Le Cerimonie Funebri di Papa Francesco: Dalla Casa Santa Marta alla Basilica di San Pietro

Le informazioni riguardanti le esequie di Papa Francesco hanno delineato un percorso che parte dalla sua residenza, Casa Santa Marta, per giungere alla solenne esposizione e al rito funebre nella Basilica di San Pietro. Le cerimonie seguono nuove disposizioni approvate dallo stesso Pontefice.

Il Decesso e i Primi Riti a Casa Santa Marta

Il corpo di Papa Francesco, deceduto nella mattina di lunedì alle 7.35 per ictus cerebrale e collasso cardiocircolatorio, sarà portato nella cappella di Casa Santa Marta. Qui avverrà la constatazione della morte secondo quanto previsto dal nuovo Ordo exsequiarum Romani Pontificis, la cui edizione aggiornata è stata approvata da Francesco il 29 aprile 2024. Tutto ciò dovrebbe avvenire verosimilmente in serata, quando, contestualmente alla certificazione della morte, saranno diffuse anche le attestazioni mediche.

In base al nuovo rito, la constatazione della morte del Sommo Pontefice non avverrà più nella camera papale ma direttamente nella cappella. La salma è stata vegliata tutta la notte, presenti molti cardinali, collaboratori e persone che hanno lavorato in questi anni con il Pontefice. Tutti sono visibilmente commossi e in questi ultimi due giorni hanno vegliato sul flusso enorme di persone venute a dare omaggio al Papa nella cappella di Santa Marta. È stata diffusa sui social la prima immagine della salma di papa Francesco, che indossa la mitra, un rosario tra le mani, la veste liturgica rossa, in una semplice bara di legno.

Foto della cappella di Casa Santa Marta durante la veglia funebre del Papa

Le Volontà di Papa Francesco sui Funerali e la Sepoltura

Papa Francesco ha introdotto nuove regole per l’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche riguardo ai funerali del Sommo Pontefice, volendo una cerimonia con rito semplificato. Non sono più previste, ad esempio, le tre tradizionali bare di cipresso, piombo e rovere. L’ultima edizione dell’Ordo exsequiarum Romani Pontificis era stata approvata nel 1998 da san Giovanni Paolo II e pubblicata nel 2000.

Un aspetto significativo delle nuove disposizioni riguarda la sepoltura, che potrà avvenire in luoghi diversi dalla Basilica di San Pietro. Papa Francesco, infatti, ha espresso il desiderio di essere tumulato nella Basilica di Santa Maria Maggiore, vicina alla stazione Termini di Roma, invece che in Vaticano. Ha indicato con precisione le sue volontà: "Chiedo che la mia tomba sia preparata nel loculo della navata laterale, tra la Cappella Paolina (Cappella della Salus Populi Romani) e la Cappella Sforza della suddetta Basilica Papale. Il sepolcro dovrà essere nella terra, semplice, privo di ornamenti particolari e recante un’unica iscrizione: Franciscus."

Nuovi Titoli Papali e Testi Liturgici Aggiornati

Bergoglio ha chiesto di modificare anche i titoli con cui si fa riferimento al Pontefice durante i funerali, optando per un linguaggio più diretto e accessibile. Espressioni solenni come "Sommo Pontefice della Chiesa Universale" o "Sovrano dello Stato della Città del Vaticano" lasceranno spazio a termini più essenziali come "Papa", "Pastor" o "Pontifex Romanus", per dare una visione meno istituzionale e più spirituale del ruolo papale.

Saranno aggiornati anche i testi delle preghiere. Alcuni sono stati abbreviati e tradotti in modo più accurato dal latino, con l’eliminazione di indicazioni rigide. Nella scelta delle musiche ci sarà una maggiore libertà.

La Traslazione Solenne dalla Casa Santa Marta alla Basilica Vaticana

Mercoledì 23 aprile, alle ore 9.00, la salma di Papa Francesco è stata traslata dalla Cappella di Santa Marta a San Pietro. Il momento in cui le spoglie mortali di Papa Francesco hanno lasciato la Cappella di Casa Santa Marta, residenza di Bergoglio, ha dato inizio al rito di traslazione verso la Basilica di San Pietro per l'esposizione ai fedeli. Questa mattina il rito di traslazione della salma del Papa da Santa Marta alla Basilica vaticana è stato una cerimonia solenne ma intima presieduta dal cardinale camerlengo, Kevin Joseph Farrell.

