni, perplessità. Calvino loda i Salmi per il loro insegnamento riguardo alla preghiera cristiana, affermando che essi ci fanno conoscere il privilegio di un accesso familiare a Dio e la libertà di esporre davanti a Lui le nostre infermità. I Salmi ci risvegliano al senso delle nostre malattie e ci istruiscono nella ricerca dei rimedi per la guarigione, offrendo una "regola migliore e più infallibile per guidarci in questo esercizio" di preghiera.

ritratto di Giovanni Calvino

I Salmi nel Culto Pubblico Riformato

Calvino identificò tre elementi essenziali nel culto pubblico della chiesa di Dio: la Parola (letta e predicata), i sacramenti (battesimo e Cena del Signore) e la preghiera (parlata e cantata, ovvero i Salmi). Egli riteneva che cantare i Salmi fosse "una cosa molto utile per l'edificazione della chiesa", poiché stimolava i cuori a fare preghiere e a rendere lodi e ringraziamenti a Dio con amore comune. Calvino si impegnò per stabilire il canto congregazionale a Ginevra, richiedendo melodie di qualità, gravi e maestose, e promuovendo la memorizzazione e il canto dei Salmi fin dall'infanzia. Lavorò per molti anni alla produzione e al miglioramento dei Salmi francesi, culminando nel Salterio ginevrino del 1562 con tutti i 150 Salmi.

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