Dopo un momento di preghiera introduttiva nella cappella di Santa Marta, è seguita la processione con i cardinali, i patriarchi, il cardinale camerlengo Kevin Farrell e il maestro delle celebrazioni pontificie, monsignor Diego Ravelli. Presenti nel corteo circa 80 cardinali e patriarchi, poi vescovi, sacerdoti, suore, laici. Dietro ci sono i segretari: l’italiano don Fabio Salerno e gli argentini don Daniel Pellizzon e don Juan Cruz Villalón. Poi l’assistente sanitario personale Massimiliano Strappetti, gli aiutanti di camera Piergiorgio Zanetti e Daniele Cherubini.

Mattarella in visita a Santa Marta, omaggio e preghiera davanti alla salma di Papa Francesco

Il rito è presieduto dal cardinale camerlengo, Kevin Joseph Farrell, che ha scandito al microfono in latino: «Fratelli e sorelle carissimi, con grande commozione accompagniamo le spoglie mortali del nostro Papa Francesco nella Basilica Vaticana, dove ha esercitato spesso il suo ministero di Vescovo della Chiesa che è in Roma e di Pastore della Chiesa universale». Ha poi aggiunto: «Mentre lasciamo questa casa, ringraziamo il Signore per gli innumerevoli doni che, tramite il suo servo, il Papa Francesco, ha elargito al popolo cristiano, e supplichiamolo perché, misericordioso e benigno, conceda a lui l’eterna dimora nel regno dei cieli e doni il conforto della superna speranza alla famiglia pontificia, al suo popolo santo che vive in Roma, a tutti i fedeli sparsi nel mondo». L'invito del diacono «Procedamus in pace» ha dato il via al corteo.

La salma ha attraversato il corridoio creato dai penitenzieri con la stola rossa e dagli alabardieri della Guardia Svizzera intorno alle 9.10, poco dopo il suggestivo rintocco delle campane e il canto della Schola Cantorum. Il corteo si è snodato quindi in un’unica lunga fila muovendosi all’ombra dei muri e delle statue, del cupolone e degli alberi che puntellano il percorso fino alla Piazza. Il percorso è stato più o meno lo stesso di quattro giorni fa: Santa Marta, via della Sacrestia, Piazza dei Protomartiri Romani, poi l’Arco delle Campane, Piazza San Pietro, le file davanti al sagrato della Basilica.

Oggi, giorno di San Giorgio, suo onomastico, una bara di legno si è mossa davanti a 20 mila persone dispiegate in una Piazza illuminata da un sole finalmente primaverile, in lacrime, con le dita a coprire la bocca, il Rosario in una mano e lo smartphone nell’altra per immortalare il momento. Il corpo di Francesco è vestito con i paramenti rossi, in testa la mitra, e intrecciata tra le dita la coroncina in perle nere che portava sempre in tasca, insieme ad una immaginetta di Teresina di Lisieux e un santino del cardinale Jean-Louis Tauran.

Panoramica della folla in Piazza San Pietro durante la processione della salma

L'Esposizione della Salma e l'Omaggio dei Fedeli

All’apparire della processione, un primo applauso spontaneo è partito dalla folla. Gli svizzeri sull’attenti, i gendarmi in divisa - qualcuno anche commosso -, donne con la veletta nera, bambini in braccio ai genitori e tantissimi sacerdoti della Diocesi di Roma hanno accompagnato il passaggio verso il sagrato. Un altro applauso ha suggellato l’ingresso delle spoglie di Jorge Mario Bergoglio dal portone centrale e il percorso verso la navata centrale fino all’altare della Confessione, luogo in cui Pietro professò la sua fede col martirio.

Il feretro viene deposto su una piccola pedana rossa leggermente inclinata, sopra un tappeto a terra; nessun catafalco, come sempre avvenuto nel passato, secondo la volontà di Francesco. All’interno della Basilica, presso l’altare della Confessione, si tiene una Liturgia della Parola presieduta dal Card. Farrell. Il corpo del Papa defunto viene asperso con l’acqua benedetta e incensato. Si proclama il Vangelo, l’assemblea è disposta in semicerchio e segue il canto dei salmi e delle litanie. L’atmosfera continua a mantenere un tono di forte intimità; le prime file di cardinali e vescovi vanno a dare il loro saluto al Pontefice. Lui è lì, sopra la tomba dell’apostolo, con un’espressione serena che somiglia a un vago sorriso come i tanti che ha dispensato nelle sue uscite pubbliche.

Immagine della salma di Papa Francesco esposta nella Basilica di San Pietro

A catturare più di tutti l’attenzione è suor Geneviève Jeanningros, la piccola sorella di Gesù ultraottantenne che il Papa definiva una «enfant terrible» nei loro continui incontri ogni mercoledì in Piazza San Pietro all’udienza generale, dove lei portava giostrai, rom e persone omosessuali e transgender. Suor Geneviève è in un angolo, piccola, con i suoi occhi azzurrissimi inondati di lacrime davanti al feretro.

Fuori dalla Basilica, intanto, le cui porte aprono al pubblico alle 11 in punto, già da ore si sono create lunghissime file di fedeli. I primi gruppi attendono dietro i cancelli recitando i Misteri del Rosario, e corrono appena ricevono il via da gendarmi e volontari. Sfoderano gli smartphone una volta arrivati alla transenna e si fermano qualche istante a guardare il Papa facendosi il segno della Croce. Il cordone arriva fino a Via della Conciliazione, dove si fatica anche a passare.

L’esposizione della salma è prevista oggi, mercoledì 23 aprile, fino alle 24. Domani, giovedì 24 aprile, l’apertura è prevista per le 7 e la chiusura alle 24. Venerdì 25 aprile, invece, la Basilica rimarrà aperta dalle 7 alle 19.

Il Calendario delle Esequie e i Novendiali

La Congregazione dei Cardinali si riunisce per definire la data dei funerali. I dettagli verranno definiti nel corso della prima "congregazione generale", convocata per le ore 9:00 nell’Aula del Sinodo. Secondo quanto stabilito dalla Costituzione Apostolica, le esequie dovranno svolgersi tra il quarto e il sesto giorno dalla morte, ovvero tra venerdì e domenica della presente settimana.

I funerali di Papa Francesco si terranno sabato 26 aprile alle ore 10:00 in Piazza San Pietro. Le esequie in suffragio del Papa si chiamano Novendiali, da novem dies, che significa nove giorni, a cui segue il funerale papale, la Missa poenitentialis, celebrata in San Pietro alla presenza delle delegazioni di Stato di tutto il mondo. Sabato 26 aprile alle 10, primo giorno dei Novendiali, sul sagrato della basilica di San Pietro sarà celebrata la Messa esequiale del Romano Pontefice Francesco, secondo quanto previsto nell’Ordo Exsequiarum Romani Pontificis. La Liturgia esequiale - informa l’Ufficio delle celebrazioni liturgiche pontificie - sarà presieduta dal card. Giovanni Battista Re, decano del Collegio Cardinalizio.

Mattarella in visita a Santa Marta, omaggio e preghiera davanti alla salma di Papa Francesco

Venerdì 25 aprile, alle ore 20, si terrà il rito di chiusura della bara. Infine, sabato 26 aprile, alle 10, in Piazza San Pietro si terrà l’ultimo addio al Papa «venuto dalla fine del mondo».

Partecipazione da Trento

Oggi, mercoledì 23 aprile, alle ore 19 in cattedrale a Trento l’arcivescovo Lauro presiede una Santa Messa in suffragio di Papa Francesco, un appuntamento a cui tutta la comunità diocesana è invitata ad unirsi. All’ultimo saluto a Papa Francesco parteciperanno anche molti trentini. Non vi saranno peraltro viaggi organizzati per l’occasione a Roma dalla Diocesi, essendo già programmato da tempo, proprio in queste giornate, il pellegrinaggio giubilare di ben 1200 adolescenti trentini. L’arcivescovo Lauro, alla guida del pellegrinaggio, parteciperà alle esequie.

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